Ferragosto: buone e cattive notizie

Ferragosto: buone e cattive notizie

Questa volta, volevo fare un Editoriale solo di buone notizie. La Tv non fa che propinarci programmi per deficienti e notizie drammatiche - incidenti, disgrazie, truffe, corruzioni, criminalità, droghe, barconi affondati e anche talkshow uno uguale all'altro di bla bla bla - dandoci una visione sconfortante della vita.
A volte la realtà supera le intenzioni, dandoci la sensazione di un Paese che va in rovina.

E ovviamente queste notizie riempiono le pagine dei giornali e dei notiziari, che sembrano sguazzare nel marcio. Certo, è informazione, serve, aiuta, ma a volte sembra che i giornalisti vivano solo di queste notizie.  Maurizio Porro sul Corriere della Sera ci ricorda che è  una vecchia abitudine di vivere sulle cattive notizie, citando film che ci mostrano il cinismo dei giornalisti, come Bogart ne L'ultima minaccia (“È la stampa, bellezza”), Dirk Douglas in L'Asso nella manica, di Billy Wilder, che girerà anche Prima pagina, uno dei suoi capolavori.  con Jack Lemmon e Walter Matthau. O altri film, dove però la stampa denuncia con coraggio intrighi e corruzione a tutti i livelli, come Tutti gli uomini del Presidente o il più recente The Post.

Ferragosto di sangue
Il 15 di agosto su quasi tutti i cell su WhatsApp c’è stato uno scambio di auguri per Ferragosto. Come se ci fosse qualcosa da festeggiare. Pochissimi, invece dei soliti messaggini con foto da cartolina - con fiori, cuori, soli, lune – hanno parlato, pregato, meditato, pianto per le vittime di Genova, uccise da un ponte che da due anni tutti sapevano essere a rischio, nonostante un "quotidiano e scrupoloso monitoraggio". E che già nel 2006 avrebbe dovuto essere demolito, perchè già si sapeva che sarebbe crollato. Adesso  tutti spendono parole, discorsi, promesse, minacce per chi dovrà pagare di questo disastro. E ci viene anche detto, bontà loro, che molti viadotti in Italia sono a rischio, quindi da controllare (questo, tra l'altro è il quinto ponte che viene giù in cinque anni). Per ora solo Clemente Mastella, sindaco di Benevento, in seguito alla tragedia avvenuta nel capoluogo ligure ha emesso un’ordinanza con la quale stabilisce la chiusura del viadotto realizzato dallo stesso architetto che ha progettato quello genovese.
Non è proprio un bel periodo sulle strade italiane. Si era appena spento il clamore per il disastro sull’autostrada di Bologna (un miracolo, 50 auto in fiamme e nessun morto, a parte il conducente del camion carico di Gpl),  lo scontro frontale del camioncino in Puglia che trasportava braccianti - senza documenti – di cui alcuni gravissimi, ed ecco questo immane disastro che ha ucciso una trentina di persone, distrutto case, capannoni, speranze. Mancava solo il terremoto del Molise, con scosse continue che hanno danneggiato muri, cornicioni e che spingono le persone in strada.
Possiamo solo sperare che tutto il marcio che sta emergendo dalle varie situazioni (tra cui costruzioni non a norma di regola, caporalato), spinga chi di dovere a cambiare le cose. Chissà se Salvini e Di Maio, con tutte i loro discorsi, mettano anche in pratica alcune delle loro promesse…

Meglio le buone o le cattive notizie?
A dispetto di quanto continuiamo a vedere sui media, sia quotidiani che Tv – e cioè guerre, corruzione, collusioni, delitti di ogni genere - questo magazine si è sempre proposto di perseguire tematiche per la crescita e il miglioramento dell’individuo, senza per questo ignorare il mondo in cui viviamo. Infatti abbiamo affrontato – e affronteremo – il problema della violenza, della discriminazione, del bullismo, dello stalking. E dato che ognuno di noi si costruisce, attraverso le sue azioni e i suoi pensieri, la propria realtà, il proprio destino, è anche importante sapere come affrontare la vita in modo positivo, acquisendo strumenti per stare meglio sul piano fisico, psichico, sociale. 

Le buone notizie
Sono tantissime, anche se trovano poco spazio sui quotidiani e in Tv. Riguardano tutte le persone che si danno da fare con le onlus, il volontariato. Come ad esempio tutti quegli uomini, soprattutto i vigili del fuoco, quelli della Protezione civile e di tutti gli enti coinvolti, che hanno lavorato giorno e notte per estrarre i corpi dalle macerie del ponte Morandi, nella speranza di salvare vite umane. Tutte le persone che lavorano con coscienza, che si battono per i diritti civili, la salute, l’ambiente, l’istruzione…
Secondo l’Internazionale, le cose brutte possono accadere in fretta, ma quelle belle non si costruiscono in un giorno e mentre si svolgono sono sfasate rispetto al cicli delle notizie. “Il sociologo John Galtung ha osservato che se un giornale uscisse una volta ogni cinquant’anni non parlerebbe di mezzo secolo di gossip e di scandali politici. Parlerebbe di cambiamenti globali di importanza storica come l’aumento dell’aspettativa della vita.
Certo, in un pianeta devastato dalla plastica, l’inquinamento, la cattiva politica ambientale, la corruzione… Per questo il Dalai Lama (vedi notizie) si rivolge ai giovani invitandoli a ribellarsi al sistema come Gandhi, in modo non violento, e a sviluppare la consapevolezza e la responsabilità: “Siete gli ultimi a poter salvare il pianeta. Dopo di voi non c’è più speranza”….