Siamo quello che mangiamo

Prevenire le malattie con l'alimentazione

Siamo quello che mangiamo

di Rocco Berloco. Salute e malattia dipendono anche dalla nostra dieta quotidiana. Qualche suggerimento per un'alimentazione sana. Perché bisogna evitare gli zuccheri

2006. Stima di incidenza del carcinoma al polmone nei maschi fatta in Europa.

Era il 1971 e l’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon dichiarava ufficialmente guerra al cancro. Cosa è successo dopo 46 anni? Nel mondo vengono ufficialmente registrati 14,1 milioni di nuovi casi di tumore all’anno e 8,2 milioni di decessi… Andando ad analizzare questi dati vediamo che solo negli USA si verificano 600 mila morti all’anno, che equivalgono allo schianto di quattro Boeing 747 pieni di passeggeri ogni giorno o alla distruzione delle Torri Gemelle tre volte alla settimana. In Europa sono stati diagnosticati circa 3.442.276 nuovi casi di tumore nel 2016 e in Italia la mortalità media è di 170 mila decessi all’anno che moltiplicato per cinque fa 850 mila. Pensiamo che in Siria c’è una guerra che in 5 anni ha ucciso soltanto 500 mila persone. Le cause di questa strage silenziosa, che si consuma nel chiuso della disperazione di una corsia di ospedale, sono svariate e vanno da un cattivo stile di vita al tabagismo, da traumi emozionali all’inquinamento, dall’obesità ad un’alimentazione sbagliata.

L'acidosi. Tutti i danni di una dieta scorretta
Ma una dieta scorretta non è solo causa di tumore, ma anche di una serie patologie, che sono specifiche del nostro tempo. Stiamo parlando di malattie cardiocircolatorie, diabete, sindrome metabolica, permeabilità intestinale, malattie autoimmuni. Tutte hanno un sottile filo rosso che le unisce: l’infiammazione.

Otto Heinrich Warburg, premio Nobel per la medicina.

Ma allora partiamo dall’inizio e chiediamoci quale è la prima causa di infiammazione? La risposta è scontata e conosciuta ai medici da oltre cento anni, tanto che nel 1931, ad un fisiologo tedesco, fu assegnato il premio Nobel per la Medicina per gli studi sul metabolismo della cel­lula tumorale. La sua tesi era che la mancanza di ossigeno (ipossia) e l’utiliz­zazione da parte delle cellule del glucosio, in condizioni di mancanza di os­sigeno (glicolisi anaerobica), erano alla base della genesi delle cellule neopla­stiche.
Ma cosa produce l’ipossia? L’acidosi. È questa, quindi, la causa ultima di una serie di malattie che noi medici oggi vediamo in crescita e contro le quali stiamo combattendo dal secolo scorso. La nostra alimentazione quotidiana, sempre più acidifi­cante, genera un ristagno di tossine acide nella matrice extracellulare, che il sistema immunitario prova ad eliminare attraverso una risposta in­fiammatoria.
Ma attualmente, invece di eliminare la causa di tale processo infiammatorio che è l’acidosi, interveniamo con dei farmaci che contrastano l’infiammazione, la quale nasce come risposta difensiva del nostro corpo. Quindi se l’acidosi si mantiene nel tempo rimane attiva anche la risposta immunitaria, che diventerà sempre più grave, con espres­sioni degenerative, autoimmunitarie e neoplastiche. Proteine animali, cereali raffinati, dolciumi, caffè, liquori, bibite zuccherate ed ogni sorta di junk food, produrrà un’acidificazione di base che sarà causa di un lento graduale e progressivo decadimento fisico.

L'alimentazione consigliata per stare bene
Acidificanti. I cibi considerati acidificanti sono: carne, pesce, uova, formaggi stagionati (i formaggi freschi sono meno acidificanti), cereali (quelli raffinati sono più acidificanti rispetto a quelli integrali), alcuni legumi, specialmente secchi, i dolcificanti e le bevande dolcificate, caffè, tè, vino, liquori, i dol­ciumi e tutto ciò che è dolcificato.
Alcalinizzanti. Gli ali­menti considerati alcalinizzanti: le verdure (specialmente gli ortaggi consumati crudi), le patate, la frutta fresca e secca (mandorle, noci brasiliane, fichi, datteri, uvetta).
Anche se questa divisione è troppo schematica, possiamo dire che un pasto acidifica se manca di alcalinizzanti. Il metabolismo e la digestione in sé, infatti, già tendono ad essere acidificanti, dunque il rimedio è utiliz­zare maggiormente i soli veri alimenti alcalinizzanti e cioè frutta, verdura e legumi, che tra gli alimenti proteici sono quelli solo lievemente acidi­ficanti, o quelli come la soia, per esempio, lievemente alcalinizzanti; e il rapporto fra cibi alcalinizzanti e cibi acidificanti deve essere intorno a 4 a 1.
Sono da preferire gli alimenti ricchi di sodio, potassio, magnesio e calcio, in quanto questi sono minerali alcalini in grado di riequilibrare il bilancio acido-base dell’organismo. La frutta, però produce acidi “vo­latili”, che vengono eliminati con il respiro, lasciando alla fine della sua metabolizzazione l’effetto alcalinizzante dei suoi sali minerali e vitamine. La sedentarietà assoluta e l’età avanzata, riducono la capacità polmonare di smaltimento degli acidi volatili e quindi è meglio non eccedere se ci si trova in quelle condizioni. Anche gli agrumi, a differenza del loro sapore, non sono da considerarsi alimenti acidificanti, in quanto l’acido ascorbico attraverso una serie di reazioni chimiche all’interno dell’organismo, viene trasformato in un elemento basico.

Tre norme fondamentali
Nel suo libro In Difesa del Cibo, Michael Pollan suggerisce tre norme fondamentali riguardo l’alimentazione.
1) Andiamo a fare la spesa accompagnati dalla bisnonna e tutto quello che lei non riconosce come cibo, non compriamolo.
2) Leggiamo le etichette e se ci sono parole di cui la bisnonna non conosce il significato, parole impossibili da pronunciare o se ci sono più di cinque ingredienti, non compriamolo. 3) Se c’è scritto che è stato aggiunto qualcosa che fa bene alla salute, non compriamolo.
Da alcuni anni si sta volgendo notevole attenzione alle scelte alimentari, ed anche i mass media cominciano sempre più a divulgare un’altra verità, quella che afferma che troppe proteine animali sono dannose; e gradatamente, attraverso gli studi di professionisti di fama internazionale quali il professor Veronesi o il professor Berrino, si incominciano a dare sempre maggiore importanza ad una dieta ricca di vegetali e fibre integrali. Per esempio, secondo Colin Campbell, autore di uno dei più impegnativi studi condotti sul rapporto cancro ed alimentazione, diventato un best seller di fama mondiale con il titolo The China Study, sono soprattutto i cibi di origine animale i fattori che facilitano l’insorgenza di tumori, in quanto un consumo di carne (specialmente quella rossa) che supera il 10% dell’alimentazione quotidiana, aumenta la probabilità di sviluppare neoplasie.

L'enzima dell'immortalità

Il dottor Dean Ornish.

Sulla stessa frequenza d’onda è anche la ricerca del dottor Dean Ornish e della dottoressa Elizabeth Blackburn che hanno scoperto che tre mesi di dieta a base di cibi integrali e di frutta e verdura insieme ad altri cambiamenti salutari, potevano aumentare in modo significativo l’attività della telomerasi, ovvero l’enzima che rende le cellule immortali, aumentando quindi la nostra longevità, come succede in molte parti del mondo, da Okinawa a Loma Linda. Gli abitanti di tutte queste zone sono accomunate da una longevità al di fuori della norma, accompagnata da una qualità di vita ottima, assenza di malattie croniche e rilievi autoptici formati da organi tutto sommato sani. Uno dei loro segreti è un’alimentazione frugale e vegetale, che si riassume in tre regole fondamentali:
1) nuchi gusui: “cibo medicina”;
2) hara hachi bu: “saziarsi all’80 per cento”;
3) kuten gwa: "porzioni piccole”.

Obesità, una pandemia universale
Un'alimentazione sicuramente molto lontana dalla dieta occidentale è quella formato fast food a base di carne e zucchero: e proprio la presenza di zucchero in forma occulta è la vera causa di quella che ormai è una pandemia che sta colpendo l’intero pianeta, ovvero l’obesità. Basti pensare che con una bibita da duecento millilitri, a base di arancia, di limone o di cola (parlo dei marchi universalmente conosciuti e più famosi) noi ingeriamo più di cinque cucchiaini di zucchero, che corrispondono a trenta grammi. Trenta grammi di zucchero in pochi minuti! Non bisogna dimenticare che l’obesità ed il sovrappeso sono fattori di rischio universalmente riconosciuti per una serie di patologie che spaziano dalle cardiopatie al diabete, dall’ictus all’ipertensione.
È ormai accertato che chi è obeso da bambino lo sarà anche da adulto. The Lancet brutalmente dà cifre che fanno impressione, affermando che nel mondo ci sono 2,1 miliardi di persone sovrappeso, di cui 671 milioni sono obesi. Di questi più della metà vivono in soli dieci paesi del mondo. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti con 86,9 milioni di persone obese. Trent’anni fa nessuno stato superava la soglia del 15%. Oggi sono ben 20 quelli che ne contano più del doppio. Mississippi e Virginia gli stati più obesi: 35,1% della popolazione, Colorado quello più “in forma” con solo il 21.3%. E ciò che più preoccupa sono le cifre che riguardano i bambini, in quanto 1 bambino bianco su 12 è obeso, 1 su 9 tra i neri e 1 su 6 tra gli ispanici, per un totale di dodici milioni di bambini che richiedono interventi sanitari.

Fame di zucchero
Che cosa succede quando mangiamo un pasto ricco di zucchero? Il pancreas produce insulina, la quale permette allo zucchero di entrare nelle cellule; ma se l’apporto di zucchero è stato massivo, il pancreas è costretto a produrre molta insulina, la quale finisce col causare uno stato di ipoglicemia; e qui si determina il paradosso che, a parte i disturbi compulsivi, più zucchero si mangia, più viene fame di zucchero!
Uno studio dell’Oregon Research Institute e pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition ha riportato il referto della risonanza magnetica funzionale di cento volontari cui era stato offerto un frappè al cioccolato fatto con differenti concentrazioni di grassi e zuccheri. Ed erano proprio questi ultimi più che i grassi a determinare segnali di dipendenza!
Altri studi confermano la dipendenza indotta da zucchero: infatti in Florida i ricercatori hanno condizionato i ratti inducendoli ad aspettarsi una scossa elettrica quando mangiano una torta al formaggio, ma questo non li trattiene dal divorarla, mentre a Princeton gli scienziati hanno scoperto che i ratti privati di una dieta zuccherina mostrano inequivocabili segni di astinenza. Fino ad arrivare ad un incredibile studio francese pubblicato nel 2007, che afferma che le cavie, potendo scegliere tra la cocaina e lo zucchero, sceglievano quest’ultimo, anche nei casi in cui fosse stata già instaurata una dipendenza da stupefacente! Pensiamoci quando diamo le varie merendine ai nostri figli, i quali arrivano a metà mattinata distratti, svogliati, stanchi: è l’“ipoglicemia da zucchero”.

Invecchiare prima... grazie ai dolci

Bari. Il dr Rocco Berloco, medico olistico, autore di questo articolo.

Senza aggiungere che quei tipi di prodotto sono anche molto più calorici, con più proteine e più grassi saturi rispetto ad un sacchetto di frutta secca a guscio che contiene anche meno della metà di zucchero. Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha indagato sulle reazioni ad alti livelli di zucchero nel sangue di 249 volontari per quattro anni, evidenziando che tale apporto nutrizionale determinava restringimenti dell’amigdala e dell’ippocampo, a livello cerebrale: stiamo parlando di aree associate alla memoria e alle funzioni cognitive. Un recentissimo studio olandese del Leden University Medical Center, condotto su seicento persone, ha dimostrato che lo zucchero è responsabile di un invecchiamento precoce, secondo i ricercatori per la precisione ogni 180 grammi equivalgono a cinque mesi in più. Questo perché sembra che quando il nostro corpo scompone lo zucchero, rallenti anche la produzione di collagene ed elastina, le componenti che conferiscono luminosità ed elasticità alla pelle. In conclusione possiamo affermare che con l’assunzione degli zuccheri semplici ad alto indice glicemico si verifica un immediato picco nella quantità di insulina prodotta dal pancreas. Tutto ciò determina un repentino abbassamento della glicemia, con comparsa di voglia di dolce e stimolo della fame, e l’inizio di un terribile circolo vizioso. Pensiamoci quando saremo davanti ad una zuccheriera!

Per saperne di più:
Il sito del dr. Berloco: http://www.roccoberloco.it/