Food ReLOvution

Thomas.Torelli

di Elena Grimaldi. Food ReLOVution è il nuovo film del pluripremiato regista Thomas Torelli, dopo il grande successo di Un Altro Mondo viene alla luce questo nuovo capolavoro.

Thomas.Torelli«Food ReLOVution nasce dall’incontro di due parole, consapevolezza e amore, che hanno segnato il percorso anche del mio precedente film, Un altro mondo». Afferma Thomas Torelli (a dx, nella foto). «Le tematiche che smuovono i miei sentimenti, i miei ardori, la mia sete di conoscenza, sono le stesse declinate in diversi argomenti. Il fatto che tutto e tutti siano interconnessi tra loro, fa sì che ogni azione divenga necessaria nell’equilibrio delle circostanze che la generano e nelle conseguenze che a sua volta genera.
Il film ha la pretesa di fornire strumenti necessari per generare una riflessione di sfatare le consuetudini e di arrivare a un risultato tangibile. Anche amare solo una delle tre categorie trattate (te stesso, l’ambiente, gli animali) porta a un miglioramento. Non solo personale. Bisogna sfatare il tabù che il comportamento del singolo non influisca sul totale. Ogni goccia smuove il mare. Ogni comportamento è importante ai fini del risultato».

L’alimentazione è la base di una vita sana

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Il dr. Franco Berrino, esperto di nutrizione.

Se alla base di tutto sta la vita, l’alimentazione è la condizione essenziale perché prosperi rigogliosa. Essere al corrente che ogni cosa che mangiamo ha una conseguenza legata a più fattori è il primo passo per la salvaguardia del proprio corpo e del pianeta.
Food ReLOVution è un coinvolgente e rivelatore documentario che esamina le conseguenze della cultura della carne in vista della crescente preoccupazione per gli impatti sulla salute, sulla fame nel mondo, sul benessere degli animali e sull’ambiente.
L’obiettivo è mostrare come questi problemi globali riguardino tutti e siano correlati tra loro. Oggi anche solo fare la spesa in maniera consapevole, sapere cosa si compra e cosa si mangia, è il primo importantissimo passo verso un mondo migliore.
LOCANDINAIl film vuole essere uno strumento stimolante di comprensione e di informazione, che ci ricorda che abbiamo il potere di cambiare le cose se vogliamo davvero, a cominciare da noi stessi. Ogni cosa che si mangia ha una conseguenza sul nostro corpo, ma anche sull’ambiente in cui viviamo. E il cibo di origine animale, chiaramente, anche sulle altre specie viventi. Considerando che tutti siamo interconnessi, e alla stessa maniera lo siamo con tutto ciò che ci circonda, ogni cibo che finisce nel nostro piatto è il risultato di una serie di eventi, fattori, effetti derivanti da una nostra scelta. Essere al corrente di alcune dinamiche che regolano l’alimentazione ci mette in condizione di essere responsabili delle nostre azioni, e quindi delle nostre valutazioni.

Ciò che mangiamo condiziona sia il singolo che l’ambiente
«Senza demonizzare chi si nutre di carne, il film analizza anche le trasformazioni che sono avvenute nel processo alimentare nell’ultimo secolo, specialmente negli ultimi quarant’anni», prosegue Torelli. «Essere consapevoli del fatto che, ogni cosa che mangiamo ha una conseguenza ci aiuta a riflettere e ad agire con coscienza, a comprendere l’impatto delle nostre scelte quotidiane. Inquinamento, depauperamento delle risorse naturali, desertificazione, buco dell’ozono, riscaldamento globale, perdita di biodiversità. Possibile che una semplice e apparentemente innocua abitudine alimentare possa provocare tali incredibili disastri?».

Il fisico Noam Mohr
Il fisico indiano Noam Mohr.

Il rapporto stilato dalla FAO nel 2006, Livestock’s long shadow, stima che il 18% di gas serra prodotti ogni anno nel mondo siano da attribuire ai processi coinvolti nell’allevamento di animali, una quota superiore a quella relativa all’intero settore dei trasporti (stradali, aerei, navali e ferroviari), responsabile del 13,5% di gas nocivi.
Il fisico Noam Mohr a tal riguardo ha dichiarato: «Se l’India e la Cina cominciassero a consumare la stessa carne che consumano gli occidentali, il sistema arriverebbe al collasso: una simile domanda non sarebbe più sostenibile. Oggi il 30% della superficie terrestre viene utilizzata per allevare animali destinati a diventare prodotti alimentari, percentuale pari al 70% del terreno agricolo mondiale. Come faremmo con due miliardi di richieste in più?». L’imminente futuro non consentirà consumi di carne, pesce, latte e uova pari a quelli attuali, perché, non ci saranno abbastanza risorse sulla Terra per permetterlo.
Ma allora ci chiediamo: come mai l’essere umano, nonostante tutto ciò, si ostina ancora a mangiare carne e a non modificare l’abituale modello di alimentazione?

Importanti interessi economici
Ci sono importanti interessi economici dietro l’industria alimentare, che nel film vengono analizzati e l’uomo è spinto a consumare prodotti di origine animale perché la società moderna è stata indotta a credere che creino benessere e che siano indispensabili in una corretta alimentazione.

Vandana Shiva
La scienziata e ambientalista indiana Vandana Shiva.

Noi potremmo provvedere al nostro fabbisogno proteico, vitaminico, energetico semplicemente mangiando legumi, cereali, semi, frutta e verdura. Invece mangiamo gli animali. E a nulla vale l’idea di disgusto, di resistenza, di vergogna e di pentimento correlata all’uccisione di un altro essere vivente al solo scopo di saziare la propria ingordigia. Nonostante esista ancora un sentimento etico simile, per giustificare moralmente questa pratica mangiamo cibi derivati da animali che altre persone hanno ucciso al nostro posto o che, come spesso accade, sono macellati e smembrati da sistemi meccanizzati, riducendo l’animale a un numero, un’unità all’interno di una macchina tesa sempre e solo alla massimizzazione del profitto.
Non bisogna affidarsi solo ai dogmi alimentari imposti dalla società ma conoscere ciò che si mangia, l’unico modo per dare inizio alla rivoluzione. Fatta con amore. Con la partecipazione di Franco Berrino, T. Colin Campbell, Thomas M. Campbell, Marilù Mengoni, Frances Moore Lappè, Noam Mohr, Carlo Petrini,Vandana Shiva, Peter Singer, James Wildman.

9 febbraio: la prima piemontese a Torino
Il 9 Febbraio al Cinema Massimo di Torino l’associazione Energylife insieme all’amica Barbara Curti, Monica Bastioni ed il meraviglioso gruppo A Clap For Love è lieto di invitarvi alla prima Piemontese di questo meraviglioso capolavoro che ci farà riflettere e come al solito emozionare. Seguirà alla proiezione un dibattito con il regista Thomas Torelli, Giorgia e Micaela attiviste e antispeciste, lo chef vegano Massimo Fantinati e il fisioterapista, osteopata, kinesiologo ricercatore e scrittore Maurizo Forza, moderati da Roberto Lo Presti presidente dell’associazione.
Info e prenotazioni: 3425034822 (Domenico). L’ingresso è garantito solo ai prenotati e fino ad esaurimento posti.