All’Arena, drammi al femminile

Tosca con Cavaradossi e, a sin., con Scarpia.

di Manuela Pompas. All’Arena di Verona, un’opera appassionante, “Tosca” di Puccini, con uno straordinario Cavaradossi.

Purtroppo quest’anno sono stata a Verona, a vedere la Tosca di Puccini (che avrà ancora una rappresentazione, il 29 agosto) un po’ in ritardo, a fine stagione, perdendoni le altre opere in cartellone, tra cui – mi hanno detto – uno strepitoso Nabucco e una ottima Butterfly, purtroppo interrotta più volte dalla pioggia. Ma l’opera sotto le stelle, in questa cornice magica che è l’Arena, è un appuntamento al quale non si può mancare. Personalmente mi ero fatta un’idea (sbagliata) che la protagonista fosse poco più che una prostituta. Invece Floria Tosca è, sì una cantante famosa, ma è una donna pia, devota, piena di slanci, di ardore, di generosità; e innamorata del pittore Mario Cavaradossi, di cui è pazzamente gelosa. Cavaradossi nasconde nella chiesa dove sta dipingendo un suo amico rivoluzionario, Cesare Angelotti, scappato dalla prigione di castel Sant’Angelo.  E Tosca, che sopraggiunge inaspettata, per i bisbigli uditi teme che il suo amante nasconda la donna che ha dipinto, la marchesa Attavanti, sorella del fuggiasco. E sarà la sua gelosia a perderli entrambi, dato che cadrà nel tranello che le tende il perfido Scarpia, capo della polizia, che la vuole a tutti i costi e che lei alla fine ucciderà.
Superba l’interpretazione di un appassionato Cavaradossi, il tenore lettone Aleksandrs Antonenk, dalla voce potente e più volte applaudito a scena aperta, così come anche la soprano spagnola Ainhoa Arteta, molto brava, ma la cui voce forse è più adatta a un teatro più raccolto, più intimo.
Da citare, Antonino Fogliani, direttore d’orchestra: un’orchestra che ha saputo far vibrare tanto le note dolci di un romantico Puccini, quanto quelle drammatiche. Regista Hugo de Ana, che ha curato anche scene, costumi e luci, puntando su una teatralità di tipo cinematografico, che sapesse trasmettere la psicologia dei personaggi e cogliere in maniera profonda le loro intenzioni drammatiche.

Donne che amano troppo
E anche quest’anno, le eroine comparse sul palcoscenico dell’Arena sono tutte donne appassionate, ma dagli amori tragici. In Aida le donne disperatamente innamorate sono due: Aida la schiava etiope che in segreto ama riamata il capitano delle guardie Radames (moriranno insieme, sepolti vivi in una tomba) e Amneris, figlia del faraone, anche lei innamorata di Radames – a cui è promessa sposa – che tenterà invano di salvare dalla morte. l’opera di Verdi sarà rappresentata ancora domenica 27, con Hui He (Aida), Hovhannes Ayvazyan (Radames) e Anastasia Boldyreva (Amneris).
Altra protagonista femminile molto amata dal pubblico operistico, madama Butterfly, di Puccini (foto a destra). La trama è più che nota: Cio-Cio-San, chiamata madama Butterfly, aspetta ansiosamente da tre anni il tenente Pinkerton, con cui si è sposata con un matrimonio in realtà non valido e da cui ha avuto un figlio. E quando lui arriva con la moglie americana, per la disperazione si uccide con un harakiri.

 

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.