Scienza e fede: un nuovo paradigma

Scienza e fede: un nuovo paradigma

Di Tiziana Etna. L'evoluzione spirituale non ha niente a che fare con il dogma. Come riscoprire in noi il senso della meraviglia e del divino

Livorno. Tiziana Etna, giornalista.

In tempi lontani la ricerca del divino e la ricerca per la conoscenza dell'universo non erano separate: i filosofi dell'antica Grecia con le loro grandi domande sull'esistenza arrivarono a sviluppare la teoria dell'atomo e del movimento dei pianeti. Subirono un lento distacco che si fece drastico e drammatico nel Medioevo, quando la religione cristiana si acclamò detentrice della verità assoluta ed il dogma diventò legge. Malgrado tutto la scienza progredì con grandi menti come Galileo Galilei e Copernico, che la Chiesa reprimette, creando una scissione totale, che permane ancora oggi: da una parte la religione che si occupa dell'invisibile e dall'altra la scienza che si occupa del visibile.

La meraviglia dell'universo
Quanti ancora oggi pensano che uno scienziato non può essere uomo di fede e viceversa? L'affermazione di alcuni scienziati che l'essere umano è una macchina che si muove in un universo-macchina prevedibile, governato da leggi precise ed immutabili, ha il sapore di una rivincita; ed alcuni si animano nel sostenere che l'invisibile è un'illusione, pura fantasia, per loro gli esseri umani sono solo il risultato di mutazioni casuali in un universo senza senso.
Ma se la religione ed il dogma ci hanno separati dalla meraviglia dell'universo presentandoci un Dio esterno, collocato sopra e al di fuori di noi, che dirige e punisce, la scienza ci ha detto che siamo un errore genetico e siamo soli e separati con geni che ci usano per evolversi mutando a caso.

Una nuova visione olistica dell'esistenza
Così, mentre il mondo è andato avanti con la tecnologia e la relativa informazione immediata a favore dello sviluppo di società multietniche ed alleggerendo la religiosità dal bigottismo culturale, si è cominciato a parlare sempre più di spiritualità, aperti ad una visione olistica dell'esistenza. E la scienza, che ha perseverato nella ricerca, ha scoperto cose incredibili, costatandone una sorprendente: siamo tutti connessi. Non c'è separazione ma connessione, siamo connessi a noi stessi, l'uno all'altro e all'universo, non inteso nel senso che abbiamo tutti il wifi o il computer, ma in quello intimo e del disegno divino.

Lavorare per un nuovo modello di pensiero
Ultimamente si sente spesso parlare della necessità di cambiare il paradigma e questa parola sconosciuta sembra essere entrata improvvisamente nell'uso corrente, ma sappiamo cosa significa? Il termine, che deriva dal greco e significa  esempio, è spiegato su Wikipedia nel modo seguente: “Un paradigma, nel linguaggio comune, è un modello di riferimento, un termine di paragone”. Va da sé, è il modo più semplice e diretto per affermare che modelli di pensiero, di separazione ed isolamento non sono più validi ed è giunto il momento di lavorare sulla nuova visione di connessione e partecipazione. Certo, c'è molta strada da fare per cambiare secoli di convinzioni limitanti.

Siamo pionieri del cambiamento
Abbiamo compreso in molti che l'evoluzione spirituale è ben lontana dal dogma; abbiamo la fortuna di assistere e la responsabilità di essere i pionieri del cambiamento. La ricerca del divino e la ricerca dei misteri dell'universo non si escludono più, finalmente leader religiosi e scienziati si incontrano per discutere l'unione tra religione e scienza. La nuova fisica quantistica ci insegna che quando non stiamo guardando, cioè quando non partecipiamo come osservatori, abbiamo onde di possibilità, e quando guardiamo e partecipiamo come osservatori, abbiamo particelle di esperienza; in parole estremamente semplici ed eludendo l'argomento dal punto di vista scientifico (poiché non è la visione che si intende affrontare), siamo i creatori della nostra realtà; finché non scegliamo tutto è possibile e a livello potenziale tutte le realtà esistono simultaneamente. Inoltre, può essere che nella nostra mente accada un qualche tipo di interazione osservatore-materia che fa in modo che le idee, i pensieri, i sentimenti che si costruiscono e connettono nella rete neurale, siano reali “per noi”, per il nostro bagaglio di conoscenze ed esperienze.

La frequenza dei desideri
Per la meccanica quantistica il salto quantico è il salto che compie un elettrone da un orbitale all'altro rilasciando una quantità di energia chiamata quantum; per quella che viene definita una mente quantica è il cambiamento dello stato emozionale, non in base a ciò che accade ma in base a quel che si desidera.
È possibile manifestare solo ciò che ha la stessa frequenza nella nostra mente, motivo per cui, per farli diventare realtà ci viene suggerito di vibrare alla frequenza dei nostri desideri, ovvero, di credere emotivamente di essere e possedere già quello che ci serve meritevoli di abbondanza.
Focalizzare la propria attenzione sulle risorse che l'universo ci offre nutre il concetto di gratitudine, contemplato dal nuovo paradigma in quanto a favore di una produttiva risonanza come dell'autostima, della consapevolezza del qui ed ora e della percezione d'interezza.

Viviamo contemporaneamente su livelli di realtà differenti
Viviamo in differenti livelli di realtà, in mondi complementari, sia pure con linguaggio e matematica diversi. A livello fisico siamo sia le nostre cellule che la nostra fisiologia macroscopica; si tratta di livelli di realtà differenti, tuttavia, siamo sempre noi. Nello stesso modo siamo esseri multidimensionali ben più che semplici individui in divenire, possediamo un'anatomia eterica ed astrale e degli organi occulti, come i meridiani ed i chakra, sede del sentire, cioè delle emozioni, dimensioni che coesistono in continua relazione tra loro e siamo anche esseri in Essere, siamo l'atomo di divinità, perfetta ed immutabile.

La psicoterapeuta Shakti Gawain ne I quattro livelli della guarigione (ed. Armenia) afferma che quando si intraprende un percorso di cambiamento e di evoluzione la consapevolezza di coesistere in più dimensioni è fondamentale per lavorare su ogni singola dimensione di sé e sull'unità olistica costituita dall'essere umano.  In una piccola opera di quattro capitoli, Gawain evidenzia quattro livelli di esistenza: fisico, mentale, emotivo e spirituale, ed offre un spiegazione semplice ma esaustiva di ogni livello, meditazioni ed esercizi per stabilire e conservare la connessione tra noi stessi e la nostra fonte spirituale che ci lega all'universo, sottolineando nel capitolo dedicato a quest'ultima, l'incredibile potere della fede nell'intenzione di fiducia che dona senso di appartenenza all'universo.

Scoprire di essere un'unità connessa con il Tutto
Se usciamo dal dogma dunque, scienza e spiritualità non solo non si escludono, ma collaborano e partecipano alla comprensione del tutto-uno. Ten-Bu: Danza Celeste del Do-In (Michio Kushi, ed. Mediterranee),  l'antica disciplina orientale che attraverso il movimento fisico e la respirazione permette lo sviluppo delle potenzialità interiori ed il benessere a più livelli, recita: “Io sono, Io sono l'Uno, Io sono il Tutto. Io sono il cielo e la terra, Io genero yin e yang. Io li unisco Creando tutte le cose. E distruggendo tutte le cose. Poi le creo nuovamente. E nuovamente le distruggo. Io sono eterno. Io sono universale. Tuttavia sono il nulla”.