Pranoterapia: il metodo MCC

Una pratica olistica

Pranoterapia: il metodo MCC

di Damiano Checchin. Questo guaritore veneto ci spiega che cos'è la pranoterapia, le ricerche scientifiche valide,  il suo metodo MCC e come andrebbe utilizzata.

La pranoterapia, o più correttamente pranopratica, è una prassi che consiste nell’imporre le mani in correlazione della parte malata, con il conseguente passaggio di un’energia vitale, chiamata prana, tra il corpo dell’operatore (canalizzatore) a quello del paziente (ricevente). Non mi dilungo troppo sulla descrizione perché potrete trovare ottime definizioni in moltissimi siti web e su Wikipedia.
Questa tecnica occupa un posto di rilievo nella cosiddetta medicina alternativa naturale: essa si effettua con l’imposizione delle mani sul corpo del malato, di solito senza contatto diretto (dipende molto dal metodo usato e dall’operatore).
Nella cultura occidentale, condizionata dal moderno pensiero scientifico, la pranoterapia è comunque sopravvissuta, seppur contrastata dalla medicina ufficiale che la considera priva di basi scientifiche.

Una vasta casistica
In realtà esiste una vasta casistica dove si sono conseguiti risultati eccellenti e difficilmente spiegabili in altro modo. I critici contestano gli esiti positivi innegabili adducendo l'effetto placebo, fenomeno di origine psicologica attribuito alla nostra mente che è in grado di migliorare o guarire i sintomi di molte malattie. In realtà l’energia pranica va ben oltre ad un effetto placebo, che pur esiste ed è innegabile. Siffatti esiti andrebbero studiati approfonditamente senza preconcetti e ammettendo l’esistenza di una componente paranormale, non spiegabile con le attuali metodologie. La tecnica normalmente utilizzata non implica contatto fisico con il paziente.
Il pranoterapeuta emette un fluido (chiamato prana o bio-energia) responsabile dell’azione guaritrice: egli è un canalizzatore-condensatore di energia che viene trasmessa dalle sue mani (in certi casi anche dallo sguardo) e che va a riequilibrare l’energia curandone la parte malata.

Il prana: questa misteriosa energia
Prana è un termine che deriva dal sanscrito e significa vita, respiro, soffio vitale, spirito. Tutti gli organismi, per essere definiti tali, devono esserne forniti, altrimenti non potrebbero espletare le funzioni per le quali sono stati generati.
Il prana circola liberamente nel nostro corpo, veicolato dal respiro che lo contiene. Alcune scuole di pensiero affermano che ci sono altri modi per nutrire il nostro corpo di questa energia universale, assumendo cibi con alte vibrazioni energetiche, eseguendo particolari meditazioni sui chakra e utilizzando tecniche bioenergetiche mirate.
Quello che per noi è interessante invece è la possibilità di trasmettere questa energia focalizzandola nella parte sofferente dell'individuo, per cambiarne il suo stato energo-vibrazionale e riattivare i processi di recupero fisico.

La tecnica pranoterapica MCC
La tecnica di canalizzazione energetica MCC è una metodologia che ho ideato, atta a sviluppare l'energia pranica e curativa, partendo dal concetto di base che tutto è energia. Noi siamo energia, siamo immersi in un'immensa fonte energetica e siamo dei ricevitori di frequenze che trasformano tale energia a volte consapevolmente e a volte no. Da questo principio si evince che chiunque, con il giusto allenamento e particolari esercizi, può diventare pranoterapeuta, o meglio, canalizzatore energetico.

Damiano Cecchin con la sua collega Raffaella Rossato.

La semplicità e l'estrema efficacia del procedimento garantiscono risultati concreti ed entusiasmanti, dimostrabili fin dal primo giorno di applicazione.
Il metodo MCC, che rivolge la sua attenzione al corpo intero, oltre che al singolo disturbo, ristabilendo l'equilibrio del sistema nervoso centrale, si effettua attraverso una serie di passaggi con le mani e con le dita, ad una ventina di centimetri, senza bisogno di toccare direttamente il paziente o la parte da trattare.
Durante il trattamento il corpo si rilassa immediatamente. Questo stato distensivo consente alla persona di essere ricettiva alle energie sottili che vanno ad innescare il processo di autoguarigione.
Le sessioni MCC hanno una durata che può variare dai 20 ai 45 minuti e la tempistica è dettata in funzione della problematica manifestata dal paziente.

Gli strumenti per misurare il prana: la Camera Kirlian
Questa tecnica, inventata da Sameyon Kirlian, consiste in una fotografia che mette in risalto l’effetto corona prodotto dalla scarica ad alta tensione (circa 6.000 volt) e ad alta frequenza (circa 10000 Hz) che avviene tra l’oggetto da fotografare ed una piastra conduttrice.
Se si utilizza la mano ne esce un alone luminoso attorno alle dita con intensità energetica variabile: da tale intensità si evince il prana più o meno sviluppato dell'operatore. Purtroppo non è un metodo preciso in quanto la macchina può essere facilmente alterata ed i risultati possono essere falsati. vero che individui con prana molto sviluppato hanno risultati fotografici molto più accentuati rispetto agli individui con bassa energia.

La tecnica elettroencefalografica
Attualmente è la tecnica più affidabile e precisa per capire il reale potere di un guaritore. Attraverso l'EEG si possono osservare la capacità di concentrazione di un soggetto e l’attività dei lobi cerebrali. Nei pranoterapeuti (ma anche negli individui che praticano meditazione) il ritmo alfa è molto sviluppato, si presenta spontaneamente durante l’azione di guarigione su un paziente.
Questo non accade alle persone comuni o ai pranoterapeuti dilettanti.

Test di azione a distanza su colloide di ossicloruro di bismuto
Il pranoterapeuta impone le sue mani per una ventina di minuti a circa venti centimetri di distanza su acqua distillata. L'acqua trattata, detta “bioattiva”, viene confrontata con acqua ossigenata non trattata, usando il bismuto (un metallo pesante che ha la caratteristica di avere minor volume allo stato liquido rispetto a quello solido ed ha una resistenza elettrica specifica elevata, utile per questo particolare tipo di test ).
In parole semplici il test modifica la capacità di sedimentazione del colloide di ossicloruro di bismuto. Gli esperimenti realizzati da Alberto Ansaloni e Patrizia Vecchi hanno fornito risultati positivi, mostrando una modificazione significativa della sedimentazione del colloide di ossicloruro nei soggetti con doti pranoterapiche.

Non ci soffermeremo oltre nella descrizione dei test per non annoiare il lettore. Basti pensare che ci sono ricerche sulla velocità di crescita delle piante, sull'azione a distanza negli animali da laboratorio, sulla velocità di sedimentazione del sangue e su molto altro.
Esistono numerosi metodi oltre a questi per valutare le reali capacità di un pranoterapeuta ma la medicina ufficiale non li tiene in considerazione partendo dal presupposto che non ci siano prove sull’ efficacia dell’energia pranica (cosa peraltro falsa).

La figura del pranoterapeuta
Come dovrebbe essere lun pranoterapeuta? Partendo dal dato di fatto che parliamo di persone serie e non improvvisate, lo stile di vita del pranoterapeuta dovrebbe essere il più sobrio e sano possibile. Mi spiego meglio: l’alcol andrebbe bandito dalla dieta (o comunque usato in dosi minime), il cibo utilizzato con moderazione e senza eccessi, l’esistenza vissuta in modo sano e senza stress, le sostanze psicotrope assolutamente vietate, etc.
Il guaritore dev’essere una figura totalmente equilibrata psicologicamente e fisicamente, sano, stabile e bilanciato ,in grado di trasmettere energia salutare ed evitare di compromettere lo stato psicofisico del paziente con trasmissioni negative di fluido vitale. Questa è una condizione indispensabile (di cui non se ne parla mai) per svolgere correttamente questa professione senza influire negativamente sulla patologia in essere.
Concludiamo dicendo che, fino ad ora, non si è mai riusciti a dimostrare o a screditare in maniera assoluta l’esistenza della pranoterapia. Milioni di persone in tutto il mondo e di tutte le epoche, hanno beneficiato di tali poteri, guarendo le più svariate patologie. Effetto placebo o meno, la pranoterapia esiste e il fenomeno non si può certamente negare liquidandolo come una manifestazione folkloristica dovuta alla credulità popolare.