Interpretazione dei sogni: il quadrato magico

ESSERE IN SOGNO

Interpretazione dei sogni: il quadrato magico

Di Roberto Brancati. In questo cammino fatto insieme puntata dopo puntata per entrare nel mondo dei sogni, ecco uno strumento ed alcune regole facili da usare per interpretarli.

Joseph Anton Koch. "Inferno. Dante e Virgilio".

Bentornati, sognatori lucidi. Voi, coraggiosi, che vi avventurate nelle regioni misteriose della psiche e che avete dalla vostra parte una serie di facoltà che altrimenti, nella fissità di una vita livellata dalle necessità altrui, rimarrebbero sopite.
Queste facoltà, sviluppate ed allenate attraverso la cultura del sogno, si traducono in attenzione potenziata, spiccato intuito, prontezza, coraggio e molte altre. Ma il punto di partenza dal quale origina ogni grandezza è la coscienza di essere, seppur tra questa caleidoscopica moltitudine di anime, assolutamente e meravigliosamente unici.
Il rapporto con i propri sogni si fonda saldamente sull’unicità e sull’amorevole difesa che a questa va garantita, delineando sani confini con le esigenze, i tempi, le tensioni di chi ci circonda. Il giusto sforzo compiuto del ricordare di essere unici ripaga abbondantemente perché permette, a chi lo esercita, di amare contemporaneamente se stesso e le persone che decide di amare. È quindi sull’unicità che consiglio di far leva qualora si avessero difficoltà nel ricordo o l’analisi dei propri sogni.

Il quaderno dei sogni

William Blake. "Inferno. Canto primo".

Torniamo quindi a parlare dell’utilità dei sogni e delle tecniche d’interpretazione atte a carpire le enigmatiche indicazioni che le avventure oniriche ci restituiscono ogni mattina. Riprendiamo in mano il quaderno dei sogni che già da qualche tempo riposa accanto a noi tutte le notti dell’anno. Come sapete è indispensabile appuntarsi qualunque immagine, suono, parola, sensazione, emozione si ricordi non appena ci si accorge di essere svegli, di avere abbandonato lo stato dormiente.
Dopo aver scritto il sogno con le parole più precise e spontanee che vengono alla mente, è bene compiere i gesti del mattino (lavarsi, fare colazione, ecc…) senza ripensare troppo a quanto sognato e scritto; questo dissociarsi dall’accaduto onirico favorisce l’analisi del contenuto del sogno che, come già visto parlando della gabbia interpretativa, si attua grazie alle associazioni libere, per la produzione delle quali l’effetto sorpresa è di grande aiuto. Procedendo con ordine, per prima cosa risulta utile scomporre il sogno scritto nelle sue tre componenti principali: l’introduzione (l’ambientazione), lo svolgimento (l’azione) e la lisi (la conclusione).

Se per esempio avessi sognato...

William Blake. "Il grande drago rosso"

Come esempio vi racconto un sogno. Diretto in auto verso la Provenza catara, decido di fermarmi in un castello lungo la via (introduzione). In questo castello mi viene incontro un essere strano e mostruoso, dai toni rosso/arancio, che mi minaccia di morte ma non mi uccide (azione). Quest’essere perdere poi la parte di un braccio che si sbriciola al sole ed io, assistito all’accadimento, decido di volarmene via dal castello… non prima però di aver raccomandato affettuosamente all’essere rosso/arancio di non esporsi troppo (lisi).
Questo sogno risale al 12 maggio del 2016 e da poco avevo compiuto un viaggio di lavoro in auto da Milano a Valencia, passando appunto per Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, cittadina della Francia del Sud nella quale avrei voluto tanto fermarmi per visitare la basilica dove si dice siano conservate le spoglie di Maria Maddalena. L’aver lasciato inevaso un desiderio di tale portata ha con molte probabilità suscitato in me la voglia di rivivere diversamente e più autorialmente l’esperienza.

Autoanalisi e interpretazione
Per quanto riguarda l’autoanalisi e l’interpretazione, è necessario che ognuna delle componenti del sogno siano oggetto di associazioni, ricordi, stati d’animo, intenzioni, progetti o desideri come quello poc’anzi descritto. Cosa significa per me la Provenza? Che importanza do all’eresia catara? Quanto la conosco? Perché non mi fermai a Saint-Maximin nella realtà? Come vedete il porsi domande è la chiave dell’indagine: rimettere il mio sentire, la mia esperienza, la mia voglia di sapere, al centro indiscusso della mia vita. Per dare retta agli altri avrò tutto il resto della giornata! Ora cercherò le parole chiave.

Le parole dell’introduzione: libertà, mistero ed eresia.

Allo stesso modo è da trattare la dinamica onirica esposta nell’azione: cosa rappresenta quest’essere rosso? Chi mi ricorda? Come reagisco ad una minaccia di morte? Perché non fuggo davanti al mostruoso?

Le parole dell’azione: demone, morte e freddezza.

Ora tocca alla lisi, alla conclusione: come vivo il prodigio del vampiro al sole? Da quando so volare? Perché il demone mi è quasi amico? Ma soprattutto: dove ho lasciato la macchina? La mano del demone mi si sgretola di fronte quando allungandola verso di me incontra i raggi del sole. Io allora decido di volare via (ho visto abbastanza) e, mentre mi accingo ad andare, scherzo col demone sulla sua sensibilità alla luce.

Le parole della lisi: luce, esperienza, trionfo.

Il quadrato magico
Una teoria riconosciuta dagli studiosi del sogno sostiene che più riviviamo le memorie oniriche e migliori e maggiori sono i dettagli e le sfumature che ne possiamo cogliere.
Lo schema interpretativo si può quindi riassumere in un quadrato di lato 3 che amplifica, nelle combinazioni che l’occhio disegna leggendolo, i sensi – il più possibile immediati – di quanto visto in sogno.

 

libertà

 

 mistero  eresia
 

demone

 

 morte  freddezza
 

luce

 

 esperienza  trionfo

Il rapporto semantico contenuto in questo “quadrato magico” è in continua metamorfosi perché i termini presenti, che presi singolarmente hanno un orizzonte più o meno definito, posti in un insieme quasi istintivo moltiplicano le loro valenze trascendendo lo spazio e il tempo del sogno. Il corto circuito razionale che se ne ricava è quello shock addizionale propedeutico alla trascendenza plastica di cui la mente umana ha bisogno per mutare, come i serpenti, l’esausta pelle e adottare quella nuova: più elastica e pronta a sua volta a cambiare.

Le diverse chiavi di lettura: il mistero dell'aldilà

Giovanni di Paolo. Paradiso. "Dante nel cielo della Luna".

La morte è quindi al centro del quadrato e domina, come in vetta ad una collina, l’intera vallata di possibilità. Il mistero celato nel regno dell’aldilà, secondo quanto si può desumere dallo schema, si può indagare sia dalla parte più razionale del pensiero (lato alto - il vaggio, la storia, la leggenda) sia da quella più profonda e illogica (lato superiore - il volo, la metamorfosi, il paradosso). Il quadrato offre molte e diverse chiavi di lettura che, se usate con lo sguardo laterale di chi riconosce la costante mutevolezza del proprio baricentro, possono generare connessioni inedite e vertiginose e ampliare i confini di ciò che si pensa di essere.

Ma ora basta parlare dei miei…veniamo ai vostri sogni!
Scrivetemi a: essereinsogno@gmail.com