I benefici dell’abbronzatura

I benefici dell’abbronzatura

di Umberto Borellini. Secondo il prof. Richard Weller dell’Università di Edimburgo, i vantaggi del sole, se ci si espone in modo corretto, sono più numerosi dei rischi corsi evitandolo.

La notizia: L’Università assolve il sole! Il prof. Richard Weller dell’Università di Edimburgo ha dichiarato sulla prestigiosa rivista New Scientist quanto segue: “I vantaggi del sole, se ci si espone in modo corretto, sono più numerosi dei rischi corsi evitandolo”.
Pochi sanno ad esempio che l'esposizione al sole fa bene al cuore: infatti è in grado di aumentare la produzione di nitrossido, molecola che dilata i vasi sanguigni riducendo la pressione. Un effetto così positivo da allungare la vita: dati raccolti su trentamila persone seguite per vent’anni hanno fatto emergere che, soprattutto nei paesi nordici, circa il 3% dei decessi era correlato ad una scarsa esposizione solare.

I danni da carenza di vitamina D
I danni da carenza riguardano anche l’area mediterranea: 8 italiani su 10 presentano un deficit di vitamina D, che viene prodotta principalmente nella pelle grazie all’esposizione solare. Senza considerare che la carenza di vitamina D, oltre a spianare la strada all’osteoporosi, porta a maggior rischio di altre patologie quali diabete, malattie autoimmuni, alcune tipologie di infezioni e anche tumori.
Quasi come fossero ormoni, i raggi solari modulano l’attività del sistema immunitario e stimolano la produzione di sostanze antibatteriche. Non solo: i tanto vituperati raggi UV regolarizzano il ricambio cellulare, donando sollievo a chi soffre di psoriasi e di dermatite atopica.
La luce solare inoltre, regola il tono dell’umore e il ciclo sonno-veglia, con conseguenze benefiche per psiche e metabolismo; in più previene la “sindrome da cattiva illuminazione”, che colpisce chi passa troppo tempo in ambienti chiusi, provocando aggressività, eccessiva stanchezza, sonnolenza e aumento di peso, poiché l’organismo reagisce alla scarsità di sole come se fosse in perenne letargo.

Il sole, un antidepressivo naturale
Dunque il sole fa bene perché serve alla sintesi della vitamina D, regola la pressione, è un antidepressivo naturale e può essere utile in diverse patologie cutanee; ma potrebbe anche diventare un acerrimo nemico per colpa dei famigerati radicali liberi che danneggiano le cellule cutanee. Infatti le conseguenze di lunghe e incaute esposizioni al sole vanno dall’invecchiamento precoce della pelle, alle macchie scure permanenti, sino ai più pericolosi melanomi (tumori della pelle).
Ecco perché è importante proteggersi correttamente dalle radiazioni solari, senza allarmismi, ma con la giusta consapevolezza. Prima delle esposizioni è importante adattare gradualmente la pelle al sole, fornendole strumenti necessari per stimolare le sue capacità di difesa, rispettandone il colorito originario e proteggendola dal foto-invecchiamento.

Come prepararsi per una corretta abbronzatura
La preparazione si attua con attivatori dell’abbronzatura, acceleratori e intensificatori e con sostanze idratanti attive sia a livello di film idrolipidico superficiale, sia a livello epidermico profondo. Tre tipologie di ingredienti differenti, ma complementari nel raggiungimento dell’obiettivo: una abbronzatura sana ed omogenea.
Gli attivatori, veri e propri starter dell’abbronzatura agiscono attivando la melanina con l’ausilio di peptidi specifici e attivatori enzimatici, (es: rame-tirosinasi), una” miccia” virtuale che porta una vera esplosione di calda luce tipica di un incarnato dorato e sano.
Gli acceleratori, come l’amminoacido Tirosina, che riesce a penetrare l’epidermide e a raggiungere i melanociti, dove si aggiunge a quella già presente che è alla base della sintesi di melanina. È un po’ come aggiungere alla tanica di vernice una dose di colore più scuro….
Gli intensificatori, che possono essere considerati pigmenti naturali in grado di donare sfumature ambrate alla pelle, sono ad esempio l’estratto di noce, l’hennè, il caramello, l’estratto di caffè, considerati veri e propri abbronzanti naturali.
Se poi l’intensificazione si coniuga alla durata, ecco che il concetto si sostanzia nel prolungare l’abbronzatura e renderla ancor più intensa, entrano in gioco ingredienti come il DHA e l’Eritrulosio, che con modalità sicura e veloce, reagiscono con le proteine dello strato corneo rendendolo più scuro.

Importante è anche l'idratazione
Un colore così intriso di salute però non può prescindere da un altro fattore fondamentale: l’idratazione. E la moderna cosmetologia a tal proposito utilizza ingredienti specifici:
Idratanti superficiali, che agiscono a livello del film idrolipidico (Aloe vera, Vitamina E, Allantoina e acido ialuronico….).
Idratanti profondi, che agiscono a livelli inferiori nello strato corneo, come nel caso degli omega 3 e dei ceramidi che, in virtù del loro forte potere ristrutturante lipidico, sono in grado di rinforzare la barriera protettiva della pelle in modo naturale e totalmente fisiologico.
E ancora, oli di vinaccioli, di oliva, di girasole, di Jojoba, di Macadamia, o persino burri come Cacao e Karitè e Muru Muru, ricchi e corposi.

Protezione antiage
È necessario, nelle formulazioni d’avanguardia, aggiungere anche sostanze protettive e preventive del fotoaging, come gli antiossidanti che possono agire in più direzioni. Possono contribuire alla fotoprotezione, sia aumentando il grado di assorbimento della radiazioni UV, sia per la loro azione antiradicalica, proteggendo anche il DNA dai danni indotti dalle radiazioni ultraviolette.
Le formule più fisiologiche non devono pensare però soltanto a filtri e protettivi vari, ma le creme devono essere nutrienti e ricche, come ricco è il film idrolipidico che protegge la cute. Il sebo infatti contiene ad esempio squalene che è presente anche in molti oli vegetali. Quest’ultimo aspetto, sempre legato ad aspetti genetici, nasce dall’aver constatato che, a livello evolutivo, i primati, perdendo la folta peluria che fungeva da protezione nei confronti dei raggi solari, si sono riorganizzati producendo più melanina e attivando maggiormente le ghiandole sebacee che contengono sostanze foto protettive come appunto lo squalene.

Consigli giusti: alcune indicazioni di massima
* Ricordatevi che per i primi giorni è consigliabile utilizzare prodotti a coefficiente alto per gli UVB poiché sono i raggi eritematogeni.
* Prima di prendere il sole, pulite attentamente la pelle, eliminando ogni traccia di make-up, soprattutto il trucco degli occhi. Se avete la pelle sensibile usate un detergente oleoso oppure un olio detergente (eliminano lo sporco per affinità senza seccare).
* Liberate la pelle dalle cellule morte mediante un’esfoliazione su tutto il corpo con un prodotto esfoliante con microgranuli (scrub e gommage); successivamente l’abbronzatura risulterà più omogenea e duratura.
*Nella scelta di un prodotto solare non fatevi guidare dalla pubblicità ma piuttosto dall’etichetta chiara. Assicuratevi che siano presenti sia filtri contro i raggi UVB sia filtri per gli UVA. Possibilmente non scendete mai sotto la protezione 15. (Ricordare sempre che la pelle ha un’ottima memoria per le scottature! Più scottature prendete nella vita più vi esponete ai rischi!)
*Per il corpo scegliete formulazioni in emulsione facili da applicare anche in punti difficili e di rapido assorbimento; per il viso invece optate per le creme, in quanto maggiormente nutrienti e protettive.
*Applicate la crema solare almeno venti minuti prima dell’esposizione per poi proseguire con regolarità ogni 2 ore circa e dopo ogni attività (come sport, docce e bagno in mare).

Attenzione alla scadenza
Come tutti gli altri prodotti cosmetici, anzi forse ancor di più, i prodotti solari devono essere conservati in luoghi adatti, lontano da luce e fonti di calore che potrebbero alterarne le virtù protettive. Il PAO (period after opening) garantisce l’efficacia delle formulazioni. Per cui rispettate sempre il periodo (M) posto di fianco al simbolo del vasetto aperto.(es: 6M significa sei mesi, 12 M un anno…).
N.B.: se per un dentifricio un breve superamento della scadenza difficilmente crea problemi, per i prodotti solari è necessario rispettare sempre le scadenze indicate poiché i filtri presenti potrebbero deteriorarsi e perdere la loro funzione protettiva.