Il libro segreto di Gesù

Il libro segreto di Gesù

Un libro, un'altra storia attinta dall'Akhasha?

di Manuela Pompas. È uscito il primo volume di una triologia di Daniel Merois, probabilmente canalizzato,  sui primi anni di vita di Jeshua (Gesù). Un libro che apre la mente e il cuore.

È uscito il primo volume di una triologia, Il libro segreto di Gesù, un romanzo ispirato di Daniel Merois sulla storia del Messia nella prima parte della sua vita, che ho assaporato pagina per pagina, perché trasuda spiritualità e spinge ad aprire le porte verso la propria anima in un cammino interiore. Un libro forse in parte canalizzato, in cui Daniel trasmette ciò che ha “ricevuto” da altre dimensioni, integrandolo con la sua esperienza di quarant’anni di ricerca. Questo lavoro è un’integrazione, un completamento del libro scritto nel 1986 con Anne Givaudan L’altro volto di Gesù (il cui titolo vero è però il sottotitolo, Memorie di un Esseno), che allora mi aveva molto inquietato, forse perché non ero ancora preparata ad accettare le straordinarie esperienze che i due scrittori francesi proponevano e che adesso ho riletto con grande interesse. Da sempre, mi raccontarono i due autori un pomeriggio di diciassette anni fa a casa mia, compivano insieme viaggi astrali, per attingere informazioni dall’Akhasha e incontrare nella dimensione dell’invisibile i Maestri, che davano loro appuntamenti in qualche parte del mondo per svelare loro le storie segrete dell’umanità.

Guido da Siena. "Fuga in Egitto".

Un Avatar riconosciuto già nell’infanzia
La storia di Gesù (ma questo è il nome che abbiamo tradotto noi in italiano) è raccontata in prima persona, come un’autobiografia. Jeshua, che all’inizio ha il nome del padre, Yussaf (Giuseppe), membro della Fratellanza degli Esseni, fin da piccolo è consapevole di venire da altre dimensioni e da altre reincarnazioni: spesso ha memorie di vite passate, come quella di Sananda o di Zoroastro (riconosciute anche dagli iniziati che incontra) e soprattutto percepisce la Presenza del divino, che lui chiama Awun (Padre celeste, in aramaico). È piccolo, quindi da una parte vive come un bambino, ma dentro di sé ha già il seme della sua missione, che a volte lo fa parlare come se incarnasse già il Senza-Nome. “Ma non erano né le parole che udivo né le immagini che le accompagnavano a farmi comprendere di cosa si trattava; era qualcosa che stava dietro a quelle parole e a quelle immagini, erano tutti i sottintesi che ravvivavano in me il ricordo, per quanto confuso, della traccia del mio cammino”.

La scuola iniziatica del monte Carmelo

Sul monte Carmelo vi era una scuola essena.

Dopo cinque anni trascorsi in Egitto, ritorna a casa, dove ha un’altra esperienza di contatto con la dimensione dell’invisibile sul monte Tabor (“uno dei luoghi più sacri di questa terra, ma anche uno dei più misteriosi”). Viene poi istruito per sei anni nella scuola iniziatica del monte Krmel (ampiamente descritta ne L’altro volto di Gesù), dove subito viene riconosciuto dal Venerabile come un Avatar (“È lui vero, Fratelli?”) e dove assume il nome con cui lo conosciamo, Jeshua. Là impara il greco, ma anche a conoscere le piante, a respirare correttamente, a usare in modo corretto la voce e i suoni, ad ascoltare la voce del Senza-Nome, a guarire. “La mia presenza era concentrata nelle mani della mia anima”, spiega, raccontando una guarigione che fa in astrale. “Avevo solo la certezza ineffabile di offrire la Vita di mio Padre, che era in me. La sentivo nettamente scorrere dai palmi delle mani e dalle dita, come un’acqua sorgiva dalle rocce. La bevevo io per primo, ma senza desideri e senza aspettative, immerso interamente in una corrente d’Amore che non apparteneva a me”. Tante sono le lezioni e le esperienze: “Lasciati amare dal Divino”, gli dice il Venerabile “e non temere di bussare alla Sua porta, giacché Egli ti offre l’amore che devi a te stesso. Più toccherai con mano quest’amore dentro di te, più sarai capace di amare gli altri .

Viaggio in India

Carl Heinrich Bloch. "Il discorso della Montagna".

Ma quando torna a casa, finito il periodo al Krmel, deve subito ripartire: prima di rivelarsi agli uomini deve camminare da solo verso l’Oriente. Spinto da una visione del sacerdote esseno Yosh Heram, un’immagine che lo richiama da tempo, decide di incamminarsi verso le montagne di Salomone (Shimbolom, ovvero Shambhalla?), in un viaggio iniziatico che durerà diciassette anni e che lui compie spesso accompagnato per alcuni tratti da uomini illuminati di ogni fede, che incontra lungo il cammino e che in qualche modo lo riconoscono - come ad esempio Babaji (“vengo da parte del signore Shiva che abita in me”) o il maestro Morya - fino in India, a Srinagar, per finire sul monte Salomone, dove incontra di nuovo la Presenza dell’Eterno. E dove prende coscienza che lui è uno strumento del Padre e che dovrà portare al mondo un messaggio universale, che comprenda il cuore di tutte le religioni, un insegnamento le cui fondamenta devono essere la Volontà, l’Amore e la Pazienza. E sarà nella Grande Piramide che scenderà in lui l’Energia del Cristo, facendo l’Uomo Dio di cui ci parlano i Vangeli.
Ecco, i Vangeli. Certamente la storia di Gesù non è quella che ci racconta la Chiesa, ma quella che si tramanda ormai a più voci e neppure in segreto. Ma al di là che questa storia sia vera o romanzata, c’è dentro una scintilla di Luce che può risvegliare, come accade per ogni libro ispirato, la nostra anima dormiente.

Scheda
Autore: Daniel Merois
Titolo: “Il libro segreto di Gesù”
Editore:  Amrita
Prezzo: 20 €