Scuole spirituali e sette

Un'indagine su un settore delicato e rischioso

Scuole spirituali e sette

di Fabio Duranti. Un viaggio nell'intricato mondo delle associazioni che promettono la rinascita interiore. Come distinguere una scuola spirituale da una setta

Philippe de Champaigne. "Sant'Agostino". 1645.1650

Oggigiorno cresce sempre più la ricerca in campo spirituale ed esoterico. Gruppi di studiosi sono stati fondati e si formano un po’ dappertutto in tutti i Paesi del mondo. Sicuramente questo fatto rappresenta un fattore positivo per l’evoluzione della razza umana ed indica che molte persone sono in procinto di staccarsi dalle prese della materia in un senso rigenerante per la loro anima.
Una miriade incalcolabile di Associazioni offrono la loro chiave personale per permettere ai candidati di attuare questa rinascita interiore, tutte con una loro logica operativa ben strutturata e delineata. Comunque stiano le cose, in questa jungla di istituzioni fitta come una boscaglia selvaggia, vi sono però associazioni non in linea con i veri principi alla base di una genuina scuola spirituale. Quindi è palese fare una distinzione netta tra “scuole spirituali” di buona fede e la loro parodia rappresentata dalle “sette”, anche per dare una indicazione concreta a chi si avvicina a queste cose per la prima volta, forse curioso e ben intenzionato, ma ignaro di questa differenza fondamentale.

Nella setta si pretende l'abnegazione totale

Pietro Capuana, capo di una comunità religiosa, accusato di violenza sessuale.

Generalmente una setta è riconoscibile dal fatto che, a capo della stessa, vi è solo una persona che decide in modo insindacabile il modus operandi degli adepti. Questo “santone”, il più delle volte ricco di fascino e magnetismo personale, pretende il rispetto assoluto e l’abnegazione totale nei suoi riguardi, poiché rappresenta l’incarnazione, per così dire, di Dio in terra, quindi ogni suo volere deve essere assolutamente esaudito.
Molto spesso nelle sette a sfondo religioso, quindi molto semplici nelle loro dottrine poiché basate sul misticismo popolare, il santone ha diritto ad avere rapporti sessuali con gli aderenti al suo gruppo, o con le figlie e i figli dei partecipanti. Ma anche in piccoli gruppi dalla base esoterica, o più vicini ad una “psicologia evolutiva”, succedono spesso queste stesse cose.

Una scuola spirituale è una fraternità piramidale

Locri. Persefone apre la cesta mistica, contenente gli oggetti sacri propri dell'iniziazione.

Una scuola spirituale di buona fede invece, prevede una cerchia fraterna nel suo seno, nel senso che il potere decisionale è rappresentato da un gruppo di individui, per lo più ben orientati sull’insegnamento interno, che mettono i loro doni interiori a beneficio della comunità, non per esercitare qualche potere, ma per dirigere in modo equo e democratico l’istituzione che rappresentano.
I fondatori storici delle scuole spirituali sono sempre stati personaggi altamente evoluti spiritualmente e dopo la loro morte i successori cercano di seguirne le tracce e le indicazioni. Una scuola spirituale è una fraternità piramidale, dove la base formata dai neofiti trova il suo sostegno dai livelli superiori formati dagli anziani, da coloro cioè che fanno parte della medesima da più tempo. La caratteristica principale di una scuola spirituale è quella dell’assoluta indipendenza e libertà di movimento degli appartenenti. Una scuola spirituale mai eserciterà minacce di qualsiasi tipo verso coloro che decidono di abbandonarla. In una setta invece, coloro che eventualmente volessero abbandonarla, subiscono basse minacce superstiziose, quali quella di essere divenuti dei “dannati”, poiché la retta via è stata abbandonata. Le pressioni psicologiche di una setta sono veramente forti! Basandosi sull’ingenuità innata dei loro partecipanti, queste affermano che fuori dai loro ranghi non vi può essere redenzione alcuna. In effetti, una setta più che favorire l’illuminazione interiore di fatto castra le coscienze, rendendole così intolleranti, timorose e superstiziose, per l’appunto “settarie”.

Il fattore economico

Los Angeles. Il palazzo di Scientology.

Un altro aspetto assai rimarchevole tra una scuola spirituale ed una setta è quello del fattore economico. Una associazione spirituale od esoterica, avendo dei costi di gestione, a volte anche alti, chiederà una semplice quota associativa ai suoi aderenti, ma niente più. È escluso a priori che una vera scuola spirituale richieda soldi per il suo insegnamento, dato che opera nel mondo secondo i criteri noti di “uguaglianza, libertà e fraternità”.
La setta si riconosce subito invece perché pretende dai suoi partecipanti, per legarli più saldamente ad essa, a volte addirittura tutti i loro beni materiali. Il fattore “soldi” è quindi la prima e più lampante caratteristica con cui si può ben verificare se un gruppo sia orientato verso il settarismo oppure no. Coloro che pretendono soldi per elargire determinati insegnamenti, in realtà appartengono ad associazioni nate col solo scopo del lucro e dello sfruttamento delle anime semplici.

Un processo alchemico di trasmutazione interiore
Un altro aspetto che caratterizza le varie sette esistenti è il fatto che, sempre ed in ogni caso, vengono promessi sviluppi eccezionali della struttura egocentrica naturale. Si ipotizzano piani di sviluppo di facoltà paranormali, quali l’aumento del potere del pensiero o la nascita di facoltà ”divine” nel candidato.
Questi aspetti a prima vista sembrano innocui o addirittura desiderabili, ma una vera scuola spirituale pone i suoi aderenti nella necessità assoluta dell’eliminazione dell’io, in un processo alchemico di trasmutazione interiore che prevede, nel contempo, la vivificazione della scintilla di spirito latente nel cuore di ogni uomo. Una scuola spirituale di buona fede si riconosce sempre da questa caratteristica di base: l’io non viene preso come fondamento di un processo di sviluppo, ma viene utilizzato solo come mezzo per permettere la rinascita dell’anima che, a un dato momento, si unirà alle forze dello spirito. Il noto detto evangelico attribuito a Giovanni Battista che dice "Lui deve crescere ed io diminuire”, indica propriamente questo processo di diminuzione dell’io a favore dell’essenza cristica risorta nel candidato.
Una setta quindi, nei migliori dei casi, introdurrà i suoi adepti in processi che esaltano l’io, cercando di divinizzare quest’ultimo fino ai massimi livelli. Ricordiamo ai lettori che tutte le religioni originali, quali ad esempio il buddismo storico, hanno origine da questa elementare attitudine del candidato ad abbandonare il proprio stato egocentrico. È logico sottolineare quindi che una scuola spirituale che mette seriamente in atto questa idea mai sfrutterà i propri discepoli con la coercizione e l’adombramento, proprio perché essenzialmente basata sul concetto della fratellanza umana basata su qualità di animo superiori, per l’appunto non egocentriche.

Il lavaggio del cervello, una pratica comune alle sette
Una setta in realtà, cristallizza tramite i propri insegnamenti, le coscienze degli aderenti. Si parte dall’idea che la struttura della coscienza sia stata manipolata dall’educazione e dalla società umana, quindi si cerca con vari mezzi di rompere queste strutture, non certo in modo armonioso, ma sostituendole con schemi di comportamento altrettanto imprigionanti dei primi, se non di più! Il concetto di lavaggio del cervello, è assai noto ed è usato frequentemente nel linguaggio comune. Qualcuno ha fatto notare che i dirigenti delle sette operano sulle coscienze e le psiche umane, come la polizia degli stati totalitari. Quando un dissidente politico viene arrestato in questi Paesi, viene sottoposto ad una vera tortura psichica per farlo sentire colpevole in confronto alle istituzioni. Alla lunga, questo continuo martellamento raggiunge il suo effetto e il personaggio in questione incomincia a sentirsi così veramente colpevole verso lo Stato. In modo simile una setta agisce sui suoi appartenenti: tramite una massiccia propaganda a sfondo religioso, gli adepti finiscono per sentirsi colpevoli nei confronti di Dio e della stessa associazione a cui appartengono, e finiscono per pensare di trovar scampo ai propri peccati, rimettendosi totalmente alla stessa setta. In un tale stato psichico è molto facile donare i propri beni materiali o il propri corpo per abusi sessuali, in modo tale che sembrano questi degli atti di espiazione logici e morali.

Iniziazione o pseudo-iniziazione?

Cerimonia di iniziazione di Mozart alla loggia Zur Neugekrönten Hoffnung

Un'altra caratteristica con cui le sette impressionano il proprio uditorio è il cerimoniale. Questo è il più delle volte complesso e pomposo. Si fanno riferimenti alle antiche dottrine egiziane o atlantidee, quasi sempre in modo fantasioso ed immaginario. A tal fine, Renè Guenon parla di “pseudo-iniziazione”, volendo indicare con tale termine, una pretesa iniziazione basata su riti inventati di sana pianta e quindi assolutamente inefficaci.
Il cerimoniale di una scuola spirituale invece non è mai pomposo ed eccessivo, ma essenzialmente è una sorta di rito teurgico atto ad evocare le forze della sfera dello spirito. Questo rito è esente da ogni sceneggiata simbolica, poiché basato sulle qualità d’animo effettive delle persone preposte a ciò.

Le grandi rivelazioni spirituali sono simili nell’essenza
Generalmente le sette religiose, quindi ad un livello inferiore, per così dire, in confronto a quelle esoteriche, si concentrano su un unico libro sacro, quindi su un'unica dottrina, ritenendo questa la sola in grado di donare la salvezza ai propri aderenti. Le sette spirituali ed esoteriche sono più eterogenee ed applicano una sorta di sincretismo esteriore di varie correnti di pensiero, sempre sulla base di una determinata idea di sviluppo.

Kandy (Sri Lanka). Monaci buddisti Theravada, @ Foto Pompas

In una scuola spirituale, invece, l’insegnamento teorico impartito non è mai settario; e tutte le grandi rivelazioni spirituali apparse lungo la millenaria storia umana sono considerate simili nell’essenza, pur avendo vesti esteriori di espressioni dissimili e a volte in contraddizione tra loro. In una scuola spirituale si parla infatti di “insegnamento universale”, volendo indicare con ciò che non esiste un solo testo sacro, ma molteplici, come molteplici sono le razza umane. Questo insegnamento universale è essenzialmente interiore ed ogni candidato di una scuola spirituale, gradualmente, con il progredire della sua presa di coscienza, ha libero accesso alla sapienza nel suo cuore, unico tabernacolo sacro degno di tal nome. Una scuola spirituale mai sarà settaria, poiché ammette l’esistenza di varie tradizioni pure in ambito religioso e spirituale, riconoscendo in queste la fonte originaria comune da cui tutte hanno origine.

Perchè le sette hanno così tanto successo?

Il tempio di Ananda Assisi, il centro yoga dove si praticano gli insegnamenti spirituali di Paramahansa Yogananda.

Il grande successo delle sette è dovuto al fatto che, per potersi sviluppare ed ampliarsi, devono per forza di cose imitare le scuole spirituali, saccheggiando a più non posso le dottrine ed i rituali di quest’ultime. Quindi in una setta vi è sempre qualcosa di genuino, frammischiato però con evidenti falsità e contraffazioni. Per tal motivo, per un sincero cercatore di un cammino di realizzazione, all’inizio del suo percorso, l’appartenere ad una setta può essere anche positivo, poiché stimola comunque l’interiorizzazione e la presa di coscienza di sé. Tale individuo scoprirà ben presto di trovarsi in un circolo di persone che non perseguono il suo stesso obiettivo e quindi si rivolgerà verso altre istituzioni più pure e sincere, fino ad approdare, forse, ad una vera scuola spirituale.
In questo senso è verissimo il detto evangelico “bussate e vi sarà aperto”! Chi bussa alla porta del regno dello spirito, prima o poi troverà aperta l’entrata nel tempio interiore, anche se per giungere a ciò, sarà dovuto passare per innumerevoli gruppi e sette che hanno di spirituale solo il nome e la facciata esteriore.