La Banca dei sogni

di Roberto Brancati. Nasce in Karmanews un progetto divertente e creativo: l’Istituto di Credito Onirico. Per farlo vivere aspettiamo i vostri sogni, che saranno tutelati (e quindi non svelati), diventando uno strumento per indagare insieme nelle profondità dell’anima.

Nasce la BANCA ICO Istituto Credito Onirico

Ben trovati, ricercatori onirici! È con gioia che vi annuncio che il 26 febbraio, alle ore 10:10 del mattino è nata Banca ICO, l’Istituto di Credito Onirico, altrimenti detto la banca dei sogni. L’ICO, fondata e diretta da chi scrive, in collaborazione con Karmanews, prende il via con l’intento di raccogliere i pollini sparsi, che sono i sogni degli esseri umani, al fine di comporre una collezione in progress di parole, stati d’animo e immagini oniriche atte a fecondare la ricerca. Tale banca dati sarà quindi a disposizione di chi ne farà richiesta partecipandone allo sviluppo.

Il Credito Onirico
Il Credito Onirico è il diritto, che ogni individuo ha nei confronti della vita, di riscuotere ciò che gli spetta per aver contribuito e stare contribuendo all’equilibrio sociale nel quale orbita e coabita. Come si sa, le buone azioni non vengono premiate se non da alcuni rari meritòcrati che riservano rispetto, stima e riconoscenza nei confronti di chi si comporta con benevolenza verso il prossimo. Questo credito è Onirico perché si attua e frutta attraverso l’utilizzo le risorse profonde ed intime del sogno: ultra-volontario e spontaneo come il sogno, il Credito offerto dalla banca ICO è una ricchezza inestimabile che l’Istituto si impegna a tutelare con tutte le forze e le competenze incomprese del sognare.
Il motivo di questa Istituzione in continua nascita è da cercare nelle fortunate e fertili conseguenze dei seminari sul sogno lucido da me condotti in questi anni. Mi sono accorto di queste conseguenze durante l’ufficio di timoniere dell’aula-vascello, mossa dal vento della ricerca appassionata, che ho svolto durante gli incontri intercorsi: le 8 ore giornaliere di seminario sul sogno lucido generavano infatti un alto grado di affinità energetica tra i campi onirici dei partecipanti. Ho allora notato che concentrando per lunghi periodi l’attenzione di più persone sul tema del vissuto onirico, capitava spesso che, invitate a raccontare le proprie esperienze della notte successiva all‘overdose di nozioni sul sogno, le persone coinvolte utilizzassero forme e figure che attivavano immediatamente anche la memoria notturna degli altri partecipanti: persino coloro che arrivavano agli incontri dicendo ”io non sogno” si dovevano ricredere ed ammettere che qualcosa, loro malgrado, di notte, si muove. È come se, rivivendo ed esponendo le proprie intimità, il sognatore illuminasse alcune regioni in ombra e penombra non solo del proprio campo psichico ma anche di quello che di colui che riceve le informazioni provenienti dalle stesse frequenze cerebrali più basse e lunghe emesse dal sognatore (le onde alpha, theta, delta). La dinamica è analoga alla consonanza già teorizzata dal biologo britannico Rupert Sheldrake e nota come Campo Morfogenetico.

La condivisione dei sogni
È però indispensabile sapere che il lavoro di condivisione dei sogni è un processo di estrema delicatezza: la plasticità dinamica della mente che racconta le sue gesta oniriche è talmente elevata che spesso la confusione, che la suddetta illuminazione genera nel sognatore principiante, rischia di mettere in crisi la mente stessa circa i confini tra sogno e realtà. Altra caratteristica sensibile del raccontare i propri sogni è che così facendo si mettono in piazza le proprie stanze più segrete e non sempre la vita privata di una persona può essere resa pubblica senza conseguenze sociali anche potenzialmente drammatiche (si veda, ad esempio, il ricordo, l’ammissione o la presa di coscienza di una violenza subita e le sue possibili ripercussioni sull‘aggressore).
La Banca dei sogni è perciò un ambiente protetto nel quale è garantita la riservatezza dei “correntisti“, dei “conti” e dei contenuti degli stessi, ma nel quale è caldamente incoraggiata la condivisione dell’esperienze in sogno che occorrono agli iniziandi e agli iniziati, specialmente dopo le giornate di seminario o di studio. Le mura psichiche che circondano l’ICO, come gli spazi sacri dei templi di Asclepio, servono a difendere i ricercatori dalle scorribande predatorie ad opera degli stronzi, ovvero di coloro che approfittano della vulnerabilità di chi si espone per trarne vantaggio, anche e in primis a discapito dell’esponente stesso. Si veda ad esempio la subdola aggressione manipolatoria ai danni di un uomo che ha paura di venire derubato e al quale un “professionista” senza scrupoli istilli ancora più profondamente il germe del terrore per vendergli, con nuove minacce, una sicurezza più elaborata … e costosa!

Diventare “correntista”
Tenendo ben presente che nei piani alti di questo Istituto Onirico lo stato di Crisi (dal suo etimo di scelta soppesata), ovvero il momento di indagine coraggiosa delle nostre profondità (paure, manie e deviazioni comprese), sia un obiettivo da raggiungere e perseguire, reputo onesto e rispettoso ripartire regolarmente, con i nuovi partecipanti, approcciando i fondamenti del lavoro che si andrà a svolgere. Per questo daremo comunicazioni, sulle prossime pagine di Essere in Sogno, circa l’avvio di un nuovo emozionante laboratorio sul sogno lucido.
Inoltre la Banca del sogno garantisce interessi davvero favorevoli in quanto, non appena il “correntista” entra nelle aree energetiche dell’ICO, avrà modo di avvertire un incremento della propria attività interiore e di limpidezza che specularmente si rifletterà nel suo mondo esterno. Purtroppo o per fortuna l’iscrizione alla banca non è gratuita ma costa l’invio di un proprio sogno, scritto in maniera chiara e concisa, alla Direzione.

Come iscriversi alla Banca dei sogni
Rinnovo quindi l’invito a scrivere all’indirizzo info@karmanews.it i dettagli di sogno, i cosiddetti indizi onirici, che esulano dalla normale quotidianità del sognatore e sfociano nel mondo dell’assurdo. Una Massa Critica di irrazionalità può entrare di diritto nel territorio della ragione espandendolo.
Istruzioni per l’uso: gli indizi di sogno sono da scrivere in massimo 8 righe di foglio di scrittura, in dimensione del carattere 12 punti.
Per facilitare il form d’iscrizione, vi faccio un esempio di come potrebbe essere l’invio di attivazione del conto, prendendo spunto da come annoto i sogni e nella fattispecie quello occorso due notti fa:
“Milano 24 febbraio 2017 – Sono seduto al tavolo di un ristorante di prestigio quando il cameriere (di origine sudamericana o filippina) che mi sta versando da bere non prende bene una mia battuta di spirito. Infatti prima gli faccio versare acqua nel mio bicchiere e subito dopo gli dico fintamente agitato: “basta… basta!” Lui reagisce prendendo il bicchiere e buttandomi l’acqua in faccia. Io mi alzo molto offeso e teso. Mi rilasso subito quando mi accorgo, guardandolo bene negli occhi, che non ha il minimo senso dell’umorismo”.
Sogno semplice, lineare ma anomalo come situazione.
Il primo invio segnerà dunque la vostra iscrizione alla banca del sogno per la tutela del vostro Credito Onirico.
Nota: non mi stupisco più del fatto che il giorno seguente al sogno descritto mi trovavo di fronte, rientrando in laboratorio dal pranzo, ad un trasportatore andino che sbraitava rabbiosamente in un telefono all’interno del mio ufficio perché non aveva ricevuto dalla casa madre le giuste istruzioni sul trasporto di cui era stato incaricato; ragionando con lui, lo ho riportato alla calma e al suo compito di ritirare regolarmente la spedizione per Napoli; ritiro che è poi avvenuto serenamente.

Il lato ignoto della psiche
Una volta dato il caloroso benvenuto a questo nuovo e avvincente progetto possiamo procedere con la ricerca sul sogno lucido. Se siete giunti fino a questa puntata, la sesta della Rubrica, è forse perché vi siete accorti che ciò che è stato presentato come orrendo, mostruoso e temibile, ovvero il lato ignoto della nostra psiche, è in fin dei conti anche affascinante e ricco di misteriosa bellezza.

Marc Chagall (come gli altri dipinti): “Scene di circo”.

L’indagine sul sogno, oggetto di queste pagine digitali, fu ed è uno strumento di conoscenza delle profondità insondate dell’anima; essendo l’anima potenzialmente infinita, dato che i suoi confini non sono ancora stati individuati, anche questa ricerca di punti di riferimento in un universo ignoto potrebbe risultare tale. La mia personale esperienza mi ha portato a rendermi conto che la capacità razionale, come Leopardi faceva sussurrare al vento del suo “eremo” di Recanati, annega nel pensiero dell’infinito, dell’eterno, dell’assoluto. La mente pensante ha necessità, per radicarsi nella realtà condivisa, di contrasti e di smentite, di verità e di menzogne, di affermazione e pentimento; in una parola: di dualità. Ma la mente razionale non è l’unico utensile adatto all’indagine. La caratteristica del pensiero duale, oltre che essere veicolo di studi su forze, pulsioni, ed energie, è anche l’evidenza del limite logico del proprio metodo in quanto non vuole ammette le innumerevoli sfumature di grigio che portano dal nero al bianco, dal vero al falso, dal ragionevole all’irragionevole; e viceversa. La coscienza dell’uomo è stata considerata allo stesso modo laddove ci si è interrogati sugli stati psichici di veglia e sonno. Nel lavoro sul sogno lucido si trascinano i limiti di uno e dell’altro stato facendone confondere i sottoinsiemi e generando quel caos creativo che, una volta tornato il sereno, permette associazioni ed intuizioni altrimenti impossibili.
Riprendendo il discorso iniziale sull’orrendo, le reazioni biologiche che l’animale-uomo ha nei confronti del pericolo (e l’ignoto, il mostruoso ne sono oggetti indiscussi), ovvero la risposta “combatti o scappa” (fight-or-flight), si possono individuare i corrispettivi energetici nelle esperienze oniriche. Sarà quindi un piacere approfondire questo argomento nella prossima puntata, quando indagheremo sulla natura di uno dei più potenti marker oniro-mnemonici e attivatori di sogno lucido che la natura ci mette spontaneamente a disposizione: la paura.

 

 

Roberto Brancati
Ricercatore nel campo della psicologia del profondo, conduce da diversi anni una costante indagine sulla dimensione dialogica tra il sogno e la veglia e propone dal 2012 il laboratorio sul Sogno Lucido "La Regia Onirica". Poeta e Amministratore dello storico atelier di famiglia che si occupa da più di cinquant'anni della realizzazione di costumi di scena per grandi teatri, coniuga la ricerca onirica con la sperimentazione teatrale: come sarto realizzatore, come attore e di recentemente come regista.