Amicizia fra cuccioli

Amicizia fra cuccioli

di Diego Santini. Grazie alla pet therapy conosciamo i benefici emotivi che riceviamo dai nostri amici a quattro zampe. Ma questo non vale solo per noi adulti riceviamo, c’è qualcun altro in casa che adora passare il tempo con loro: sono i nostri bimbi.
L’arrivo di un animale si trasforma così un allargamento del nucleo famigliare, che comporta l’inserimento di nuove regole nella vita in comune. Tutti gli animali sono comunicativi e tutti sono dotati di un linguaggio che aiuta noi umani ad entrare in relazione con noi stessi, con i pensieri e le emozioni, diventando così dei veri e propri modulatori di una parte delle nostre comunicazioni e dei nostri sentimenti, anche famigliari.

Il cane, un essere sociale
Quello che sa trasmettere con più facilità è sicuramente il cane, che non è soltanto un essere socievole ma pure sociale, cioè in grado di vivere e rapportarsi con noi. Sa dimostrare fedeltà e rispetto rivestendo all’occorrenza il ruolo di compagno, amico e confidente con un occhio di riguardo proprio nei confronti del cucciolo d'uomo; ed è ormai universalmente riconosciuto il significato educativo di vivere a contatto di un cane.
La brevità dell’esistenza di un animale rispetto a quella umana permetterà inoltre al bambino di conoscere in anteprima la storia della vita, dalla nascita alla morte, dandogli l’opportunità di cimentarsi in vari ruoli: da compagno di giochi ad amico, da genitore ad assistente, quando il suo pet sarà ormai vecchio. Inoltre nel momento della sua scomparsa potrà provare il primo vero e grande dolore della vita, avvertendolo anche come preludio di altri distacchi.

Il gatto, davvero è solitario e indipendente?
Un discorso simile vale pure per il nostro micio che, nonostante voglia apparire come un animale più solitario e indipendente, nasconde invece un animo molto sensibile, fin troppo in certi casi. In questo senso non ama farsi conoscere e solo a pochi “eletti” è concesso di capirlo fino in fondo: e i bimbi sono fra questi. È dimostrato che per i nostri piccoli accarezzare un gatto è fonte di piacere e ha un effetto calmante; come pure percepire le fusa stimola la comunicazione tattile. Qualche volta, ahimè, come in ogni famiglia che si rispetti potranno nascere dei problemi fra cuccioli di specie così diverse, soprattutto quando il nostro amico a quattro zampe subirà dei dispetti da parte del bambino. Non dovremo però aspettarci necessariamente una reazione aggressiva, il suo malcontento o che porti rancore, anzi spesso dimostrerà un atteggiamento rassicurante nei confronti del bambino, facendogli capire a suo modo che cosa vuol dire il rispetto e il perdono. Il dialogo che il bimbo sviluppa con il proprio animale avviene soprattutto attraverso il linguaggio del corpo, quasi sempre per mezzo del gioco, che per i vari cuccioli è una palestra di vita, consentendo ai partecipanti di esplorare e vivere situazioni quotidiane e future, come pure provare l’affascinante sensazione di essere adulti. Con i reciproci atteggiamenti viene così autorizzato (o meno) il contatto e il nascere di una comunicazione silenziosa che è di stimolo alla comunicatività di entrambi.

Un animale per tutte le età
Indispensabile però sarà scegliere un animale all’età e allo sviluppo mentale del bimbo, alla sua indole e all’ambiente in cui è chiamato a vivere. L’età di ogni bambino può essere arricchita dalla presenza di un cane o di un altro animale, proprio per i numerosi significati che questo potrà assumere nei vari momenti della sua crescita.
Per un bimbo di 2-3 anni il pet normalmente costituisce un giocattolo vivente e a quell’età non avrà nessuna conoscenza del comportamento animale: per cui sarà indispensabile la presenza di un adulto per farli interagire. È chiaro che a questa età gli animali dovrebbero essere di per sé inoffensivi o comunque docili e tolleranti per sopportare gli involontari sgarbi del bambino.
A 5-6 anni invece il rapporto cambierà e il bimbo per la prima volta sentirà di avere vicino un amico, qualcuno a cui dare del tu, un essere vivente su cui riversare un interesse emotivo. E così potrà incominciare ad assumere le prime responsabilità nella gestione del rapporto, includendo diritti e doveri, anche se il tutto dovrà svolgersi sotto gli occhi vigili dei genitori.

E quando nasce un fratellino...
Uno dei momenti migliori per l’adozione di un cane potrebbe essere in concomitanza con la nascita di un fratellino. A prima vista sembrerebbe il contrario, eppure anche in questa situazione gli animali sanno venire in nostro aiuto. Potrebbe accadere infatti che l’arrivo della cicogna non sia accolto da tutti con la stessa gioia, generando nel bambino più grande un insopportabile senso di esclusione che potrà essere compensato, almeno in parte, dall’investimento affettivo riversato sul cucciolo. Allevando il nuovo amico il bambino, oltre a giocare, troverà un confidente, un altro fratello che lo aiuterà ad accettare il nuovo componente della famiglia, imparando a fare anche il genitore, ora che quello vero appare ai suoi occhi così distante. Attraverso però i cambiamenti dell’età del proprio animale si accorgerà che le cure dei genitori rivolte al fratellino non lo escluderanno dal loro amore e capirà che il rapporto fra loro sta solo cambiando, proprio come quello con l’animale che gli vive accanto. Questo diventerà adulto quando ancora il cucciolo d’uomo sarà bambino, regalandogli il sogno e la consapevolezza di che cosa vuol dire diventare grandi, al di là degli esempi offerti dai genitori.

Un rischio sociale...
Soltanto dopo i 10-11 ann
i, anche se l’età non deve essere così rigida, i bimbi ormai cresciuti potranno assumersi delle responsabilità maggiori, così da addossarsi gran parte, se non tutta, la cura degli animali. La fase adolescenziale nasconde però un rischio sociale cioè quello di vivere la paura del rifiuto da parte del mondo in cui sta entrando il nostro ragazzo, passaggio da cui può scaturire la chiusura in se stessi, l’autoemarginazione e la difficoltà ad interagire con i coetanei. Il nostro animaletto anche in questo frangente potrà tendere la mano o meglio una zampa ed aiutare a superare queste difficoltà, diventando il mediatore del rapporto fra l’adolescente e l’ambiente di vita.
Chi non hai mai avuto un insostituibile pet in qualche fase delicata della propria vita? Era il miglior amico che si potesse desiderare! Detto questo si può capire come la presenza di un animale da compagnia sia fondamentale come aiuto educativo ed emotivo per ogni bambino o ragazzo nello sviluppo di un rapporto equilibrato con se stessi e con la propria famiglia. I genitori si ritroveranno in casa un alleato prezioso, mai invadente ma sempre presente, che li aiuterà ad insegnare ai propri figli che cosa vuol dire la libertà, l’amore, il senso dell’onestà, la ricerca della conoscenza, il rispetto di sé e degli altri fino al senso della vita attraverso però gli occhi e la voce di un amico a quattro zampe.