Ipnosi: partorirai senza dolore

Il parto dolce in ospedale

Ipnosi: partorirai senza dolore

di Manuela Pompas. Iniziamo questa nuova serie di inchieste sul parto dolce con  un'intervista al prof. Giampaolo Brunetti e a Giordana Nati di Roma

Giampaolo Brunetti e Giordana Nati.

Molti anni fa, quando lavoravo a Gioia, mi sono occupata a lungo di parto dolce, come il metodo Leboyer, il parto in acqua o in ipnosi. In molti ospedali queste pratiche sono quasi scomparse (scrivetemi che non è vero) e mi è venuta la voglia di indagare per sapere che cosa si fa ancora in Italia.
Qualche mese fa ho incontrato a un convegno sull'ipnosi il dottor Giampaolo Brunetti, che sta organizzando con l'ostetrica Giordana Nati il parto in ipnosi all'ospedale Villa san Pietro di Roma. Gli chiediamo come si è avvicinato a questa tecnica.

In ospedale si può piangere anche di gioia
«Mio padre era primario di chirurgia al san Pietro di Roma e io avevo scelto di fare il chirurgo plastico. Era già tutto deciso. Papà mi aveva preso la casa a san Paolo, in Brasile, per seguire un corso con Pitanguy. Ma poi è successo un imprevisto mentre ero in montagna con il suo miglior amico, che era primario di ginecologia; lui mi chiese se volevo andare a lavorare con lui e mi invitò ad assistere a un parto spontaneo di una gravidanza gemellare. Io ero abituato con mio padre - che aveva molti pazienti anziani, molti malati di tumore – a considerare ogni intervento come fonte di dolore.

Invece assistendo a questo parto vedo che quando i bambini sono nati padre e madre hanno incominciato a piangere di gioia, a baciarsi e abbracciarsi, scoprendo che in ospedale non si piange solo di dolore. Così ho accettato l’offerta di lavorare in ginecologia. Ho fatto anche un corso di PNL, che mi ha cambiato insegnandomi ad ascoltare le pazienti: prima non le facevo parlare… mi ritenevo bravo a dopo poche parole avevo la soluzione del problema. Ho imparato che ascoltando ed entrando nel suo linguaggio  riesci a potenziare dieci volte l'effetto delle tue parole, che poi permangono per più tempo. Mi è servito anche nella vita quotidiana, ho cambiato il modo di comunicare con le persone».

«Abbiamo scoperto l'ipnosi grazie a un film»

Emma Watson nel film "Regression".

«La svolta è arrivata nel dicembre 2017, quando ho visto visto con Giordana il film Regression, la storia di un bambino che era stato abusato sessualmente, a cui hanno fatto rivivere il momento dell’abuso che lui ha visto in ogni più piccolo particolare.
Ero molto affascinato dalla possibilità di tornare indietro nel tempo, ma ero anche incredulo: però sono andato a cercare su Internet e mi è apparso il link "ipnosi in gravidanza", di cui non conoscevo l’esistenza. Poco dopo siamo andati a fare un corso di tre week-end da una persona poco valida, in cui praticamente non ha insegnato molto, però  mi ha spinto a informarmi.
Ho approfondito tutta la letteratura che ho trovato e ho iniziato a sperimentare con alcune persone, quindi ho assemblato ciò che avevo studiato e anche sperimentato e ho creato un prodotto finito, che adesso applichiamo nei nostri corsi di preparazione al parto».

Con il parto in ipnosi ci sono meno complicanze
Come si svolge il corso di preparazione al parto?
«Finora abbiamo preparato almeno 200 donne. Mentre nel corso classico si inizia al settimo mese, mentre noi aiutiamo le donne ad affrontare fin dal primo trimestre  l’ansia e le paure legate alla gravidanza, il secondo è un periodo di quiete e il terzo l’ansia da parto, mentre come si partorisce si affronta verso la fine.
Col parto in ipnosi che faccio a pazienti selezionate ci sono meno complicanze: essendo tranquille, senza stress, c’è un sovraccarico di endorfine, un surplus di ossitocina naturale e, cosa più importante, non c’è produzione degli ormoni dello stress, come l’adrenalina (che viene usata per bloccare il travaglio nei parti prematuri). Inoltre non ci sono intoppi nella discesa nel canale di parto del bambino che, non trovando un ostacolo rigido determinato dalla contrazione del muscolo, scende e nasce più facilmente. Quindi, non essendoci tensioni mentali o muscolari, il tempo del parto si riduce della metà. Essendo più rilassata, la donna sa come gestire le contrazioni e soffre pochissimo».

Il dr. Brunetti mentre pratica l'ipnosi.

Le induzioni
Come avvengono le induzioni ipnotiche?
«Per evitare il panico che può prendere una gestante nel momento che le si rompono le acque, magari inaspettatamente mentre è fuori a cena con amici, le facciamo vedere cosa deve fare, ad esempio prendere la borsa, andare al pronto soccorso dell’ospedale, poi in sala parto, faccio rivivere il travaglio e poi il parto. Facciamo quindi visualizzare tutto ciò che può accadere, da un eventuale cesareo a quanto sarà felice quando le verrà messo sul ventre il bambino e lo sentirà piangere, a quando tornerà a casa col bambino».

Visualizzare il parto
E poi? «Per facilitare il parto, noi ricreiamo in sala parto sia durante una visualizzazione sia facendo portare gli oggetti più cari, tutto ciò che può ricordare alla partoriente la sua camera da letto, il cuscino preferito, la cuffietta per sentire la sua musica preferita e isolarsi dall’ambiente esterno. Inoltre istruiamo il personale per creare l’ambiente più idoneo, mantenendo le luci basse, poche persone, per non trattare la paziente come una malata, evitando certi termini – come epidurale - usare un linguaggio appropriato. Ricreiamo anche la famiglia, permettendo al marito – che ha già potuto partecipare al corso di preparazione imparando delle frasi di induzione per esercitarsi a casa – di entrare in sala parto e di sostenere la moglie».

Il marito entra in sala parto
Avete introdotto delle novità?
«Abbiamo delle sale parto di 45 mq, dove ci sono letti da parto regolabili simili a divani, permettendo al marito di abbracciare la moglie e di sostenerla durante travaglio e parto. Così la donna può partorire nella posizione più comoda», aggiunge Giordana Nati. «Sono molto contenta dei risultati, anche se ho molto da approfondire ancora.
Il marito partecipa in vari modi, già durante i corsi di preparazione al parto, che possono iniziare in qualsiasi epoca della gravidanza. Dopo ogni seduta la futura mamma dovrà  allenarsi a casa con dei compiti per riprodurre la condizione provata.

Ipnosi con il registratore
Poichè tutte le donne vorrebbero la nostra presenza e la nostra voce in ogni fase del parto, già alla 5a lezione insegniamo ai mariti a dare loro le induzioni durante il travaglio, o usando il registratore con le nostre voci preregistrate.
Inoltre se ci sono problemi durante la contrazione, nella fase espulsiva usiamo come aiuto il protossido di azoto, una tecnica usata soprattutto dai dentisti. Oppure diamo la possibilità di svolgere parte del travaglio in trance ipnotica, senza perdere coscienza, cosa che facilita e velocizza il parto».

Per saperne di più
Vedi anche il sito: www.ipnost.it