Riti di passaggio e di iniziazione

Riti di passaggio e di iniziazione

di Peter Hubscher. I riti di passaggio, presenti in tutte le culture e oggi spariti, permettevanono di passare dall'età dell'incoscienza a quella adulta.  E noi, come li abbiamo sostituiti?

Tutte le società, da quelle più primitive della Nuova Guinea a quelle attuali del triangolo euroasiatico americano, da quelle più antiche come i cacciatori del paleolitico a quelle cyber-tecnologiche odierne, hanno dei riti di passaggio che hanno caratteristiche comuni. 
Etnologi, storici, psicologi come Fraser, Jung, Mauss, Propp, Levi-Strauss, definiscono come riti di passaggio il complesso di azioni, comportamenti, istruzioni, riconoscimenti che sanciscono il passaggio dal non esistere infantile allo status di membro adulto di una società. In breve, questi riti hanno caratteristiche comuni in ogni latitudine.
Non essendo immediatamente rilevabili, dobbiamo utilizzare una documentazione alquanto frammentaria non sempre comprensibile, come le fiabe, le illustrazioni dei miti, i romanzi cavallereschi, la narrativa sia popolare che colta, la presentazione di religioni.
Dobbiamo tenere conto che quanto sopra viene trasmesso in gran parte verbalmente, dando origine a infinite variazioni sul racconto.

Elementi comuni tra le tradizioni antiche e le fiabe
1) Esiste un essere non completo, sia bambino, giovane ingenuo, apprendista o buono a nulla.
2) Compare un adulto che decide di farlo istruire.
3) Insieme compiono un viaggio più o meno lungo attraverso boschi folti o zone piene di pericoli (Nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura).

 

Perceval (Parsifal) e la ricerca del Graal.

4) Il giovane arriva a una casa, castello, magione (simbolicamente nel mito e nella narrativa indica l’Oltretomba, che si riferisce alla morte e rinascita del rito di passaggio).
5) Entra nel castello superando delle difficoltà aiutato da uno spirito protettore (Dante e Virgilio).
6) Nel castello deve sottostare a diverse prove (Wolfram von Eschenbach - Perceval e il Castello del Graal):
*rinnegare e disconoscere la propria famiglia, gente, amici.
*distanziarsi da credo religioso (dei, santi, spiriti protettori) precedenti rinnegandoli.
*Sopportare dolorose prove fisiche, essere ucciso.
*Rinascere e venire istruito.
*Prestare atto di sottomissione ai maestri e giurare di osservare le regole che ha appreso.
7) Alla fine dell’apprendistato e passato il rito di passaggio, assume una nuova identità come membro maturo.
Accompagnato da uno di spirito protettore (totem) sotto forma di animale può ritornare e compiere una missione impossibile.
8) Il ritorno è accompagnato da festeggiamenti e prevede azioni del ritornante come eseguire un compito impossibile, come uccidere una entità negativa, fare giustizia di torti subiti (vedi Perseo, San Giorgio e il Drago, San Francesco e il lupo Ulisse e i Proci).
9) La nuova posizione come membro adulto della società viene definita con l’accoppiamento e creazione di un focolare.

Da Cappuccetto Rosso all’Antico Testamento

Michelangelo Caravaggio. "Il sacrificio di Isacco".

L’antropologo Propp, a riprova di quanto sopra, analizza Cappuccetto Rosso: La bimba ingenua si reca nel bosco (1). Il cacciatore l’avvisa della presenza del lupo (2). Cappuccetto Rosso si inoltra nel bosco (3).Arriva alla casa della nonna (4) la nonna la fa entrare e la interroga (5). Il lupo mangia Cappuccetto Rosso (6). Il cacciatore sventra il lupo e fa uscire Cappuccetto Rosso (7).
Altro racconto relativo ai riti di passaggio è la storia di Abramo nell’Antico Testamento. Abramo agisce come guida del figlio Isacco. Lo porta facendo un lungo viaggio su un monte. Qui viene preparato il posto per l’olocausto, cioè la morte del giovane. Questi, istruito dal padre, si sottomette preparandosi a morire. Superate la prova, il giovane protetto da un angelo simbolicamente rinasce e l’ariete sacrificato al suo posto diventa il suo animale totemico, come la circoncisione il segno della entrata nella società degli adulti.

I rituali di iniziazione dei Templari
Leggendo le confessioni fatte dai Templari, troviamo tutti gli elementi del rito di passaggio.

Edmund Blair Leighton. "La vestizione".

A) Gli aspiranti cavalieri rinunciavano alla vita precedente e affermavano di essere adulti
B) Gli aspiranti percorrono la strada piena di pericoli sino a Gerusalemme.
C) Entrano nel Tempio, cioè la casa.
D) Sono accolti da un maestro che verifica la loro volontà di entrare nell’Ordine. Alla verifica segue l’apprendimento delle regole di comportamento.
E) Devono sopportare prove di iniziazione fisiche e spirituali incluso il rinnegare le deità precedenti. A fine prova devono giurare (su reliquie) obbedienza e sottomissione al Gran Maestro. Ricordiamo che nei riti di passaggio venivano presentati i teschi degli antenati, nei miti celti compaiono le teste recise, mentre i Templari prestavano omaggio a una reliquia detta Baphomet raffigurante un teschio. Dopo di che iniziano una nuova vita testimoniata da simboli (croce templare) e cambiano nome.
Durante il processo, il Gran Maestro Jacques De Molay descrisse sotto tortura le loro cerimonie.
Queste cerimonie relative a riti di passaggio ancora sino al XIV secolo diffuse e tramandate nel folclore popolare, vennero stravolte uniformandole alle cerimonie di adesione dei Catari e a quelle di passaggio femminili che sarebbero poi state definite Sabba. Il Gran Maestro accortosi della propria ingenuità ritrasse tutto e morì sul rogo.
Resta innegabile la considerazione che quella dei Templari fosse una delle ultime manifestazione dei riti di passaggio, che la Chiesa poi compresse nel corsetto della Cresima e della prima comunione.

I riti di passaggio oggi
In realtà i riti di passaggio non appartengono solo alla
nostra memoria storica, ma le notizie relative ad atti di violenza di gang giovanili e anche di bullismo ci fanno realizzare che i riti di passaggio, seppur degenerati nella forma e nei contenuti, esistono ancora oggi.
Guardiamo la nostra gioventù. Questi giovani per entrare nel gruppo o branco o giro come lo chiamano realizzando che fuori dal gruppo si considerano inesistenti e immaturi, si sottopongono a una iniziazione graduata da atti innocenti, come fumare una sigaretta in gruppo, bere in gruppo, sino a atti di violenza che possono sfociare anche nell’omicidio .
Analizzando il loro comportamento, vediamo che non è dissimile da quello dei giovani che partecipavano ai riti di iniziazione che ho descritto e che hanno per obiettivo la integrazione dell’immaturo quindi non esistente in un gruppo gerarchizzato.
Anche qui abbiamo: l’incontro con un personaggio di maggiore età, amico o conoscente. Il viaggio verso il luogo dove si raduna il gruppo. L’entrata nel luogo previo esame di un capo carismatico. L’accompagnatore che si rende garante della volontà di entrare nel gruppo. La prova di iniziazione che arriva sino a compiere atti violenti. Nelle bande di latinos si arriva all’omicidio e allo stupro con violenza. Fatto questo e accettato di sottomettersi ai capi, entra nel gruppo creandosi una nuova identità diversa da quella precedente e riconosciuta dai membri del gruppo. Tutto molto simile alla kryptheia, quel rito di passaggio in uso a Sparta dove la prova iniziazione arrivava sino alla uccisione di uno schiavo.
Insomma, gli schemi comportamentali si ripetono con qualche differenza in ogni cultura...