Parapsicologia: un cambio epocale

Parapsicologia: una scienza da scoprire

Parapsicologia: un cambio epocale

di Giorgio Cozzi. La Parapsicologia, che è stata studiata in molte università del mondo e le doti psichiche usate anche nello spionaggio militare e industriale, oggi va incontro a una grande crisi. Perché?

Il destino della ricerca psichica è sempre stato tormentato e caratterizzato anche da querelles importanti. Numerosi scienziati si sono dedicati alle "sconnessioni" derivate da fenomeni straordinari e sorprendenti, di cui esisteva contezza empirica e carenza di dimostrazioni scientifiche.
In parte la massa dei fenomeni cosiddetti paranormali (para, dal greco, uguale accanto, perché sono fenomeni non riconducibili al mondo sensibile noto) di tipo spontaneo è talmente elevata che considerarli solo frutto del caso o della coincidenza sembrerebbe obiettivamente riduttivo. Ciò giustificherebbe di per sé l’investimento di tempo e risorse nella ricerca di spiegazioni; tuttavia la pretesa di doti extrasensoriali umane è talmente elevata che una loro validazione diventa estremamente delicata e impattante sulla conoscenza e sulla vita umana. Si pensi ad esempio alla telepatia. Immaginiamoci un mondo che non ha più necessità di cellulari e dove la comunicazione avverrebbe in silenzio e in tempo reale. Un cambiamento epocale con ripercussioni elevatissime sul modo di vivere e sui consumi. Tuttavia ci vorranno generazioni prima che diventi di pubblico dominio e usata normalmente.
Eppure ci sono persone già oggi che nascono con questa capacità e si sorprendono di dover parlare per comunicare, dopo di che si adattano al contesto, perdendo in qualche modo una parte delle loro possibilità, mantenendo però una sensibilità speciale che si rivela nei momenti in cui è necessaria o motivata dagli eventi della vita.

Un interessante esperimento di Vasilijev sulla telepatia

Leonid Vasiliev, studioso russo che ha indagato la telepatia

Scientificamente siamo ancora lontani dal poterla accettare, nonostante la miriade di prove statistiche condotte da ricercatori e laboratori qualificati, da Rhine in poi e particolarmente col metodo Ganzfeld (deprivazione sensoriale per alzare la soglia della Percezione Extra-Sensoriale), con risultati non assegnabili al puro caso. Soprattutto, nonostante le sperimentazioni probanti e cruciali di Vasilijev che aveva schermato due telepati, a distanza, in gabbia di Faraday e avevano continuato a trasmettere messaggi telepatici (“suggestione mentale” la definiva lo scienziato russo), è incredibile che la telepatia non abbia ancora avuto lo spazio di investimenti che meriterebbe nella ricerca.
Dunque le prove a favore della telepatia in laboratorio ci sono, anche se non vengono ritenute sufficienti, mentre a livello spontaneo, come detto, è sicuramente molto più diffusa di quanto si creda.

Chiaroveggenza o visione a distanza
Immaginiamo anche che la chiaroveggenza, come fonte di conoscenza di fatti ed eventi collocati in un altro spazio o in un altro tempo (precognizione e retrocognizione), se fosse davvero usata da tutti ed in egual misura, cambierebbe sostanzialmente il mondo e il modo di vivere. Anche in questo caso le prove ci sono, sia a livello spontaneo che in sperimentazioni rigorose ed anche in laboratori accreditati.
Peraltro se fosse così diffusa e sperimentata, non ci sarebbe nemmeno discussione di fronte ad una prova provata. In realtà alcuni soggetti dimostrano facoltà chiavisive (remote viewing), ma essa non è reperibile nella maggioranza delle persone, forse perché non testata e soprattutto perché non allenata o sviluppata. Si potrebbe pensare questa abilità umana potrebbe essere accudita e sostenuta al fine di trasformarla da potenziale a reale, da straordinaria a ordinaria, come accade nei sensitivi.
Anche se oggi siamo ancora lontani da tale prospettiva, un certo numero di generazioni potrebbe far evolvere la consapevolezza di uno sguardo nel tempo e nello spazio diverso da quello oggi utilizzato.

Psicometria: il linguaggio degli oggetti
Immaginiamo anche che la capacità psicometrica (vale a dire captare informazioni dagli oggetti che sarebbero impregnati delle vibrazioni dei possessori) nota e sperimentata in molti soggetti sensitivi, sia presente in ogni essere umano. Anche qui la vita cambierebbe completamente, basterebbe il semplice contatto con un oggetto di qualcuno per essere connesso ad un file informativo su quella persona con conseguenze incredibili anche di tipo sociale.

Eder Lorenzi, che ha grandi doti di psicometria.

La verità su tanti eventi sarebbe immediatamente percepita senza bisogno dei RIS (gli investigatori sulla scena del crimine) con indubbie riduzioni delle criminalità dilaganti, che sarebbero troppo esposte per essere tentate. La psicometria è una dote già abbastanza diffusa e quindi potrebbe, forse più facilmente di altre, essere sviluppata rapidamente, attraverso efficaci allenamenti.Immaginiamo ancora che la psicocinesi (intervento mentale sulla materia), dote assai più ambigua per le minori dimostrazioni scientifiche a favore, fosse una dote acquisibile da tutti gli esseri umani e non solo una virtù di pochi soggetti veramente sperimentati. Ecco che l’impatto sulla vita ordinaria sarebbe enorme, sia per la possibilità di spostare oggetti senza uno sforzo fisico, sia per la capacità di alterarne i processi intrinseci (piegatura di metalli ad esempio o crescita di vegetali e colture).

Siamo tutti interconnessi
Appare chiaro che la pretesa della Parapsicologia tradizionale è obiettivamente molto alta e in qualche modo rischiosa per la società attuale e per il sistema su cui essa è fondata. Da qui la resistenza, peraltro legittima, a condividere una ricerca che presenta aspetti pericolosi per una Scienza basata su logica, razionalità, protocolli rigidi e ripetibili.
Il mondo delle potenzialità umane è scoraggiato dal rischio di favorire l’irrazionalità, riportando indietro le lancette del tempo a quando la conoscenza era frutto di osservazione e intuito. Tuttavia appare altrettanto chiaro che non indagare su fenomeni che peraltro avvengono è come voler studiare una parte del mondo negandone un’altra, solo perché i paradigmi scientifici vigenti non consentono spazi aperti a universi diversi da quelli convenzionati. La filosofia, come ben diceva Francesco Alberoni in un’intervista alla nostra Associazione, ha un campo diverso di indagine, mira alla conoscenza e non è vincolata da pensieri ancorati al metodo scientifico attuale.
Per essa - e in particolare per Henry Margenau, teorico di fisica molecolare e nucleare, professore emerito di fisica e filosofia naturale presso l'Università di Yale - si può considerare alla luce delle conoscenze attuali il concetto di mente universale, traendo spunto dalla Meccanica Quantistica che afferma e dimostra la non-località della coscienza.
In questa prospettiva, l’essere umano è condizionato a vivere il qui e ora della sua esistenza come individuo singolo, senza essere consapevole che la sua mente è interconnessa ad altre menti o a tutte le menti, come se esistesse in realtà una sola dimensione globale di cui tutti sono una singola parte.

Entanglement e consapevolezza
Il concetto di entanglement (connessione tra due particelle che una volta entrate in contatto, vivono stati comuni a qualunque distanza) scoperto dalla Meccanica Quantistica, si sta diffondendo a vista d’occhio e rappresenta un punto di consapevolezza della possibilità di essere in relazione fra persone indipendentemente dalla distanza e forse anche dal tempo. Lo scienziato Sheldrake ha coniato il termine di campo morfogenetico per illustrare come le particelle subatomiche e dunque anche gli esseri umani siano in realtà interconnessi ad un certo livello.
Pertanto si assiste, a mano a mano che si sviluppa la conoscenza, sia a livello micro che macro (gli studi sul cervello o gli studi interdisciplinari della PNEI), ad un movimento verso il riconoscimento di fenomeni che non appaiono più così estranei all’ordinarietà della vita umana.
Da una parte l’empirismo delle ricerche psichiche storiche, dall’altra la modernità delle sperimentazioni (ad esempio la telepatia inconscia registrata dalle onde EEG contemporanee in soggetti affettivamente legati), spingono a rivedere i concetti tradizionali e il nome stesso della Parapsicologia, ormai obsoleto e insufficiente a definire il reale campo di indagine.

La medianità come strada di crescita personale
Tutto questo mentre il mondo presenta scarso interesse per fenomeni e sperimentazioni, essendo più interessato a evolvere spiritualmente, vale a dire a cercare la strada per acquisire maggiore consapevolezza di sé, per connettersi ad un Sé superiore, per orientarsi su dimensioni diverse da quelle della razionalità quotidiana. Il fiorire di scuole di pensiero, di corsi, maestri, guru, è straordinario. Basta guardare Facebook per scoprire quanta diffusione c’è di tematiche riferite alla coscienza e allo sviluppo individuale. Un numero incredibile di gruppi che si formano per approfondire il senso della vita e le doti profonde che ogni essere umano sente di possedere.
La medianità da campo di indagine delle ricerche psichiche oggi è diventata una strada di crescita personale, dove la meditazione, la ricerca interiore, le tecniche evolutive, hanno preso il sopravvento sulle prove e sulle sperimentazioni.
Il contatto con altre dimensioni oltre la vita fa premio su qualsiasi altro aspetto e diffonde la sensazione che è possibile rimanere in rapporto con chi ci ha preceduto o è in un’altra dimensione. La conoscenza è talmente aumentata che molti si sentono in grado di giudicare, valutare, perché ritengono di saperne di più di chi ha dedicato tempo e risorse allo studio (ahimè scientifico) dei fenomeni cosiddetti paranormali. Il ritornello è sempre lo stesso: la scienza non può capire, non può studiare queste cose perché ha il paraocchi, perché non vede con il cuore, perché lo studioso non sperimenta su se stesso, non conosce e pretende di sapere.

La parabola della Parapsicologia è arrivata al termine?
Così il cerchio si chiude. Chi ha (forse) doti straordinarie si rifiuta di farsi studiare e sperimentare, contesta chi lo vuole fare perché è la base della ricerca e la prova concreta dell’esistenza reale di fenomenologia ESP, rendendo così difficile o impossibile il compito o il ruolo di chi cerca di aprire varchi nel paradigma scientifico vigente.
Chi studia i fenomeni cosiddetti paranormali ascolta, osserva e poi o aderisce a correnti di pensiero predeterminate (esistenza dell’al di là o di dimensioni ultraumane, priorità della spiritualità su tutto il resto) o rischia di restare da solo nel deserto e inviso perché cerca prove e dimostrazioni di quanto viene esposto come dato di fatto.
La parabola della Parapsicologia volge al termine, superata sul piano scientifico dalle Neuroscienze e dalle nuove discipline (come la PNEI), identificata come esponente della “Scienza” e quasi parificata al CICAP, invisa a chi ha interessi a vivere nel contesto spiritualizzato e autoreferenziato, dove trova (o spera o cerca) risposte più vicine ai bisogni che la società attuale crea.
Insomma, il grande patrimonio della cultura parapsicologica si trova di fronte a un dramma, cambiare per evolvere o estinguersi per mancanza di risorse e di senso. Oppure, come nelle grandi imprese eroiche, adattarsi al contesto e “non mollare mai”, proprio perché ne vale la pena. La missione va portata avanti finché la porta non si aprirà alle capacità ESP. Per meglio dire, è il momento del cambiamento, un’ epoca di rinascita del movimento culturale e scientifico che ha portato avanti ipotesi e teorie sulla vera essenza dell’uomo e che è vicino al punto di incontro tra Scienza e Spiritualità. Questo è il prossimo passo, i segnali lo stanno indicando.