Spiritualità in azienda

Un cambio epocale a livello aziendale

Spiritualità in azienda

di Laura Teruzzi. È nato un nuovo modello di azienda spirituale, più attenta alle necessità dei dipendenti, consapevole del valore del singolo

Snelle, efficienti, competitive le aziende cercano oggi collaboratori flessibili, determinati, motivati, che possano sostenere un cambiamento veloce e dinamico del mercato. Oggi più che mai molte aziende sono spirituali, perché senza questo ingrediente non sarebbero in grado di appoggiarsi sulla forza dei loro dipendenti che costituiscono un valore imprescindibile.

Il campo quantico in azienda
Ma cosa si intende col termine spiritualità? E come si applica in azienda? Per quale motivo oggi non se ne può fare a meno per vincere sul mercato? La spiritualità, termine che riguarda a grandi linee tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, ha svariate accezioni ed interpretazioni. Il suo significato più semplice è il concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia tragga vita, intelligenza o almeno lo scopo di esistere. E se la materia trae vita dallo spirito, da questa energia che esiste nelle persone, si può facilmente dedurre che senza questa energia le aziende sono solo contenitori vuoti. L'energia delle persone crea un vero e proprio "campo quantico" che è l'essenza stessa dell'azienda.
Ed è proprio sul concetto di campo quantico che alcune aziende hanno investito, come ci racconta Elisa Conti, della People Developement Manager di "ST Microelectronics": «Siamo immersi in un biocampo, un campo morfovitale che ci influenza reciprocamente ed è la positività di questo campo e la sua dinamicità che ci permette di far emergere quei valori aziendali che ci servono perché l'azienda possa avere successo". Per Elisa Conti la spiritualità è un concetto molto ampio, riguarda la relazione dell'essere umano con se stesso e la relazione con l'altro da sè, che è dentro di sè.

Elisa Conti, della People Developement Manager di "ST Microelectronics".

Esiste qualcosa di sacro, di misterico a cui tutti siamo collegati, qualcosa che ci attrae ma è nel contempo così forte che non lo puoi contenere. Questo qualcosa che potremmo chiamare energia si sente anche dentro l'azienda, potremmo dire che è l'azienda stessa. Per questo motivo "ST Microelectronics" sta facendo da diversi anni supporto alle persone, non formazione tradizionale, ma supporto allo sviluppo sia personale che professionale delle singole persone. Anche la formazione manageriale è strutturata in termini di un percorso di apprendimento: accanto alla formazione d'aula ci sono momenti di supporto alla persona con momenti di coaching, mentoring, counceling e supporto energetico come il metodo Maria Rosa Fimmanò. È necessario creare un substrato comune tra capi e collaboratori che si crea lavorando su aspetti relazionali, energetici e del benessere.

L'azienda come essere vivente
Dello stesso parere Guido Stratta, Responsabile HR Developement di Enel che sottolinea come lo sviluppo personale del singolo sia elemento fondamentale per l'azienda. «L'energia di ogni singola persona ci permette di creare un gruppo che moltiplica le energie del singolo».

Guido Stratta, Responsabile HR Developement di Enel.

L'azienda è l'espressione di singoli talenti che vengono potenziati ed amplificati dal benessere che l'organizzazione riesce a trasmettere. Seguendo la filosofia della totalità di Hegel, si può affermare che materia e spirito non sono divisi, dunque la spiritualità è in tutte le cose, abbiamo un pezzo di assoluto dentro di noi. Si percepisce che l'azienda è un vero e proprio essere vivente che ha bisogno di energia per poter avere successo. Secondo la fisica quantistica l'azienda ha un proprio "Campo quantico".
Ma cos'è esattamente un "campo quantico"? È l'energia che ognuno di noi emana, la vibrazione che viene emessa da una persona o da un oggetto. Se ne deduce che l'azienda è un insieme di campi quantici, di energie, di persone che portano in giro un'essenza, una spiritualità, un modo di essere dentro e fuori dall'azienda. È in questo modo che al di fuori si percepisce il valore del brand che ne determina la forza sul mercato. Se la persona non è in equilibrio porta un campo non propriamente positivo che potenzialmente può influenzare altre persone. Così se la persona è in equilibrio e porta una buona energia può influenzare positivamente il gruppo.

Un'azienda che coniuga lavoro e beneficienza
Alberto Beltrame, imprenditore attivo nel settore siderurgico, immobiliare ed energetico trova che la spiritualità fine a se stessa sia inutile, si deve esprimere in un senso pratico, in un senso di empatia. Proprio per questo ha creato la prima azienda in Italia che coniuga l'idea di lavoro e beneficenza. Nella vita di Alberto ci sono due capisaldi: il primo è il senso di equità dettato dall'empatia, deve vedere le ingiustizie per poterle cambiare; il secondo è la convinzione che ogni essere vivente - lavoratori, bambini, anziani - meriti di vivere una vita dignitosa, per cui è importante che la spiritualità sia pratica, non meditare in cima ad una montagna ma portare la propria azione in mezzo alle persone, reagire alle ingiustizie cercando una soluzione.

Alberto Beltrame, fondatore di Aruke, che devolve il fatturato in beneficienza.

Per poter essere "persone agenti" è fondamentale sviluppare un proprio aspetto intimo, spirituale, di consapevolezza di sè. Lui lo ha fatto creando Aruke, una società che devolve tutto il ricavato in beneficenza, la prima in Italia nata su un nuovo modello di economia. I due soci di Aruke hanno deciso di fondere il concetto di Business con i valori della solidarietà. Proprio da questo presupposto è nato il nome Aruke: dall'unione delle parole Terra (Arura) e Cuore (Ker) in greco antico. Seguendo questo concetto si è scelto il logo, l'alfa, simbolo di inizio... l'inizio di un nuovo modo di intendere e fare impresa. La mission di Aruke è l'organizzazione di eventi culturali, sportivi e ricreativi che abbiano come fine non solo quello di generare ricchezza, bensì di donare parte della ricchezza ottenuta. ARUKE è, di fatto, la prima Srl di beneficenza in Italia!

La contaminazione del benessere
La sfida è quella di seminare benessere. Come ci racconta Elisa Conti, «STM crede nella "contaminazione" del benessere. Sviluppando piccoli gruppi che si dedicano a far crescere i loro talenti e la loro energia, si possono poi riprodurre queste best practices per "contaminare", influenzare positivamente l'azienda».
Si è sempre parlato di valorizzazione del potenziale umano e molte società di formazione lavorano sui talenti delle persone, nessuna però ha mai lavorato sul "campo quantico" dell'azienda. Oggi esistono metodi che ci permettono di misurare questa energia e di potenziarla facendo sì che in azienda ci sia armonia e che i processi possano fluire e portare produttività. Spesso agiamo sulla tecnologia per migliorare un processo quando invece sono poi le persone ad utilizzare questa tecnologia, a dare valore aggiunto al lavoro quotidiano.

Uno sportello di positività
Guido Stratta racconta come in Enel si ponga attenzione alle persone e al loro sviluppo implementando progetti innovativi su scala nazionale ed anche internazionale. «L'energia è tensione al futuro», afferma «è correre per qualcosa oltre da sè, è sceglire la strada giusta nelle miriadi di opzioni che la vita ci offre». Uno dei progetti proposti in Enel è quello di realizzare uno sportello di positività, un corner del benessere all'interno dell'azienda dove i dipendenti possono scegliere tra diverse discipline quella che più è vicino alle proprie inclinazioni per potersi ricaricare ed essere supportati a raggiungere i loro obiettivi sia personali che aziendali. Sono previsti anche corsi per il management, che sempre di più necessita di sviluppare empatia con il proprio team e scegliere la direzione giusta per l'azienda.
Anche Alberto Beltrame dichiara di essere molto vicino ai dipendenti, di vivere questo rapporto in modo semplice e spontaneo, interessandosi di loro e non facendo mancare mai un sorriso, una parola. Porta avanti nell'azienda i suoi valori interiori, quelli di non accettare l'inganno, non alzare la voce, trasmettere tranquillità in modo che gli altri possano emularlo. Tende più a premiare i dipendenti piuttosto che castigarli perché è convinto che rende di più premiare che castigare. Segue un concetto gandhiano dell'esistenza, ci sono numerosi aspetti nella vita e nelle aziende che non vanno nella giusta direzione ma si può cambiare. È fondamentale che la persona si senta gratificata e supportata se invece incontra dei problemi.

Un nuovo modello di azienda
Sembra che stia nascendo un nuovo modello di azienda, un'azienda più attenta alle necessità dei dipendenti, consapevole del valore del singolo, forse possiamo dire un'azienda più spirituale. Tale cambiamento si evince anche nell'attenzione data al Welfare aziendale.
Cresce la consapevolezza che il benessere dei dipendenti ha un ruolo cruciale nello sviluppo di un'attività lavorativa di successo e di conseguenza cresce l'attenzione al welfare aziendale da parte delle imprese. È quanto emerge dal 'Rapporto 2017 - welfare index piccole-medie imprese', promosso da Generali Italia, con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessionisti, che per il secondo anno ha analizzato il livello di welfare in 3.422 piccole-medie imprese italiane attraverso il monitoraggio delle iniziative delle imprese in dodici aree, ovvero sanità integrativa, previdenza integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico, formazione, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità.

Spiritualità e benessere
Spiritualità si collega dunque a benessere. Sì, perché un benessere fisico, emotivo e mentale permette di realizzarsi di esprimere i propri talenti di portare la nostra missione nel mondo nell'azienda e nella famiglia. Senza benessere, senza energia tanti tasselli vengono a mancare e i benefici diminuiscono, per il singolo e nell'azienda.
Ci auguriamo che esistano sempre più imprenditori e manager consapevoli che possono trascinare verso la consapevolezza altri individui. Come afferma Elisa Conti, esistono persone che fanno da bridge tra gruppi di persone che sono sintonizzati su alcune frequenze e altre che sono sintonizzate su un altro livello.
Queste persone sono di valore per l'azienda perché permettono di far fare a tutti un salto quantico, un cambiamento verso i valori desiderati duraturo nel tempo.
Tutto ciò che è legato alla fisica quantistica, al benessere dell'individuo e dell'azienda non è mentale, è energetico, intuitivo, empatico, proprio come deve essere il manager che disegna la direzione dell'azienda.
Mente e corpo non sono divisi, come spesso ci ha fatto credere la cultura occidentale, dove molte imprese sono ancora gestite solo con la mente. È solo con questa nuova consapevolezza che le aziende avranno successo e seguendo una visione olistica dell'individuo fatto di mente, corpo e anima potranno dare una vera anima anche alla loro azienda, un valore non dettato dall'alto, dalla direzione che viene calato sui dipendenti ma un valore che cresce dal basso, da ogni singola persona, da ogni singola cellula dell'azienda.
È in questo modo che l'azienda comunica la sua integrità, la sua eticità.

Un modello femminile di valori
Potremmo affermare che questo nuovo modello di azienda è improntato più su un modello femminile di valori che maschile, più sull'integrazione, sull'empatia e sull'intuito che su una disciplina militaresca che ancora oggi rappresenta il modello di numerose imprese. L'azienda quantica allora è donna? Sì lo è, non nel senso che è diretta da donne, ma che ingloba al suo interno peculiarità sia maschili che femminili, un approccio integrato che partendo dalle relazioni umane, dal rispetto e dall'etica permetta di raggiungere risultati economici sorprendenti dando valore alla società intera.
Certo questo presuppone un percorso di sviluppo personale di ogni singola persona e chiede di superare il profitto personale a favore del profitto del gruppo. Come dice Guido Stratta: «È necessario superare l'egoismo latino, che porta successo a scapito degli altri, per restituire valore al gruppo, ad un contesto, ad una situazione che a sua volta arricchisce il singolo e l'azienda». Anche i processi aziendali dovrebbero seguire questa logica definendo piani di crescita, riformulando i premi di produzione, non mettendo in competizione le persone ma in collaborazione.
È dunque fondamentale coniugare profitability con benessere personale. Siamo all'inizio di una nuova era dove gli imprenditori si stanno rendendo conto che la vecchia gestione tradizionale non funziona più e per avere un futuro nel mercato è fondamentale passare a valorizzare il "campo quantico dell'azienda".
Voglio ringraziare Elisa, Guido e Alberto che si sono resi disponibili all'intervista al fine di divulgare un nuovo modo di fare azienda e di "essere" in azienda, che io ho sempre sostenuto quando lavoravo come dipendente e che sostengo tuttora come imprenditore, dedicando il mio tempo e la mia missione nella vita a far sì che la società migliori anche attraverso un'azienda ed un'economia etica. Mi auguro saremo sempre di più a far parte di questo "campo quantico" trascinante verso un futuro radioso e brillante per tutti.