Scienziati per la pace

Coscienza ed etica planetaria

Scienziati per la pace

di Laura Teruzzi. La situazione mondiale necessita di una nuova scienza che diffonda l'etica e che coinvolga tutti gli aspetti della vita, per raggiungere una nuova comprensione della vita nell'Universo

Come sempre lo spirito mi attira verso persone che vibrano sulla stessa mia frequenza, sulla frequenza della pace e dell'armonia. Se vogliamo pensare ad un mondo migliore è indispensabile pensare alla pace, quella condizione irrinunciabile che permette all'uomo di crescere, di evolvere, di creare cultura. Purtroppo ancora oggi ci sono paesi in guerra e uomini che soffrono.

Ma di chi è la responsabilità della pace? Spesso questa responsabilità è attribuita ai governi, ai politici, agli stati che sicuramente si trovano a dirigere un paese e a prendere scelte. Alla conferenza Scienziati per la pace, che si è tenuta in giugno a Milano, è stata posta appunto la domanda: che rapporto c'è tra scienza e pace? Può la scienza influire sulla pace?

Ricercatori indipendenti
Leili Krosravi, di origine persiana, medico impegnata nel campo della scienza di frontiera, e Harmut Müller, matematico e fisico di origine tedesca che ha partecipato a progetti sovietici di ricerche spaziali (insieme a destra durante la conferenza), hanno spiegato la loro visione.

Subito sottolineano di essere ricercatori indipendenti, che non fanno parte di nessuna organizzazione istituzionale, con una visione personale: e proprio perché non influenzati da nessuna organizzazione possono avere una visione non convenzionale. Una visione chiara e determinata che non usa mezze parole per esprimersi: «Gli scienziati rendono possibile le armi di distruzioni di massa», dichiarano. Ed oltre alla scienza citano anche l'arte e la religione: «Nessuna arte o religione è stata capace di prevenire la guerra".

Per prevenire occorre cambiare un paradigma nell'educazione

Leili Krosravi e Harmut Müller con la nostra collaboratrice Laura Teruzzi.

Prevenire è la parola chiave, perché quando scoppia una guerra si diffonde l'aggressività. Oserei dire che l'uomo non è più uomo.

«L'educazione ancora oggi non fornisce conoscenze adeguate ed innovative, la medicina convenzionale fa fatica ad integrarsi con quella alternativa, spesso una medicina etica o un'ingegneria etica sono percepite come di minor efficienza», dichiarano.

Perché? Oggi tutto è valutato sotto la legge della competizione e del profitto, spiegano i relatori. I medici sono educati a prescrivere farmaci «che spesso servono a nascondere i sintomi che essendo causa della malattia sono importantissimi», dichiara Leili, che ha lasciato il suo lavoro di chirurgo per abbracciare una cura dell'uomo più olistica basata sulla fisica quantistica, dato che le leggi dell'universo agiscono anche su di noi. E gli scienziati, affermano, mettono a disposizione il loro sapere per le industrie delle armi, che sono private ed hanno lo scopo di fare profitti. Quante persone lavorano per loro?

La scienza ha un impatto significativo sulla coscienza sociale

Da sin., Pierluigi Ighina e Nikola Tesla.

Leila e Harmut citano scienziati che hanno intuito leggi cosmiche, come Tesla, che dichiarò: «Se si desidera trovare i segreti dell'universo bisogna pensare in termini di energia, frequenza, vibrazione».

Oppure Pierluigi Ighina, morto nel 2004, collaboratore di Marconi che dichiarò: «Dentro il sole abbiamo scoperto un cuore, un cuore magnetico che batte come un cuore umano».

Ma come diceva Voltaire, siccome "ogni uomo è una creatura dell'epoca in cui vive, solo pochi sono in grado di elevarsi al di sopra delle idee del loro tempo", così questi pochi vengo addirittura perseguitati. Vedi ad esempio Galileo, che mise in discussione il sistema Tolemaico geocentrico per sostenere quello Copernicano eliocentrico. Il sistema Copernicano è usato ancora oggi, ma allora a Galileo non credettero e gli fu chiesto di abiurare.

Allora come oggi ci sono scienziati che intuiscono leggi cosmiche, scienziati di frontiera, futuristici. Le leggi cosmiche riguardano l'intero universo, le stesse forme che vediamo nel moto dei pianeti sono riprodotte in natura, in animali e vegetali, dei mandala che esprimono armonia. Anche i minerali seguono queste leggi, sono vivi, anche se alla base della composizione della loro vita c'è silicio e non carbonio e crescono molto lentamente, per questo non vediamo la loro vita. La tecnologia spesso copia ciò che esiste in natura, come i i microprocessori che imitano una rete neurale. «La tecnologia in generale è una maledizione o una benedizione dell'umanità?», ha chiesto un relatore. «Dobbiamo ammettere che ogni scoperta scientifica può essere un contributo alla felicità», ha risposto Leili.

Il punto cruciale è la loro applicazione, la motivazione per cui vengono utilizzati, nella scienza ed in ingegneria. La storia della guerra non è finita nel 1945, le industrie degli armamenti sono private, la guerra è la sorgente principale del loro profitto. Gli interventi militari in atto non sempre sono stati approvati dalle Nazioni Unite, dove comunque i 5 big decidono per tutti ed hanno il potere di annullare qualsiasi decisione degli altri membri. 80.000 sono i bambini vittime della guerra per il petrolio, 24.000 sono le bombe impiegate nella guerra in Iraq. Sono scienziati ed ingegneri che lavorano nelle compagnie dei grandi armamenti a produrle. È l'etica individuale che fa la differenza.
Ma cosa significa etica? Una relazione responsabile e corretta tra umani, tra umani e il regno della natura e con il pianeta che è un essere vivente. L'etica deve includere tutte le forme di vita, deve essere universale e planetaria. La nostra coscienza etica può aumentare e la guerra cesserà. Tutti noi siamo necessari.

Leili e Harmut, scienziati futuristici, in questa conferenza vogliono coinvolgere tutti noi in una visione nuova della vita, in cui un'economia etica è possibile, un educazione nuova è possibile, una scienza etica è possibile.
Per questo hanno organizzato ad ottobre un convegno con più di 20 scienziati, educatori, economisti, medici futuristici dal titolo Scienziati per la pace, al termine del quale sarà redatta una dichiarazione di intenti da inviare all'Unesco. Il convegno vuole essere una condivisione con il pubblico: «È finito il tempo dei dogmi», dichiarano. «È ora di metterci insieme, scienziati e umanità per lavorare a favore della vita».

Per saperne di più
www.comunitadieticavivente.org/index.php/scientists-for-piece