La guarigione transdimensionale

Il dottor Adam

Oggi viviamo la sensazione di essere sull’orlo di una rivoluzione profonda, che scardinerà tutto quello che crediamo riguardo a come funziona il nostro mondo e di come definiamo noi stessi e la nostra relazione con esso. Da vari decenni gli esperimenti di scienziati in tutto il mondo annunciano scoperte che non seguono le leggi della biologia e della fisica tradizionali e ci portano alla conclusione che gli esseri umani sono un’unione di energia in un “campo” connesso ad ogni cosa esistente.

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Un’immagine dell’universo

La visione newtoniana (risalente al XXVII secolo) di un universo costituito da elementi distinti separati uno dall’altro, divisibili e autonomi, ci ha consegnato un mondo fatto di materia e di particelle che sottostanno e regole ben precise, regolate da spazio e tempo, un luogo desolato e solitario: una macchina senza cuore ed intenzionalità di parti interagenti senza vita. Questo ci ha portato ad una padronanza tecnologica che ha avuto una considerevole importanza nel nostro divenire quotidiano, a discapito della comprensione dei profondi misteri dell’esistenza e del principio stesso della vita, fin qui relegati a regioni di fede e spiritualità (o forme di cosiddetta “magia”).
I pionieri stessi della fisica quantistica si indirizzarono verso lo studio della filosofia nel tentativo di comprendere il comportamento delle particelle del mondo sub-atomico che si stava rivelando come evidenza scientifica: Pauli studiava gli Archetipi ed i simboli cabalistici, Bohr il Tao, Schrodiger la religione induista, Heisemberg Platone; ma anche i loro studi non sono riusciti a consegnarci una teoria coerente ed unificata e la fisica quantistica fin qui seguiva le orme di quella newtoniana.
Piccoli gruppi di scienziati in tutto il mondo sono partiti da quelle straordinarie basi per arrivare oggi alla formulazione di tesi ed al raggiungimento di scoperte “eretiche”, rivelandoci alcune delle chiavi dello scambio di informazioni nel nostro mondo, fornendo l’evidenza del fatto che siamo tutti collegati ed interdipendenti tra di noi, con il nostri mondo e con l’universo. Queste scoperte non potevano che cambiare il nostro modo di considerare la realtà, ed hanno aperto la porta allo sviluppo ed all’accettazione di tecnologie come quella ADAM.

L’ADAM Project
ADAM è un acronimo che sta per: “Gestore di Accesso Dimensionale Afisico” e già nella sua formulazione ci parla di multidimensionalità e di possibilità di accesso a quest’ultima. Interessante e conturbante…
La tecnologia ADAM è costituita da due parti: il dispositivo ADAM ed un computer (ed il software annesso) collegato con una macchina in grado di aprire uno squarcio che consente la comunicazione diretta con l’altra dimensione.

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Plasma liquido

Un plasma liquido agevolerebbe la comunicazione fra le dimensioni, nello stesso tempo, uno specifico campo elettromagnetico che circonda il plasma permetterebbe a una parte del plasma stesso di divenire “non-locale” ed attraversare lo squarcio dimensionale, mettendo così in comunicazione il plasma locale con quello “non-locale”. Attraverso il ponte dimensionale così stabilito si formerebbero comunicazioni bi-direzionali (i condizionali sono necessari in un’ipotesi così straordinaria, non ancora di dominio pubblico, anzi forse volutamente ignorata a livello ufficiale).
Stabilita la linea di comunicazione, vengono inviate informazioni sull’individuo alla parte “non locale” del suo subconscio e vengono ricevute, in risposta, informazioni matematiche che, una volta tradotte in soluzioni efficaci per il soggetto, sono utilizzate per il ripristino delle sua condizioni ottimali di ben-essere.
I principi su cui si basa questa tecnologia sono stupefacenti. Per usare le parole della dottoressa Dobrova: “Noi consideriamo ciascun individuo come un complesso sistema di informazioni bioenergetiche emotive: un microcosmo che riflette un macrocosmo, l’universo. Tutti gli organi ed i sistemi di un individuo hanno i loro ritmi elettromagnetici. La disarmonia di questa attività ritmica comporta malattie e disturbi. Se si riescono a ripristinare le armonie ritmiche di un individuo in un suo organo malato, allora è possibile ripristinare anche le funzioni appropriate di tale organo”.
Il campo in cui fino ad oggi è stato impiegata questa tecnologia comprende la cura dell’autismo, delle malattie autoimmuni, della fibromialgia, di emicranie, la normalizzazione sanguigna, del metabolismo e dello stato ormonale, antiallergico, anti-tumefazione, anti-stress, ed altro ancora. Il 90% delle persone che si sono sottoposte alla tecnologia ADAM ha ottenuto rilevanti miglioramenti e/o completa remissione o eliminazione del problema.

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Il dr. Joe Champion, dell’Adam Project.

Un programma per i bambini autistici
Una particolare attenzione e stata data ad una sezione del progetto riguardante i bambini autistici. “Nel maggio 2002 abbiamo avviato, negli Stati Uniti, un programma di lavoro con cinque bambini autistici”, racconta la dottoressa Dobrova. Si è trattato di un momento assai difficile, in quanto ci siamo subito resi conto della complessità mentale di questi soggetti. Il primo test ha già aiutato quattro bambini su cinque; il quinto bambino segue ancora il programma ADAM e ne stiamo attualmente esaminando i progressi. Tutte le sessioni sono state condotte via telefono: questa iniziativa sta funzionando con successo in più del 60% dei casi, tuttavia vi sono alcuni bambini che richiedono sessioni su base personale combinate con il programma automatizzato, al quale continuiamo ad apportare migliorie e integrazioni”.
Infatti, dal dicembre 2002, il Galaxy Wave Group diretto dal dottor Joe Champion (la società che si occupa dello sviluppo di tale tecnologia) ha ufficialmente avviato un programma dedicato a riportare i bambini autistici “dal loro mondo al nostro”: l’Interfaccia Internet Automatizzata per Autistici ADAM, che consente al soggetto da trattare di collegarsi direttamente via telefono con le sessioni di terapia. Le famiglie i cui figli sono stati sottosti al trattamento si sono dichiarati stupiti degli incredibili miglioramenti avvenuti fino dalla prima sessione.

Come si svolge una sessione terapeutica
Il collegamento al programma avviene via telefono, come già citato, o via internet, nel qual caso non ci devono essere altri dispositivi elettrici o elettromagnetici funzionanti vicini alla persona. Una volta avviato il collegamento con il programma, lo stesso si occupa di inviare al soggetto informazioni utili a stimolare i processi fisici e biochimici del cervello necessari per il recupero della salute e promuovere il processo di guarigione che si esplica contemporaneamente su quattro livelli: emotivo, cellulare, energetico e bio-energetico. Tutto il percorso viene gestito da tecnici appositamente preparati.

Work in progress
Gli orizzonti che si aprono su questo scenario sono molteplici e complessi.
I principi su cui si basa questa tecnologia travalica i limiti imposti dal modello fisico comunemente accettato a partire dal principio di Einstein secondo il quale “nessun tipo di comunicazione può viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce” e ci regala l’evidenza dell’esistenza di una realtà multidimensionale a cui, da tempo, ci stiamo a poco a poco assuefando; già nel 1982 il fisico francese Alain Aspect era giunto alla scoperta che, in determinate circostanze, particelle subatomiche sono in grado di comunicare istantaneamente l’una con l’altra indipendentemente dalla distanza. Oggi sappiamo che anche il nostro DNA risponde simultaneamente a stimoli emotivi indipendentemente dalla distanza dal corpo fisico a cui appartiene.

Il fenomeno dell'Entanglement
Il fenomeno dell’Entanglement

Possiamo quindi dire che noi, in questa forma ed in questa realtà, possiamo considerarci da vari punti di vista: partendo dalla concezione materiale del nostro funzionamento macroscopico come una macchina bio-fisico-chimica, fino ad arrivare con passaggi sempre più rarefatti ad una mappa energetica e, infine, ad un puro ente vibrazionale cosciente ed esperente, che esiste in una dimensione quantica di possibilità.
Questi concetti sono difficili da accettare a livello psicologico perché scardinano il paradigma di centralità dell’essere “uomo” fin qui consegnatoci (in primis dalla religione); pensiamo allo sconvolgimento ed alle resistenze che hanno osteggiato l’affermarsi della teoria eliocentrica contro quella geocentrica ed al grande impulso che l’affermarsi delle prima ha portato all’umanità. Ora sappiamo che anche il nostro sole non è al centro della nostra galassia; e per di più gli astronomi russi ci hanno rivelato che i pianeti circolano intorno ad esso con un moto elicoidale, trascinati nel suo viaggio all’interno della nostra galassia, proprio come nella spirale del DNA (a tale riguardo consiglio un emozionante video: http://www.youtube.com/watch?v=Fb4RgZUjT6U).

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Il libro di Joe Champion sulla trasmutazione della materia

Anche se il nuovo paradigma è faticoso per noi in quanto ci chiede di rivedere radicalmente la nostra posizione nei confronti di noi stessi e del mondo in cui viviamo e ci consegna a responsabilità maggiori, il fatto di essere parte partecipante, esperente e creante di un meraviglioso e grandioso progetto in continuo divenire fa di noi gli esseri “umani” nel suo vero, compiuto e significante senso.
Io credo che l’umanità sia pronta per questo cambiamento radicale anche se, purtroppo, la struttura della società mondiale è conformata in modo tale da rendere molto difficile riuscire ad uscire dalle maglie strettissime che ci vengono imposte. Ogni nuova tecnologia atta a liberarci in toto, o in parte, dalla dipendenza esclusiva da certi paradigmi economici o mentali è stata fin qui cancellata o sconfessata. Pensiamo in primis a Tesla ed al suo desiderio di regalare al mondo energia naturale a costo zero, pensiamo agli esperimenti sui motori ad acqua o ad aria, ritirati malgrado il successo ottenuto dopo un anno di sperimentazione, pensiamo alla fusione a freddo che esiste, è stata più volte sperimentata e inventata (l’ultima è dello scorso anno:
www.repubblica.it/…/forbes_la_fusione_fredda_italiana_funziona_da_test_indipendenti_ok_all_e-cat-59379551/) e chiediamoci che fine hanno fatto queste invenzioni e perché non ne stiamo usufruendo.
Anche questo articolo ha una conclusione amara: i siti di riferimento del progetto sono misteriosamente spariti. Quello della società “Galaxy wave” risulta essere in costruzione, quello del progetto ADAM ora si è “trasformato” in un motore di ricerca per la vendita di computer. Per quanto riguarda il dott. Joe Champion, la sola informazione reperibile su di lui sono i suoi studi sulla trasmutazione della materia.
Unico sopravvissuto a questa moria informatica è il sito di un ente che si occupa di bambini con diverse abilità: http://theautismblog.seattlechildrens.org/choosing-a-biomedical-therapy-and-autism/ ed alcuni articoli e commenti di qualche anno fa:
http://shop.hauntedcuriosities.com/Aphysical-Dimensional-Access-manager-722102.htm e
http://www.mednat.org/energ_mat/tech_adam.htm
Se a queste considerazioni aggiungiamo il silenzio stampa riguardo alla reale situazione della centrale atomica di Fukushima, nel terzo anniversario dal disastro dell’11 marzo (e non è finita), ed una serie infinita di depistaggi, omissioni ed insabbiature di cui siamo quotidianamente vittime, sorge spontaneo un moto di fastidio e di ribellione: noi tutti abbiamo il diritto di sapere, di partecipare alla conoscenza e di decidere per parte nostra.