A 30 anni, una startup di successo

A 30 anni, una startup di successo

di Franco Bianchi. Stefano Caccavari ha realizzato il suo sogno di dare lavoro ai propri concittadini, utilizzando campi in disuso per offrire cibo sano

Stefano inizia la sua avventura solo qualche anno fa. Terminati gli studi di economia e dopo essere divenuto appassionato di informatica, attirato dall’amore per la terra, inizia a lavorare in alcuni terreni di famiglia a San Floro (un paese calabro, che per la sua posizione geografica domina la Valle del Corace). Questo sentimento fa scattare una prima scintilla, un’idea che gli fa rifiutare un lavoro oltreoceano: mettere a disposizione tali terreni incolti, come moltissime aree del Sud, per dare lavoro ad alcuni concittadini realizzando cibi biologici di cui si sente un gran bisogno. In pratica una sinergia perfetta indirizzata dall’amore.

Il progetto agricolo "Orto di famiglia"
Parte così il progetto agricolo Orto di famiglia. L’idea si rivela presto un successo: l’azienda guidata da Caccavari lavora la terra ed i privati affittano piccoli orti di 100 mq nei quali vanno solo a raccogliere i frutti rigorosamente bio, senza alcun concime chimico. In tutto questo gioca un ruolo importante la sua capacità di aggregare persone, di ogni età, sia dal vivo che attraverso il web, dosando in maniera efficace tradizione e innovazione.

Stefano Caccavari, sopra da solo e qui con alcuni contadini.

Chi sceglie di seguire Stefano si ritrova magicamente coinvolto e in due anni gli orti affittati diventano 150.
Inizialmente Stefano e il suo staff affiancano i clienti per dare supporto e informazioni su come devono essere raccolti e trattati i frutti.
Prendere in affitto gli appezzamenti di terreno costa 250 euro per quattro mesi, con la possibilità di scegliere di fare le stagioni desiderate. Orto in famiglia frutta circa 80mila euro all’anno.
Ma il vero salto in avanti arriva con l’idea di valorizzare i grani antichi passando dalle antiche ricette, tecniche di coltivazione e anche dagli antichi mulini in disuso.

2016: nasce il progetto Mulinum
Il progetto Mulinum nasce con l’obiettivo di riportare in Calabria i grani antichi e rilanciare il proprio territorio a partire dall’agricoltura.
A questo scopo, decide di acquisire l’ultimo mulino a pietra attivo nella sua Regione. Per la sua realizzazione il 14 febbraio 2016 è stato lanciato un appello su Facebook: in quarantotto ore il crowdfunding ha fruttato 72mila euro, in tre mesi 500mila euro (un vero record mondiale per questa tipologia) e 101 soci provenienti da tutta Italia, la maggior parte amici di Stefano e sostenitori dell’orto. Così viene acquistato l’ultimo mulino in pietra rimasto in Calabria, le vecchie macine collocate a San Floro.

Un grande progetto che diventa un format
Incomincia a prendere corpo l’idea originaria. Si tratta di mettere in funzione la struttura e rilanciarla in tre step che prevedono l’avvio del mulino e della linea per il confezionamento della farina; la creazione di una sala del mulino completamente a vista, visitabile dai clienti; l’allestimento della sala all’interno del mulino per eventuali convegni e seminari sul mondo delle farine e dei tavoli per la degustazione; la creazione di un laboratorio a vista dove trasformare la farina, la predisposizione di un forno a legna per la produzione di pane/lievitati e di un altro per la pizza.
Il 18 settembre 2016 iniziano i lavori per realizzare questo progetto, lavori portati a termine in soli quattro mesi. Il risultato è un casolare pensato e costruito con tecniche di bio-edilizia, che sfrutta solo energia rinnovabile per il funzionamento. Il taglio del nastro avviene il 31 gennaio 2017.

Il recupero del grano duro senatore Cappelli

Mulinum oggi produce grano, farina e prodotti da forno dolcì e salati. Di quest’ultima ne viene macinata 1 quintale e mezzo in un’ora: una produzione lentissima se paragonata a quella industriale. Dopo aver iniziato con le farine si è passati alla produzione di pane, pizza e dolci. Il pane, in particolare, viene dettato dall’antica ricetta locale, a base di semola di grano duro Senatore Cappelli (il grano duro antico più seminato in Italia), lievito madre e cottura nel forno a legna. I cento chili di pane “Brunetto” sfornati quotidianamente vengono spediti anche in tutta Italia, come anche gli altri prodotti, con consegna in 24/48 ore.

Ma non si ferma qui
Oggi è un progetto dal respiro nazionale: dopo la Calabria, sta per nascere una realtà Mulinum anche in Toscana, a Buonconvento, in provincia di Siena (Val d’Orcia). Si parla di una filiera di oltre tre mila ettari pronti a essere seminati a grani antichi locali. Per realizzare questo raddoppio e dare vita alla seconda sede di Mulinum (a distanza di solo un anno di attività) è stato lanciato un altro crowdfunding su Facebook, che ha permesso di raccogliere i capitali necessari.

Ma non sarà l’unico in Toscana, visto che sono in cantiere nuove realizzazioni anche a Grosseto e Firenze. Il progetto proseguirà in altre province che vorranno “sposare” questo progetto, collocate in zone agricole, distanti massimo venti minuti dai centri urbani. I prossimi obiettivi si portano dietro tutto il bagaglio di entusiasmo del primo progetto calabrese e prevedono, dunque, la realizzazione di un mulino in ogni provincia d’Italia.

Parallelamente un team medico coordinato dal dott. Felice Citriniti, responsabile della diabetologia pediatrica presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, ha dato vita al progetto GlicoPizza per dimostrare come nel diabetico sia possibile il consumo di pizza, preferibilmente preparata con farina derivata dalla macinatura a pietra di grano Verna, utilizzando una lievitazione con pasta madre. La farina Mulinum può essere consumata senza problemi anche dai diabetici!

Il progetto si espande all’estero
I passaggi successivi prevedono la creazione di una catena di pizzerie e forni Mulinum in tutta Europa. Già attualmente rifornisce un produttore di pasta del Canton Ticino. Sono in programma anche una serie di collaborazioni con le Università di Catanzaro, Cosenza e Milano. In effetti dove potrà arrivare questo scatenato ragazzo?

Intanto gli chiediamo quali sono stati i principali ostacoli che ha trovato nella realizzazione di questo ambizioso progetto.
«
Nessun ostacolo in particolare», ci risponde. «Le persone sono entusiaste di aderire al progetto. Il pane è l’alimento di base e poterlo mangiare come era fatto settant’anni fa ingolosisce tutti quanti. Da notare che, in più, contiene circa un ottavo del glutine attualmente presente nel pane commercializzato. La distribuzione è semplice attraverso internet, oltre che nei negozi convenzionati. Inoltre poter aiutare i propri concittadini e utilizzare terreni incolti hanno permesso di ottenere una spinta emozionale unica.

I veri ed unici ostacoli sono arrivati dall’amministrazione pubblica a tutti i livelli, dai comuni ai vari uffici preposti ai controlli ed al rilascio di autorizzazioni. I ritardi senza motivo e le lungaggini burocratiche evidenziano come a nessuno interessi agevolare una start up che sta crescendo pur chiedendo di eseguire solo il proprio lavoro. In questo la nostra nazione necessita di un bel cambiamento».

Per saperne di più
È possibile rimanere aggiornati e diventare soci del progetto contattando direttamente il suo ideatore e fondatore, Stefano Caccavari, tramite la pagina https://www.facebook.com/caccavari

Si possono acquistare i suoi prodotti anche attraverso il sito www.mulinum.it