«Così controlliamo i fenomeni medianici»

La comunicazione con l'aldilà

«Così controlliamo i fenomeni medianici»

di Daniele Cipriani. Una carrellata critica e obiettiva sulla medianità. I contatti autentici, secondo l'autore, sono rari, molti sono dovuti alla suggestione...

Daniele Cipriani, studioso di medianità e di paranormale.

Come sappiamo bene, i fenomeni nel campo del paranormale sono tra i più disparati ed imprevedibili. L'Associazione Ghost Hunters Roma, che dirigo da oltre dieci anni, tenta di classificarli, rendendoli oggettivi: filmando, scattando fotografie, effettuando video e registrazioni, continuando quindi il lavoro già intrapreso oltre due secoli fa da altri grandi ricercatori. Oltre alla ricerca sul campo, in maniera forse meno evidente ma con costanza e dedizione, l'Associazione si occupa anche di fenomeni medianici e contatti con l'aldilà. Chi studia questo campo sa che la ricerca psichica abbraccia diverse branche e che, prima o dopo, dovrà confrontarsi con l'eterno dilemma: esiste una vita dopo la morte? Nel corso dei secoli abbiamo visto come la medianità sia divenuta un passaggio obbligato per chi studia l'ipotesi della sopravvivenza, lontana dagli stereotipi e dalla retorica religiosa spesso fuorviante.

L'ipotesi della sopravvivenza
Questa disciplina è entrata di diritto e con forza tra i passi che l'individuo deve compiere per avere una visione più completa della vita terrena e della sua possibile continuazione in altri piani di esistenza. Ovviamente non tutti la comprendono, altri la rifiutano e altri ancora semplicemente la ignorano, ma chi segue un cammino di ricerca, a mio avviso, deve quantomeno accostarsi alla medianità e studiarne casi e fenomeni.

Finte sedute spiritiche in "Totò Peppino e la dolce vita",

Oltre ad esistere un vasto numero di fenomeni genuini, esistono anche impostori, che più o meno volontariamente traggono in inganno loro stessi e chi li segue offrendo dei contatti con l'aldilà, che in realtà altro non sono che mere mistificazioni. Ma l'avvento delle nuove tecnologie può aiutarci anche in questo.
Dividiamo solo per comodità di esposizione i contatti medianici in: medianità pubblica e medianità classica. Durante le sedute pubbliche il medium si pone al centro di una sala, si concentra ed inizia a dare messaggi per “chiaroudienza” (sente delle parole e delle frasi di presunti trapassati che i presenti non riescono a sentire). Ora, in casi del genere è sufficiente avere del buon senso per capire quanto ci sia di veritiero dietro alle affermazioni di un medium durante questi eventi. Ho personalmente seguito diversi medium per anni durante le loro sedute pubbliche e credo di poter affermare con certezza che durante queste manifestazioni le comunicazioni reali con i trapassati siano molto, molto rare (ma non inesistenti). In molti casi che ho analizzato già l'inizio di queste sedute desta più di qualche dubbio.

Un esempio pratico di seduta medianica
Il medium inizia la seduta dicendo: «Vedo un signore morto in un incidente stradale, qualcuno lo riconosce?». Tre persone alzano la mano, il medium continua andando un pochino più nel dettaglio, fino a che una persone tra le tre “riconosce” la descrizione come propria o del proprio caro defunto. Quindi il medium fornisce elementi  identificativi più o meno precisi alla persona che, un po’ per non contraddire il medium, un po' perché in cuor suo spera e vuole il contatto con l'aldilà annuisce; e quI inizia il dialogo.
Escludendo da questi casi i millantatori e i disonesti che speculano ed estorcono denaro coscienti di farlo, analizziamo invece i casi in cui il medium è assolutamente in buona fede nel dare messaggi. La modalità di acquisizione da parte del medium di queste informazioni è fallace già dal principio. Se parla con i defunti perché va ad esclusione? Possibile che nessun defunto riferisca un nome? Una data precisa? Una componente “identificativa” certa? Le probabilità che di fronte ad una platea una o più persone abbiano un conoscente, un amico o un parente morto di incidente stradale è altissima, poi l'amore ed il bisogno fanno il resto.

Le informazioni devono essere chiare e precise

Sonia Benassi dà sempre il nome dell'entità che le parla.

Con queste affermazioni non voglio assolutamente dire che non esista il contatto medianico, anche quello pubblico, ma si devono ricercare in queste manifestazioni delle informazioni chiare e precise che il medium stesso non possa conoscere in alcun modo. È possibile anche che dette informazioni, quando precise, provengano dalla mente degli astanti e che attraverso fenomeni ESP (telepatia, chiaroveggenza, retrocognizione) il medium riesca a carpirle e a riferirle ai presenti. Andrebbe bene anche questo, perché ci si troverebbe comunque davanti a delle informazioni genuine ed inconoscibili per vie convenzionali ma attenzione, questa non è medianità. In fondo, l'eterno dilemma tra animismo e spiritismo non si esaurirà certo con la mia ricerca e con i miei scritti. Per tale motivo esorto i lettori, gli appassionati ed i semplici curiosi a pretendere sempre delle informazioni identificative precise, accurate e certe. Solamente così si può iniziare a ragionare sulla genuinità del contatto medianico.

Controlli strumentali sulle sedute medianiche
Passiamo ora alle sedute classiche, con tavolino, eventuale trance del medium e fenomeni di vario genere. Chi conosce la medianità classica sa che le sedute con il tavolino vengono effettuate il più delle volte nel buio più totale, ad eccezione di qualche raro caso in cui è consentita la presenza di una luce molto bassa. Faccio questa premessa perché spesso mi sono trovato in condizioni di dover controllare delle sedute e la loro veridicità. Una delle particolarità di queste manifestazioni è quella di vedere un tavolino sollevarsi su un piede e battere dei colpi in risposta a delle domande poste dai presenti ed essendo al buio è molto complesso riuscire a capire se vi è l'intervento umano volontario.

Daniele con Alfredo Falvo, durante un controllo.

Per questo l'Associazione GHR ha a disposizione delle videocamere a visione notturna, che combinate con un’altra a visione termica permettono di indagare in ogni parte della stanza monitorando con successo lo svolgersi delle sedute.
Basterebbe un po’ di buon senso ed alcuni accorgimenti logici come la posizione delle mani, la distanza dei presenti dal tavolo, per evitare interventi disonesti; l'ausilio della tecnologia ad infrarossi ci permette di lavorare anche successivamente sulle riprese, andando a rallentare dove serve e cercando movimenti minimi in slow motion per capire le dinamiche di sollevamento del tavolo e lo svolgersi dell'intera seduta. Oltre a controlli “anti-frode”, se così li vogliamo definire, l'utilità di questa strumentazione è molteplice anche per capire quali variabili ambientali cambiano e come avvengono questi cambiamenti durante le sedute. È per noi uno studio ancora in fase di evoluzione e seppur con risultati discreti, per ora non sembrano esserci delle variabili controllabili tali da poter affermare un nesso causale tra una qualunque variazione strumentale e l'insorgere dei fenomeni medianici. Ci riserviamo la possibilità di tornare sull'argomento a studio completato, e se necessario attraverso l'esposizione di questi dati probanti o meno che siano.

Concludo con una nota amara

Il team di Cipriani (al centro). Da sinistra: Federico Classetti, Speranza Staroccia e Alfredo Falvo.

Il mondo della medianità oggi vive una crisi profonda: dopo le grandi manifestazioni dei medium del passato, oggi viviamo un'involuzione causata da una repentina perdita dei valori, specchio di una società che pone l'ego e il “se stessi” davanti ad ogni cosa, disinteressandosi quasi completamente degli accadimenti spirituali a favore di un materialismo e di una superficialità forse, mai prima così evidenti. Ma non tutto è perduto, esistono ancora medium validi, persone splendide che mettono le proprie facoltà a disposizione delle persone e che lo fanno in maniera totalmente gratuita. Passate oltre se vi viene chiesto del denaro, non esistono scuole dove si diventa medium, magari con tanto di attestato conquistato in fondo, euro dopo euro. Non si può insegnare a parlare con i morti, il passato ci è maestro, la medianità non vuole denaro. Ovviamente qui non parliamo di offerte libere e modiche cifre a titolo di gratitudine, ma di centinaia di euro a seduta e di vere e proprie pseudo-scuole per contattare l'aldilà. Se fosse vero che l'aldilà non è poi così lontano e che come sento dire spesso è proprio qui accanto a noi, è altrettanto vero che senza amore, impegno e costanza rischia di rimanere un lontano miraggio che intravediamo tremolante oltre l'orizzonte.

Per saperne di più:
Vedi anche l'articolo di Giorgio Cozzi