Seeds&Chips: il futuro è servito

Alimentazione

Seeds&Chips: il futuro è servito

di Lucia Carleschi. A Seeds&Chips l’anticipazione di quello che troveremo sulle nostre tavole e non solo in un domani non troppo lontano all’insegna della sostenibilità

Il fiore all’occhiello della recente food week milanese è stato sicuramente Seeds&Chips, evento internazionale nel campo del Food Tech che richiama aziende, investitori e imprenditori intorno a una selezione molto varia di startup e speaker di rilievo, quali Howard Schulz di Starbucks e John Kerry, ex segretario di Stato Usa. Non si tratta di una semplice fiera sull’innovazione nel campo del food ma di un’occasione di incontro e interazione con startup particolarmente dirompenti, create da giovani intraprendenti e desiderosi di condividere la loro visione. Pochi i prodotti già disponibili sul mercato e molte le idee ancora allo stato embrionale, ma non per questo prive di appeal.

Non esiste un pianeta B

L’obiettivo è quello di apportare miglioramenti in qualsiasi punto della catena alimentare, per garantirci un futuro migliore di quello che si prospetta se proseguiamo sulla via della crescita esponenziale della popolazione e dello sfruttamento indiscriminato delle risorse: non esiste un pianeta B - come ci ha ammonito lo slogan di Seeds&Chips 2018 - ed è meglio trovare soluzioni concrete prima che sia troppo tardi.
Un apposito spazio è stato riservato a Water First, una selezione di 30 progetti collegati all’argomento acqua, una vera emergenza per troppe zone del nostro pianeta. Grande attenzione anche per le proteine alternative alla carne, sia di origine interamente vegetale che derivanti da insetti, per la tracciabilità e la sostenibilità dei prodotti e per la tecnologia che accorre in aiuto dell’agricoltura.

Chi è stato premiato
In mezzo a una quantità di spunti interessanti, non deve essere stato facile scegliere a chi assegnare i vari premi collegati a Seeds&Chips.
Gli esperti hanno comunque dovuto effettuare una selezione e il loro giudizio può costituire per noi una valida guida per avere una visione di quello che ci riserva il futuro del food, tanto più che i vincitori riceveranno un sostegno non solo di tipo economico dalle varie aziende sponsor dell’evento.
Cosa possiamo aspettarci di trovare sulle nostre tavole? Per esempio gli hamburger, le salsicce e tutti gli altri prodotti di Beyond Meat (Usa), vegetali al 100%, che quindi non contengono carne, così come sono privi di soia, glutine e ogm. Presentano però valori nutrizionali e soprattutto sapore del tutto simili a quelli dei cibi analoghi di origine animale, ma con meno colesterolo e grassi saturi. Possono costituire un pasto sano e pienamente soddisfacente anche per i carnivori più incalliti.

I principi della nutraceutica
Si ispira ai principi della nutraceutica, la nuova scienza per un’alimentazione buona, sana e preventiva, la pasta di Nutracentis di AB (Agricultura Biologica – Italia), realizzata con una combinazione di grani antichi e superfood, quali curcuma e pepe, barbabietola e spirulina.
Gli antichi dicevano: vino vecchio, olio nuovo. E il desiderio di poter gustare olio fresco di spremitura sta diventando possibile per molti grazie a Fresco by Revoilution (Italia), un sistema che consente di ottenere olio extra vergine di oliva in ogni stagione direttamente in casa o al ristorante grazie a Eva, il più piccolo frantoio esistente, partendo dalla polpa di olive surgelata. In modo completamente automatico, Eva eroga in 40 minuti fino a 200 ml di olio naturale, salutare e aromatizzabile, e la pasta residua diventa una crema di olive utilizzabile in svariati modi.

John Kerry, tra gli ospiti importanti.

Sapore e salute
Vivere in una città non deve implicare necessariamente la rinuncia alla propria salute: partendo da questo principio e ispirandosi alle innovazioni messe a punto dalla biotecnologia, Areea Limited (Gran Bretagna) produce bevande che aiutano il corpo a contrastare gli effetti dell’inquinamento atmosferico. Primo fra questi, una miscela di frutta e germogli di broccoli di cui è stata dimostrata l’efficacia nella prevenzione dei danni causati dall’inquinamento.
Se la parola burro basta a scatenare una tempesta di sensi di colpa, questo non succede con quello prodotto dalla statunitense Abby’s Better che non contiene latte né panna, ma è a base di frutta secca e può essere utilizzato per fare i dolci o semplicemente spalmato, proprio come il burro tradizionale.

Sembra caffé ma è cacao
Se anche sul caffè da tempo stanno sorgendo alcune perplessità, che in alcuni casi hanno portato all’abbandono di questa bevanda da parte di chi per anni l’ha consumata abitualmente, Live Better (Italia) propone l’inedito Chokkino come valida e salutare alternativa per il gradevole rito della tazzina. Con solamente due ingredienti (cacao in polvere e acqua) e 21 kcal, Chokkino viene erogato da una macchina simile a quelle che si utilizzano per farsi il caffè espresso in casa. Più che caffeina però il cacao contiene teobromina, anch’essa una sostanza eccitante ma con azione più blanda, dall’effetto prolungato e in grado di donare una piacevole sensazione di benessere. Questa e una serie di altri componenti salutari propri del cacao fanno di Chokkino una bevanda dal forte potere antiossidante.
Una vera innovazione nel settore dei dolcificanti è stata portata dalla slovena Tosla, che ha messo a punto un sostituto dello zucchero di derivazione completamente naturale, che oltretutto è ricco di fibre. Ha la consistenza di uno sciroppo ed è incolore e molto versatile.

Il ristorante diventa digitale
Foorban (Italia) si autodefinisce il primo ristorante digitale italiano. Il suo menu offre piatti di vario tipo: leggeri, gourmet, per gli sportivi, vegetariani, senza glutine, che vengono consegnati in tempi rapidi e alla giusta temperatura direttamente a domicilio, per ora limitatamente alla zona centrale di Milano, ma presto anche in altre zone. Rivolto anche agli uffici per la pausa pranzo, Foorban funziona tramite app o sito web. Propone piatti completi ed equilibrati messi a punto da un team di chef e nutrizionisti con ingredienti di qualità e rigorosamente di stagione. Si differenzia da chi propone servizi analoghi in quanto è l’unico ad assicurare il controllo dell’intera filiera.

La premiazione di Packtin.

Oltre il cibo
Ampliando lo sguardo da quello che è il settore dei cibi in senso stretto, vediamo che Seeds&Chips ha premiato anche realtà come Packtin (Italia), il cui obiettivo è aiutare l’industria agro-alimentare a essere più ecologica e salutare, proponendo interessanti soluzioni che partono dall’utilizzo degli scarti di questo stesso comparto, da cui ricava estratti totalmente naturali e innocui per il consumatore, che servono per esempio a preservare l’integrità dei prodotti freschi, aumentandone la cosiddetta shelf life, oppure a evitare la contaminazione di salmonella o altro dai gusci delle uova. Packtin produce anche detergenti naturali, idonei alla pulizia dei macchinari alimentari, e una pellicola organica per imballaggio che non impatta sull’ambiente.
Anche gli imballaggi flessibili ideati da Tipa (Israele) possono essere tranquillamente smaltiti insieme ai rifiuti organici e offrono le stesse prestazioni di quelli in plastica, solo che questi ultimi, nella maggior parte dei casi, non possono essere riciclati, dato che sono generalmente realizzati con un mix di materiali.

Salviamo il pianeta dalla plastica
La plastica rappresenta un serio problema che affligge il nostro pianeta. È stato dimostrato che i 4/5 di quella presente negli oceani proviene dai fiumi, e Seads (Sea Defence Solutions – Gran Bretagna) ha creato Blue Barriers, un sistema di barriere galleggianti che servono a intercettare gli inquinanti trasportati dai corsi d’acqua. Se queste strutture venissero messe in funzione sui 20 fiumi che contribuiscono maggiormente all’immissione di plastica negli oceani, il danno si potrebbe ridurre dell’80%.

Tecnologie al servizio del food
Lotta alla produzione di scarti anche nel settore della distribuzione: Wasteless (Israele) ha ideato un sistema dinamico di prezzatura delle merci sugli scaffali che consente di ottimizzare il processo di vendita, in quanto i clienti sono incentivati a scegliere i prodotti più vicini alla scadenza grazie al prezzo più vantaggioso.
Spostando l’attenzione un po’ più a monte nella catena distributiva vediamo che se il 50% della frutta e verdura prodotta globalmente va perso, due terzi di questi sprechi sono dovuti a inefficienze nella fase di stoccaggio post raccolto e durante il trasporto. Per questo Cambridge Crops (Usa) ha sviluppato una sostanza naturale a base di acqua che, spruzzata direttamente sui prodotti freschi, crea un rivestimento insapore, inodore e commestibile che rallenta la maturazione e il degrado dei prodotti freschi, il tutto senza ricorso a sostanze chimiche dannose per la salute.
Sempre in tema di salvaguardia dei prodotti alimentari lungo tutta la catena di distribuzione, Wenda (Italia) ha ideato un sistema per la tracciabilità e il monitoraggio costante dei parametri fondamentali collegati all’integrità di questi prodotti durante il tragitto che compiono dal luogo di produzione fino alla destinazione finale, allo scopo di scongiurarne danneggiamenti o manomissioni. Da questi dati infatti dipendono strettamente la durata della shelf life e la sicurezza dei prodotti alimentari.

Un apparecchio per produrre acqua dall'aria.

Acqua ricavata dall’aria
Premiate anche due start up che propongono soluzioni per casi non facilmente risolvibili altrimenti: Dewgood (Israele) ha realizzato un apparecchio in grado di generare acqua potabile ricavandola direttamente dall’aria, e Farm From a Box (Usa) ha ideato aziende agricole pronte all’uso realizzate partendo da un container modificato e dotate di tutto l’indispensabile per ricavare dalla terra in maniera efficiente una produzione che può bastare per una comunità di 150 persone.