I benefici dell’Arpaterapia

Il metodo Arpademia, della dssa Perolini

I benefici dell’Arpaterapia

di Piera Migliore. Incontro con Eleonora Perolini, docente di Arpaterpia, che ci spiega gli effetti benefici dell'arpa. Un esperimento interessante all'Istituto Besta di Milano.

Abbiamo già parlato molte volte degli effetti benefici che la musica ha sul nostro organismo. Ma oggi tratteremo un aspetto particolare della musicoterapia: parleremo infatti di arpaterapia, intervistando l'arpista Eleonora Perolini (foto a destra). Diplomata in Arpa al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha suonato come solista con prestigiose orchestre ed è docente di Musicoterapia e Arpaterapia all’Università Popolare dell'Alto Monferrato e nelle Mozart200 School di Acqui Terme.

Quali sono gli effetti dell'arpa?
Il suono dell’arpa muove in particolare l’anima e il corpo, grazie alla sua cassa armonica, che amplifica notevolmente le vibrazioni delle corde, in modo tale che la melodia raggiunge il sentire dell’individuo. Infatti le corde dell’arpa, vibrando secondo lo stesso principio della voce umana, raggiungono il piano emotivo della persona, creando un benefico effetto interiore, uno stato di calma e di rilassamento. Tutto questo è facilitato dal fenomeno acustico delle onde sonore, create dalla percussione della corde che infondono una condizione di benessere, esercitando un effetto calmante e stimolando un vero e proprio massaggio corporeo.
Ecco quindi il benefico risultato della musica - che può essere praticata in svariati contesti, ospedalieri, olistici - anche per i bambini, le donne in gravidanza, i malati terminali, gli anziani e l’influenza positiva sul benessere nel ridurre lo stress e nel migliorare la qualità di vita.

Come è nato il progetto "Arpademia"?
Nel 1999 nasce in me la voglia di diventare mamma. Al secondo mese succede qualcosa, mi ricoverano d’urgenza, perdite rosse e lo sguardo dei medici mi fanno capire che qualcosa non ha funzionato. Questo figlio non nascerà. Con la visita constatano una malformazione interna e un utero doppio. Non ci sono casi come il mio che possano portare a termine una gravidanza. Evidentemente lo choc era stato più grave del previsto, rimasi incinta solo nell’agosto dell’anno successivo; il mio ginecologo mi impose di fermarmi, tanto più che l’Arpa richiede una posizione eretta e quindi poco consona ai miei problemi, per trascorrere il tempo mi collegai a Internet e digitai "arpa". Mi apparve una schermata che illustrava l’attività di Arpaterapia all’interno di un ospedale americano dove, nel reparto dei prematuri, veniva fatta ascoltare un’arpa dal vivo. In questo modo i neonati succhiavano più stimolati di coloro che non avevano l’ascolto della musica. L’articolo era il seguente:

NASHVILLE, Tennessee (AP) -- Nel nido del Vanderbilt University Medical Center, ai neonati meno fortunati che lottano fra la vita e la morte, vengono strimpellate dolci melodie grazie ad un'arpa alta sei piedi.
"È qualcosa che suscita in loro uno stato di maggiore calma", spiega Betty-Ashton Andrews, una studentessa di musica che sta sperimentando come usare la musica per aiutare i bambini. "In questo modo è più facile per loro crescere e guarire".
È solo di recente che la scienza ha iniziato a riconoscere il beneficio di una simile terapia sui neonati, ma la diciannovenne Betty-Ashton Andrews non demorde e continua imperterrita la sua attività tenendo concerti una volta alla settimana nel NICU (Newborn Intensive Care Unit), il reparto di cura intensiva neonatale dell'ospedale. A cavalcioni dell'arpa dorata, sfiorando quelle 52 corde, Betty intona ninnenanne, canzoni di Walt Disney e tanti altri classici, cercando di soddisfare tutte le richieste da "Amazing Grace" a "Freebird" di Lynard Skynard.

Da lì mi sono documentata e insieme ad un team di medici, che incontro ancora oggi alla fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, per continuare ogni aggiornamento sul progetto è nata "Arpademia" la prima scuola di Arpa Curativa (in quanto terapia in italiano non ci era stata concessa), con comunicazione al Ministero della Sanità.

Perché il suono dell'arpa e non quello di altri strumenti?

Valencia. Particolare della volta della cattedrale.

L’Arpa è diversa da tutti gli altri strumenti. Le corde sono pizzicate con le mani e questo genera un suono sempre piacevole. Non dobbiamo dimenticare che già Re David placava le ire di Salomone con una piccola Arpa, che i Bardi curavano i guerrieri feriti tornati dalle battaglie col suono dell’arpa. Inoltre le vibrazioni che attraverso la frequenza (che è stata confrontata a quella della voce umana) apportano un senso di comunicazione e di quiete, che uno strumento ovviamente sempre privo di emozioni può offrire.

Negli Stati Uniti è già utilizzata questa tecnica?
Negli Stati Uniti si sono prefissi di mettere un’arpista in ogni ospedale. Ma sappiamo bene che in Italia la Sanità è giustamente molto cauta su ogni tipo di tecnica che non sia puramente scientifica.

In Italia è stata riconosciuta questa disciplina?
Arpademia è l’unica ad aver ottenuto sia i crediti Ecm (educazione continua in medicina) per gli operatori sanitari che i crediti Ecp (educazione continua professionale) per gli operatori olistici. Questo per far capire che cerchiamo di offrire una garanzia a coloro che si rivolgono a noi sia per diventare operatori di Arpademia che per iniziare nuove collaborazioni.
Arpademia non vuole essere sostituta di alcuna cura. In Italia operiamo in un centinaio di sedi e l’Arpa vuole essere un’integratore alle terapie, una somministrazione di vibrazioni che apportino calma. La nostra metodologia è depositata e si basa su protocolli di ricerca, ovviamente fattibili su questo percorso, e si avvale di musiche scelte e create appositamente per ogni tipolologia patologica. Questa è la nostra peculiarità. Nulla è lasciato al caso ma ogni seduta è strutturata e creata su misura sia per l’operatore che per i fruitori.

Puoi raccontarci alcuni casi che ti sono rimasti impressi applicando l'Arpaterapia?

Milano. Eleonora Perolini, Piera Migliore, la dssa Eleonora Orena e il dr. Dario Caldiroli.

Nel reparto di Anestesia e rianimazione dell’Istituto Neurologico Besta di Milano, dove suonavo per i pazienti comatosi, in un passaggio armonico notammo che una di queste pazienti  fermava il movimento oculare (chiamato “gli occhi da bambola”), come per fare attenzione alla musica. Lo stimolo arrivava. Mi dissero in seguito che la paziente era addirittura sorda.
Dopodiché fu strutturato un tipo di protocollo che riportava delle rilevazioni prima durante e dopo l’ascolto. Fu interessante, i risultati delle analisi confermarono il primo dato certo: con l’ascolto dell’Arpa si abbassava l’ormone della prolactina. La conclusione fu che ascoltando la vibrazione della corda la persona si rilassa e di conseguenza si riduce lo stress.
Una certezza è evidente: le vibrazioni provocavano rilassamento. All’ascolto dell’arpa in anziani malati di Alzheimer, persone in ambito di disabilità grave, si sono visti dei segnali che per me erano poca cosa ma che per gli esperti erano importanti.

Quali sono gli ambiti di applicazione dell'Arpaterapia nel campo del benessere?
Arpademia si può definire la “musica del benessere”. Spesso, curando il corpo, ci si dimentica dell’anima. Il metodo trova applicazione in tutte le discipline olistiche, dallo yoga al massaggio alle visualizzazioni guidate, ai bagni sonori, alle meditazioni. Con l’arpa si può lavorare sia sulla sfera del benessere in generale che su melodie minori e maggiori che possono in qualche modo intervenire sia sul sistema emozionale che neurovegetativo della persona.

Il 12 Luglio scorso la fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta ha organizzato un seminario in cui hai illustrato i principi dell'Arpaterapia.
Insieme al dott. Dario Caldiroli e alla Dott.ssa Monica Bricchi siamo partiti da pionieri 18 anni fa. Oggi ci sono le giovani dottoresse, tra cui Eleonora Orena, convinte di percorsi alternativi, una vera emozione! Siamo ancora qui, ma non siamo più soli, la sala della biblioteca era piena di persone, tra cui anche dei medici, che hanno ascoltato, testato. Una signora sorda da una parte ha voluto provare ad appoggiare l’arpa e è riuscita a sentire le vibrazioni, davvero emozionante!

Per saperne di più:
http://www.arpademia.com
La copertina del CD Arpademia