Il vento è la mia medicina

La Ruota di Medicina dei nativi indiani

Il vento è la mia medicina

di Maria Sabina Coluccia. Tante sono le strade che si possono intraprendere per lavorare su sé stessi e migliorarsi. Quella che vi presentiamo è la via di conoscenza dei nativi indiani

Il vento è la mia medicina, che spazza via le pietre dalla mia mente. La pioggia è la mia medicina, che lava le mie ossa stanche”. Così recita un antico canto Apache. Sembra quasi di sentirlo, di toccarlo, mentre accarezza melodioso le fronde degli alberi, il vento, che trasporta i pensieri e i sogni degli uomini che camminano su quella che per i Nativi americani è la “buona strada rossa”, quella che, secondo la loro filosofia di vita, si percorre spiritualmente, in un percorso di elevazione progressivo.
È un percorso di crescita personale che segue idealmente quattro direzioni, rappresentate materialmente dai Nativi con pitture sulle rocce o con pietre disposte sul terreno e riproposte a noi occidentali come un tracciato interiore ideale da seguire, da richiamare alla mente, una sorta di mappa per raggiungere la maturità interiore. Per gli antichi sciamani americani quelle direzioni erano concrete, tangibili e racchiuse in un cerchio, visibili grazie alla solidità delle pietre disposte in cerchio. Era la Ruota di Medicina, utilizzata prevalentemente dagli Uomini-medicina, ovvero gli sciamani.
Oggi possiamo richiamare la sua immagine mentale, o costruirla con pietre e cristalli, ad esempio. Si trattava di un percorso di conoscenza, una via sciamanica, che utilizzava oltre alle direzioni spaziali di sud, ovest, nord ed est, anche l’energia intrinseca di alcuni animali-totem e appartiene alla cultura dei Nativi Americani. Oggi si sta facendo strada anche sull’altra sponda dell’Atlantico, in Europa, dove è entrata a far parte di alcune scuole di quella antica arte giapponese di riequilibrio armonico tra mente, corpo e spirito, nota come Reiki. Due mondi lontani che si danno la mano.

Il Reiki Arcobaleno e la Ruota di medicina

Geminiano Pinelli

Il Reiki nasce in Giappone, per altri in Tibet, ed è bene dire subito che le sue origini sono avvolte da un alone di mistero. Quel che si racconta, da Maestro ad allievo, è la storia del Maestro Usui, giapponese, che si dice ricevette in meditazione potenti simboli di guarigione, da diffondere nel mondo. E che c’entrano i Nativi americani con le origini giapponesi del Reiki? C’entrano perché in una variante di questa disciplina orientale, il Reiki Arcobaleno, così è stata chiamata, si utilizza lo schema della Ruota di medicina, per indirizzare nelle quattro direzioni indicate dalla Ruota, i simboli reiki, che riallineano corpo, mente e spirito, seguendo una procedura che si insegna durante i corsi di reiki e che non è possibile spiegare qui esaurientemente, in quanto appartengono agli insegnamenti che si tramandano durante i seminari Reiki.
Dicevamo, una ruota divisa in quattro spicchi; quattro sono infatti le direzioni della Ruota medicina, che è rappresentata appunto da un cerchio, e da una croce al centro. Sulle montagne del Big Horn, nel Wyoming, fu trovata una delle più antiche Ruote Medicina: ha un diametro di 28 metri ed è vecchia di quasi 500 anni. Le sue bianche pietre, disposte in cerchio, appunto, simboleggiano l’Universo. La croce indica il Grande Spirito e l’albero cosmico, che ha le sue radici ben piantate nella Terra, mentre protende i suoi rami verso il Cielo. Ancora unione tra Terra e Cielo, tra Uomo e Universo, come avviene nel Reiki, a partire dalla parola stessa, che indica questa unione Cielo-Terra.
La croce però rappresenta soprattutto le quattro direzioni sacre, che gli uomini devono percorrere per arrivare alla conoscenza interiore, alla trasformazione, con l’aiuto degli “uomini-medicina”, mediatori del sacro, facilitatori sul cammino. Sud, Ovest, Nord, Est: benvenuti nella Ruota, o Cerchio Medicina, dove il cammino ha inizio, a Sud-Est.

Il Reiki Arcobaleno

Pennabilli (RN). Maria Sabina Coluccia alla Portella delle Lumache, nell’Orto dei Frutti Dimenticati.

È un luogo che non troverete sulle cartine o Google Maps, ma nello spazio dell’anima. Sud-Est, dicevamo, un punto cardinale intermedio, sembrerebbe quasi un non inizio vero e proprio. Invece è qui che si comincia, dal luogo del concepimento. E poi si va a Sud, giù nelle profondità dell’anima. Nel percorso di miglioramento interiore la “buona strada rossa”, quella che percorriamo interiormente per imparare a vivere in armonia con noi stessi e il Creato, si fa subito impervia dentro di noi. Richiede impegno. Nel Reiki Arcobaleno, che ha adottato la metodologia della Ruota medicina, ci sono degli strumenti precisi, che si utilizzano per far sì che gli ostacoli si rimuovano lungo il cammino, e sono i simboli, immagini che richiamano energie precise, da inviare alle quattro direzione della vita dei praticanti di questa disciplina orientale. Non si fanno viaggi astrali, non si fanno meditazioni lunghe e noiose. Si utilizzano solo questi simboli, che vengono dati all’allievo durante quella che è una vera e propria iniziazione. Non è un percorso di crescita interiore esclusivo, anzi è alla portata di tutti, ma come per tutte le cose, bisogna sentir risuonare dentro l’invito a conoscere quella via. È nata così la Ruota medicina dei Nativi applicata alla saggezza orientale. In questo percorso di crescita, sostenuti dall’energia del reiki, incontriamo i nostri lati oscuri, quelli che dobbiamo riconoscere, toccare, e lucidare.

Gli animali totem
Di solito la via iniziatica nel Reiki Arcobaleno, parte dalla direzione del Sud, dove il praticante reiki può sentire aleggiare l’energia del coyote, animale totem associato a questa direzione. Qualcuno dirà: orrore! E invece noi diciamo: benvenuto coyote. Tu che sai conoscere la realtà attraverso i sensi, insegnami la tua arte. Insegnami a riconoscere il bambino interiore che è in me, e ad amarlo. Fammi conoscere la fiducia e l’innocenza, che risiedono nella direzione del Sud.
E quando avrò imparato va’, lasciami con l’orso. Sarà lui, animale-totem della direzione successiva, a condurmi tra i sentieri dell’Ovest, dove è tutto nero, e siamo immersi nella non forma, da cui le cose originano. Qui impariamo cosa vuol dire trattenere: trattengo il cibo, il nutrimento, ma anche le emozioni che ci fanno star male, e quelle proprio no, dice l’orso, quelle le dobbiamo trasformare. E ci insegna a reagire. Come l’orso ha la forza di ripartire, anche noi troviamo la forza per trasformare il disagio e andare avanti. L’orso ci lascia alla soglia del Nord, dove soffia il vento della conoscenza e della saggezza.
Ora è tutto bianco, purezza ed equilibrio ci avvolgono e il bisonte, l’animale più importante per i Nativi, ci accoglie. Questo è il luogo degli Anziani, dell’inverno e delle stelle, la patria degli Indiani. In questo luogo, a Nord, il vento della conoscenza spazza via i macigni della mente, condizionamenti e legacci di vario tipo; possiamo avere qui nel Nord, le risposte su come agire nella vita concreta.
E poi alla fine, resta un’ultima direzione da prendere, quella dell’Est. È la via che porta alla realizzazione, sa di primavera, di sole, e di giallo. Il buio dell’ovest è stato riempito di luce. L’Aquila ci attende, e sulle sue ali ci porta in volo, al di sopra della stessa vita. Un volo panoramico, così vicino a Nonno Sole, prima di concludere il Cerchio. Durante il volo l’Aquila ci ricorda la libertà dalle catene dell’ignoranza, dai preconcetti e dai dogmi acquisiti. Ci avvicina al fuoco dello Spirito, ci illumina dentro, ci rigenera. È l’ultima tappa del viaggio sulla Ruota Medicina. Qui si trova la Porta d’Oro, che viene aperta nel momento del distacco dalla vita terrena. Dalla Porta d’oro accediamo, sempre in un percorso ideale e interiore, alla Strada Blu, dove risiedono gli Antenati. Il viaggio è concluso ma la saggezza dei Nativi si è espansa, è uscita ormai dai suoi confini e ha incontrato Geminiano Pinelli, astrologo, reiki master e teacher, che registra il marchio Reiki Rainbow e apre una nuova “buona strada rossa”, una più completa via di conoscenza del sé, che ha unito la saggezza dei nativi americani a quella dell’Oriente. Percorrendo con la mente e con lo spirito le quattro sacre direzioni, conosceremo noi stessi, focalizzeremo i nostri desideri e troveremo il modo di realizzarli.

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