Alla conquista dello spazio

ASTRONOMIA

Alla conquista dello spazio

di Manuela Pompas. Periodo importante per le ricerche spaziali. Trovata l'acqua su Marte, ora una sonda è stata lanciata verso il Sole per scoprire i segreti della nostra stella.

Da anni da Marte giungono notizie discordanti: c’è vita, no, non c’è. Ed ecco un bel colpo di scena. Di recente è arrivata una conferma positiva da parte di 22 ricercatori dell’Agenzia Spaziale Italia, che ha lavorato in collaborazione con i ricercatori dell’Università Roma 3, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, il Cnr, l’Università sapienza di Roma e l’Università D’Annunzio di Pescara. Si tratta di una grande scoperta italiana, pubblicata su Science: nella regione Planum Australe, nelle vicinanze del Polo Sud (la cui calotta è ricoperta di ghiaccio di anidride carbonica), è stato scoperto un lago sotterraneo di acqua salata, a 1500 metri di profondità. Tra l’altro i segnali raccolti in quella zona fanno presupporre che ce ne siano altri simili.
La ricerca è iniziata nel 2003 con il lancio del Mars Express, la sonda dell’Esa europea, che ha impiegato 15 anni per raggiungere Marte e che si è avvalsa di un tipo di radar a bassa frequenza chiamato Marsis (ovvero Mars Advanced Radar for Subsurface Ionosphere Sounding), le cui onde che sono molto lunghe dovevano essere capaci di penetrare nel sottosuolo marziano, fino a 4-5 km. .
Questa scoperta indica che potrebbe esserci altra acqua sul pianeta rosso e quindi una forma di vita; inoltre potrà essere usata anche da noi sulla Terra per scoprire laghi sotterranei, per esempio sotto l’Antartico.  Prossima mossa dell’Esa sarà, tra due anni, quella di scavare in profondità su Marte, per avere altre risposte importanti.

E dopo Marte, missione Sole
L'11 agosto la NASA ha lanciato nello spazio la Parker Solar Probe, una sonda che s’immergerà nell'atmosfera del Sole, avvicinandosi per la prima volta fino a 6 milioni di chilometri di distanza. Lo scopo degli studiosi è quello di capire meglio le dinamiche della nostra stella, studiare le emissioni della corona, le eruzioni solari e l'origine dei venti solari. La missione fornirà contributi importanti alla nostra capacità di prevedere gli eventi meteorologici spaziali che influiscono sulla vita sulla Terra.
La sonda, che dovrà resistere a temperature roventi e a pericolosi bombardamenti di particelle, userà quattro set di strumenti scientifici per studiare i campi magnetici, il plasma e le particelle energetiche, mentre il coronografo invierà immagini inedite, come ha spiegato l'astrofisico italiano Marco Velli, il responsabile scientifico dello strumento HeliOPSP. «A novembre la sonda sarà già a 25 milioni di chilometri dal Sole e a dicembre invierà i primi dati, sulla struttura del vento solare e sulle origini dei getti supersonici che viaggiano tra i 300 e gli 800 chilometri al secondo».
I dati raccolti permetteranno una seconda missione nel 2020, quando verrà l'Agenzia spaziale europea (Esa) lancerà la sonda Solar Orbiter