Un Festival cinematografico dedicato alla montagna

Grandi volti del cinema inaugurano e salutano il 62° Trento Film Festival.

"Beyond the edge".
“Beyond the edge”.

La serata inaugurale del 25 aprile vedrà in prima internazionale The Epic of Everest (1924) di John Noel, uno straordinario documento sulla leggendaria e tragica spedizione inglese del 1924 restaurato dal British Film Institute,  con l’accompagnamento musicale del compositore e musicista elettronico Simon Fisher Turner. Ma l’Everest è protagonista di altri film, come ad esempio Beyond the edge, imperdibile ricostruzione in 3D dell’emozionante scalata del 1953, o High tension, che narra l’incredibile disavventura dell’anno scorso di due alpinisti, l’italiano Simone Moro e lo svizzero Ueli Steck vennero aggrediti dagli sherpa. Il programma cinematografico entrerà nel vivo della ricca programmazione sabato 26 aprile con l’anteprima italiana di In order of disapperance di Hans Petter Moland.

Bruno Ganz in "In order of disappearence".
Bruno Ganz in “In order of disappearence”.

La travolgente dark comedy norvegese ha conquistato il pubblico dell’ultimo festival di Berlino, dov’era in concorso ed è stata accolta da risate e applausi a scena aperta, richiamando l’attenzione della Teodora Film che ne ha acquistato i diritti e la distribuirà in Italia. Bianche sterminate distese di neve fanno da sfondo a questa commedia nera con due interpreti d’eccezione: Stellan Skarsgård, uomo qualunque che alla guida del suo gigantesco spazzaneve si improvvisa giustiziere per vendicare la morte del figlio, scatenando una guerra tra narcotrafficanti, e Bruno Ganz, boss mafioso serbo, in uno dei ruoli più surreali della sua leggendaria carriera.
Il grande cinema sarà rappresentato anche da un classico come Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini, del 1976, dal romanzo di Dino Buzzati, di cui verrà presentato per la prima volta in Italia il restauro visto al Festival di Cannes 2013. Una delle ultime grandi co-produzioni del miglior cinema italiano, testamento artistico di Zurlini, con un irripetibile cast che unisce alcuni dei più grandi attori europei dell’epoca: Jacques Perrin nel ruolo del Tenente Drogo, Vittorio Gassman, Philippe Noiret, Fernando Rey, Max Von Sydow e Jean- Louis Trintignant.
Dalla Norvegia alle Dolomiti, protagoniste della serata di chiusura del festival, in due film che faranno da cornice alla premiazione del concorso internazionale, entrambi prodotti con il sostegno della Trentino Film Commission. Dopo l’anteprima mondiale in concorso all’International Film Festival Rotterdam, sarà la prima italiana per Trento Symphonia del collettivo di artisti e filmmaker Flatform, attivo tra Milano e Berlino, le cui opere video sono state presentate in eventi come la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e nei maggiori festival internazionali e musei di arte contemporanea. Le montagne del Trentino fanno da sfondo a una elaborata coreografia musicale che vede protagonista un’intera orchestra sinfonica, in un’affascinante paradosso visivo e temporale che unisce contemplazione e immaginazione.

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Claudia Cardinale e William Moseley nel film “La montagna silenziosa”.

Nello stesso paesaggio, ma un secolo prima, infuria la dolente ricostruzione della Grande Guerra realizzata dall‘austriaco Ernst Gossner in La montagna silenziosa, l’anteprima che chiuderà il 62° Trento Film Festival. Girato tra Trentino, Alto Adige e Austria, il kolossal in costume racconta come gli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale nei territori alpini hanno diviso famiglie, trasformato vicini di casa in nemici e separato chi si amava, come i due protagonisti Anderl e Francesca.
“Il mio film – dichiara Gossner – è un emozionante racconto storico incentrato sulla guerra che ha diviso il Tirolo, ha segnato la fine della monarchia austroungarica e gettato le premesse per la seconda Guerra mondiale. Ma è anche un dramma toccante che vuole farci avvicinare a un mondo sull’orlo del precipizio: un precipizio che può aprirsi davanti agli occhi di ogni generazione”.
Nel cast, accanto ai giovani protagonisti William Moseley ed Eugenia Costantini, una splendida Claudia Cardinale.

Eugenia Costantini in "La montagna silenziosa".
Eugenia Costantini in “La montagna silenziosa”.

Le proiezioni dei film di chiusura e apertura, come quelle degli altri lungometraggi nella sezione Anteprime e dei film più spettacolari del festival, si terranno al Supercinema Vittoria, storica sala cinematografica del centro storico di Trento, che quest’anno si affianca ai tre schermi della Multisala Modena per permettere al Trento Film Festival di rispondere alla partecipazione di un pubblico in costante crescita, dai 9.000 spettatori nelle sale del 2010 agli oltre 12.000 nel 2013.

Per il programma, vedi sito web: www.trentofestival.it e http://www.trentofestival.it/it/news/news26585.htm

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.