Sperimentare un altro modo di vivere

Il cambiamento è già qui: gli Ecovillaggi

Sperimentare un altro modo di vivere

"Una comunità è costituita da un gruppo di persone che sceglie liberamente di vivere insieme e di partecipare alla creazione della società e del sistema di regole che vige all’interno di essa", ci dice Lorenzo Postacchini "per poi portare all’esterno la propria esperienza, con l’apporto di energia e forza che tale gruppo ha sviluppato”.

Partecipare è essere, vivere, respirare, provare empatia non solo nella sfera privata, ma anche nella dimensione pubblica della vita di tutti noi. Come cantava nel 1973 Giorgio Gaber: “La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”, preceduto da una frase, “Vorrei essere libero come un uomo”.

The San Gabriel Mountains are seen in the background during cloud cover over the Los Angeles skyline

Un'immagine emblematica del mondo in cui viviamo, dove non c'è (quasi) più il rispetto per la Natura e ì'ecosistema.

Concetti forti ed entusiasmanti: il fatto di legare la libertà personale all’idea di partecipazione a qualcosa di più vasto e rendere l’uno dipendente dall’altro, era molto lontano, allora, dai paradigmi di vita agiti, ma è di grande attualità oggi e lo si trova continuamente espresso con il termine molto usato (ed anche abusato) di ecologico, derivante da ecologia. Mi permetto di risalire all’etimo di tale vocabolo affinché sia evidente il suo significato: eco (dal greco oikos) significa casa, ambiente, e logico (da logos) studio, conoscenza, relazione, legame; ne deriva che è ecologico tutto ciò che è in relazione con l’ambiente e che ne partecipa. Possiamo quindi dire che la nostra libertà è in proporzione e dipende dal rapporto con l’ambiente, intendendo per tale un tutto che parte dal microcosmo (noi ed il nostro interiore) per passare alla casa, al quartiere, al paese, alla nazione e via via fino al macrocosmo di un’essenza di cui non conosciamo i limiti e di cui solo ora incominciamo a prender coscienza: l’universo delle emozioni, il mondo delle frequenze e di come anche i nostri pensieri influenzano persino la materia. Ogni volta che in uno di questi ambienti interconnessi si crea una disarmonia tutto l’insieme ne risente. Come dice Edward Lorenz, pioniere della teoria del caos: "Può, il batter d'ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”.
E’ evidente che, stante questa premessa, oggi non ci sentiamo propriamente liberi, anzi, direi quasi che la sensazione dominante sia quella di essere prigionieri di una realtà che comincia a diventare sempre più oppressiva ed è causa di malessere diffuso a tutti i livelli.
Negli anni ’50 il mondo intero, uscito da una guerra devastante, ha intrapreso una corsa folle verso la ricerca del benessere materiale: la ricerca scientifica e la tecnologrsz_ecovillaggi_2ia hanno subito un’accelerazione esponenziale, portando in breve tempo l’uomo medio dei paesi più avanzati ad usufruire di una qualità di vita inconcepibile solo qualche decina di anni prima. E questo è bene. Ma come ipnotizzati dal pifferaio magico, abbiamo continuato a correre dietro al miraggio che più tecnologia e cose possediamo più siamo liberi.
Secondo Gregg Braden “la nuova biologia ci sta dicendo che la natura si basa sulla cooperazione, mentre il mondo che conosciamo è largamente fondato sulla credenza che la natura sia basata sulla sopravvivenza del più forte, mal interpretando il concetto darwiniano di più resistente, così abbiamo modellato in tale senso il sistema economico e sociale che sta collassando”.
Molti pensano che la crisi passerà. Meglio pensare che la crisi è sinonimo di opportunità: ecco che abbiamo l’opportunità di fermarci a riflettere su come la nostra vita attuale partecipi e sia in sintonia con l’oikos. Certamente se ci guardiamo intorno troviamo un bel mucchio di macerie, dentro e fuori di noi. Ma l’aspetto più grave di tutto ciò sono i rapporti umani, ridotti spesso a pochi incontri sporadici e, per il resto, delegati ai social network. Tutti chiusi nelle proprie scatole, isolati ci sentiamo persi ed impotenti di fronte a questo disastro. Tante volte viene la voglia di mollare tutto e… vivere in un modo più naturale, ecologico ma come?

Le iniziative per vivere una vita... più umana
La buona notizia è che nel mondo qualcuno si sta muovendo, persone coraggiose stanno promuovendo iniziative che soddisfino il desiderio di vivere una vita più umana senza tornare indietro a modelli ormai superati.

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Lorenzo Postacchini, ambasciatore degli ecovillaggi in Italia.

Nel mondo ed anche in Italia, stanno sorgendo gruppi che si organizzano in cosiddetti Ecovillaggi; c’è un movimento che si chiama Transition Town dedicato a coloro che non se la sentono di fare scelte drastiche di vita, sono attivi esperimenti di cohousing, ci sono corsi che insegnano come organizzare piccole comunità di scambio, è nato il Movimento per la Decrescita Felice (MDF), che organizza eventi e conferenze sul tema, fino ad arrivare ad esperimenti più drastici quali la Libera Repubblica di Gaia, a Sassari, o quella della Regione Sicilia che il 17 dicembre ha presentato la richiesta di raccolta firme, a norma dell'art. 12 dello Statuto, per l'istituzione nell'Isola del sistema monetario Grano. A seguito di questo, sono nati siti che illustrano validamente le varie iniziative ed una fiorente bibliografia ad esse dedicata.
“L’uomo non può non vivere in una comunità", mi dice Lorenzo Postacchini, ambasciatore degli ecovillaggi in Italia, che ho incontrato a Milano in occasione dell'Olis Festival.  "Sono comunità la famiglia, il palazzo dove si abita, il quartiere, la città, la nazione; e intendo per comunità un insieme di persone che vivono sotto le stesse regole, le stesse leggi, con una filosofia simile, un accordo comune: quindi, noi viviamo costantemente in molteplici comunità”.
Alla scoperta di questa nuova realtà in divenire, il nostro magazine ha deciso di dedicare, da qui in poi, uno spazio speciale di esplorazione di queste realtà per fornire, a tutti coloro che sentono il desiderio di cambiamento, una sorta di mappa di riferimento per approfondimenti personali.
Qui di seguito, una breve presentazione delle specificità di alcuni di questi movimenti.

Ecovillaggi e cohousing
"Un ecovillaggio", prosegue Lorenzo "è una comunità intenzionale costituita con lo scopo di rigenerare l'ambiente, la natura, la società; è un agglomerato di persone che scelgono di unirsi con un intento specifico. Abbiamo parlato prima di comunità: una comunità intenzionale è un gruppo di persone che sceglie liberamente di vivere insieme e di partecipare alla creazione della società e del sistema di regole che vige all’interno di essa, per poi portare all’esterno la propria esperienza, con l’apporto di energia e forza che tale gruppo ha sviluppato”.
Il mondo degli ecovillaggi è ampio ed articolato e va da esperienze di coabitazione fino a veri a propri villaggi con estensione di terra ed abitazioni diverse. Le affinità su cui i gruppi si formano sono anch’esse le più varie: si spazia da esperimenti simili o derivanti dalle comuni degli anni ‘70 ad altri di stampo spirituale, inteso come esplorazione della propria interiorità, comunità di recupero del territorio ed altre che basano la loro filosofia sul veganesimo e poi, ancora, gruppi di lavoro della terra o di interscambio culturale.
Nel dicembre 1996 è nata in Italia la Rete Italiana dei Villaggi Ecologici (RIVE), che fa parte del Global Village Network (GEN). È nata nel 1966 allo scopo di favorire lo sviluppo e la connessione tra i gruppi e fornire supporto per tutte le realtà formate e quelle in divenire. Ogni anno organizza tre o quattro incontri di verifica e scambio tra gli ecovollaggi aderenti alla rete, a cui partecipano i rappresentanti delle varie comunità: è un momento molto importante per noi, molto intimo, dove portiamo le nostre esperienze ed i problemi che incontriamo lungo il percorso che abbiamo scelto, un momento di scambisieben-linden-germaniao sempre molto costruttivo”. A questi incontri si aggiunge una vera e propria festa annuale di celebrazione del progetto.
“Vogliamo costruire un mondo nel quale armonia, fiducia, e pacifiche relazioni tra gli uomini e rispetto per ogni essere vivente porti ciascuno ad acquisire coscienza di sé, conducendo un’esistenza ecosostenibile”, si legge nel manifesto RIVE. “Un mondo di comunità e di individui che si prendono cura l’uno dell’altro, che condividono le loro esistenze, certi che solo abbracciando varie culture, armonizzando i loro comportamenti con la natura possono porre le basi di un mondo diverso, per assumere un nuovo atteggiamento di fronte alla vita, al lavoro, alle relazioni, fondato sul vivere comunitario e solidale”.
Dato che vivere in un ecovillaggio, pur essendo un sogno per molti, non è una scelta da improvvisare, prima di prendere una simile decisione si dovrebbe abitarvi per qualche tempo, di modo da averne esperienza diretta. Per questo la RIVE organizza percorsi di formazione atti a far conoscere a tutti gli aspiranti le pratiche di vita quotidiana.

Transition Town
Transition Town, o Città in transizione, è un movimento fondato dall'ambientalista Rob Hopkins negli anni 2005 e 2006. Come si legge in Wikipedia, l'obiettivo del progetto è di preparare le comunità ad affrontare la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Ha come scopo quello di informare e formare coloro che intendono portare avanti il modello della Transizione all’interno della propria comunità; a tale scopo vengono organizzati corsi per fornire gli strumenti ed il supporto ed insegnare le tecniche di aiuto, in stretta collaborazione con tutte le realtà che nel mondo stanno sperimentando questo percorso.
Transition Italia è il punto di collegamento italiano a cui fare riferimento, che, su richiesta, interviene in loco per studiare il territorio ed attuare un piano specifico dedicato.

Tutti questi movimenti sono in grande e continua crescita in Italia ed in tutto il mondo: e noi li vedremo più da vicino nelle prossime puntate.

1a puntata - continua

Per saperne di più:
http://www.ecovillaggi.it
http://transitionitalia.wordpress.com
http://decrescitafelice.it
http://gen.ecovillage.org
Intervista a Gregg Braden del febbraio 2014: https://www.youtube.com/watch?v=iprj7PQIqPk&feature=em-subs_digest-vrecs