L’arte di imparare a stupirsi

L’arte di imparare a stupirsi

di Marco Cesati Cassin. Alcuni episodi legati tra loro da straordinarie coincidenze che sembrano sottendere a un intervento divino

Ogni giorno ci accadono fatti inverosimili che non siamo capaci di classificare o ritenere possibili. Qui di seguito, vi espongo alcuni dei numerosi casi di fatti di cronaca realmente accaduti, che ho archiviato negli anni.

Giacinto Scelsi,
Dieci anni fa il noto magazine Panorama pubblicò un articolo su un musicista italiano di nome Giacinto Scelsi. Fu una delle figure più misteriose e carismatiche della musica classica del ‘900. Amava dire che il suono è forza. Forza cosmica. Il suono è sferico, rotondo. Compito del musicista è quello di raggiungere il cuore del suono. Questo compositore molto riservato e mistico era amico di Jean Cocteau, Virginia Woolf, John Cage, Peggy Guggenheim.
Nato da una famiglia nobile, la sua attenzione si volse presto verso la musica orientale. Compì molti viaggi in Egitto, India (dove venne enormemente influenzato dal filosofo Aurobindo), fino a stabilirsi definitivamente a Roma nel 1951.

Ma un altro fatto straordinario riguarda sua morte: infatti il musicista predisse la sua morte. Durante gli ultimi anni della sua vita amava ripetere spesso che “quando tutti gli 8 saranno allineati, abbandonerò questa dimensione”. Fu colpito all’età di 83 anni da un violento ictus e in coma, l’8-8-’88 spirò senza riprendere coscienza. Ancora una volta ci troviamo davanti all’ineluttabilità degli eventi. Come una pallina che gira all’interno di un grande imbuto fino a terminare nell’unica uscita possibile, egli vedeva che il suo agire era dettato da qualcosa di più grande. Non sapeva cos’era o chi era, ma sentiva tutto. Lo sentiva fin dentro l’ultima cellula del suo corpo. Così il musicista sentiva che quando gli 8 si sarebbero allineati, lui sarebbe morto. Probabilmente sapeva anche che 8 messo in posizione orizzontale significa infinito.

Salpati insieme verso l'infinito
Sul Corriere della Sera di qualche anno fa, trovo questa notizia: “Sposati da 48 anni, insieme hanno compiuto l’estremo passo. Ma all’insaputa l’uno dell’altra. È accaduto a Ronzo Chenis in provincia di Trento. Lino Comandini, 84 anni, è morto ieri mattina alle 06:30 all’ospedale di Rovereto; la moglie Maria, 81 anni, si è spenta mezz’ora dopo nella loro casa di Ronzo Chenis senza sapere della scomparsa del marito”. Le due anime insieme da sempre, avevano deciso di abbandonare questa dimensione nello stesso tempo e volare via. Non poteva essere una coincidenza. Non era una casualità. Era un volere divino. Incomprensibile e allo stesso modo magico e meraviglioso. Entità a noi sconosciute premiano chi si è amato e ha vissuto in armonia tutta la vita. Arrivano al momento propizio e le raccolgono simultaneamente e le portano in mondi superiori.

Superstizione, coincidenza o premonizione?

Autoritratto di sir John Everett Millais.

In una nota rivista di storia chiamata Historia, leggo questo articolo: “Secondo la sua autobiografia, John Millais, il grande pittore preraffaellita, diede un pranzo nell’agosto 1885 per il suo amico egualmente famoso, il poeta Matthew Arnold. Uno degli ospiti, notando che c’erano tredici persone a tavola, espresse qualche timore che, secondo la tradizione, il primo ad assentarsi da quella tavola sarebbe morto entro un anno. Il robusto amico Arnold, dichiarandosi intenzionato a smentire personalmente quella sciocca superstizione, si alzò e uscì apposta per primo insieme a due compagni tra battute e risate generali. Passarono 6 mesi da quella cena e Arnold morì di un improvviso attacco cardiaco. Uno dei suoi amici si suicidò nella stessa settimana mentre il terzo del gruppo annegò 8 mesi dopo”.

Salvi per una miracolosa coincidenza.
In una rivista americana leggo questa coincidenza di gruppo molto rara.
“Il coro della Chiesa Battista in West Side di Beatrice (città del Nebraska) provava tutti i mercoledì alle 19:20, esattamente dieci minuti prima dell’inizio della funzione religiosa. Erano tutti sempre molto puntuali. Ma quel giorno del mercoledì 1 Marzo 1950 per una strana catena di coincidenze, tutti e 15 i coristi erano in ritardo.
Ad esempio Ladina Vandergrift, studentessa alle superiori, aveva avuto qualche difficoltà nell’affrontare un problema di geometria e siccome aveva deciso di risolverlo prima di andare in chiesa, aveva fatto tardi.

Un caso o un intervento angelico?
Un’altra ragazza di nome Romena Estes non era riuscita a far partire la macchina. Un uomo di nome Walter Klempel aveva litigato con la moglie e non si era accorto che si era fatto tardi. Anche l’organista Marylin Paul che era sempre stata puntuale, quel giorno si era addormentata dopo aver mangiato e arrivò con mezz’ora di ritardo. E così via. Quindi quel giorno alle ore 19:20 la chiesetta era completamente deserta, anche perché il parroco aveva chiuso il portone per andare a mangiare un boccone nella vicina stazione di benzina e non si era accorto che era tardi.
Alle 19.25 la chiesa con un tremendo boato saltò in aria. le pareti aperte e sventrate e il tetto crollato di colpo sul pavimento. L’indagine dei vigili del fuoco concluse che il disastro era stato provocato da una perdita di gas naturale che si era infiltrato nella cantina della chiesa a causa di una tubazione rotta. Il calore della caldaia accesa aveva innescato lo scoppio. Per una straordinaria coincidenza di gruppo, 15 persone erano scampate ad una fine tragica e funesta. I motivi dei loro ritardi così futili e comuni, diedero a tutte la sensazioni di essere state miracolate e di avere avuto una nuova opportunità per amare e apprezzare la vita”.

Comprendere l'attimo che fugge
Qualcuno, qualche anno fa, scrisse questo pensiero in un romanzo:
“Vale di più l’ombra di un albero che la conoscenza della verità, perché l’ombra dell’albero è vera finchè dura, mentre la conoscenza della verità è di per sè falsa. Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero, perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero. Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò, come un’ape in un luogo senza fiori, aleggia un inutile destino.

Tutto ciò che si manifesta è visione dell’invisibile.
Tutto ciò che è effimero è simbolo di cose eterne.
L’Universo rappresenta il corpo di Dio.
Dio è lo Spirito dell’Universo
come noi siamo lo Spirito del nostro Corpo.
Il Maestro che è in te ti guida e ti protegge,
non avere paura di nulla.

Sapere cogliere il significato del trascorrere del tempo ci aiuterà a comprendere l’attimo che fugge e impreziosirlo. Sto imparando a stupirmi solo nel respirare e camminare tutti i giorni. Perché niente è scontato. Nulla è impossibile.