La voce rivela chi siamo

Celebrata anche a Milano la sua giornata mondiale

La voce rivela chi siamo

di Lucia Carleschi. Unica e inimitabile, la voce rappresenta una parte importantissima della nostra identità. Il mistero del suo rapporto con la psiche. Ecco come mantenere in buona salute il nostro apparato fonatorio

Frank Sinatra, The Voice.

Non la si tiene generalmente in grande considerazione, eppure la voce è così importante che c’è persino una giornata mondiale a lei dedicata, celebrata a Milano presso il polo scientifico di via Francesco Sforza con un evento in cui, fra l’altro, si è parlato del suo rapporto con la psiche e sono state date utilissimi consigli per la salvaguardia del nostro apparato vocale.

L'analisi dell'impronta vocale
La nostra voce è così unica e inimitabile che i sistemi più sofisticati di identificazione oggi funzionano attraverso l'analisi dell'impronta vocale, caratterizzata e determinata da fattori quali la fisiologia dell'apparato fonatorio, il timbro, la tonalità e la velocità nel parlare, ma non finisce qui. La maggior parte delle cose che ci condizionano lascia traccia sulla nostra voce, così come sulla postura del corpo, quindi la voce e il corpo dicono molto di noi, tanto che nell'emettere suoni ci riveliamo agli altri. Noi però purtroppo siamo poco consapevoli del legame fra la voce e il nostro essere.

Psiche e voce invece si influenzano a vicenda: lo ha confermato Domitilla Melloni, analista filosofa specializzata in voce e canto come esercizio e pratica filosofica, che ha parlato di un rapporto fra psiche e voce non scontato né banale, anzi molto complesso. Lo dimostrano per esempio le disfonie di origine psicogena, che richiedono un intervento non di tipo fisiologico.
La psiche è il territorio che unisce due dimensioni fondamentali dell'uomo: la sfera biologica e la dimensione sociale. Gli esseri umani non sono in grado di vivere da soli, e il processo di costruzione dell'identità dura per tutta l'esistenza.

Siamo musicisti di noi stessi
Noi siamo lo strumento che suoniamo, siamo letteralmente musicisti di noi stessi. Ogni corpo umano è uno strumento musicale e sonoro estremamente complesso e raffinato, e il suono che emette lo strumento che sono è un primo importante indicatore di identità.

Lo strumento non è costituito in senso stretto solo dal cosiddetto apparato fonatorio, ma anche dal corpo inteso nella sua complessità e dagli usi, dalle posture, dalle abitudini che lo plasmano e modificano. Le potenzialità vocali dello strumento costituiranno la base per ogni possibile espressione attraverso la parola, il linguaggio, il canto.
L'essere umano alla nascita è uno strumento le cui potenzialità vocali sono molto più ampie di quelle che si realizzano effettivamente nelle età successive. Nei primi mesi di vita, prima dell'inizio della lattazione, grazie alla relazione con la madre il bambino attua un processo di selezione dei suoni che lo porta a ridurre le proprie potenzialità e ad affinare con sempre maggiore precisione le sonorità. È così che ha origine la lingua madre.
Tra i 18 e i 24 mesi avviene la nascita psicologica dei bambini, che si rendono conto di essere qualcosa di separato dalla madre. Si assimilano così suoni e voci del gruppo geografico e sociale di appartenenza: inflessione, accenti, il ritmo nell'eloquio, prosodia eccetera. Queste sono funzioni fondamentali per il reciproco riconoscimento tra individui e per il consolidarsi dell'appartenenza familiare, geografica, anagrafica, di ceto e così via.

La voce non mente
Tutto ciò ci dà un senso di appartenenza e condiziona la nostra vita molto pesantemente.

C'è un forte legame tra la voce e il nostro essere agganciati alla vita in modo vitale. La voce genera emozioni, evoca e favorisce la nascita di immagini, struttura linguaggio e pensiero, genera approfondimento.
Questo patrimonio infinito è solo in minima percentuale consapevole e cosciente: la maggioranza di tutto questo si raccoglie nell'inconscio e resta solo in parte evidente come esperienza/espressione corporea, di cui il soggetto non si rende conto.
La voce, che prima di tutto è corpo, ma che riassume in sé anche psiche e spirito, è autentica, non mente, rivela, cioè dice di noi senza che ne siamo consapevoli, ma lascia solo intuire il mistero della persona senza mai svelarlo del tutto. Se lavorare con la voce significa inevitabilmente agire su un sistema complesso in cui sono implicati numerosi piani, tutti in inter-relazione gli uni con gli altri, un serio lavoro sulla voce, e non solo sulla parola, potrebbe costituire un importante e innovativo passo avanti nelle pratiche di chi si occupa della terapia della psiche e in quelle di chi lavora sul senso che ogni persona attribuisce alla propria esistenza.

Voce e alimentazione
È importante anche il nesso fra voce e alimentazione. A questo proposito, la biologa nutrizionista Anna Villarini ha spiegato quali sono i cibi e gli stili di vita che possono essere d'aiuto alla nostra voce.

Fra i principali nemici delle corde vocali e quindi della voce c'è il reflusso esofageo. Come evitarlo? Dobbiamo eliminare il consumo di cibi fritti, piatti già pronti, salse con panna, sughi grassi, dolci con creme, pasticceria industriale, dolci ricchi di burro, carni molto cotte tipo stracotti, gulasch, bolliti e ragù, carni rosse e salumi, superalcolici e fumo.
Ammesso solo a volte il consumo di cioccolato fondente, agrumi e succhi d'agrumi, pomodoro, peperoni, peperoncino, pepe, menta, caffè anche decaffeinato, tè, latte (che in caso di problemi vocali può dare sollievo nell'immediato ma non a lungo termine) e latticini, bevande gasate e vino.
Via libera a cereali integrali, frutta e verdura, acqua, carne bianca, pesci, molluschi e crostacei, uova non fritte, olio extravergine di oliva.

Stile di vita
Anche lo stile di vita influisce sul buono stato della nostra voce e di tutto il suo apparato. Ecco le mosse giuste per prevenire il reflusso esofageo: non andare a dormire o sdraiarsi subito dopo aver mangiato, evitare i pasti abbondanti, privilegiare un’alimentazione a basso contenuto di grassi, evitare cibi e bevande troppo calde o troppo fredde, non assumere abbondanti quantità di liquidi durante i pasti, mangiare lentamente, masticando con calma i bocconi. Bisogna inoltre mantenere un peso adeguato ed evitare di fumare.

Un indice importante è rappresentato dall'ormai noto BMI (Body Mass Index), che si misura dividendo il proprio peso in kg per l'altezza in metri elevata al quadrato. Il risultato ottimale dovrebbe essere un valore compreso fra 18,5 e 24,9. Questo è il range di BMI salutare. Non va bene invece essere né sottopeso né sovrappeso. È stata infatti osservata una relazione tra sottopeso e formazione di noduli alle corde vocali, nonché tra sovrappeso e obesità e laringiti. La laringite cronica può evolvere in un tumore maligno delle corde vocali.

Come regolarci
Utile a questo punto ricordare che in testa alla classifica dei cibi che fanno ingrassare ci sono le patatine fritte, le patate, le carni conservate, le carni rosse e il burro. Semaforo verde invece per ortaggi, legumi, cereali integrali, frutta e yogurt bianco. Dato che l'obesità è legata a diverse patologie, anche Anna Villarini ha ricordato l'importanza del controllo del nostro girovita, che va misurato due dita sopra l'ombelico, in quello che dovrebbe essere il suo punto più stretto. Una circonferenza vita superiore o uguale a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne rappresenta un campanello di allarme perché significa che si è ad alto rischio di sindrome metabolica. Basso rischio invece fino a 94 cm per gli uomini e fino a 80 cm per le donne.

È stata osservata una relazione tra sindrome metabolica e laringite cronica sia in uomini che in donne. Elevati livelli di glucosio a digiuno, trigliceridi ed elevata pressione arteriosa sono stati significativamente associati con laringite cronica nella donna, peggio ancora se obesa.
Ci proteggono dalla sindrome metabolica: pesce azzurro, olio extravergine di oliva, dieta mediterranea tradizionale. Un must l'attività fisica quotidiana e un consumo equilibrato di cibo. Favoriscono invece la sindrome metabolica margarina e oli raffinati, burro e affini, cereali raffinati e affini, le diete iperproteiche, sale e cibi salati, il consumo dannoso di bevande alcoliche e il fumo.
Un problema molto diffuso è che oggi mangiamo troppo rispetto ai nostri fabbisogni. Uno studio ha dimostrato che il rischio di contrarre tumori alla testa e al collo aumenta con l'aumentare del consumo di carni conservate, mentre diminuisce con il consumo frequente di alimenti vegetali contenenti fibre. Per quel che riguarda il consumo di alcolici, l'Organizzazione Mondiale della Sanità considera come non dannosa una dose di 20 grammi al giorno di alcol per gli uomini, corrispondenti a due bicchieri di vino da 125 ml, mentre per le donne si scende a 100 grammi al giorno di alcol, quindi a un bicchiere di vino da 125 ml.

I danni del fumo
Fumo e voce non vanno proprio d'accordo, in quanto il fumo può provocare l'edema di Reinke, un'infiammazione cronica delle corde vocali, da cui la tipica voce bassa e rauca dei fumatori. Altro pericolo che si corre è quello di contrarre la laringite cronica, che può evolvere in un tumore maligno delle corde vocali. Il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze cancerogene che possono causare lesioni precancerose e tumori, uno stato di infiammazione cronica e modifiche dell'epitelio. Anche l'esposizione al fumo passivo aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare una neoplasia della laringe.

In conclusione Anna Villarini ha rimandato alle raccomandazioni dell'Agenzia europea contro il cancro e a quelle dell'American Heart Association.