Come spiegare voci e visioni?

MEDIANITA'

Come spiegare voci e visioni?

di Giorgio Cozzi. Sempre più persone percepiscono voci interiori e sentono voci interiori: ma sono allucinazioni o messaggi da altre dimensioni?

Giorgio Cozzi, Presidente dell'AISM.

Nel mio ruolo di Presidente dell’AISM vengo spesso a contatto con persone che avvertono sensazioni che non sanno spiegarsi e cercano di capire che cosa stia loro succedendo.
Per spiegarci meglio, una persona che ha sempre vissuto in modo normale, senza mai avvertire alcunché di strano o particolare, senza alcuna propensione verso il paranormale, a un certo punto della sua vita percepisce dei messaggi come se qualcuno le parlasse da un mondo sconosciuto. Il fatto nasce senza un motivo apparente, nel senso che non accade a seguito di incidenti o traumi o di situazioni critiche di ordine famigliare o sociale.

Un fulmine a ciel sereno
È come un fulmine a ciel sereno. Improvvisamente la persona si rende conto di ricevere messaggi che riguardano la propria vita o quella di altri, talvolta di sconosciuti con cui si confronta per verificarne la veridicità. Scopre così che tali informazioni hanno un significato e incomincia a interrogarsi per capire cosa succede e cosa vuole dire. Si domanda anche se è frutto di fantasia o se c’è qualcosa di reale e se per caso non si tratti di un disturbo.
In questi casi queste esperienze non riguardano persone esaltate o già predisposte verso la medianità, bensì persone che si ritrovano all’interno di un fenomeno inspiegabile.

Fenomeni oggettivi che non si possono rifiutare
Altre persone mi raccontano di avere visto parenti defunti come se fossero presenti con il corpo fisico, alcuni anche con una certa frequenza, tanto da essersi abituati a tali visioni. Naturalmente la linea di confine è rappresentata dal riscontro, vale a dire che se i messaggi sono fini a se stessi si può discutere a lungo sulla loro origine e su cosa possono voler dire, anche a livello dinamico della personalità individuale. Quando si può confermare che il messaggio ha un significato preciso e si riferisce a informazioni che non si posseggono, allora bisogna riconoscere che non può trattarsi di aspetti patologici, bensì di fenomeni oggettivi che non si possono rifiutare tout court.

Quando si aprono canali comunicativi
Nella mia esperienza posso dire che gli ultimi casi che mi sono pervenuti si riferiscono a persone che affrontano la situazione in modo razionale, in parte scettico e in parte aperto a comprendere un canale comunicativo che si è aperto in modo sorprendente e intrigante.
Luigi, ad esempio, improvvisamente si è ritrovato al centro di flash in cui riceve messaggi che non attribuisce a proprie fantasie, anche perché sono collegati a vicende di cui non era a conoscenza.
Turbato da queste esperienze, ha cercato una spiegazione razionale, addirittura si è rivolto ad uno psichiatra per capire se in qualche modo non si sia trattato di un segnale di disturbo. Ma poi si è convinto a cercare risposte da chi si occupa scientificamente di Ricerca Psichica. Nel suo caso, il fenomeno è stato sia visivo che auditivo; in altri contesti il messaggio avviene attravero la scrittura, come se una forza superiore dettasse un messaggio o guidasse la sua mano.

La posizione dell'AISM
Come ricercatori noi dell’AISM siamo aperti e prudenti, da una parte rinfranchiamo la persona che si ritrova in una realtà diversa, dall’altra cerchiamo di verificare la validità dei messaggi ricevuti. Il più delle volte riguardano persone defunte che entrerebbero in contatto con viventi trasmettendo messaggi ispirati o di avvertimento oppure informazioni che ne consentono una ricostruzione.
Di solito chi sperimenta questo canale ne rimane colpito e si convince che non è materiale personale, ma è certo che qualcuno comunichi con lui dando indicazioni che hanno appunto un significato per sé o per altri.
Gianni, ad esempio, ha scoperto casualmente che avverte un messaggio metaforico relativo ad una persona, la quale lo riconosce pertinente rispetto alla realtà che sta vivendo. Ad esempio, vede una persona che cammina su un cornicione ed i effetti il soggetto su cui si è concentrato è in bilico tra due decisioni difficili da prendere. Anche lui si domanda come sia possibile, chi gli ha trasmesso tale immagine, questa viene da altre dimensioni o dalla sua mente?

L'eterno dilemma: è psichismo o spiritualismo?
Quando il soggetto va alla ricerca di spiegazioni si trova in difficoltà perché nessuno può a priori (o razionalmente) ammettere che si tratti di persone defunte che entrano in contatto con una persona vivente, a meno di ricorre a spiegazioni di fede o spirituali. Il fatto è che è anche altrettanto difficile poter spiegare questi fenomeni con le conoscenze attuali. Una volta escluso che non esista una patologia di fondo bisogna aprire la mente ad altre opzioni interpretative, pena lasciare senza risposte le domande che sorgono alla persona che sta vivendo una forma di contatto del tutto nuova.

Non esiste una spiegazione univoca

Carl G. Jung.

Si può sostenere che non conoscendo l’origine dei messaggi e l’autore o il processo che lo determina, occorre pensare in termini di fenomeni paranormali, di cui per ora non esiste una spiegazione univoca o scientificamente accettata, anche se si dispone ormai di una base enorme di prove concrete raccolte da vari ricercatori nell’arco di 150 anni, tra cui scienziati aperti o convinti da esperienze personali, quali Isaac Newton, Henri Poincarè, Camille Flammarion, William James, Wolfgang Pauli, Carl Gustav Jung, Giuseppe Calligaris, Niels Bohr, Luigi Fantappiè, David Bohm, Edgar Mitchell, Robert Jahn, Emilio Servadio, ec.

La teoria dell'inconscio collettivo
Fermo restando che la premessa fondamentale è che ci sia un riscontro reale, del tipo “mi ha/hanno detto che… ed è puntualmente accaduto senza che io potessi farci niente”, oppure “ho ricevuto un messaggio per X e questi ha riconosciuto che l’informazione aveva senso e che sembra provenire proprio da quella persona (defunta) che si è manifestata”, possiamo tentare alcune spiegazioni alternative.

"Niflungar", di Jeroen van Valkenburg

La prima risale alle teorie junghiane: esisterebbe una sorta di inconscio collettivo dove tutte le informazioni storiche sono contenute, anche in termini di emozioni e pensieri, per cui un soggetto potrebbe casualmente (od anche catalizzando involontariamente) entrare in contatto con informazioni che riguardano sé o altri, sconosciute, riferite al presente o al passato od anche ad un futuro possibile.

Come avviene il contatto con quel file informativo è un mistero anche se si può supporre, come diceva Jung che non esiste solo la relazione causa-effetto, bensì anche una relazione di significato che lega eventi in una coincidenza sorprendente (entanglement della Fisica Subatomica?).

La teoria legata alla risonanza morfica di Sheldrake
La seconda ipotesi è che essendo tutto energia, quindi anche il pensiero, esso rimarrebbe comunque reale e percepibile in particolari stati di coscienza che l’essere vivente può in taluni casi sperimentare o addirittura che è sempre disponibile e solo quando si aprono determinati canali si inizia a percepire (risonanza morfica di Sheldrake?).

Una terza ipotesi è riferita alla pluralità di esistenze (mondi paralleli) per cui talvolta si potrebbe verificare un’interferenza tra un altro piano di esistenza e il nostro, dove i tempi potrebbero essere diversi e dunque parlerebbe una persona che su un altro piano è vivente quando sul nostro è morta (teoria delle stringhe, universi paralleli?).

La non località della coscienza
Una quarta ipotesi è che la non località della coscienza, dimostrata dai numerosi e certificati fenomeni di OOBE (Out of the body experiences, esperienze fuori dal corpo) e di NDE (Near Death Experiences, esperienze di premorte) la fa vivere oltre alla morte materiale in dimensioni spirituali che consentirebbero il contatto con la nostra dimensione materiale.
Un tentativo di spiegazione unitaria, riferito soprattutto ai casi in cui i defunti vengono visti come se fossero corpi materiali, viene da Salvatore Capo, che sostiene l’esistenza di un corpo fotonico mediatore tra corpo materiale e corpo spirituale.

Da dove nasce l'immagine del corpo spirituale?
Per spiegare l’esistenza di defunti con un corpo materiale si deve partire dall’idea che i defunti abbiano normalmente un corpo spirituale, avendo una propria visibilità, una propria individualità e una propria coscienza, come mostrano tra l’altro, e a centinaia, le esperienze di pre-morte.
Ipotizzo che, così come è un insieme di onde elettromagnetiche riflesse a dar origine nella retina al processo che porterà all’immagine di un corpo materiale, è un insieme di onde elettromagnetiche emesse da un corpo spirituale ad essere ricevuto da un altro corpo spirituale.

E poiché l’immagine del corpo spirituale del defunto è simile all’immagine del corpo materiale che aveva in vita, l’insieme delle onde elettromagnetiche emesse dal corpo spirituale deve contenere una componente “visibile” simile a quella riflessa dal corpo materiale (qualunque corpo materiale emette anche onde infrarosse). Chiamerò questa componente “corpo fotonico”, con la specificazione che non si tratta propriamente di un corpo, ma si tratta di ciò che produce l’immagine di un corpo, o in una retina materiale, o in un “occhio” spirituale.

Un ponte tra scienza e spiritualità
Anche in questo caso, come in tutti gli altri considerati, resta da spiegare perché avviene, come avviene e come riprodurlo. Ed è qui la difficoltà di trovare risposte certe, anche se gli spiritualisti provano a spiegarlo, le correnti orientali lo accettano, certe scuole di sviluppo interiore lo praticano.
Dal punto di vista della scienza generalmente c’è rifiuto, dalla Ricerca Psichica c’è ascolto e comprensione, da chi cerca di costruire ponti tra scienza e spiritualità c’è attenzione e disponibilità per raggiungere una consapevolezza delle potenzialità umane.