@Lettere a Karmanews

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Questa settimana Filippo Falzoni risponde nella posta dei lettori ad alcuni quesiti (che per la verità meriterebbero un intero articolo) che gli sono arrivati a Karmanews.

La differenza tra Ego, inconscio e Sè superiore
Una lettrice chiede: «Quando hai tempo e modo, mi spieghi cosa si intende per EGO, inconscio e Sé superiore, ma non secondo i vari psicologi o filosofi, ma secondo TE». (lettera firmata)

«Sono argomenti che meriterebbero molte pagine ma cercherò di fare un sintesi…
Ego o io hanno diverse interpretazioni; in inglese “self” fa fare ancor più confusione ai traduttori

. Come ogni medaglia ha due facce...
 Con Io si può indicare il centro organizzativo della coscienza 
e in quel senso avere un io forte indica la capacità di osservare con distacco; il bambino con un io fragile è in balia dell’ambiente.
 In questo senso essere senza io vorrebbe dire psicosi, non risveglio: qui è l’io che si si sviluppa dagli stati pre-razionali, razionali e trans-razionali
 egocentrici, sociocentrici e cosmocenteci (dal piccolo io identificato nel corpo, separato dal mondo, al grande Io che può abbracciare il mondo nell’identificazione con il Tutto, senza confini io-altro).
Con Ego io intendo spesso - e come me Hillman, Jung e la filosofia orientale con termini simili che indicano la stessa cosa - l’immagine-persona: come mi vedo, come immagino essere attraverso l’interpretazione del riflesso in cui mi trovo nei rapporti.
 Pensando a te stessa ti accorgerai di usare la memoria di quello che hai vissuto per definirti
. Hai un’idea che chiami te. Se sei depressa non ti piaci, se sei di buon umore ti vedi in altro modo.
 Quest’immagine non è te, non è un’entità, è un pensiero.
 Tu sei l’ineffabile coscienza osservante, che è immobile e si identifica nel perpetuo divenire...
Ramana chiamava Io-io la coscienza che osserva l’io. 
(Vedo la mente: io sono soggetto la mente è oggetto, quindi non è me), ma l'Io-io abbraccia tutto senza auto-contraddizione
. In India son molto specifici e hanno  un sacco di termini appropriati, se credi approfondiamo…»

L'intelligenza discriminante
Ciao Filippo. In un tuo articolo leggo che l’intelligenza discriminante è un ingrediente indispensabile del cammino spirituale. Non è più importante ad esempio l’amore e la compassione? Cosa intendi per intelligenza?

«In questo caso per intelligenza intendo capacità di discriminare tra ciò che reale e ciò che è illusorio. La capacità di osservare con chiarezza il sentirei interiore. Ma ci vorrebbe un libro intero per definire l’intelligenza non dall’aspetto di capacità tecniche o analitiche, che sono qualità mentali e somma delle informazioni immagazzinate, ma piuttosto come chiarezza percettiva, e quell’intuizione immediata e spontanea che nasce di una mente libera da condizionamenti. La consapevolezza del fluire della vita momento per momento il sentire del cuore non appartengono alla dimensione pensiero, che vive di memorie e anticipazioni. La mente deve necessariamente essere sgombra da illusioni, dalle fantasie  egoiche e sentimentalismi romantici perché si manifesti intelligenza intuitiva. Nello stesso tempo è l’intelligenza che ci permette di distinguere tra le suggestioni mentali suggerite dal desiderio e dalla fantasia e il sentire profondo».

Ci sono secondo te degli esercizi utili ed efficaci per realizzare l’IO SONO?

Ci sono un’infinità di metodi efficaci studiati nei secoli (ogni sentiero spirituale ne ha e lo yoga ne ha per tutti)il più diretto ed efficace per i nostri tempi è l’attenta auto indagine... l'osservazione del sentire immediato…. la consapevolezza senza alternative nello Yoga Sutra di Patanjali l’Unione-Yoga e definita: La fine delle fluttuazioni mentali" ma gli insegnamenti non si riassumono in 2 righe "non potrai percorrere il sentiero prima di essere diventata il sentiero stesso”...