Oltre la vita, oltre la morte

Il nuovo libro di Manuela Pompas

Oltre la vita, oltre la morte

In anteprima l'introduzione dell'ultimo libro di Manuela Pompas, che affronta un tema difficile e delicato, la vita dopo la morte, in uscita in questi giorni.

In questi ultimi anni si stanno moltiplicando in Italia (e non solo) i convegni dedicati soprattutto ai genitori che hanno perso i loro figli e che ovviamente non trovano pace. L’intento di questo libro è quello di fornire qualche strumento non solo per consolare, ma principalmente per affrontare ed elaborare questo terribile lutto (e in ogni caso ogni altra perdita) grazie all’intervento di medici, psicologi, psicoterapeuti, ma anche medium e sensitivi in grado di “vedere” e soprattutto di comunicare con le anime di chi ci ha lasciato.
Mi ricordo la prima volta che assistetti a una comunicazione medianica fatta in pubblico dalla medium inglese Sue Rowlands, al convegno organizzato a Taranto da Gemma Cometti. In piedi sul palco, Sue era lucida ma concentrata; dopo aver chiesto il silenzio incominciò a parlare. «C’è qui un ragazzo che si chiama Francesco e credo che entrambi i suoi genitori siano seduti nelle prime otto file. Aveva diciassette anni e ha lasciato il corpo per un incidente in motorino.» In questi casi la medium chiede a chi si identifica di alzarsi in piedi e di rimanerci finché riconosce tutti i dati forniti, in modo da individuare la persona giusta. Quindi Sue fornì altri elementi precisi, per esempio il tazebao appeso nella camera da letto del ragazzo, il liceo che frequentava, il nome della sua ragazza, tanto da rendere assolutamente certo il riconoscimento. A questo punto seguì il messaggio del ragazzo, rivolto soprattutto al padre, che fino a quel momento non credeva nella vita dopo la vita e che era seduto in lacrime. «Non piangete», disse ancora. «Il vostro pianto rende più difficile il cammino in questa dimensione. Qui tutto è gioia e luce e noi siamo più vivi di voi!». Un messaggio frequente in quasi tutte le comunicazioni di quelli che qui consideriamo defunti e che invece sono tornati a casa, nella casa del Padre: «Siamo vivi e stiamo bene». E ancora: «Non piangete, noi siamo sempre vicini a voi».

Un cambio epocale?
Si stanno moltiplicando in tutto il mondo gli studi dei medici sulla NDE (Near Death Experience, o premorte), cioè le esperienze di chi ha avuto un arresto cardiaco o un ictus e che, dopo un periodo di coma profondo, ritorna allo stato vigile raccontando non solo il viaggio attraverso il tunnel fino alla luce, ma anche che cosa è successo al corpo – per esempio, riferendo i discorsi dei medici su ciò che è stato fatto in sala operatoria, fatto che, da un punto di vista clinico, è... impossibile.
Ancor più dei viaggi astrali, il coma lucido è una “prova a sostegno” (come la chiama Ian Stevenson) che esiste la sopravvivenza dell’anima (o, se preferite, della coscienza) dopo la morte del corpo fisico. Spesso gli studiosi affrontano quest’argomento dopo un’esperienza personale che ha cambiato le loro credenze materialistiche, come è accaduto per esempio all’americano Eben Alexander o all’olandese Pim Van Lommel o ancora a Brian Weiss quando, mettendo in ipnosi una paziente, questa andò in trance medianica, parlandogli del figlio che nessuno sapeva avesse perduto.
Fino a qualche decennio fa le persone che raccontavano della loro morte e del loro ritorno non venivano prese sul serio (i medici attribuivano le loro visioni all’anossia, ovvero le consideravano allucinazioni dovute alla mancanza di ossigeno nel cervello), mentre oggi i medici propongono interpretazioni più consone, ponendosi degli interrogativi sulla vita dopo la vita, sull’esistenza di un quid intelligente che la religione ha chiamato anima e la psicologia transpersonale Coscienza superiore (quindi non vista come prodotto del cervello). E insieme alla NDE, c’è chi studia anche nelle università (non in Italia) altri fenomeni di frontiera, come la reincarnazione, i viaggi fuori dal corpo, le comunicazioni medianiche. Siamo dunque a un cambio di paradigma della coscienza, che apre nuove (vecchissime, per la verità) pro-spettive, in grado di aiutare non solo i credenti di una religione, ma tutte le persone che si pongono domande.

Perché ho scritto questo libro
(...) È stata proprio questa passione che mi ha portato a indagare nel mondo del mistero, che era già inconsapevolmente dentro di me fin da bambina, per cercare di rispondere a quelle eterne domande che mi ponevo già da ragazzina: chi siamo, da dove veniamo e dove andremo. Allora, guardavo le stelle, che sentivo essere la manifestazione divina, e chiedevo risposte. Poi parallelamente alle inchieste giornalistiche sono venuti i libri, che ho scritto seguendo tre filoni: i poteri della mente, la reincarnazione (che mi ha portato a prendere un attestato di ipnosi e a praticare la regressione nelle vite passate) e la vita dopo la vita.
In questi anni di ricerca, io le mie risposte le ho trovate. Non certo in assoluto, ma sicuramente alle mie domande. Ho sperimentato i viaggi nelle vite passate e anche quelli nell’aldilà, oltre a un’esperienza molto simile a quella della NDE, ma in stato di coscienza, in meditazione profonda.
E questa ricerca mi ha condotto a questo libro. La spinta che mi ha portato a scriverlo è legata a più motivi. Anzitutto volevo riprendere l’idea su cui avevo basato altri libri su questa tematica, l’ultimo dei quali è stato Esiste l’aldilà?, esaurito e mai più ripubblicato, di cui questo volume è un’estensione (si sa, per gli autori i libri sono come figli, che vorrebbero veder crescere, rimanendo sempre attuali). Inoltre, volevo aggiungere un altro libro (ne ho scritti venti) da lasciare a mio figlio come eredità spirituale, perché si ricordi di sua madre non solo da un punto di vista affettivo, ma anche per la strada che ho percorso, che potrebbe servire anche a lui come esempio. Infine, vorrei divulgare un’espe- rienza molto particolare e poco sperimentata dalla psicologia ufficiale, maturata con il mio lavoro di regressione ipnotica nelle vite passate e con le mie esperienze personali di contat- to con il trascendente. In questi ultimi anni, infatti, non solo ho fatto riemergere nelle persone che si rivolgevano a me le memorie delle loro esistenze precedenti, ma ho spinto la mia ricerca oltre, facendo rivivere anche il momento del trapasso e la vita nell’aldilà, tra la morte e la rinascita: il materiale raccolto è molto interessante e si ricollega in qualche modo alle esperienze di premorte e alle conoscenze esoteriche.
Bene, chi affronta questi viaggi oltre lo spazio–tempo scopre che la morte non esiste e, non essendo affatto un’esperienza traumatica ma solo un passaggio di dimensioni, non ne ha più paura. Ed ecco che la vita, per chi accoglie la morte e con essa la certezza della sopravvivenza, assume un altro colore, diventa un cammino più facile e gioioso, dove non esiste più nessun problema che non possa essere risolto, nessun timore che non possa essere fugato, nessun dolore che non possa essere placato. Per raggiungere questo basterebbe la fede: ma per maturare le proprie certezze spesso si ha bisogno di verificare personalmente le teorie e le esperienze che altri raccontano. Del resto un tempo, a questo scopo, vi erano le scuole iniziatiche, che permettevno di accedere ai misteri, primo fra tutti quello del mondo dell’invisibile e della sopravvivenza. Oggi questo percorso si è allargato: grazie a una maggiore coscienza spirituale, esso è accessibile a tutti coloro che cercano. E a volte le risposte giungono improvvise e inaspettate, quando ci si cala dentro di sé, nel profondo, durante una meditazione o un esercizio di respirazione (come avviene per esempio nel rebirthing o nella respirazione olotropica di Grof).
Vita e morte non sono esperienze separate, ma fanno parte di un ciclo che si ripete all’infinito finché non usciamo dalla catena delle esistenze per conquistare finalmente la vita dello spirito, che tuttavia non è raggiungibile solo nell’aldilà, alla fine dei tempi, ma anche qui e ora da coloro che imparano ad ascoltare e a seguire la sua voce.

Titolo: Oltre la vita, oltre la morte
Autore: Manuela Pompas
Casa Editrice: Tecniche Nuove