Quando a guarire sono gli spiriti

La storia di João de Deus

Quando a guarire sono gli spiriti

di Mauro Villone. La storia di uno dei più grandi guaritori brasiliani, nato con il dono della medianità: attraverso di lui ogni giorno numerose entità intervengono per risolvere malattie anche gravissime.

Mi rendo perfettamente conto di come questa storia sia del tutto incredibile e con episodi letteralmente assurdi da sembrare inventati, ma ciò che scrivo, la storia di João de Deus (foto a destra), è la verità.

Un medium nato
João Teixeira de Faria nasce il 24 giugno 1942 a Cachoeira da Fumaça nel Goias, centro del Brasile, in una famiglia così povera da non potergli permettere di andare oltre la seconda elementare. Comincerà così a lavorare fin da bambino, facendo letteralmente di tutto, vagando di villaggio in villaggio, come moltissimi altri bambini brasiliani dell’epoca e, ahimè, anche di oggi. Ma João ha un dono e lo scoprirà molto presto. Ancora adolescente, sulla riva di un fiume gli appare lo spirito di una donna che lo invita a recarsi in un centro Spirita lì vicino. João segue le indicazioni dello spirito e si reca al centro, bussa alla porta. E poi non ricorda più nulla. Si risveglia dopo tre ore circondato da un gruppo attonito di persone: lui non sa cosa gli sia accaduto. Gli spiegano che ha curato e guarito alcune persone, dicendo di essere lo spirito di Re Salomone. L’episodio si ripete diverse volte.

Chico Xavier.

Da qui comincia la sua storia di medium. Il direttore del centro lo aiuta a cercare di capire, avvicinandolo alle teorie spiritiste di Allan Kardec, ricercatore dell’'800 molto noto in Brasile. Da allora João procede su questa strada e, già giovanissimo, diventa un curandero fortissimo, conosciuto da tutti in Brasile. Entra in contatto con Chico Xavier, altro medium brasiliano famosissimo, che lo aiuterà in questo difficilissimo cammino, consigliandogli anche di aprire un suo centro di cura nel villaggio di Abadiania nel Goias, a centoventi chilometri dalla capitale Brasilia.

João, un "canale" per 30 spiriti
Io l’ho incontrato qui, insieme ad altre migliaia di persone che vanno in pellegrinaggio da lui dal mercoledì al venerdì. Ho pensato di avvicinarlo privatamente per un’intervista, che non è facile ottenere, ma tutto sommato non vedo cosa potrebbe aggiungere alla quantità di materiale che ormai circola sul suo conto. È stato anche oggetto di una serie di speciali televisivi negli Stati Uniti realizzati da Oprah Winfrey, la famosissima anchorwoman, che è stata per diversi giorni sua ospite ad Abadiania. Ormai, conosciuto soprattutto come João de Deus, è famoso in tutto il mondo e, al di fuori del Brasile, soprattutto nei paesi anglosassoni e in Francia. Ma afferma di non aver mai effettuato nessuna guarigione, è Dio a farlo e lui solo uno strumento.

Sant'Ignazio di Loyola, un'entità canalizzata da Joao.

Nel corso degli anni João ha cominciato a incorporare numerosi altri spiriti, che oggi sono più di trenta, tra cui molti medici brasiliani o europei defunti e, soprattutto, Sant’Ignazio di Loyola. Mi rendo conto che raccontato così sembri pazzesco, ma tant’è.
João de Deus oggi ha 77 anni e non si risparmia di sicuro. Le incorporazioni avvengono tutt’ora, quotidianamente, con sempre le stesse modalità. Lui perde totalmente coscienza e non sa nemmeno quale sia lo spirito che prende possesso del suo corpo. Sono gli stessi spiriti a presentarsi, ognuno con la sua voce, le proprie modalità, il proprio carattere. Quando il corpo del medium è posseduto da uno spirito cura le persone, a decine, ma coadiuvato da tutta una compagine di altri spiriti - che loro chiamano “falange” - che lo sostengono. Gli interventi avvengono sia sul piano spirituale che fisico. Tutti i giorni alcuni casi più gravi vengono curati con interventi proprio sul corpo fisico dei malati, con le mani, coltelli da cucina, forbici, senza anestesia.

Durante le guarigioni, in trance anche i malati
Assistere a uno di questi interventi è letteralmente sconvolgente. I malati cadono in una sorta di trance e sono coscienti, ma non sentono dolore, nonostante i tagli e l’inserimento di forbici e altri oggetti nel naso e negli occhi. Il tutto avviene sotto lo sguardo vigile delle centinaia di persone che, tutti i giorni affollano la Casa de Dom Ignacio (così è stato battezzato il luogo, da Ignazio di Loyola). Il punto fondamentale è che le guarigioni avvengono continuamente, a decine e decine, talvolta immediate, talvolta dopo periodi più o meno brevi o lunghi. Tutti i giorni scompaiono tumori, persone che arrivano con le stampelle riprendono a camminare nonostante la spina dorsale gravemente compromessa, depressi cronici riacquistano la gioia di vivere. Ma ciò che è straordinario è l’atmosfera generale del luogo, che è aperto a tutti e vi si può entrare a piacere, senza nessun controllo. Vengono qui persone da tutto il mondo, di tutte le culture e le religioni, anche atei e scettici che, regolarmente, se ne vanno trasformati. Medici e ricercatori molto scettici americani e di altri paesi vengono ogni tanto in visita pieni della loro sicumera e se ne vanno radicalmente cambiati nelle loro convinzioni, talvolta guariti da patologie che sapevano o non sapevano di avere.

Ogni giorno centinaia di persone, curiosi e malati terminali
Alla casa si accede da un cancello che dà andito a un grande cortile, a sinistra c’è un bar e a destra la casa, costituita da due grandissime sale, davanti alla quale si trova una veranda enorme, piena di sedie. Nel tempo la struttura si è ampliata e oggi vi si trovano anche un giardino con una vista spettacolare, alcune sale con all’interno documentazione disponibile a tutti, come foto e oggetti, bagni pulitissimi e diversi luoghi dove ci si può raccogliere in preghiera e meditazione. Ci sono anche una farmacia che vende rimedi erboristici e acqua fluidificata, alcune salette dove si può beneficiare del “bagno di cristalli”, un negozio che vende libri, cristalli e altri accessori.
Nella veranda si assiepano centinaia di persone e ci sono conferenze continue di assistenti e volontari che incoraggiano e motivano le persone a continuare a credere nonostante tutto. Tra la gente si trova di tutto, dai ricercatori spirituali ai curiosi, dai malati gravi ai terminali di cancro, da gente in sedia rotelle a bambini con patologie rare.
Dentro le sale, dove si trova il medium in trance davanti al quale passano a migliaia i pellegrini, ci sono decine di banchi di chiesa dove si siedono decine di partecipanti a meditazioni plenarie provenienti da tutto il mondo, che sostengono João e altre decine di medium coadiuvanti, per creare l’altissima energia necessaria alle operazioni. Io stesso ho partecipato tre volte alle meditazioni profonde di 4/5 ore, dove si partecipa con gli occhi bendati, senza potersi alzare. Sono andato letteralmente in orbita. Uno stato di trance vigile nella quale non si dorme, ma si percepisce un altro mondo popolato da centinaia di spiriti e pervaso di energie altissime. L’atmosfera generale è letteralmente sconvolgente.
Farsi curare e partecipare alle meditazioni non costa assolutamente niente, anzi la “casa” offre anche a tutti gratuitamente, nessuno escluso, all’ora di pranzo, una zuppa di verdure con il pane.

Come nel "Pianeta verde"
Abadiania è situata in un paesaggio ameno, ma la cittadina offre ben poco. Nonostante ciò la strada dove si trova il centro spirituale è incredibilmente attrattiva, data l’elevata energia che vi si percepisce. Nella stessa strada si trovano negozi vari di cristalli, vestiti e accessori vari, alcuni ristoranti e bar. Tutti circolano nel luogo rigorosamente vestiti di bianco. L’insieme ha anche un non so che di esilarante, sembrando un mix tra il film Pianeta verde e un B-movie new-age.

Ad Abadiania tutti vivono in meditazione, come in questa scena de "Il pianeta verde"

Il punto è che le guarigioni avvengono realmente e, al di là di cure e guarigioni, è estremamente piacevole e profondo passare anche diversi giorni o intere settimane sul posto a pregare, meditare e socializzare con gli altri, senza spendere un soldo se non, nelle locande più a buon mercato, una decina di euro a notte per dormire e 7 o 8 per mangiare.
So che può sembrare assurdo, ma non è così. Faccio ricerca indipendente nel mondo della spiritualità da 40 anni e sono certo di cosa vedo e cosa dico. L’aspetto incredibile semmai risiede nel fatto che, sebbene queste opportunità siano in fondo alla portata di chiunque, ci siano così poche decine di migliaia di persone interessate che ci credono.
Personalmente non potrei vivere ad Abadiania a causa dei miei numerosi impegni e interessi, anche legati ai viaggi e alla mia ONG a Rio de Janeiro, ma mi ci reco ogni volta che ne ho la possibilità. Alcuni hanno deciso di vivere qui aprendo attività come ristoranti o locande per ospitare i pellegrini.

Un cammino di fede
Naturalmente la maggioranza va da João soprattutto per curarsi fisicamente e spiritualmente per poi tornare alla propria vita. Ma il punto importante non è attaccarsi a un luogo o a una situazione come una sanguisuga spirituale, bensì rendersi conto della potenza della fede e della meditazione per creare a propria volta nel proprio ambiente una situazione energetica elevata e curativa.
Il medium João de Deus è un catalizzatore incredibile di energia psico-spirituale e ci sono altri simili a lui in Brasile. Ma il punto chiave è rendersi conto dell’interdipendenza di tutti e della possibilità di “costruire” centri di energia benefica collaborando con pensieri positivi e costruttivi. Tale energia può modificare o addirittura co-creare la realtà, come dimostrano anche studi di prestigiose università di diverse parti del mondo.

Per saperne di più:
Con alcuni miei amici e collaboratori, ci rechiamo ad Abadiania periodicamente. Per chi fosse interessato diamo supporto per organizzare viaggi e permanenze in loco.
Per info: scrivere a unaltrosguardo@libero.it

  • ROBERTO

    MA SE TUTTO FOSSE COME DITE, PERCHE’ LA REALTA’ NON E’ MAI FUNZIONANTE COME VOGLIAMO. COME FARE PER ESSERE DEI GUARITORI DI MENTI.