La mia esperienza di Mindfulness

Un metodo per trovare se stessi

La mia esperienza di Mindfulness

di Alexandra Dendy.

Alexandra Dendy, insegnante di Mindfulness.

La mia esperienza con Mindfulness è cominciata circa 15 anni fa quasi per gioco. Alcune persone mi chiedevano cosa significasse il termine Mindfulness, credendo che, essendo io australiana/inglese, sapessi di cosa si trattava. Ma una cosa è tradurre un termine, un’altra capirne il vero significato. Mi limitai quindi inizialmente a tradurre semplicemente la parola con consapevolezza di sé (consideriamo che fino agli anni ‘80 questa parola nemmeno esisteva nel dizionario inglese), poi iniziai a chiedermi, io per prima, che cosa significasse davvero.
Alcuni anni dopo mi trovai in un periodo in cui tutto intorno a me stava crollando; non riuscivo più a incarnare la figura della mamma perfetta, della compagna perfetta né pensare che “nella vita è tutto meraviglioso”. È da qui che ho iniziato a sentire l’esigenza di qualcosa… anche se ancora non sapevo esattamente di cosa. Così ho deciso di rinchiudermi per 10 giorni in un ritiro di Vipassana. Non si poteva parlare o comunicare con l’esterno, non si poteva scrivere o leggere e ci hanno persino consigliato di consegnare loro tutti gli oggetti personali, documenti compresi. Pur avendo letto attentamente il depliant, non sapevo veramente a cosa stessi andando incontro.

Respirare e osservare...  dieci ore al giorno!

Un momento del corso di Mindfulness.

Così iniziammo il primo giorno: 90 persone sedute ad aspettare i comandi che ci venivano dati. Il primo: “respirate e osservate”. Meditavamo per 10 ore al giorno, con varie pause. Svegliati da un gong alle 4 del mattino, camminavamo, come le formiche, verso la sala di meditazione per “respirare e osservare”. Il comando era semplicemente quello di “osservare” l’aria che ci passava sotto il naso e sopra il labbro superiore, così per 4 giorni!! Continuavo a fare ciò che mi veniva detto senza capire del tutto e senza chiedermi perché lo stessi facendo. Finalmente il terzo giorno, notai come il triangolo che sta tra il naso e il labbro superiore diventasse sensibilissimo; riuscivo a sentire i cambiamenti di temperatura e percepivo l’aria e sembrava che quella fosse la parte più sveglia del mio corpo!

Ascoltare il rumore del silenzio
Dopo i primi 4 giorni ci guidarono ad aprire l’ascolto al viso, successivamente alla testa, e di conseguenza a tutto il resto del corpo. Ed ecco che all’improvviso avevo un corpo pieno di vivacità da “ascoltatore”. Ero molto incuriosita ed era davvero la cosa più interessante che avevo mai provato in vita mia: la mia mente si era letteralmente aperta a un altro mondo e il mio corpo parlava e si muoveva in continuazione pur stando lì seduta. Riuscivo a sentire il sangue che fluiva, i continui cambiamenti, il flusso della vita che mandava segnali senza fermarsi. Come se il mio corpo, all’improvviso, si fosse d’un tratto risvegliato.
Non mi sono mai domandata perché lo stessi facendo, perché stessimo facendo proprio certe azioni o perché mi facessero proprio quello specifico effetto. Semplicemente stavo bene impegnata nell’ascolto, per 10 giorni, 10 ore al giorno. Non mi annoiavo mai! Devo dire pero che ci vuole impegno, costanza e dedicazione… e soprattutto una grande volontà!

E nel frattempo il mondo era cambiato...
Posso dire con certezza che dopo solo 10 giorni, quando sono uscita, il mondo era cambiato! Il rumore mi sembrava diverso e quasi assordante. All’inizio ho fatto quasi fatica a riabituarmi ad esso; anche la mia voce aveva un suono diverso e provocava una vibrazione talmente forte dentro di me che mi ritrovai a sussurrare i primi giorni. I colori, i profumi e le persone erano tutti delle “meraviglie luminose”! Ero distaccata dalle mie emozioni, più consapevole di tutto ciò che accadeva nel mio corpo, delle sensazioni, delle emozione e dei pensieri. Avevo una consapevolezza realistica di tutto ciò che siamo... o almeno di ciò che sono io. E avevo un atteggiamento ben diverso anche nei confronti delle persone: più compassione, gentilezza, pazienza e nessun giudizio!!
Tutto questo è successo circa otto anni fa ma, grazie a questa esperienza, vivo ancora così. Pratico tutti giorni e vivo in ascolto, con una percezione completamente diversa da quella che avevo quando sono entrata per la prima volta in contatto con la meditazione Vipassana. Ho cominciato a trasmettere quello che avevo imparato alle persone che mi stavano intorno, a piccoli passi e loro hanno subito trovato beneficio come me. Poi un bel giorno, dopo che mi sono laureata in psicologia, ricevuto un master in counseling, un diploma di danza terapica, sentivo che mi mancava qualche cosa da poter dare ai miei clienti, studenti, pazienti e conoscenti in genere.

Mindfulness, un metodo e uno stato della mente
Un giorno, mentre mi trovavo in vacanza in Spagna, sono stata invitata a fare un corso per poter insegnare Mindfulness, che mi ha fatto finalmente trovare quello che cercavo. E ho scoperto non solo me stessa, ma anche un modo di donarmi a tutti. Avevo finalmente trovato il metodo impeccabile, creato da Jon Kabat-Zinn, per insegnare Vipassana: cioè Mindfulness, un metodo per chi sta bene e vuole migliorare se stesso e per chi ha bisogno di una mano; insomma, un metodo per tutti!
Adesso ho capito cosa voglio fare “da grande”. Il metodo funziona, è semplice e naturale; è un modo per trovarsi, scoprirsi e avere gli strumenti - che non mancano mai - da usare in qualsiasi situazione che il mondo, a volte minaccioso, punta nella nostra direzione, Tutto quello che bisogna fare è volerlo, praticarlo e aprirsi alla conoscenza del corpo che sa tutto quello che c’è da sapere per stare bene, bisogna solo ascoltarlo e metterei noi stessi nella condizione di farlo.
Per quanto mi riguarda, non mi fermo più. Voglio trasmettere questo meraviglioso dono a più persone possibile... E così cambieremo il mondo! E oggi, quando mi chiedono cos’è Mindfulness, rispondo: «Mindfulness è uno stato della mente, non si spiega e non si conosce; bisogna solo viverlo e quando si vive e si sente, viene incorporato nella nostra consapevolezza e nella nostra vita naturalmente». E così, tutti noi possiamo vivere una vita meravigliosa, concentrati sulle ricchezza infinite del momento presente.