I sogni in gabbia

di Roberto Brancati. Rifacendosi agli studi di Jung, che paragonava la struttura del racconto onirico a quella  del dramma classico, ecco un modo per analizzare i prorpi sogni utilizzando una griglia

Van Gogh. “Notte stellata”.

Di notte, sembra che una forza nascosta in noi incominci ad agire proprio allorché perdiamo il contatto con ciò che ci circonda e scivoliamo nell’universo misterioso della nostra interiorità. Ma ha davvero qualcosa da dirci questo muscolo involontario che chiamiamo sogno? Alcuni grandi pensatori e studiosi della psiche pensano di sì. Proviamo a vedere come è possibile tradurre le informazioni raccolte in sogno in buoni consigli da seguire da svegli.
C.G. Jung paragonava la struttura del sogno a quella del dramma classico, considerandolo, alla stregua di uno spettacolo teatrale, carico di informazioni utili alla catarsi dello spettatore. La purificazione da traumi e dolori che può accadere in una platea teatrale avverrebbe perché il fruitore  ha la possibilità di osservare, in uno spazio di totale intimità, la  danza delle proprie emozioni davanti ai propri organi di percezione razionale, in modo da “guardarsi” da fuori senza annegare sotto le ondate dell’impulsività e delle emozioni.

La tecnica dell’associazione di idee
L’esercizio di interpretazione del sogno proposto di seguito si fonda sugli studi dello psicanalista svizzero e la sua ripartizione dell’accadimento notturno. Jung, facendo eco ad Artistotele (Poetica) suggeriva infatti di ripartire la drammaturgia del sogno in tre parti: introduzione/intreccio (desis), momento decisivo (krisis), conclusione/risoluzione (lysis).

Louis Janmot. “Il volo dell’anima”.

Vediamo in concreto un esempio che possa aiutare il lettore nell’autoanalisi.
Per un proficuo utilizzo del sogno bisogna, ad ognuna delle parti suddette attribuire delle associazioni libere e, nello specifico, almeno tre singole parole che sorgono spontaneamente non appena si valuta la situazione. Per esempio se sogno di essere in una città della mia infanzia, devo attribuire a questo luogo tre caratteristiche tratte o dal mio stato d’animo ad esse associato o da esperienze lì accadute, ecc. (sogno Palermo; es: calore, disordine, schiettezza).
Una volta in possesso di questa griglia 3×3, si possono leggere le sequenze in orizzontale, verticale e diagonale in modo da amplificare il messaggio che il sogno vuole consegnare e lasciare che emerga, come associazione finale, l’informazione in sintesi.

Così ho decifrato il mio sogno
Quello seguente, portato ad esempio,  è un mio sogno seguente risalente al 22 gennaio 2015 e lo riporto scritto come allora, sottraendo le informazioni biografiche dei partecipanti alla scena.
“Sogno di essere in un luogo adiacente alla sartoria e di essere con alcune delle mie collaboratrici. La sede è sempre questa, quella di via S., ma l’ingresso è permesso tramite il passaggio attraverso uno spazio dell’Agenzia di comunicazione attigua. Infatti siamo ospiti loro e quando uno dei responsabili fa per uscire io lo seguo, lo ringrazio ed entro in laboratorio grazie alla sua intercessione.

Lecomte du Nouy. “Il sogno dell’eunuco” (particolare).

Al che con E. entriamo tutti passando da una porta sul retro. Lo spazio ora sembra quello di via T. visitato ieri (desis).
Poi sono di nuovo sulla chaise-long e sto dormendo. Arriva G. a svegliarmi e a dirmi di dare inizio ai lavori. ci sono diverse donne tra le quali riconosco C.. Io entro con i pantaloni slacciati e mi ricompongo aprendo le finestre dietro al tavolo da taglio maschile.
Le finestre hanno tende e gelosie. Sono le 10 am e il mio gesto fa entrare la luce in laboratorio (krisis). Le donne stavano sonnecchiando appoggiate ai tavoli e aspettavano che arrivasse il “cavaliere della luce”. Al che ha inizio la giornata e una vaga armonia turbata solo da una sottile diffidenza si spande nel locale (lysis).”

Autoanalisi:
desis: sartoria, ostacolo, collaborazione
krisis: risveglio, disordine, luce
lysis: inizio lavori, armonia, diffidenza

Sartoriaostacolocollaborazione
Risvegliodisordineluce
Inizio lavoriarmoniadiffidenza

Questa griglia lascia intendere che io do molta importanza al mio stato di disordine, fulcro dello schema. Riflettere su cosa sia il disordine per me è infatti un punto di partenza importante per cominciare a correggerlo ove necessario. Lo schema racconta anche in sintesi alcuni comportamenti (la collaborazione) utili alla risoluzione di problemi di comunicazione  o al superamento della diffidenza che aleggia nel luogo di lavoro.
Quello proposto è un lavoro molto personale e semplice che si comporta come ennesimo adattatore razionale, dopo la scrittura, della potenza che il sogno porta con se dal mondo della notte a quello della veglia.
Essendo voi già pratici della scrittura dei vostri sogni (altrimenti vedi puntate precedenti) potrete trovare sul quaderno un gran numero di “racconti” da studiare e decrittare.

Roberto Brancati
Ricercatore nel campo della psicologia del profondo, conduce da diversi anni una costante indagine sulla dimensione dialogica tra il sogno e la veglia e propone dal 2012 il laboratorio sul Sogno Lucido "La Regia Onirica". Poeta e Amministratore dello storico atelier di famiglia che si occupa da più di cinquant'anni della realizzazione di costumi di scena per grandi teatri, coniuga la ricerca onirica con la sperimentazione teatrale: come sarto realizzatore, come attore e di recentemente come regista.