Le nuove scoperte dell’Epigenetica

I nuovi scenari della scienza

Le nuove scoperte dell’Epigenetica

di Giorgio Cozzi. La Nuova Biologia, sostiene che l’ambiente e le credenze guidino i processi vitali e possano modificare la realtà

Come è nata l'Epigenetica? L’idea apparve all’improvviso, in un momento di relax: la vita della cellula è controllata dal suo ambiente fisico ed energetico, non dai suoi geni. “È la consapevolezza che una cellula individuale ha dell’ambiente e non i suoi geni che mette in moto il meccanismo della vita”, afferma Bruce Lipton nel libro La biologia delle credenze. Come per Einstein e tanti scienziati o creativi, l’ispirazione è rapida, mentre la traspirazione costa poi anni di fatica e di prove, per verificarne la validità.
È ciò che è successo a Bruce Lipton, esperto conoscitore delle cellule e della loro clonazione, che ha intuito una visione rivoluzionaria e l’ha poi confermata secondo la metodologia scientifica in anni di lavoro. Partito dal determinismo genetico, Lipton nella pratica della clonazione iniziò ad avere dubbi su quel postulato, sino alla comprensione che l’uomo è un potente creatore della propria vita e del mondo in cui vive.
Da materialista convinto dovette trasformarsi in spiritualista convinto, con un percorso che è passato attraverso le forche caudine della Scienza e del metodo sperimentale.

Per sopravvivere, le cellule cooperano tra loro
Dopo aver cambiato le proprie convinzioni, Lipton suggerisce all’umanità di modificare le proprie credenze per riuscire a prendere in mano il controllo della vita e abbracciare la via del benessere e della felicità.
Niente di più attuale, anche se il suo libro è datato 2006. Poco convinto delle teorie evolutive competitive di Darwin (il più forte emerge, mors tua vita mea), avvertiva che il mondo cellulare nel suo sviluppo era più orientato alla cooperazione. L’aggregazione per sopravvivere fra più cellule era la strada migliore, a suo avviso dimostrata, per sopravvivere, in funzione degli stimoli ricevuti dall’ambiente esterno/interno.
Il pensiero di Lipton, antesignano della moderna ricerca epigenetica, andrà conformandosi alla visione del corpo come comunità cooperante di 50 milioni di cellule individuali. Considerando che l’essere umano non è una macchina biochimica impotente, Lipton suggerisce che l’universo umano in fondo è “Dio” e che solo recuperando lo Spirito nell’equazione biologica si può migliorare la salute fisica e mentale. In un certo senso l’essere umano disporrebbe di tutte le risorse per intervenire su qualunque alterazione fisica e riportare l’equilibrio che garantisce la sopravvivenza.

Una nuova Biologia, in cui si unisce Scienza e Spirito
Il confronto con la visione classica oppone alle “guerre di robot biochimici” una nuova Biologia che “vede la vita come un viaggio comune di potenti individui che sono in grado di programmarsi per creare vite piene di gioia”. Lipton è convinto che le sue teorie costituiscano un cambiamento di paradigma epocale, superando la diatriba tra natura e educazione, sostenendo che la mente consapevole vince su entrambe.
La sua proposta si fonda sulla prova che la membrana della cellula sarebbe il cervello dell’attività cellulare. Per dimostrare la sua visione, Lipton ha approfondito la Fisica quantistica, alla ricerca di prove coerenti, rilevando come essa permetta di capire e riconsiderare la vita della cellula. Il salto più grosso del suo pensiero è probabilmente costituito dall’interazione mente-corpo, così che le credenze e i pensieri finiscono per avere un ruolo chiaro nel controllare la biologia dell’individuo. Lipton evidenzia anche l’impatto che hanno i genitori nel programmare le credenze dei loro figli, i quali engrammano stimoli, modelli, valori ricevuti e si costruiscono convinzioni che influenzeranno la vita cellulare individuale e poi dell’organismo umano nel suo complesso. Infine Lipton conclude esprimendo la necessità di integrare Scienza e Spirito andando oltre la sua estrazione di scienziato agnostico.
Un excursus dunque che partendo dalla Biologia e dalle cellule, conduce Lipton a concepire l’influenza che i pensieri, gli stati d’animo, le “credenze” hanno sulla vita umana, mettendo in luce che attraverso un modo di essere, consapevole, si può crescere come esseri senzienti e vivere in salute, felicità ed armonia.
Lui c’è riuscito, per confermare la sua teoria.

Nuove scoperte grazie all'uso del pensiero laterale

Gregg Braden e Bruce Lipton.

La storia di Lipton è stimolante oltreché per le scoperte che ritiene di avere fatto, anche perché dimostra in modo concreto come l’innovazione scientifica sia basata su conoscenze tecniche e sperimentazioni di laboratorio, con metodi e protocolli universalmente accettati, tuttavia anche spesso su intuito e sensibilità. L’uso del pensiero laterale caratterizza ricercatori che sanno “andare oltre” sino a violare paradigmi ormai consolidati. Un secondo aspetto interessante è rappresentato dal fatto che il grande bagaglio di esperienza e conoscenza sulle cellule abbia lasciato emergere una visione mentre Lipton si trovava in una situazione diversa da quella tradizionale: era uscito dall’attività storica di insegnamento e di ricerca, era per così dire fuggito da un tran-tran che non lo rendeva più felice e lo stringeva in un contesto da cui volle liberarsi, andando ai Caraibi in una scuola di preparazione di laureandi in forte difficoltà, riuscendo a cambiare metodi, a generare motivazione , a provocare risultati insperati, nel frattempo maturando le nuove idee. Infine, la strada scientifica lo ha portato a identificare processi nella cellula che ha saputo e voluto rapportare anche alla vita privata, uscendo da situazioni relazionali inconcludenti per abbracciare una via di piena soddisfazione di sé e nel rapporto con la compagna. Il risultato finale non poteva che essere uno spostamento dalla visione materiale ad una convinzione profonda dell’esistenza universale di cellule ed individui, scoprendo la spiritualità di cui è stato portatore.