Vivi, ama, progetta la tua vita

Vivi, ama, progetta la tua vita

di Marilù Mengoni. Pillole di saggezza per imparare a preservare il corpo dalle malattie e vivere meglio, sani e in allegria

Il nostro corpo è un grande sistema energetico che interagisce continuamente con l’energia che lo circonda, sia essa ambientale, sia derivata da altre persone. È un’energia di cui dobbiamo avere cura e che dobbiamo proteggere, sia con uno stile di vita salutare, sia con uno stato mentale positivo.

Molecole di emozioni
Lo stile di vita salutare comprende:
*l’attenzione al cibo che ingeriamo, che deve essere vitale, il più vicino possibile alla terra, in modo che non abbia subito trasformazioni che lo hanno reso insalubre;
*l’attività fisica che è necessaria al corpo e alla mente;
*il tempo che dedichiamo al riposo.

Il sonno ci ritempra e ringiovanisce le nostre cellule e se non siamo sufficientemente ristorati è più difficile dedicarci anche alla nostra parte emozionale, perché diventa più difficile essere presenti, concentrati e attenti ai messaggi che ci arrivano dal nostro stesso inconscio e che si manifestano sotto forma di emozioni; queste sono il materiale vivo su cui si plasma la nostra vita, veri e propri messaggeri che ci indicano parti di noi che dobbiamo vedere, elaborare, a volte trasformare e comunque, sempre, amare. E non si tratta di pure astrazioni filosofiche: ricordiamo che ogni nostra cellula contiene molecole di emozioni, così come sono state definite dall’illustre scienziata Candace Pert, che ha individuato all’interno del nostro corpo dei neuropeptidi che funzionano come messaggeri e che sono fondamentali nella biochimica delle emozioni.

Pensieri fatti di materia
Potremmo definire i neuropeptidi pensieri fatti materia. Questo fa sì che ci sia una comunicazione diretta tra i nostri pensieri e le cellule, un passaggio pensiero - emozione - salute/malattia. Viste in questo modo, rivelano l’unità corpo fisico/corpo spirituale, segnano il passaggio dall’energia alla materia. I nostri pensieri possono agire dunque sul nostro corpo, cambiarne la biochimica. Ecco dunque l’importanza della consapevolezza e della presenza in ogni nostro pensiero o azione.

Smettere di vivere proiettati al di fuori di noi stessi, intrigati nella giungla della paura, della rabbia, della ricerca di altro a cui attribuire le “colpe” del nostro stato attuale. Prendersi la responsabilità, capire che il materiale meraviglioso che ci sta arrivando e che dobbiamo affrontare in un certo momento è il trampolino da cui dobbiamo saltare se vogliamo accedere ad un nuovo stato di coscienza, più alto, più evoluto.

Quando ci accadono eventi o arrivano conflitti e problemi dobbiamo essere pronti ad accettare la sfida e interpretare i messaggi che il nostro inconscio ci sta mandando attraverso le situazioni esterne. In questi momenti a volte emerge la parte di noi bambina che è stata offesa, umiliata, mortificata e che non è stata ancora vista dall’io adulto né ascoltata. È quella parte che reagisce all’evento con l’astio, l’odio, la paura, la gelosia, con il sentimento di vendetta nei confronti di chi “ci ha fatto soffrire” o “ci ha delusi”.

Vedere un problema come un dono
Il primo passo verso la liberazione sta proprio nel guardare questi schemi disfunzionali e lasciar parlare il bambino, non negare la ferita. Se ci fermiamo e, invece di agire, cominciamo a chiederci: “Quale dono mi sta portando?”; “Quale parte di me mi sta rivelando questa situazione?”; “Cosa posso imparare da questa lezione?”; allora il bambino si sentirà compreso, non avrà più bisogno di parlare o di urlare in modo da attrarre a noi ciò che lo potrebbe far ascoltare.

Prendersi cura della nostra parte bambina permetterà di agire e non reagire, prendere parte alla vita da un punto di vista più ampio e non ristretto al piccolo ego che reclama attenzione. E i nostri pensieri si trasformeranno in luce, che andranno a illuminare ogni singola cellula del nostro corpo e ci renderanno più fluidi nello scorrere della vita.
È un lavoro, lo so, ma pagato bene. Ciò che chiede è l’attenzione ai propri stati emotivi, la prontezza di non reagire ma di agire con presenza, di ascoltare ciò che il proprio corpo rimanda anche sotto forma di sintomo. Ciò che dà in cambio è uno stato di fluidità nella vita, che viene a quel punto plasmata secondo il progetto della propria anima, in sintonia con quelli che sono i propri scopi in questa vita.

Il proclama della donna sOle
Come conclusione, voglio riportarvi il “proclama della donna sOle”, che ho scritto ho scritto nel libro Donne sOle, un invito e suggerimento a vivere a pieno la propria vita, in linea con progetto che è inscritto nella nostra anima:

**La donna sole non passa il tempo a recriminare il passato.
**
Non scende a patti con i suoi fantasmi, in modo da tenerli a bada, ma si impegna giorno per giorno a guardarli negli occhi. E i suoi fantasmi, poco a poco, si trasformano in luci che illuminano il cammino, piccole luci –stelle- nate dall’oscurità.
**La donna sole non si aspetta nulla dagli altri, ma sa accogliere con amore quello che gli altri le offrono.
**Accetta le critiche, come pure i complimenti, perché sa che entrambi sono perle offerte dall’Universo.
**Non rifugge la ricchezza, e sa cogliere i doni che le arrivano, ma sa accontentarsi di poco.
**Il centro è il suo cuore ed è con il cuore che sceglie.
**
Non cerca un compagno che riempia un vuoto, ma un altro sole con il quale scambiarsi energia.
**Sa aspettare e godere degli attimi di attesa. Naturalmente non spreca il suo tempo aspettando qualcosa di migliore, ma vive il suo presente intensamente, godendo il momento con seria leggerezza, nell’esatto “ora”, come solo chi ha compreso, fino in fondo, che i bagagli dovranno restare sul treno, il giorno in cui arriverà a destinazione.