Viaggio nella Sardegna magica

Ho visitato le Tombe dei giganti

Viaggio nella Sardegna magica

di Manuela Pompas. Diario di viaggio attraversando da sud a Nord la Sardegna, cercando i luoghi più magici, i boschi incantati e le Tombe dei Giganti, ancora abitate dagli spiriti dei luoghi

È senza dubbio una delle più belle isole italiane. Ma è molto di più: la Sardegna è un’isola piena di storia, di magia, di presenze, con fondali straordinari e una natura magnifica e molto varia.

Ricordo che quando arrivai per la prima volta alla fine degli anni ’60, girando con una compagna di Università in autostop (un po’ incoscientemente, ma allora si poteva - si voleva - fare e poi i sardi facevano di tutto per mostrarsi ancora più ospitali di quanto non siano normalmente, sviliti in quel periodo dai frequenti rapimenti che avvenivano nella loro terra), un vigile di Castelsardo follemente innamorato della sua isola ci tenne due ore sotto il sole cocente della mezza per raccontarci le leggende legate alla sua amatissima Sardegna.

«Quando Dio finì di creare il mondo», disse «si accorse che gli era rimasto un cumulo di terra. Allora la scagliò nel mar Mediterraneo e ci appoggiò sopra il suo piede, da cui prese la forma; e poi mise sull’isola ogni tipo di pianta e di animali, rendendola simile al giardino dell’Eden».

Prima tappa: riposarsi a Calasetta

Calasetta. La baia.

L’anno scorso mi recai in Sardegna per un ciclo di conferenze e ne approfittai per attraversarla in macchina da sud a nord. È stato un viaggio diverso dagli altri già fatti in passato. Ho goduto di essere sola per assaporare ogni momento, osservando, ascoltando, usando i cinque sensi e possibilmente anche il sesto, per sentire al di là del visibile.

La prima tappa la scelsi per riposarmi. Ci ero già stata per fare una conferenza, invitata da Claudio Moica, poeta e scrittore, che ogni anno organizza la prima settimana di agosto sotto la Torre Sabauda un Festival della Cultura (quest’estate ci sarà  tra gli altri Mauro Biglino, il discusso traduttore della Bibbia).Calasetta è un paesino ventoso, situato sulla punta settentrionale dell'isola di sant’Antioco e collegato alla terraferma (sarebbe meglio dire all'isola madre) da un ponte.

Ristorante U' Palacca.

Palomar Café.

Bagnato su tre lati dal mare, è pieno di calette; io sono stata a quella meno esposta al vento sotto la Torre Sabauda, una lunga spiaggia di sabbia,  purtroppo molto affollata; e l'acqua, manco dirlo, tiepida e limpidissima.

Qualche ristorante (ne ho "assaggiati" tre con gusto: U'Palacca, romano, ottimo pesce come Perla e Palomar Café, in una luminosa veranda sul mare), qualche albergo, bar, due giornalai, qualche negozio (uno di oggettistica molto carino, "La Maison de Camì"), case bianche tipiche del Mediterraneo, a due piani e il tetto piatto, qualche nurago.

Con Mauro Aresu alle Tombe dei Giganti

Arzachena (SS). La Tomba dei Giganti di Coddu Vecchiu.

E proprio Moica mi ha fatto da guida a una tomba dei Giganti, quella di Barrancu Mannu sui monti di Pantaleo.
Ne avevo già visitate altre nei dintorni di Palau e Arzachena, accompagnata da Mauro Aresu, appassionato di civiltà nuragiche e studioso di geobiologia, secondo il quale le Tombe di Giganti erano destinate alla sepoltura del capi del clan e degli eroi in generale, in un luogo scelto dallo stregone del villaggio per la presenza di acqua sotterranea.
Non solo, ma sembra che le Tombe abbiano proprietà magnetiche con effetti terapeutici. Dice Aresu: «Molte persone vanno a curarsi, sdraiandosi dentro questi luoghi. Aristotele descrisse questi riti di incubazione in cui le persone cadevano in un lungo sonno profondo (oggi parleremmo di trance) in cui guarivano da ossessioni e da mali fisici.

Il terreno dove si trovano le Tombe emana flussi energetici che hanno una frequenza di circa 437 mhz. Queste emissioni hanno la capacità di attraversare il corpo umano, consentendo alle cellule di ricaricarsi. Rimanendo sdraiati, si può avvertire un leggero calore nei punti dove esiste un problema fisico o un leggero formicolio alle mani o ai piedi, o ancora una sensazione di leggerezza e rilassamento.

Palau. Tomba dei Giganti Li Mizzani.

La stele della Tomba sorge su un punto focale corrispondente alla massima potenza magnetica che era stata rilevata e questo, in linea con un altro punto focale, formava l'asse della costruzione».
Con Aresu e degli amici anni fa ero stata anche nella chiesetta di san Giorgio, nei dintorni di Palau, circondata da un bosco incantato, dove dentro ad ogni pianta ed ogni pietra sembra di incontrare un elementale, lo spirito protettore del luogo.

Mi ricordo di aver “testato” questi antichi sassi, in mezzo ai quali probabilmente una volta si svolgevano riti sacri: e ho percepito pietre con energie maschili, che ti ricaricavano con potenza, ed altre femminili, quasi grembi materni, che ti accoglievano con dolcezza.

Palau. L'energia nella chiesa di san Giorgio (foto di Piernando Fioredda).

D’altronde menhir e dolmen corrispondono simbolicamente al lingam e la yoni, che in India sono la rappresentazione simbolica dell’energia divina maschile e femminile. E poi dentro la chiesa, dedicata al santo capace di sconfiggere il drago, sono successi strani fenomeni. Appoggiando le mani all’altare si percepiva un’energia così forte da scuotere interiormente.
Qualcuno scattò un'istantanea all’interno: anche qui accadde qualcosa di straordinario. Con gli occhi vedevamo un raggio di luce cadere sull’altare sottostante, ma nella foto si vede invece una scia luminosa che vira verso il centro della chiesa, cadendo in un punto dove il magnetismo era così forte da provocare una piccola esperienza di OOBE.

 

 

L’antico sciamano sulla porta della Tomba

I Monti Pantaleo.

Ritornando all’anno scorso all’escursione con Claudio Moica, siamo partiti da Calasetta in direzione Santadi, per arrivare ai piedi della foresta più popolata dell’isola, piena di macchia mediterranea, verde e odorosa, e poi alberi, rocce, sentierini tracciati tra gli arbusti (da sola mi sarei sicuramente persa) e anche falchi che volteggiavano sopra di noi, secondo la tradizione sciamanica in segno di accoglienza.

Un tuffo al di fuori dello spazio-tempo ordinario, finalmente a contatto con le energie della Natura ancora incontaminata. Ed ecco, passando attraverso un arco di roccia da valicare quasi fosse una porta sul mistero, ecco la Tomba di Barrancu Mannu, molto alta, con una porta quadrata così piccola da rischiare, entrando, di non poter più uscire, soprattutto se dentro cadessero dall’alto delle pietre (del resto alcuni cartelli segnalano il pericolo). E davanti a questo antico monumento un cerchio di pietre.

La Tomba dei Giganti di Barrancu Mannu.

Quasi ricordassi antiche esperienze di altre vite, mi sono messa nel centro, in profonda meditazione. E improvvisamente mi sono trovata circondata, ovviamente in un’altra dimensione, da uomini vestiti di pelle, con lunghi denti rovinati e lo sguardo febbrile.
E al dì là, seduto su un muretto, un vecchio, con la barba mal rasata e un sorriso dolce. «Se vuoi entrare in questa terra sacra, inginocchiati e chiedile il permesso di varcare la soglia», mi ha detto.

Mi sono inginocchiata e ho toccato la terra, lui ha sorriso e la visione è sparita. Chissà, forse ho evocato un’antica memoria, ho percepito come negli esperimenti di psicometria d’ambiente ciò che accadeva in questo luogo magico, o forse gli spiriti della Sardegna mi hanno accolta nella loro incredibile terra….

Poi abbiamo meditato nel bosco sopra la Tomba, respirando la pace che si può vivere quando ci permettiamo di dimenticare i ritmi frenetici e un po' folli della nostra quotidianità.

(1a puntata – continua)