Si può ritornare giovani?

ENTROPIA E CORPO UMANO

Si può ritornare giovani?

di Sergio Ragaini. La legge dell'Entropia applicata al corpo umano: è possibile stimolare la rigenerazione cellulare e ringiovanire?

Come abbiamo visto nella prima puntata, L'Entropia è il rapporto tra la quantità di calore fornita (o ceduta) e la temperatura ed esprime il grado di ordine e disordine molecolare di un corpo. La formula della variazione di Entropia ha, al numeratore, una variazione di calore. Questo ci dice che l'Entropia varia e quando varia il calore non si può tornare al punto di partenza.

Entropia nel corpo umano
Anche nel nostro corpo ci sono reazioni che avvengono continuamente. Reazioni che modificano, creano, e così via. Tuttavia, sappiamo bene che, soprattutto dopo una certa età, le reazioni predominanti sono quelle cataboliche, vale a dire quelle che vanno verso la distruzione cellulare.

Si tratta, spesso, di reazioni che possono essere considerate irreversibili. Infatti, quando le reazioni metaboliche diminuiscono, pare impossibile che tutto torni come prima.
Per questo si va dalla giovinezza alla vecchiaia, e il viceversa appare impossibile. Insomma: c'è una reazione di ricostruzione, ma l'entropia ci porta sempre verso il decadimento.
Purtroppo, quindi, quando le reazioni metaboliche diminuiscono si va verso la distruzione, il deterioramento, che è, in fondo, disordine molecolare. Pare proprio che, quindi, in Natura, quando esiste una reazione distruttiva, ne debba esistere una costruttiva per rimpiazzare quello che decade.

Quando la sostituzione è possibile...
Riprendiamo l'esempio che ho fatto in precedenza, dell'apparecchiatura in cui un pezzo si rompe e viene sostituito. Questo esempio è fondamentale: in alcuni casi, infatti, se un'apparecchiatura è fatta di pezzi (o di moduli, in termini elettronici) si può sostituire un modulo rotto con uno nuovo.
E l'apparecchiatura torna come nuova e forse meglio di prima! Infatti, magari, questo nuovo modulo è tecnicamente più evoluto di quello vecchio.
Tuttavia, in alcuni casi, la sostituzione non sarà più possibile perché, negli standard, qualcosa è cambiato. Ad esempio, se in un computer la scheda madre è cambiata e gli alloggiamenti per i componenti saranno cambiati, la sostituzione non si potrà più fare.
Credo però che questo fatto non sia legato alla Natura, ma ad altro, sia esso spinta verso l'evoluzione o considerazione di mercato. In Natura, credo, questo caso avrà un significato diverso, come vedremo in seguito.

... E quando non lo è più
Ancora, ci sarà un livello in cui non varrà più la pena di sostituire, ad esempio quando un'apparecchiatura è davvero “troppo” vecchia e superata. Anche questo caso sarà da considerare più avanti, magari per capire se anche nell'uomo un discorso del genere può valere. Cerchiamo ora di cogliere il senso generale di quello che abbiamo appena visto: è come se, in una struttura, man mano che un componente invecchia, ci fosse qualcosa o qualcuno che lo sostituisce con un componente nuovo, più performante. Quando questa sostituzione viene meno, perché quel qualcosa o qualcuno non lavora più al ritmo di prima, la distruzione e il deterioramento sono predominanti. È come se in un'apparecchiatura non ci fosse più nessuno che fabbrica i pezzi di ricambio: questa non potrà più essere riparata.

Nel corpo umano,  processi di distruzione e rigenerazione
Torniamo ora al corpo: sin dalla più tenera età, come visto, ci sono reazioni di distruzione. Ogni giorno, nel nostro corpo, muoiono migliaia e migliaia di cellule, che vengono rimpiazzate. Reazioni metaboliche e cataboliche esistono continuamente.
Come visto, dopo una certa età, la sostituzione delle cellule vecchie con altre nuove avviene molto più lentamente. E tutto va verso la distruzione.

A questo si aggiunge un altro problema: esistono parti del corpo in cui la rigenerazione appare inesistente, o quasi. Un esempio sono i denti: alla nascita il bambino ha i cosiddetti “denti da latte”. Poi questi vengono rimpiazzati da denti diversi, che io da piccolo chiamavo “veri”. Che non sono più veri di quelli da latte, ma sono definitivi.
In caso occorra togliere un dente, perché la carie l'ha reso irrecuperabile, o perché si è rotto e non si può riparare, quel dente non ricrescerà. L'unica possibilità è utilizzare una protesi, quindi qualcosa di artificiale che sostituisca ciò che c'era di naturale.

Uno dei modi, quindi, per rigenerare qualcosa che appare non essere più esistente, è quello di sostituirlo con qualcosa di artificiale. Chi ha visto il film Star Trek ricorderà il personaggio di Data che aveva un “visore”, un apparecchio per permettergli di vedere. Si trattava di un'apparecchiatura, oggi ancora avveniristica (anche se auspico un futuro in cui queste cose potranno esistere), che permetteva di supplire a quello che il corpo non ha più.
È il terreno della cosiddetta bionica, vale a dire la costruzione di arti artificiali che possano sostituire quelli naturali. Strumenti come il cuore artificiale e altro ancora potrebbero essere un propulsore per questi mondi.

Con la bionica, il futuro è già cominciato
Ne parleremo ancora in un prossimo articolo, che si inquadrerà molto bene nei lavori che sto portando avanti sull'automazione. La bionica sarà, forse, quella che permetterà, in un certo senso, benessere artificiale dove il naturale è impossibile da utilizzare.
Consideriamo ora le altre due opzioni possibili. Queste sono legate non più al supplire, ma all'intervenire direttamente sul nostro corpo, in maniera da permettergli quelle azioni che sembrano precluse.

Torniamo all'esempio della rigenerazione che facevo prima: come dicevo, si arriva ad un punto in cui chi deve rigenerare le cellule non lo fa più, laddove queste sono rigenerabili. E, dove non lo sono, i processi cosiddetti catabolici hanno il sopravvento.
Allora, vi sono due possibilità, che possiamo tracciare con l'esempio fatto in precedenza. La prima è quella di stimolare nuovamente la produzione di qualcosa. Vale a dire, poter fornire a quei meccanismi che hanno lo scopo di produrre nuovi sostituti, per rimpiazzare i vecchi ormai logori di continuarlo a fare, gli input per continuare a farlo.
In qualche modo, questo sembra il meccanismo più semplice da attuare, almeno sulla carta. Infatti, non tocca il meccanismo entropico: semplicemente, rigenera più rapidamente ciò che si deteriora e quindi permette di ottenere una rapida sostituzione.

Lindsay Wagner, "La donna bionica" della serie Tv USA del '76.

L'altra opzione invece è quella che va a toccare i meccanismi dell'entropia. Infatti, qui si pone il problema di invertire i processi metabolici, riportando ordine dove era disordine.
Anche in questo caso, comunque, si può forse parlare di rigenerazione. Infatti, i processi catabolici vengono sostituiti da processi metabolici.
Nel primo caso, invece, i processi catabolici continuano come prima, e semplicemente aumentano quelli metabolici, invertendo così l'invecchiamento.

Un procedimento impossibile?
In qualche modo, quindi, si fa sì che la rigenerazione cellulare avvenga laddove appare impossibile, almeno per quello che possiamo oggi pensare. Che siano dati dei meccanismi perché le cellule danneggiate possano essere rigenerate, o in qualche modo venga invertita la loro entropia. O, comunque, venga instaurato un processo metabolico laddove non c'era, come nel caso dei denti. Un meccanismo che, in qualche modo, può apparire anch'esso un'inversione dell'entropia.

Qui entreranno in gioco tutte quelle tecniche di rigenerazione cellulare che apriranno anch'esse nuovi mondi. E forse faranno capire che basta “aprire” un sistema fisico per scoprire che tutto può tornare indietro, e il tempo perduto può essere facilmente recuperato.
Come avete visto, le prospettive che si aprono sono davvero tante. Restate in contatto, e ne parleremo!