Contrordine: il colesterolo fa bene?

LA LEGGENDA DEL COLESTEROLO

Contrordine: il colesterolo fa bene?

di Ubaldo Carloni. Chi ha detto che la colpa è tutta del colesterolo? Non tutto è come sembra. I danni maggiori in realtà vengono dallo zucchero

Molti scienziati furono finanziati negli anni '60 dall’industria americana dello zucchero, per nascondere il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare così l’attenzione sui grassi saturi. A rivelarlo sono una serie di nuovi documenti scoperti recentemente da un ricercatore della University of California di San Francisco e pubblicati sul magazine Jama Internal Medicine.

La lobby dello zucchero
I ricercatori hanno scoperto gli studi nascosti per oltre 50 anni che dimostrano che è lo zucchero il vero responsabile dei problemi cardiaci (colesterolo e danni al cuore). I risultati vennero pilotati dalla Sugar Research Foundation, per accusare i grassi di produrre il colesterolo e aumentare il consumo di zucchero. La lobby dello zucchero avrebbe pilotato per più di cinquant’anni studi sul ruolo dell’alimentazione sui problemi cardiaci. «Sono stati in grado di sviare il dibattito sullo zucchero per decenni», ha detto al New York Time Stanton Glantz, professore di medicina e autore del paper uscito su Jama.

I danni dello zucchero
Anche se i documenti si riferiscono a quasi 50 anni fa, sono fondamentali perché il dibattito tra zuccheri e grassi è al centro delle speculazioni della comunità scientifica anche oggi.
Per decenni i ricercatori e i Ministeri della Salute hanno spinto i paesi industrializzati a consumare prodotti con ba
sso contenuto di grassi, ma ricchi di zuccheri, che hanno aumentato il numero di obesi, la diffusione della colesterolomia  e i decessi provocati da disturbi cardiaci. Basta adottare un regime convenzionale con zucchero onnipresente (bevande zuccherate, dolci, prodotti da forno in genere, farine raffinate; derivati come pasta, pane ecc.), per avere tutti questi danni, che si accumulano e nel tempo tendono a peggiorare.

L'invenzione dello zucchero
Lo zucchero è un cibo inventato che non è mai esistito nella storia. Il nostro corpo scompone i carboidrati delle verdure e cereali per produrre il glucosio necessario per le sue funzioni. Quando introduciamo lo zucchero, tagliamo tutta una serie di processi chimici che hanno come risultato un aumento enorme di glicemia e insulina, coinvolge le ghiandole surrenali, il microbiota (batteri intestinali) causa di processi infiammatori e danni cerebrali.

La glicemia danneggia più del colesterolo
In realtà studi recenti dimostrano che i livelli di glicemia nel sangue costituiscono un maggiore fattore di rischio di malattie cardiache rispetto al livello di colesterolo. Il colesterolo è fondamentale per la formazione degli ormoni e ha la funzione di riparare i danni alle arterie prodotti dall’infiammazione indotta da zucchero, farine raffinati e oli di semi industriali. Solo coloro che per motivi genetici hanno livelli di colesterolo molto elevato, un fenomeno raro, dovrebbero usare i farmaci, altrimenti è sufficiente seguire una dieta corretta.

Le statine
Le statine, oggi comunemente usate per abbassare i livelli di colesterolo, in realtà aumentano il rischio di malattie cardiache e danneggiano il cervello. Tutti effetti collaterali che potrebbero essere evitati dirigendosi verso una dieta davvero vicina alla natura.

Non è il colesterolo la causa delle cardiopatie
Fino a qualche anno fa si credeva che la causa delle malattie cardiache fosse il colesterolo alto, ma questo è stato completamente smentito dalla scoperta che la reale causa è l’infiammazione della parete arteriosa. Ancora oggi l’establishment medico-scientifico persegue questa linea erroneamente, i motivi sono molteplici ma qui non li affrontiamo.
Il colesterolo è una molecola essenziale per la nostra vita, in grado di riparare le pareti dei vasi sanguigni. Se i vasi sanguigni sono infiammati avremo un eccesso di colesterolo nel sangue.

I danni di una dieta scorretta
In solo 200 anni la razza umana ha completamente stravolto la propria dieta,  consumando cibi che non sono mai esisti in precedenza e che il nostro corpo non è quindi geneticamente predisposto a consumare: come le farine raffinate e trattate chimicamente e lo zucchero, che sono i cosiddetti cibi ad alto indice glicemico.
Ogni volta che consumiamo un cibo ad alto indice glicemico si instaura un eccesso di zucchero nel sangue, la cosiddetta iperglicemia, che diventa cronica  se non invertiamo la rotta.

Il picco glicemico
Gli effetti di un picco glicemico costante sono dannosi, ma si manifestano nel tempo. I vasi sanguigni si danneggiano e  le arterie si induriscono (arteriosclerosi). In breve: l'iperglicemia ispessisce le pareti capillari, rende il sangue più denso e può causare delle microlesioni nei vasi sanguigni più piccoli; si determina la glicazione, ovvero una ridotta capacità dell’emoglobina di trasportare ossigeno ai tessuti, con gravi conseguenze e un’anomala tendenza delle piastrine a riunirsi (aggregazione piastrinica).
Se questi cibi sono consumati saltuariamente (non tutti i giorni) allora il pancreas, grazie alla produzione di insulina, riesce ad abbassare il livello di glucosio nel sangue, facendolo assorbire alle cellule ed ai tessuti e il colesterolo riparerà il breve danno che è stato subito dai vasi. Ma quando questi cibi costituiscono la nostra dieta, allora c’è un costante picco glicemico troppo frequente nel sangue e giorno dopo giorno si danneggiano le pareti dei vasi sanguigni.

Glicemia e candida

Una colonia di candida

Tuttavia questa non è l’unica modalità con cui gli zuccheri causano il danneggiamento dei vasi sanguigni. Lo zucchero e le farine raffinate generano infiammazione intestinale e nutrono la candida, che quindi inizia a crescere indisturbata. La candida è un fungo presente nell’intestino, in genere è controllata dai lattobacilli e così non si sviluppa in modo sistemico. Solo un intestino infiammato, effetto anche di cure farmacologiche (antiinfiammatori, cortisonici, antibiotici, psicofarmaci), permette alla candida di svilupparsi. Questi gli effetti: la parete dell’intestino si indebolisce e comincia a far filtrare sostanze (macromolecole del cibo, batteri, agenti chimici, allergeni ecc) nel flusso sanguigno, producendo tossine e scorie. È stato dimostrato di recente che la candida e altri funghi riescono ad accumularsi anche nei vasi sanguigni.

La funzione utile del colesterolo
Il colesterolo, l’imputato, ha la funzione di contribuire alla normale formazione e riparazione delle membrane cellulari e viene quindi utilizzato in realtà per riparare i vasi sanguigni. Quando i vasi sanguigni sono sotto infiammazione cronica, è necessario troppo colesterolo e quindi si manifesta un’occlusione dei vasi sanguigni con la conseguente restrizione del flusso sanguigno.
Recenti ricerche mostrano tuttavia che in questo processo la percentuale di colesterolo coinvolta è bassa rispetto alle ipotesi, mentre è coinvolto in misura maggiore il minerale calcio in eccesso dietetico (latticini vaccini e derivati). Questo calcio non segue il normale metabolismo osseo, ma viene dirottato, producendo problemi articolari e ossei (osteopenia, osteoporosi) legati ai problemi infiammatori dei vasi sanguigni.

Abbassare il colesterolo?

Tanti grassi, colesterolo alto.

L’eccesso di colesterolo non proviene dalla dieta. Il 75%-80% del colesterolo presente è prodotto dal nostro corpo e solo il rimanente 20-25% proviene dai cibi che ingeriamo. Inoltre quello che accade con la candida è che essa impedisce l’assorbimento della vitamina B6 e dello zinco: una deficienza di questi due nutrienti causa problemi al metabolismo dei grassi e all’utilizzo corretto del colesterolo da parte dell’organismo. Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe più saggio ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica.

Ridurre l’infiammazione cronica
L’infiammazione è semplicemente una difesa naturale del corpo che richiama i suoi difensori a riparare il danno. Tuttavia se prolungata diventa cronica e i danni diventano seri.
Ecco un elenco parziale dei suggerimenti pratici per ridurre il danno da infiammazione:

• eliminare lo zucchero, i cereali raffinati e tutti i prodotti a base di farina di frumento proveniente da coltivazioni intensive, il glutine (favorisce l’infiammazione), i latticini (favoriscono l’infiammazione).
• I legumi, i cereali integrali e le farine integrali macinate da poco tempo non sono ad alto indice glicemico, poiché vengono convertite gradualmente in glucosio e quindi permettono all’organismo di farlo assorbire nei tessuti senza creare un picco glicemico nel sangue.
• Mangiare poco e spesso per non avere sbalzi glicemici.
• Accompagnare ogni pasto con verdura cruda ben condita, anche come antipasto.

• Non limitare i grassi sani, come olio extravergine di oliva, olio di cocco (contrasta la Candida), olio di canapa e di zucca.

• Prendersi cura del pancreas, masticando bene ogni cibo e preferendo cibi crudi o poco cotti, vivi e ricchi di enzimi.
• Prendersi cura del fegato con tisane depurative o Tinture Madri a base di tarassaco, cardo mariano ecc.;
• Assumere integratori per il fegato.
• Inoltre la vitamina B6, lo zinco e la vitamina D riducono l’infiammazione e migliorano il metabolismo dei grassi, mentre la vitamina C rafforza le pareti dei vasi sanguigni.
• Molto consigliabili le terapie omeopatiche.

La lista inizia con la parola eliminare: sappiamo che non è facile realizzarla integralmente in una civiltà in cui lo zucchero e derivati, i latticini manipolati (con latte degli allevamenti intensivi) e il glutine sono ubiquitari, ma limitarli molto è possibile, sapendo dove sono nascosti. Il Dr Linus Pauling, uno dei più grandi scienziati del XX secolo, premio Nobel per la chimica, lo aveva già affermato quando ancora non c’erano studi certi che la causa crescente delle malattie cardiache era dovuto al crescente consumo di zucchero.