La coppia e l’influenza dell’Animus

La coppia e l’influenza dell’Animus

di Pier Pietro Brunelli. L'Animus è l'archetipo del principio maschile nella donna, che influenza le sue scelte e il suo comportamento nelle relazioni di coppia.

Carl Gustav Jung (a dx.) ha individuato due archetipi fondamentali dello psichismo umano, l’Anima e l’Animus.
Ricordiamo in estrema sintesi che l’Anima corrisponde al ‘femminile nell’uomo’, mentre l’Animus al ‘maschile nella donna’. Queste configurazioni archetipiche non riguardano specificità di genere in senso stretto (uomo/donna) e non devono perciò essere considerate solo all’interno della coppia eterosessuale, in quanto possono riferirsi anche alla coppia omossessuale (intendo occuparmi delle interessanti e specifiche considerazioni su questo argomento in un’altra occasione).

Come si forma l'archetipo dell'Anima nell'uomo
Secondo Jung l’archetipo dell’Anima si forma dall’interiorizzazione delle figure femminili che l’uomo incontra nella sua vita , in primo luogo della madre e anche dei modelli psico-culturali che caratterizzano le differenze di genere.
L’imago materna può avere sia tratti positivi di dolcezza, di ricettività e di amorevolezza, e sia negativi, di ambivalenza e di problematicità. Ciò va a costellare l’archetipo, predisponendo l’uomo alla relazione e agli affetti.
Ma l’Anima nell’uomo introietta anche la misoginia, ovvero il rifiuto di quelle caratteristiche del femminile che la tradizione patriarcale considera negative: irrazionalità, debolezza, vaghezza e imprecisione, umoralità. Tuttavia, accanto alla misoginia, l’Anima si nutre anche del femminile secondo miti e narrazioni che inducono venerazione e senso cavalleresco di protezione, attribuendo alla figura della madre e dell’amata un valore sia sacro che erotico.

Come si costituisce l'Animus nella donna
Nello stesso modo la donna costituisce il suo Animus in riferimento agli uomini - in primis il padre - i quali, nel bene e nel male, sono stati significativi nella sua vita. Anche l’Animus della donna assorbe i retaggi psicoculturali sulla figura dell’uomo, nelle sue accezioni eroiche e produttive, così come in quelle più abiette che degenerano nella bestialità e nella prepotenza sessista e padronale.
Gli archetipi Anima/Animus hanno una duplice funzione. Consentono di sviluppare esperienze trascendenti tra conscio, inconscio e sovra-conscio, e insieme a ciò sono considerabili come ‘gli organi psichici della vita amorosa’, secondo le infinite costellazioni, fantasie e pulsioni di Eros/Afrodite, tra sensualità, sessualità e sentimento.

Il fenomeno dell'innamoramento
Nel fenomeno dell’innamoramento, o comunque dell’esperienza attrattiva ed erotizzante, avviene che l’uomo proietta la sua Anima sulla donna, in quanto riconosce in lei tratti e aspetti che in qualche modo corrispondono e compensano il suo mondo interiore.

L’uomo dunque desidera la donna dal momento che la percepisce inconsciamente come una configurazione vivente della sua Anima.
Lo stesso accade al desiderio della donna che in quell’uomo ritrova risonanze con il suo Animus. Ecco allora che, a seconda dei complessi e quindi delle problematiche personali, rispettivamente legate ad Anima e ad Animus, le proiezioni amorose possono diventare sbagliate, delusive, disturbanti, contorte.

E quando si genera il conflitto?
In senso inconscio dunque, un problema di coppia non riguarda solo la relazione conscia tra uomo e donna, ma tra le zone d’ombra dell’Anima dell’uno e l’Animus dell’altra.
Per quanto uno dei due partner possa essere davvero – in modo conscio e/o inconscio - il principale responsabile di certe negatività e di certe debolezze che gettano in crisi la coppia, resta il compito psicologico ed esistenziale per ciascuno di prescindere dalle reciproche accuse e recriminazioni, affinché ciascuno si impegni a comprendere il proprio complesso personale. Si tratta allora di capire ed elaborare ciò che ha spinto ciascuno in quella condizione di conflitto e di sofferenza amorosa, ponendolo nel ruolo di carnefice, di vittima o entrambi…

La terapia di coppia
Solo facendo luce sulla propria Ombra (altro fondamentale archetipo junghiano) e quindi sulle parti occulte del proprio complesso di Anima (nell’uomo) o di Animus (nella donna), si potrà prospettare una terapia di coppia volta ad una risoluzione, in una prospettiva di attenuazione e superamento della crisi, o di accettazione di una separazione secondo modalità psicologiche e pratiche che risultino come le più sane tra quelle possibili.

Le problematiche dell'Animus analizzate da Adriana Mazzarella

Adriana Mazzarella (1925-2015), medico e psicanalista junghiana.

Ora, poniamo l’accento sulle problematicità dell’Animus nella donna, ovviamente non con l’intento di stigmatizzare le negatività del femminile, ma per fornire una riflessione utile alla donna che vuole interrogarsi sul suo Animus e di come questo possa compartecipare alla creazione di crisi e di traumi amorosi, o condizionarla a restare nella trappola di attaccamenti dolorosi e delusivi.
Un’efficace sintesi su alcune problematicità dell’Animus viene così espresso dalla psicoanalista Adriana Mazzarella:
"L’Animus negativo tende a far adottare dalla donna un modo di pensare collettivo, di seconda mano; comporta generalizzazioni, condizioni ostinate, tendenza alla polemica.

L’identificazione con l’Animus rende la donna rigida, polemica, aggressiva.
La repressione voluta dalla tradizione delle qualità maschili nella donna, comporta nell’inconscio un forte sviluppo dell’Animus, il che spiegherebbe la straordinaria tenacia e forza di cui danno prova proprio le donne più femminili.
Quando nella donna prorompe l’Animus, non si tratta di sentimenti come nel caso dell’Anima dell’uomo: anzi! la donna comincia a discutere e a sofisticare, gli argomenti adottati sono illogici e irragionevoli. Il modo di pensare dell’Animus ha la caratteristica di voler avere sempre ragione e avere sempre l’ultima parola. Mentre l’Anima è un sentimento irrazionale, l’Animus è un concetto irrazionale. L’Animus non è di natura affettiva, ma semi-intellettuale, fatto di pregiudizi; se non coltivato è una caricatura del Logos maschile, così come l’Anima non coltivata è una caricatura dell’Eros femminile" (Adriana Mazzarella, Alla ricerca di Beatrice, 1991).

Quando la donna esprime il suo lato maschile

Julie Andrews in "Victor Victoria".

Nelle conclusioni del passo sopra riportato la Mazzarella parla di una “caricatura del Logos maschile”, per definire un aspetto interiore della negatività femminile, cioè dell’Animus che sta nell’Ombra e che viene grottescamente mascolinizzato attraverso atteggiamenti e scelte disfunzionali, dunque dovute ad un ‘complesso’ occulto ed irrisolto.

Nella mia esperienza di psicoterapeuta ho potuto constatare che è davvero essenziale comprendere il proprio complesso personale per lenire e superare i conflitti di coppia.

Naturalmente questo vale per entrambi i partner, tuttavia anche se uno solo dei due si porta avanti nella comprensione delle proprie parti problematiche,  in Ombra, tanto più la relazione di coppia si chiarisce, nel senso di un suo miglioramento o di un suo volgere alla separazione, senza comportare traumaticità e sentimenti negativi gravemente dolorosi e disturbanti.

Perché ci si innamora di un maschio mascalzone
L’Animus viene proiettato dalla donna sul maschile e, nella misura in cui è involuto o instabile, può provocare relazioni ed innamoramenti con uomini ‘involuti ed instabili’. Così, vi sono donne che, pur non volendolo affatto, si innamorano di un ‘maschio mascalzone’, inaffidabile (spesso anche sposato e deciso a restarlo da infedele) e soffrono terribilmente. Questo potrebbe dipendere dal non aver elaborato e compreso una relazione con il padre introiettata come Animus problematico, e secondo molteplici intrecci, caratterizzato da ambiguità, delusività, anaffettività...

Ava Gardner e Farley Granger in "Senso", di Visconti ('54).

Ad esempio le donne che hanno vissuto l’abbandono da parte del padre, spesso si innamorano di un uomo con caratteristiche pseudo-paterne, che pretende di educarle, di proteggerle ansiosamente, di orientarle a seguire un proprio modello; salvo poi fargliela pagare con atteggiamenti petulanti, scelte e discorsi ‘da puella’, dispetti e scenatacce. Tuttavia l’Animus/puella risulta anche essere seduttivo per l’uomo consentendogli in qualche modo di sentirsi ‘ paternalisticamente superiore’… salvo poi che questa sensazione sia a sua volta relativa a soddisfare bisogni di affermazione alquanto puer.

Quando il padre viene idealizzato
La ‘sfida dell’Animus’ al padre, proiettata sul maschile in generale può altresì indurre a passare da un uomo all’altro, in una sorta di promiscuità compulsiva fino a segnare un destino amoroso infausto e nevrotizzante. Oppure accade che le donne con un vissuto idealizzatante del padre in senso ‘pseudoromantico ed eroico’, non riescano ad innamorarsi di nessun uomo, in quanto l’Animus non trova nessuno al livello del genitore; e anche se la donna dovesse trovarlo, nel corso del tempo lei diventerebbe sempre più intollerante e incapace di risanare eventi ed equivoci in fondo tollerabili, giungendo così a riaffermare la supremazia del padre.

Le varie problematiche dell'Animus

Il dispotico Orson Welles, (a sin.), la figlia Joanne Woodward e Paul Newnam in "La lunga estate calda".

Vi sono poi donne che avendo introiettato nell’Animus un padre dispotico e talvolta anche violento orientano le loro proiezioni amorose su uomini talmente rassicuranti e apparentemente ipoaggressivi da risultare poi ‘poco maschili’, e sviluppano verso costoro un attaccamento di tipo parentale, come fossero loro figli o fratelli; questo però genera attriti e frustrazioni per la carenza o anche a volte la castrante mancanza di vitalità erotica. Oppure donne che assumono un Animus dai tratti fallici, all’insegna di una strenua indipendenza dal maschile, che per raggiungere una supremazia sul piano sociale e intellettuale, considerano di dover rinunciare alla vita amorosa e in definitiva di dover sacrificare la propria femminilità. Le problematicità dell’Animus sono dunque molteplici, complesse e variamente intrecciate, anche perché in ultima analisi sono sempre uniche e specifiche della personalità e della soggettività di ogni donna.
                                                                                                            (1a puntata- continua)