Via libera ai segreti sugli UFO

ALLA SCOPERTA DEL MISTERO

Via libera ai segreti sugli UFO

 di Paola Biondi. Edoardo Russo, presidente del CISU, racconta come raccolgono e analizzano i documenti sugli avvistamenti UFO, di cui hanno oltre 20mila segnalazioni.

Incontro a Torino Edoardo Russo (foto a dx), esperto di avvistamenti e di incontri ravvicinati e presidente del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), fra i più importanti centri d’Europa, con sede a Torino. Il CISU custodisce il materiale relativo a più di 20.000 segnalazioni e oltre 100.000 ritagli di giornale, anche in lingua turca; per ogni avvistamento esiste un dossier di 300 pagine.
«Poiché sul fenomeno UFO ciascuno proietta la propria fantasia e il proprio vissuto, il nostro lavoro, oltre ad avvalersi di una grande interdisciplinarietà, a volte pone problemi etici, quando il testimone rimane deluso se si trova una spiegazione terrestre.
Per definire un UFO è meglio andare per negazione: prima bisogna appurare che non si tratti di stelle, bolidi, fenomeni meteorologici, palloni stratosferici, velivoli, anche telecomandati, o satelliti artificiali, fari, parti di razzi che rientrano nell’atmosfera (tutti schedati e il cui ritorno è previsto), o rifiuti spaziali che una volta erano abbandonati senza ritegno dalle navette. Ci piace pensare di fare come i naturalisti del Settecento, che raccoglievano gli elementi per chi un giorno sarebbe stato in grado di studiarli».

Molti Paesi hanno aderito al rilascio degli X-files
Oggi molti Paesi, fra cui l'Italia, hanno messo a disposizione i propri X-files. Che cosa è cambiato?, gli chiedo.
«Anche al di fuori del microcosmo ufologico, c'è una più generale tendenza alla "trasparenza amministrativa", che si riflette in iniziative giornalistiche, associazionistiche e anche legislative. Le nuove tecnologie hanno dato una spinta potente alla richiesta di accesso agli atti da un lato, alla disponibilità a fornirli dall'altro. Nel contesto specifico ufologico, poi, ci sono state iniziative specifiche (diverse per ogni Nazione) che hanno portato a questo risultato.
La cosa buffa è che hanno avuto un ruolo maggiore gli studiosi di orientamento razionalistico, piuttosto che i soliti cospirazionisti abituati a lamentarsi della "congiura del silenzio".

In Spagna la declassificazione dei dossier militari sugli UFO è stata ottenuta da un veterano della ricerca ufologica (Vicente-Juan Ballester Olmos), considerato "scettico" dalle giovani generazioni; lo stesso è successo in Gran Bretagna, dove l'ex ufologo Dave Clarke è stato il motore e il consulente del rilascio integrale, nell'arco di più anni, di tutto il mitico archivio del MoD (Ministry of Defense); in Francia è stato lo stesso ente ufologico governativo (il GEIPAN, gruppo di studio e informazione sui fenomeni aerospaziali non identificati, attivo dal 1977 in seno al Centre National d'Etudes Spatiales, ovvero la NASA francese) a decidere la progressiva pubblicazione su Internet dei propri dossier. In Italia il rilascio (e perfino la declassificazione) di migliaia di pagine dallo Stato Maggiore Aeronautica non è stato ottenuto dai fanatici, che tuttora continuano ad accusare i militari di nascondere le prove dell'invasione aliena, ma da studiosi che senza clamore hanno lavorato anni per recuperare e archiviare dati un tempo chiusi negli armadi ministeriali».

E l'Italia?

Avvistamento di un oggetto volante a Catania.

«C'è un atteggiamento diverso in ognuno dei vari Paesi?».
«Ho in parte anticipato la risposta a questa domanda nel punto precedente. Però va aggiunto che il MoD britannico (come già avevano fatto gli Stati Uniti nel 1969) ha approfittato del rilascio di dati per annunciare la chiusura del proprio UFO desk (l'ufficio composto da un impiegato civile, che riceveva segnalazioni, rispondeva e le archiviava) in quanto ormai inutile; in Francia invece, dopo alcuni anni di sonnolenza, il GEIPAN ha potenziato le proprie attività e strutture negli ultimi anni, al punto da assumere per certi versi il ruolo-guida che ne aveva (inutilmente) proposto l'europarlamentare e scienziato italiano Tullio Regge, nel 1993, organizzando un seminario internazionale di altissimo livello per raccogliere e far discutere gli studiosi che affrontano il problema con un'ottica scientifica, anche se lontano dai clamori dei mass media; in Italia l'attività di raccolta e dossierazione prosegue come prassi burocratica, in gran parte basata sulle segnalazioni pervenute ai Carabinieri (che le raccolgono dal 1977),  senza alcuna attività di studio»

Quando gli avvistamenti e le testimonianze sono affidabili

Un gruppo di dischi volanti luminosi fotografati a Bellaria.

«Gli avvistamenti segnalati dalle persone sono considerati più affidabili di un tempo?».
«Non gli avvistamenti ma le testimonianze sono sempre state affidabili, nel senso che i testimoni in massima parte riferiscono in maniera abbastanza precisa quel che hanno osservato casualmente, tanto che nella stragrande maggioranza dei casi (oltre il 90%) sulla base dei loro racconti si riesce anche a identificare una causa convenzionale degli avvistamenti: i veri UFO - nel senso di osservazioni di fenomeni aerei anomali, che non sono spiegabili - sono pochi, sia in percentuale sia in valore assoluto: poche decine ogni anno, su migliaia di segnalazioni raccolte in Italia. Paradossalmente, però, proprio Internet e i nuovi media hanno portato ad un peggioramento del rapporto segnale/rumore, diffondendo un gran numero di osservazioni "a bassissima stranezza" e facilmente spiegabili, fra le quali è più laborioso setacciare i casi anomali e più interessanti per un approfondimento di quello che costituisce il nucleo duro del problema UFO.

I testimoni in genere riferiscono in maniera abbastanza precisa quello che hanno osservato, tanto che in oltre il 90% dei casi si riesce anche a identificare una causa “normale” degli avvistamenti: i veri UFO sono poche decine ogni anno, su migliaia di segnalazioni. Ormai oggi ognuno con un telefonino può fotografare una luce strana nel cielo. Ma per definire un UFO si devono innanzitutto escludere aerei, stelle, bolidi, fenomeni meteorologici o elettrici in condizioni inusuali, palloni-sonda, velivoli telecomandati, satelliti artificiali, fari, parti di razzi che rientrano o “rifiuti” spaziali”.

Molti episodi di fenomeni aerei insoliti

Una singolare foto ripresa dall'alto ad Acqui: un UFO o un IFO?

Chiedo  a Russo che cosa c'è di nuovo riguardo agli avvistamenti di astronauti e piloti.
«Di avvistamenti da parte di astronauti attualmente c'è ben poco e in gran parte purtroppo si tratta di bufale e false notizie. Circa i piloti invece, continuano come sempre ad osservare fenomeni aerei insoliti e a volte anomali, tanto che esistono gruppi di studio (e cataloghi di casi) specializzati in questo tipo di osservazioni, che hanno le loro peculiarità».
Le sofisticate apparecchiature in orbita nello spazio hanno registrato qualcosa?

«Al di là della vecchia propaganda bellica sullo "scudo spaziale", non ci sono sofisticate apparecchiature in orbita mirate a qualcosa di diverso dall'osservazione di obiettivi ben terrestri. Di tanto in tanto vengono fuori notizie non confermate su rilevamenti di oggetti anomali, ma il più delle volte si tratta dell'equivalente satellitare delle decine di "foto senza avvistamento" che ogni settimana ci pervengono da tutta la penisola: strane macchie o oggetti che non sono stati visti al momento dello scatto, ma che vengono poi scoperti quando si proietta la foto sul televisore o sullo schermo del computer. Anche questo è un sotto-fenomeno in netta espansione da quando la diffusione delle fotocamere digitali è divenuta universale  (oggi quasi ogni telefono cellulare è in grado di scattare fotografie)».

Per saperne di più:
Paola Biondi “Interviste col Mistero” - Bastogi Libri editore.