Cappuccio o krapfen? Una questione filosofica

Dilemma esistenziale: tu cosa scegli?

Cappuccio o krapfen? Una questione filosofica

di Atmajay. Qual è il sapore più dolce, quello che ci soddisfa, forse lo zucchero, la crema, i dolci, o le gioie dello spirito?

Sono le sette del mattino. Fuori fa freddo. Sono seduto al tavolino al bar di mio zio. Il clima gelido spinge la gente ad entrare, per fare colazione. Il bar è pieno di studenti. Vedo la gente bere caffè. Vedo un ragazzo che si siede tutto solo ed aspetta la sua tazza fumante di caffè o tè, non so. Mentre osservo tutto ciò, penso: «Gli esseri umani è come se fossero seduti in un'invisibile sala d'aspetto. Parlano, si disperano, distratti da mille e un gadget, presi dal trantran della vita quotidiana, racchiusi in un'insulsa routine. Aspettano e sperano. Sperano e aspettano. "Aspetta e spera che già l'ora s'avvicina..." diceva una certa canzone d'ingrata».

Ed ecco la voce della Guida Interiore
Ecco che, all'improvviso, la voce della mia Guida Interiore si fa sentire: «Cosa attendi? Alla fine di questa fiera, di questo circo chiamato vita umana, veramente l'ora s'avvicina, e poi? Hai fatto il circense per tutta la tua vita, magari da equilibrista, da acrobata o da pagliaccio, ma sei rimasto nel tuo circo, chiuso tutto il tempo, senza minimamente esplorare la tua realtà interiore di cui sei totalmente ignaro.

L'alchimista Ermete Trismegisto, autore della Tavola smeraldina

Come in alto, così in basso!

Come fuori, così dentro!

Come nel macrocosmo, così nel micro!

Allora, tutti i mondi paradisiaci che esistono in frequenze invisibili, e, in quanto tali, irraggiungibili dall'essere umano, almeno fino a quando indossa un corpo fisico, si trovano, in base al su visto assioma, anche all'interno di noi stessi.
Poiché l'interno e l'esterno non esistono, ecco che si rende possibile, per ciascun essere umano, indipendentemente da casta, credo, religione, status sociale ecc., esplorare ed accedere a tali mondi. Poiché non lo si può fare nel macrocosmo, allora lo facciamo nel microcosmo, attraverso la meditazione.

Realtà interiori inimmaginabili
Pensa, verso l'esterno, il sistema nervoso possiede solo i cinque sensi d'azione e cinque di conoscenza, ma, all'interno, il sistema nervoso ha trilioni di recettori, pronti per essere accesi ed utilizzati. Utilizzati a che pro? Al fine di sperimentare realtà interiori inimmaginabili, di poter reggere l'enorme voltaggio creato dal percepire una beatitudine ineffabile. Migliaia e migliaia di recettori nervosi, pronti a reggere la scarica del Prema, l'Amore Supremo, Infinito, Incondizionato, DIVINO.
Che aspetti, dunque?».

Ah ecco, vedo ancora quel ragazzo seduto al tavolino del bar. Sì, è proprio vicino a me. Ha ordinato un krapfen ed un cappuccino. Glieli stanno servendo proprio ora. Ecco il cappuccino fumante ed il krapfen, ancora caldo di forno, con lo zucchero sopra e la crema pasticciera al suo interno. Ne sento il profumo da qui. Incredibile!
Ora sorseggia il cappuccino. Ha messo dentro tre bustine di zucchero, cavolo! Si vede che il caffè è forte. Vedo che lo degusta con voluttà. Il cappuccino gli lascia una striscia di caffè sul labbro superiore e il ragazzo la rimuove leccandosela con gusto. Vedo che quel cappuccino gli piace tanto. Osservo che, ogni volta che ne sorseggia un po', chiude sempre gli occhi. Segno che quella bevanda deve essere proprio buona.
Ma, ecco che, all'improvviso, prende in mano il suo krapfen. Stringendolo, il krapfen rientra leggermente come una brioche calda appena sfornata. Ecco, ora dà il primo morso al krapfen.
È talmente pieno di crema, che ne esce un po' da tutti i lati. Vedo che è estasiato da tanta dolcezza. Ora, riprende la tazza del cappuccino e ne beve un altro sorso. Aspetta, c'è qualcosa che non va! Vedo il suo volto assumere un'espressione quasi di stupore. Ecco che prova una seconda volta a sorseggiare quel cappuccino così dolce, ma la sua espressione è stupita.
Oso porgli una domanda: «Scusa, c'è qualcosa che non va in quel cappuccino? Se vuoi, te ne faccio portare un altro. Il bar è di mio zio!».
«No, no. Ti ringrazio. Sei molto gentile. Non c'è niente che non va. È solo che avevo messo tre bustine di zucchero nel mio cappuccino, perché mi piace molto dolce, ma, dopo aver assaggiato il krapfen di tuo zio, il cappuccino è diventato amaro. Tutto qui».

Le gioie materiali, pur dolcissime, svaniscono
A questo punto, odo chiaramente la voce della mia Guida Interiore che mi fa: «Vedi, le gioie materiali sono come quel cappuccino. Risultano dolcissime, certo, ma solo fino a quando non provi per la prima volta le gioie dello Spirito. Quando ciò accadrà, tutta l'esperienza materiale perderà la sua dolcezza.
Ricordatelo, quando posponi la tua seduta di meditazione quotidiana o quando dovesse mai assalirti il dubbio se valga la pena o no praticare una qualsivoglia sādhanā (in sanscrito, pratica spirituale). Non restare più nella sala d'attesa! Smetti di fare il circense! Non sei stanco di fare l'equilibrista per tutta la vita? Cerchi di mantenere un equilibrio psicofisico, camminando sulla corda sottile chiamata vita umana.
Si tratta di un equilibrio tra l'eterna alternanza di gioie e dolori. In questo modo, non solo la corda sarà in tensione, no! Tutto il tuo sistema nervoso sarà sempre teso, che tu ne sia consapevole o no! Questo è il prezzo da pagare per chi comincia a camminare sul filo teso della vita umana, per giunta senza rete di protezione. Ciò tiene tutti in tensione.
Ora, però, queste stesse parole corrispondono alla tua rete di protezione. Ricorda, quando uno accumula titoli, denaro, proprietà, fama e donne, pensa di stare facendo qualcosa, ma, in realtà, non fa alcunché e, dal punto di vista dello Spirito, è pari ad un pagliaccio.

Pratica, pratica ogni giorno
Orbene, cosa fare rispetto allo Spirito? Pratica, pratica, pratica. Sādhanā, sādhanā, sādhanā.
Sai come s'impasta un krapfen spirituale? Con l'Haṭha Yoga raccogli gli ingredienti per fare un krapfen. Il prāṇāyāma corrisponderà all'azione dell'impastare. La meditazione corrisponderà alla cottura nel forno.
Con la pratica costante sfornerai, così, quel meraviglioso krapfen che corrisponderà all'ānanda (in sanscrito, beatitudine) dello Spirito, raggiunta la quale, poi, non è più possibile soffrire né ammalarsi; non è più possibile essere toccati dagli opposti della dualità; non è più possibile essere preda delle preoccupazioni, dell'ansia o del dolore. Ci sarà solo beatitudine infinita e sempre nuova!
Toccato questo punto, non è più possibile tornare indietro.
Ānanda! Ānanda!! Ānanda!!!

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© copyright 2016 Atmajay – All Rigths Reserved - Il presente articolo fa parte della trilogia di prossima pubblicazione intitolata Il libro blu edito da AIM International Publishing.
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