Prigionieri del cervello sinistro

Psicologia e neuroscienze

Prigionieri del cervello sinistro

di Maurizio Falcioni. L'identità in cui ci identifichiamo è solo una menzogna strategicamente architettata dal nostro emisfero cerebrale sinistro: ma questa dinamica è causa di cecità e anche di numerose patologie. Come uscirne. Un articolo ispirato alle ricerche del dr. Joaquin Grau

Arthur Rimbaud

Siamo veramente ciò che crediamo di essere? Eppure "tu sei un altro" è un’affermazione scientifica e non solo oggetto filosofico di riflessione. Il poeta Arthur Rimbaud nel suo ormai immortale scambio epistolare Lettere del veggente, conclude una di queste con l’affermazione emblematica: “io è un altro”, dove “io”, in quanto identità simbolica, viene smentito, riconosciuto come un altro, proveniente da una manipolazione della verità. Decade quindi l’aspetto filosofico, ciononostante essenziale alla cornice dei significati, e viene sostituito dalla realtà oggettiva tendenzialmente analogica della scienza moderna.

L’io è una caricatura della nostra vera identità
Per comprendere – e comprendere non significa capire – dobbiamo contattare quella parte occultata e ferita che, per una ragione potremmo dire organica, è stata nascosta al nostro sguardo interiore. Ciò che vediamo allo specchio e nel quale ci identifichiamo è solo una menzogna strategicamente architettata dal nostro emisfero cerebrale sinistro (ECS). Il mondo così come ci viene presentato alla nascita e nel quale stiamo sprofondando è il mondo dell’ECS. Se potessimo garantire alla nostra civiltà di attingere in egual misura alle potenzialità dell’emisfero cerebrale destro così come da secoli facciamo con quello sinistro, non avremmo di certo permesso di schiavizzare altri uomini, spesso natii, per conquistarne i territorio. Avremmo più che altro colto l’occasione per celebrarne l’esistenza.

Hans Berger (1873-1841), inventore dell'elettroencefalogramma.

Un mondo dominato dall'emisfero sinistro
Durante gli inizi del ‘900 il medico tedesco Hans Berger attraverso numerosi esperimenti, riuscì a registrare per primo le onde di frequenza emesse dal cervello. Questa scoperta rivoluzionò per sempre il mondo della scienza e diede il via ad una ricerca che nel tempo coinvolse numerosi ricercatori e scienziati. La relazione che emerse tra le onde cerebrali e le alterazioni degli stati di coscienza, garantì un impegno sufficientemente forte da portare alla luce una verità che ancora oggi viene fortemente contrastata. In ballo c’è la possibilità di scardinare l’intera sovrastruttura e attuare un processo di guarigione su larga scala. La relazione tra il forte condizionamento inflitto dal sistema (ECS) e la manifestazione di numerose patologie.
Non mi soffermerò sulla spiegazione tecnica delle onde di frequenza emesse dal cervello; dirò soltanto che sono racchiuse in quattro bande specifiche che vanno dai 0,5 fino a superare i 30 Hz. In sequenza sono le onde delta, theta, alfa e beta. Di queste quattro, le onde theta hanno il potere di aprire la cassaforte dell’inconscio. Paragonate al filo d’oro di Arianna nel mito del Minotauro, esse rappresentano l’unico autentico legame con la nostra vera storia biografica.

La memoria, alterata dalla struttura cerebrale
La nostra storia è composta principalmente di ricordi che sopraggiungono improvvisamente alla superficie della mente. In percentuale ciò che sopraggiunge è di gran lunga inferiore alla quantità di memoria che possediamo. Oltretutto quello che riusciamo a ricordare durante lo stato cosciente è sempre frutto della fantasia e non unicamente contenuto biografico autentico. L’insieme di questo magma di memorie viene per cosi dire alterato dalla struttura cerebrale a seconda della frequenza attivata.

Magritte "Il falso specchio" (1935).

Vivendo questa esistenza per la maggior parte del tempo di veglia sulle frequenze più alte (beta), non solo occultiamo il ricordo doloroso che ci assale, ma lo falsifichiamo a seconda della sua intensità. Durante la fase del sonno, al contrario, le frequenze cerebrali si abbassano e noi intraprendiamo un viaggio di ritorno all’interno della memoria originaria, oscillando tra stati di amnesia (quelli del sonno senza sogni) a piccoli frammenti di verità attraverso l’innesto delle frequenze theta, che si manifestano per di più tra la veglia e il sonno, generando quello che tecnicamente viene definito “l’effetto schermo”. Sostanzialmente è come attivare il proiettore dell’inconscio e rivedere il filmino della nostra venuta al mondo. Purtroppo ciò che accade durante il sonno è solo un tentativo di guarigione, perché al risveglio l’onda anomala delle alte frequenze beta occulta nuovamente la realtà del mondo reale e ci catapulta con forza nell’illusione di una realtà fittizia.

Abbandono (e recupero) del mondo originario
Sembra - e questo vi diverrà sempre più chiaro una volta cominciato il processo di decondizionamento - che la vita per come ci viene presentata alla nascita è qualcosa di oggettivamente distorto e disarmonico che però non ci lascia scelta; è evidente che per il neonato prendere o lasciare diviene subito prendere e per farlo è disposto a lasciare un mondo meraviglioso non duale e onnisciente. Questo mondo originario che abbiamo abbandonato, diventa però la nostra ossessione perchè intuiamo che in noi qualcosa è stato sotterrato, e soprattutto sentiamo che questo qualcosa contiene una straordinaria forza e lucentezza. Il mondo degli esseri umani oggi è scisso a rappresentazione oggettiva della scissione che avviene in noi o meglio alla condizione organica del cervello; il Giano Bifronte della mitologia che richiama questa condizione.
Se lo stato di veglia è la condizione che il genere umano avvalora come realtà oggettiva e se in questo stato il cervello si trova principalmente sulle alte frequenze beta che corrispondono principalmente all’attivazione dell’emisfero cerebrale sinistro (ECS); se questa condizione (beta) è la causa generatrice del mondo come lo conosciamo: ciò significa che la verità è altrove e possiamo contattare questa fonte di verità attraverso l’unione simbiotica degli emisferi o principalmente attraverso l’attivazione delle basse frequenze (theta) corrispondenti all’emisfero cerebrale destro (ECD).

I giovani di oggi non appartengono al nostro sistema
Possiamo affermare con certezza che questo processo di elaborazione del trauma su scala globale è già cominciato. Purtroppo le fonti che hanno garantito queste scoperte, ancora oggi non vengono sufficientemente viste; è doveroso ricordare il nome di Joaquìn Grau padre dell’anateoresi e massimo esponente di questa nuova psicologia scomoda a gran parte del mondo accademico.

Stephen Wiltshire, un artista autistico, che dipinge New York dopo averla vista dall'alto.

Oggi sono i figli a pagare il prezzo più grande e di conseguenza i genitori incapaci spesso di riconoscere il vero nucleo del problema. In questo sistema che abbiamo definito mondo dell’ECS, i bambini e le bambine che manifesta disturbo da deficit dell’attenzione o ADHD, pur essendo dei geni assoluti, hanno bisogno comunque di un insegnante di sostegno e vengono spesso curati attraverso l’ausilio di farmaci psicoattivi. Questo perché il mondo duale ha delle regole precise e se tu non sei come gli altri, se non hai sviluppato la stessa struttura cerebrale dei tuoi compagni di corso sei visto come un diverso. I bambini autistici sono la prova vivente di uno sviluppo incompleto dell’ECS, hanno doti e conoscenze che non possiamo ancora comprendere perché viviamo su alte frequenze, è come mettersi a dialogare con un neonato o addirittura con un feto. Quando non c’è un io di riferimento, quando il sentire è analogico, l’unica cosa che realmente si genera è la bellezza.

Una strategia di occultazione
Ricapitolando: quello che credi di essere è il risultato di una strategia di occultazione, strategia che ci è stata imposta fin dal momento in cui abbiamo ricevuto i primi stimoli dal mondo duale. Tutto il vissuto autentico che hai immagazzinato a partire dal concepimento fino alla completa formazione del cervello e all’attivazione maggioritaria delle alte frequenze di controllo beta è stato strategicamente rimosso attraverso svariate forme di occultazione; tra queste la necessità di attutire i traumi più dolorosi camuffando la realtà dell’evento originario, facendo diventare per così dire, un padre padrone e violento nella fase perinatale, un esempio di educazione ineccepibile.
Tu non sai nulla di te perché non ti ricordi il passato biografico traumatico che ti ha caratterizzato alla nascita. Per di più sei agganciato ad una storia che ti è stata raccontata da quelli che come te hanno dimenticato o addirittura non sanno la verità su loro stessi. L’importanza dei miti e degli archetipi rappresentano il linguaggio simbiotico dell’inconscio - la biografia occulta - e questo linguaggio di certo non viene espresso attraverso la normale formazione scolastica: anch’essa strategia duale del cervello sinistro occultatore di verità.

Siamo incapaci di ritrovare il nostro vero Sè?
Si vede così il formarsi di un esercito di automi carichi del peso traumatico occultato dalle strategie dell’ECS e di conseguenza spinti verso una dipendenza farmacologica, perché ciò che è stato rimosso a causa del dolore accumulato in esso e insostenibile per la struttura analitica dell’ECS, viene espresso sottoforma di attivazione patologica (AP): in una prima fase manifestandosi attraverso il soma e poi oltrepassandolo, all’esterno di esso, divenendo paura della vita, incapacità ad amare i propri simili; fino all’attivazione di uno stato risolutivo spontaneo che chiamiamo malattie incurabili.

Foto di Jennifer Henriksen.

Il mondo duale, strategico e razionale che viaggia sulle alte frequenze beta, che ormai riconosciamo come il mondo dell’ECS (emisfero cerebrale sinistro), sta determinando una selezione naturale a sua insaputa, producendo una contrazione delle stesse leggi che lo governano e ripiegando su se stesso per poi implodere. Questo si vede chiaramente essere la vigilia di un giudizio universale, dal quale ne usciranno intatte le radici che per natura sistemica sono rimaste ancorate alle frequenza analogiche dell’ECD (emisfero cerebrale destro) attraverso il culto dell’iniziazione e il mantenimento dei rituali analogici tribali.
La morte fa parte dell’esistenza, non possiamo impedirla, ma riconoscerla. La scoperta della scissione organica del cervello, dei suoi emisferi, del funzionamento bipolare e della incompatibilità comunicativa tra i due è una presa di coscienza. Questo non vuol dire che stiamo impedendo alla vita di fare il suo corso naturale. Stiamo pero indebolendo, attraverso la consapevolezza e ancor di più attraverso la ricerca scientifica, il territorio fertile dove vengono depositati i semi amari della patologia. Non possiamo estirpare la malattia con un solo colpo d’ascia, dobbiamo sradicarne le radici dall’interno e questo è possibile soltanto attraverso il ritorno a casa, la prima casa che ci ha accolto in questo mondo e che abbiamo imparato a chiamare utero. Nell’utero, quelli che eravamo non sapevano di essere un io: non erano separati dalla madre e soprattutto non erano in conflitto con il mondo, ma hanno percepito e cicatrizzato il conflitto della madre che lottava per sopravvivere in un modo ostile e senza amore, esattamente agli antipodi del modo di percepire del neonato.

Un modello comportamentale strategicamente strutturato
Ora sappiamo chiaramente che per la maggior parte del nostro preziosissimo tempo viaggiamo sulle alte frequenze beta, che ci impongono un mondo confinato da leggi e governato dal tempo orario. Questo significa che stiamo principalmente usando un modello comportamentale di adozione e strategicamente strutturato. Quello che abbiamo dimenticato di fare è rieducarci al nostro primo autentico modello comportamentale, simbiotico e non duale, che possiamo intercettare soltanto durante alcune frazione tra la veglia e il sonno e durante gli stati di meditazione profonda. Educare la mente a contattare tale stato significa abbassare le frequenze cerebrali e - come Teseo nel mito - seguire il filo d’oro fino all’incontro con il Minotauro (il trauma), allearsi con esso, acquisirne la forza congelatavi all’interno e tornare successivamente a vivere la vita contribuendo al cambiamento epocale di questa povera umanità traumatizzata e governata da altrettanta miseria.

Chi è Joaquìn Grau

Joaquìn Grau.

Fondatore del metodo psicologico e regressivo Anateoresi. Laureato in scienze dell’informazione presso l’Università Complutense di Madrid è stato insignito del titolo di dottore honoris causa dalla Bircham International University “per il suo eccellente lavoro di ricerca e sviluppo nel campo della psicologia”. Per lunghi anni è convissuto con la popolazione indigena degli Auca, i quali non conoscevano l’esistenza dell’uomo bianco. Da questa radicale esperienza egli ha potuto gettare le basi per una nuova psicologia e dimostrare al mondo gli effetti benefici del metodo da lui scoperto. Ad oggi, dopo la sua morte avvenuta nel 2014 la divulgazione del materiale trova profondi attriti, ciononostante la ricerca e gli approfondimenti continuano grazie all’attività svolta dalla struttura di formazione “Centro de Terapia y Formation Joaquin Grau” di Madrid.