Dimmi come dormi e ti dirò chi sei

di Cristina Penco. Secondo alcuni studi il modo in cui ci si abbandona nelle braccia di Morfeo rivela molto della nostra natura e/o della relazione che stiamo vivendo: volete scoprirlo?

Esprimere di notte con il corpo quello che di giorno, vigili, non riusciamo a fare con le parole. È ciò che secondo alcuni studi – in testa quelli dello psichiatra e psicoanalista statunitense Samuel Dunkell – facciamo attraverso il modo in cui dormiamo. Una cartina tornasole, sostengono taluni, in grado di mostrare la nostra personalità, la visione che abbiamo del mondo e la nostra maniera di orientarci in esso, il tipo di dinamica che esiste in una relazione, se dividiamo il letto con qualcuno. Insomma, un linguaggio non verbale che emergerebbe durante il riposo, non solamente attraverso il contenuto simbolico dei nostri sogni. Va detto che, allo stato attuale, non esistono delle indagini scientifiche esaustive ed esaurienti, atte a dimostrare una correlazione scientifica tra il nostro carattere e le pose che assumiamo durante il sonno. E che sono almeno due o tre per notte, “di base” e ricorrenti. Però, fateci caso. È curioso che, molto spesso, quando ci corichiamo, scegliamo d’istinto, ripetutamente, una posizione. Può essere quella in cui ci svegliamo al mattino, anche se non capita sempre con frequenza sistematica. Proviamo a “giocare”, vedendo i principali significati attribuiti ad alcuni comuni modi di dormire. Chissà se vi riconoscete…

Posizione fetale
Dormire rannicchiati indicherebbe un grande desiderio di protezione e un bisogno di un fulcro centrale attorno a cui organizzare la propria esistenza. Sarebbe proprio di persone che tendono a stringere legami di dipendenza per sentirsi sicuri, “ripiegandosi” anche un po’ su se stessi. Il che, tradotto nella vita reale, significherebbe non riuscirsi a esprimere completamente, non esporsi del tutto, non emanciparsi. Un rifiuto a prendere il volo, dunque, un desiderio di rimanere al riparo, chiusi in un bozzolo.

Posizione semi-fetale
È la posa più popolare: si è adagiati su un fianco con le ginocchia leggermente rialzate, ma in una posa meno “chiusa” della precedente. In questo modo si sarebbe più comodi e predisposti a spostarsi durante il sonno, cambiando spesso posizione. Un senso di praticità e una “flessibilità” che potrebbero essere rapportate anche all’esistenza diurna, dove l’individuo potrebbe avere un certo equilibrio, riuscendo ad adattarsi agli eventi senza eccessivo sforzo. Le gambe tendono a essere sovrapposte una sull’altra “a sandwich”? Forse è segno di un lieve conformismo. Arti completamente stesi? Suggerirebbero una certa incapacità di lasciarsi andare completamente, propria di chi è sempre pronto a partire e scattare.

Bocconi
Avete la tendenza di assumere il comando delle situazioni, così come vi capita di “abbracciare” il letto, provando a impossessarvi dello spazio? E probabilmente vi capita di tenere le braccia sopra la testa. Volete mantenere il contatto con il mondo che vi circonda, non desiderate sorprese né imprevisti. Vi piace dirigere e gestire gli eventi, essere organizzati di fronte alle eventualità. Precisione, rigore, ordine sono le vostre parole chiave.

Posizione supina
Schiena contro il materasso e braccia lungo i fianchi. Siete persone aperte e disponibili, non avete paura di mostrare le vostre insicurezze e vulnerabilità, siete determinati e fiduciosi. Secondo alcuni, potrebbe essere una posizione “da re e regine”, propria di chi ama stare al centro dell’attenzione e, nello stesso tempo, ad avere il controllo e il comando su ciò che vi circonda. Vi succede di addormentarvi appoggiati sul dorso, ma con le braccia adagiate lungo i fianchi? Potrebbe essere il segno di una struttura mentale rigida, distaccata, separata dalle emozioni.

Struzzo o mummia?
Non riuscite a chiudere gli occhi se non vi mettete il cuscino sopra la testa… A parte la nota vivace, ma anche tenera, di questa posizione, forse state comunicando il vostro bisogno di lasciare in disparte fastidi e dispiaceri, qualcosa che non volete vedere. Qualcosa di simile avviene con la “mummia”, che fate quando vi avvolgete nelle lenzuola, per timidezza o paura di quello che c’è là fuori.

E le mani e i piedi?
Un discorso a parte meritano le nostre estremità corporee superiori e inferiori, che possono aggiungere sfumature ulteriori al significato delle posizioni di riposo che assumiamo. Se ci pensiamo, infatti, il modo di tenere i piedi la dice lunga su come ci muoviamo e “procediamo” nella vita. Li tenete a penzoloni, fuori da letto? Per caso siete persone che rifiutano i legami e cercano di tenersi sempre aperta una via di fuga? Se invece vi agganciate al materasso con le dita, probabilmente siete ostili ai cambiamenti. Caviglie incrociate, “a catena”: forse vi sentite prigionieri delle vostre ansie, rigidi, impossibilitati a svincolarvi da situazioni soffocanti. Di notte come di giorno, le mani aiutano ad accentuare espressioni e umori. Braccia alzate con la testa poggiata sulle mani: puntate molto sulla razionalità, analizzando tutto quanto alla luce della ragione. Mani affondate sul volto: disperazione, tristezza. Pugni chiusi: come il digrignare i denti, denotano aggressività e opposizione.

E quando dormite  in coppia…
Posizione a cucchiaio. La relazione funziona bene, con fiducia reciproca e buona intesa sessuale. Abbraccio faccia a faccia: da innamorati durante i primi tempi della frequentazione, con il tempo si tende ad abbandonarla perché scomoda. Occhio ai “grovigli” prolungati: forse suggeriscono che siete un po’ troppo dipendenti l’uno dall’altra. Schiena contro schiena: vicini, ma autonomi, segno di un rapporto sano e maturo. Se siete distanti più di 30 centimetri, però, potreste essere ormai prossimi alla fine…
Uno dei due si “aggancia” all’altro: potrebbe ricercare attenzioni che non riceve, in una relazione che forse non è paritaria. E ancora. Fai caso se tu o il tuo partner tendete a invadere lo spazio dell’altro/a: potrebbe essere l’indizio di un inconscio desiderio di prevaricazione, egoismo. Se invece vi avvinghiate con la gamba al corpo del compagno o della compagna, è un po’ come dire: “Non posso fare a meno di te”.

Ancora qualche curiosità…
Gli italiani considerano il sonno un momento cruciale delle loro vite quotidiane, al pari della cucina. Un elemento essenziale per il benessere personale, secondo solo alla natura. Sono alcuni dei risultati emersi da un’indagine dell’Università di Modena e Reggio Emilia, commissionata da PerDormire.
Eppure, nonostante il 65% dei nostri connazionali dichiari di sentirsi “padrone della propria giornata” dopo una lunga notte di sonno, per il 30% ricorre poi una specie di “senso di colpa” al mattino, come se le ore dedicate al riposo avessero ridotto la possibilità di essere adempiente rispetto ai propri compiti. Non solo. Il 20%, al risveglio, teme già di essere in ritardo sulla tabella di marcia che lo attende nelle ore successive.
E invece non è proprio necessario. Anzi, gioitene. Ce lo ha ricordato, di recente, la Giornata Mondiale dedicata al Sonno, che si tiene ogni venerdì precedente l’equinozio di primavera. Quella di quest’anno, giunta alla sua 11esima edizione, si è svolta all’insegna dello slogan “Join the Sleep World, Preserve the Rhythms to Enjoy Life”. Un invito a rispettare i ritmi circadiani – il complesso meccanismo che regola i ritmi biologici degli esseri viventi – per migliorare la qualità della nostra esistenza. Godere di un sereno riposo aiuta ad affrontare serenamente gli impegni e le ansie diurne. Per essere lavoratori, familiari, amici e amanti migliori, più sorridenti e accoglienti.

La dieta del cuscino
Un sonno ristoratore inizia dalla tavola. Ecco i consigli della Coldiretti per scongiurare un cattivo riposo e per abbandonarsi tranquilli nelle braccia di Morfeo. Evitate i cibi pesanti, i superalcolici e le sostanze eccitanti come cioccolato, cacao, the e caffè per la presenza di teina e caffeina e i cosiddetti energy drink, il cui consumo è molto elevato tra gli adolescenti. A cena dovrebbero essere banditi cibi conditi con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Esistono invece alimenti che favoriscono il relax notturno: pasta, riso, orzo, pane e tutti quelli che contengono un aminoacido – il triptofano – che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Bene anche legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi alla sera. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione. Tra le verdure, largo a lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio per le loro spiccate proprietà sedative, idem zucca, rape e cavoli. Prima di coricarvi, sottolinea ancora Coldiretti, ricordate che un bicchiere di latte caldo combatte l’acidità gastrica, un fattore di interruzione del sonno, che affatica la digestione. Pure formaggi freschi e yogurt sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Il top? Infusi e tisane dolcificati con miele.

Cristina Penco
Giornalista, genovese di nascita ma milanese di adozione, si occupa di attualità, costume, società, non profit, moda ed entertainment, e anche di teatro e cinema ("grandi fabbriche di sogni", dice, "officine di creatività e cultura"). Anche se si è dedicata prevalentemente alla carta stampata, è presente in rete e ha fatto brevi incursioni in radio e in Tv. Mailto: cristina_penco@yahoo.it