Lettere dai vostri cari

Lettere dai vostri cari

di Sonia Benassi. Riprende la "posta dall'aldilà", messaggi canalizzati dalla medium che collabora con Karmanews per aiutare chi le scrive

Solo tu puoi darmi una risposta
“Gentilissima Sonia, mi chiamo Umberto e sono un signore di sessantun anni che ha perso la sua compagna di vita. La ringrazio se vorrà darmi l’opportunità di farmi da tramite tra me e Caterina".

“Amore mio, mi ritrovo qua a scriverti ancora adesso una lettera, una delle tante perché nei nostri trentacinque anni passati assieme te ne ho scritte tante. Ho sempre trovato nello scrivere il modo più delicato e vero per poterti dire che tu sei stata e sei ancora il mio tutto. Mi hai sempre capito e compreso soprattutto nei miei momenti bui nei quali tu con tanta pazienza e amore riuscivi a farmi vedere la parte bella e utile di questa vita. Tu mi hai insegnato il rispetto per me stesso e tu mi hai insegnato a sorridere. E adesso mi ritrovo qua, solo, nella nostra casa, a farmi e rifarmi domande. A chiedermi perché tu abbia dovuto soffrire così tanto; sono dolori atroci. Solo tu puoi darmi una risposta perché io davvero non capisco come una persona come te, sempre pronta ad aiutare chi avesse bisogno, abbia dovuto sentire tanto dolore fisico e morale. Non abbiamo avuto figli, ma noi ci bastavamo nella nostra completezza ed ora io non riesco a vivere senza le tue parole. Insegnami ad avere ancora modo di sentirti e forse imparerò ancora a sorridere. Ti amo e ti amerò sempre.”

”Amore. Sono qua con tua mamma Gianna; siamo assieme per darti forza e consigli. Non sono stata solo io ad insegnare a te, ma tu hai insegnato a me, tanto. Mi hai insegnato che l’amore può far camminare sempre assieme senza che ci si possa stancare l’uno dell’altra, nel rispetto e nella fiducia. Che l’amore quello giovane è meraviglioso ma quello dopo, quello più maturo, è ancora più bello e importante. Ci siamo conosciuti e ci siamo capiti, abbiamo fatto tanti sacrifici ma mai niente ci è pesato e, anche quando mi sono ammalata e ho capito che non sarei guarita, non mi sono preoccupata neanche un minuto per te, che saresti rimasto ”solo”, perché solo non sei. Sono accanto a te quando dormi e al mattino, quando fai colazione, vedo quando piangi e vedo anche come subito ti asciughi le lacrime, perché sai che io non avrei mai voluto vederti piangere. Allora riesco in questo modo a percorrere il mio cammino qua e ad essere accanto a te lì in una comunione totale di anime. Ho visto i tuoi: sono subito arrivati da me in segno di accoglienza come si usa qua. É un mondo meraviglioso dove tutto è naturale e semplice. Dove chi incontri ti saluta e tu non puoi altro che provare gioia. È la gioia che fa andare tutto bene. Lì manca gioia nei cuori, basterebbe un’esplosione di gioia in ognuno per capire che si può stare bene e che qua è così come condizione naturale. Lavora sulla gioia amore mio, io ti aiuterò in questo. Saluta mia sorella quando la vedi. La tua Cate.”

Il nostro piccolo angelo
“Buongiorno Sonia, immagino che riceverà tantissime lettere, ma io provo a mettere in parole quello che ho dentro sperando che questa mia possa arrivare al suo cuore. Sono una nonna, mi chiamo Adele e le scrivo dalla Valle D’Aosta. Due anni e mezzo fa ho perso il mio unico nipotino di otto anni, il nostro Alessandro, in un incidente sulle piste da sci. Non ci diamo pace, mia figlia e suo marito non vivono più. Stretti e intrappolati tra disperazione e sensi di colpa. Cerco di farmi forza per loro, di aiutarli e provare a fargli capire che la colpa non è loro, ma, mi creda, non so più come fare. Credo in un’altra dimensione e sono convinta che il nostro piccolo angelo stia bene e ci guardi, e vorrei, se possibile, sapere da lui o da qualcuno dei miei cari come sta. Dirgli di stare accanto alla mamma e al papà e di farsi sentire anche da loro. Io lo sento, attraverso rumori o attraverso luci che si accendono e si spengono. Vorrei sapere se è lui e quali altri segni mi manda per poterlo riconoscere. Una nonna disperata, che ha tanto bisogno di forza. Grazie per quello che fa per tutti noi.”

”Sonia ciao, sono contento di conoscerti. Io sono molto impegnato qua, ma devo rassicurare i miei genitori e la nonna. Sto bene, sono con il nonno e facciamo tante tante cose assieme. Ho capito subito che dovevo attraversare e così ho fatto, senza paura ma con felicità, perché il nonno era lá che mi aspettava. È stato un incidente: nessuno ha sbagliato e nessuno poteva fare in modo che non succedesse. Qui mi diverto, ma mi diverto anche a farmi sentire da chi è pronto a farlo. Quando c’è dolore e rabbia dentro di voi per noi è più difficile arrivare. Dovete pensare che siamo tutti in viaggio, voi e noi; ci incontreremo riconoscendoci e senza lacrime, ci guarderemo e proveremo una gioia mai provata. Sono con tanti altri bambini e non mi sento solo, perché la solitudine è solo per il viaggio terreno. Sono diventato grande e il nonno mi dice che parlo da grande.Vi voglio bene e non vi ho mai lasciati. Nonna, devi dire alla mamma e al papà di regalare tutte le mie cose e i miei vestiti, perché non vuol dire dimenticare me, ma aiutare chi ha bisogno e non ha le possibilità per avere tutto quello che ho avuto io. Grazie per avermi dato la vita. Ale.”