Gropparello: castello con fantasma

Gropparello: castello con fantasma

di Paola Biondi. Incontro con Gianfranco Gibelli e la moglie, che convivono da molti anni con strani fenomeni in un castello che sembra abitato dai fantasmi

Molto tempo fa Gianfranco Giorgio Gibelli faceva il consulente informatico, con una laurea in matematica. Sua moglie Margherita, aperta e ospitale, era appassionata e studiosa di strumenti musicali antichi e lavorava anche per il Museo Correr di Venezia. Le due figlie, Maria e Giovanna, andavano alle elementari. Una famiglia senza grandi problemi, ma nemmeno grandi entusiasmi, come tante a Milano.

Eppure hanno vissuto è un’esperienza straordinaria, di quelle che molti vorrebbero vivere, se solo ne avessero il coraggio… in tutti i sensi.
Siamo stati a Gropparello per intervistarli e conoscere questa storia straordinaria.

Signor Gibelli, come mai la vostra esistenza è cambiata?
La mia laurea in realtà era una ricerca umanistica, ma non lo sapevo ancora. Il nostro senso d’insoddisfazione stava come una specie di polvere su tutte le cose: avremmo voluto una vita diversa, più coerente con i valori in cui crediamo, ma non avevamo nemmeno il tempo di riflettere. A un certo punto ci siamo detti: fermiamoci e pensiamoci su.

Ciò che  volevamo per davvero era trasferirci in campagna e vivere più a contatto con la natura. Abbiamo capito che eravamo disposti a rivoluzionare tutto, rinunciando a rassicuranti abitudini e a molte comodità. Il nostro sogno però rimase per un bel po’ nel cassetto, anche perché era abbastanza pretenzioso e dovevamo fare  i conti con le nostre finanze.

Un giorno però successe qualcosa…
Mia moglie venne a sapere casualmente che era in vendita un antico castello nel Piacentino, e, contro ogni mia obiezione, insistette ad andare a vederlo. Da quel giorno, come se una volontà superiore si fosse impadronita di noi e nonostante l’apparente irragionevolezza della cosa, decidemmo che il castello di Gropparello sarebbe diventato nostro. Incredibile ma vero, nonostante mille difficoltà, è stato proprio così: era il 1994.

Un successo già “ai confini della realtà”. Ma c’è molto altro, vero?
Eravamo assolutamente ignari di tutto, ma a poco alla volta una serie sconcertante di fatti incomprensibili, di sottili messaggi e di tracce, ci hanno proiettato in una realtà surreale dove abbiamo percepito che qualcosa o qualcuno ci spingeva in una precisa direzione.

Eravate ignari di che cosa?
Non sapevamo nulla di fantasmi che abitano i castelli antichi.
Ma fin dalle prime sere che abbiamo dormito qui. Subito facemmo finta di niente, anche perché dicono che ogni castello abbia il proprio fantasma, ma noi non volevamo crederci e nemmeno influenzarci l'un l'altro.

Un po' come i protagonisti del racconto umoristico di Oscar Wilde!
Non eravamo in vacanza a Canterville come la famiglia Otis nel racconto dello scrittore inglese, noi ci eravamo proprio trasferiti a vivere in un castello antico in mezzo al niente, capisce?

E intanto gli episodi si manifestavano sempre più numerosi. I rumori notturni sono normali in un luogo come questo, ma spesso eravamo svegliati da passi pesanti nel solaio, a cui si accede dall’esterno. Io salivo lassù con una torcia ma non ci trovavo mai... anima viva!

E allora che cosa avete fatto?
Il manuale dell'acchiappafantasmi non era fra i nostri libri, così abbiamo provato a spargere della polvere per terra, per vedere se qualcuno o qualcosa avrebbe lasciato qualche impronta, ma niente.
Vuole un altro esempio inquietante? Nel mastio del castello c’è una cappella neogotica: una mattina che passavo di lì per vedere se tutto era a posto, altro che a posto: le due candele sull’altare erano accese senza l'intervento di nessuno di noi!

Gropparello (PC). La sala della musica.

La cosa si è ripetuta due o tre volte. Ma, come si sa, ci si abitua a tutto... Finché abbiamo deciso di incontrare uno studioso di fenomeni paranormali che si è appassionato al caso e anche una medium ci è venuta in aiuto, così abbiamo scoperto un intreccio impressionante di fatti e persone in diverse epoche.

Da ricerche di archivio siamo venuti a sapere che nel 1200 la nobildonna Rosania Fulgosio vi era stata rinchiusa viva dal marito Pietrone da Cagnano, che aveva scoperto il tradimento di lei con Lancillotto Anguissola, antico amore di gioventù, facendola morire in una cella scavata nella roccia. Questa “camera maledetta” sembra che esista e che sia tuttora inviolata. Così a tutt'oggi il castello è frequentato dallo spirito dei due amanti e, forse, anche da quello di qualcun altro.

Quindi qui non c’è un fantasma, ce ne sono diversi!
Sembra proprio così: nel tempo qui si sono verificati molti eventi tragici, ad esempio durante la Seconda Guerra Mondiale i partigiani avevano assediato il castello e ci furono 40 morti in pochi giorni, ma non è tutto… Sensitivi ed esperti hanno convenuto separatamente e in tre momenti diversi che il corpo di Rosania si trova in un cunicolo fra le fondamenta del palazzo e l'esterno. Ma quello di Rosania è uno spirito positivo, noi non abbiamo mai avuto problemi.

Ci sono state altre manifestazioni paranormali?

In tanti anni ormai ne abbiamo perso il conto! Ad esempio, mentre suonava al pianoforte mia figlia ha visto chiaramente un’ombra sullo spartito e pensava che ci fossi io alle sue spalle… E invece no! Lo stesso pianoforte è stato fotografato da un nostro amico musicista e l’obiettivo ha registrato un alone, una figura bianca come di una persona che indugiava davanti.

Mio padre ha visto l'ombra di una donna seduta a suonare, che a un tratto si è dissolta come una nube. L’anno scorso è venuto qui il sensitivo Umberto di Grazia con la troupe di Sky e anche lui ha avuto la percezione di una presenza vicino al pianoforte. La donna delle pulizie ha trovato delle impronte sulla cera appena stesa sui mobili.
E non è tutto. Una volta una persona nella torre di guardia ha sentito come una mano appoggiata addosso; per un periodo ci hanno dormito tre ragazzi e anche loro appena spegnevano la luce sentivano rumore di passi, oggetti trascinati e vedevano globi luminosi. Anche mia figlia li ha visti.

Anche lei, signora Gibelli, ha “visto” strane cose?
Il giorno del trasloco io ho visto qualcosa sul ponticello presso il corpo di guardia. Era un uomo con la barba, vestito di nero, una cuffia di cuoio in testa, una croce rossa sul petto come quello dei Templari e una grossa spada al fianco. L’atteggiamento era tranquillo, come se guardasse oltre me. Poi, sulle scale oltre la porta della cucina, con la coda dell’occhio, ho visto diverse volte un piccolo piede e un lembo di vestito svolazzare, come se qualcuno stesse salendo. Una volta, mentre ero sola in una stanza, mi è caduta una biro sulla testa, dal soffitto.

Una volta in camera nostra si è acceso improvvisamente un ceppo nel camino con una fiammata gigantesca. Nel castello oggi ci sono diverse persone che collaborano con noi, ma qualcuno se ne è anche andato, perché, dicevano, il fantasma faceva i dispetti! In mansarda si sono sentiti dei campanellini suonare, c’è chi ha visto una donna velata che piangeva, un’altra persona ha visto una donna vestita di rosso che camminava nel grande salone. Rimanemmo molto perplessi quando, dopo la festa per l’inaugurazione ricevemmo dei complimenti per “la bella idea di aver messo una ragazza in costume medievale all’ingresso e per l’illuminazione notturna del castello che si vedeva da lontano”: peccato che non avessimo fatto niente di tutto ciò!.

Come si spiega queste cose?
Abbiamo pensato che qualcuno volesse mettersi in contatto con noi. Una medium ci disse che aveva un messaggio da recapitarci. Abbiamo cercato a lungo le ossa di Rosania, c’è un terrapieno, forse sono lì sotto, ne abbiamo quasi la certezza, ma che possiamo fare? Smontiamo il castello?

Lei ha scritto un libro sugli avvenimenti che avete vissuto qui…
Sì, in maniera romanzata racconta esattamente la miriade di fatti che ci sono capitati da quando abbiamo “scoperto” il castello di Gropparello, e io li racconto così come li abbiamo vissuti. Tutto questo è nato come un sogno, poi ci siamo domandati se lo volevamo veramente e allora tutta la famiglia è stata coinvolta, i genitori di mia moglie e le nostre figlie adolescenti.

Anche dal punto di vista economico abbiamo avuto una serie di circostanze favorevoli, si può immaginare che non sia stato facile, ma, era come se qualcuno volesse che fossimo noi ad acquistarlo. Nel tempo però abbiamo percepito che intorno alla nostra vicenda ci sono sempre state due forze in lotta fra loro, una positiva e l’altra negativa. Oltre a una presenza femminile andò delineandosi anche una maschile. Poi abbiamo trovato il diario…

Quale diario?

Gropparello. Una figura femminile evanescente indicata come il fantasma di Rosania.

Facendo pulizia in una cantina avevo trovato un grosso libro abbastanza ben conservato, con una grafia tutta svolazzante che era stranamente molto simile alla mia, perciò, nonostante l’inchiostro sbiadito, non ho fatto molta fatica a decifrarla. Sottoforma di diario, è stato scritto da una persona che nel 1711 avrebbe ereditato il castello da suo zio; in realtà svela una specie di giallo psicologico, in cui non solo si parla di un delitto, ma è contenuto il racconto di vere e proprie esperienze paranormali.

L’autore dice, ad esempio, che uscendo dal proprio corpo di uomo del ‘700, gli sembrò di essere un contemporaneo di Rosania Fulgosio, che, come sappiamo, era vissuta nel ‘200. Le dico solo che questa persona descrive un'apparizione che coincide con quella che ha visto mia moglie durante il trasloco: un guerriero con la barba scura, una veste di maglia di ferro e una grande spada al fianco! Nel mio libro ho anche trasferito il contenuto di questo diario, che però è sparito!

Sparito?
Sì, a un certo punto non l’abbiamo più trovato. Sarà stato un apporto da un’altra dimensione che esaurito il proprio compito non aveva più ragione di materializzarsi… Tempo dopo una ex custode del castello ci disse che l’aveva visto anche lei.

Gianfranco Gibelli con la moglie.

Oggi il castello è anche un’occasione offerta al pubblico per trascorrere una giornata di relax nella verdissima Val Vezzeno, una chicca dell'Emilia Romagna.
Più profondamente, aver realizzato il nostro sogno, per noi oggi vuol dire offrire agli altri un incoraggiamento per realizzare i loro sogni e indicare un modo di guardare le cose da una prospettiva un po’ rivoluzionaria, per la serie “cambiare vita è possibile, basta crederci”. La nostra storia prova che quando si agisce così, le sorprese vanno oltre qualunque fervida immaginazione.

Mi accennava che sta scrivendo un paio di libri.
Ho terminato il sequel di quello precedente, alla luce di nuove esperienze, che racconto con l'atteggiamento di sempre, senza aggiungere nulla che non si sia verificato. In questi ultimi anni ci siamo domandati come facciamo ad aiutare Rosania che cerca la propria pace. Sono però accaduti altri fatti strani che invece hanno coinvolto suo marito, Pietrone: anche lui vuole qualcosa? Sappiamo che a propria volta è stato vittima di una congiura. La storia continua e si delineano altri personaggi nella storia di questo luogo, che è davvero affollatissimo. Lo testimoniano le foto dei visitatori...

In che senso?

Un'altra strana immagine scattata nel castello: è un fantasma?

Nelle foto di alcuni turisti appaiono delle sagome che ad occhio nudo non sono visibili. Sappiamo che una fanciulla, una ragazzina e una vecchia sono restate immortalate nel ricordo della giornata: può immaginare la sorpresa delle persone in visita! Poi abbiamo avuto una sensitiva che ha scoperto altre cose interessanti.

Ad esempio?
Per esaminare altre parti segrete del castello, la sensitiva è salita nel solaio, dove all'inizio della nostra avventura sentivamo grida, tonfi, strani rumori di cose trascinate, eccetera. Con una tecnica simile alla regressione lei ci ha detto di essersi trovata sul tetto del castello in mezzo a un furioso combattimento, dove i morti venivano trascinati via dai loro compagni. Evidentemente lei ci ha raccontato che il solaio prima non esisteva e c'era un terrazzo merlato.

E il secondo libro a cui sta lavorando?
In questo raccontiamo come abbiamo realizzato il nostro sogno. In realtà esistono tutte le energie necessarie ai nostri sogni, ma concentrarsi sull'obiettivo non è facile, perché se non è chiaro quello che vogliamo veramente, si fa fatica a concretizzare. A volte non sappiamo quello che vogliamo davvero oppure crediamo di volerlo, ma non è così. In ogni caso andiamo per tentativi. Destinati peraltro a fallire.

All'inizio tutto è confuso, ma abbiamo scoperto che è possibile diventare sempre più consapevoli e orientare bene i nostri sforzi per fare centro. Nessuno di noi, che cercavamo semplicemente una casetta in campagna, peraltro senza trovare mai quella giusta, avrebbe immaginato che in ventiquattro anni saremmo arrivati ad ospitare a casa nostra 50 mila visitatori l'anno e in massima parte con il passa-parola!

 Per saperne di più:
Sito del castello
Paola Biondi. “Interviste col Mistero” (BastogiLibri editore).
Gianfranco Giorgio Gibelli.
“Indagine su una presenza inquietante" (ed. non disponibile)