My Sweet Lord: musica e spiritualità

La ricerca spirituale che stiamo vivendo da qualche decennio è dovuta in parte anche a George Harrison… Un libro di Sergio D’Alesio

george_harrison_1974(Brani tratti dal libro George Harrison. My sweet Lord: la Via della spiritualità)
Ho incontrato George Harrison in molte occasioni nel corso della sua carriera. Oltre al talento, ogni volta ero sorpreso dalla sua apertura mentale perchè mostrava il tyagi, un totale distacco dalla popolarità come se lui fosse profondamente differente da quello che la gente ascolta nella sua musica. Non a caso, quando i Beatles raggiunsero il culmine della fama, le sue esperienze con la musica indiana lo spinsero a cercare l’onnipresenza di Dio nella musica (nada brahma).
In realtà ancor oggi, a quindici anni dalla sua scomparsa, mi chiedo quali requisiti debba avere una persona per trascorrere su questo pianeta “una vita straordinaria”.
George apparteneva a quel novero, quasi fosse un fiore che germoglia, una pianta che si rigenera di stagione in stagione o un peepal, l’albero di lungo corso che prospera in India… Compositore, chitarrista sublime, filantropo, giardiniere nato, aveva cura per le piccole cose, ma anche un gran senso dell’umorismo, la passione per il cinema indipendente e il circuito del Grand Prix, ma soprattutto possedeva una grande anima.

Le esperienze indiane
george_harrison_in-indiaGrazie a compagni di viaggio virtuali (Swami Vivekananda, Paramahansa Yogananda e Caitanya Mahaprabhu) e reali (Swami Vishnu-Devananda, Maharishi Manesh Yogi, Ravi Shankar, Sri Swami Satchidananda e A.C. Bhaktivedànta Swami Prabhupada) acquisì in progressione la piena consapevolezza del vero significato dell’esistenza.
Nel 1970 con My sweet Lord lanciò al mondo il suo messaggio: “Mio dolce Signore, davvero voglio vederti (Rare Rama), voglio stare con te (Hare Rama), voglio vederti, ma ci vuole così tanto tempo, mio Signore (hallelujah), mio, mio, mio Signore (Hare Krishna), mio dolce Signore (Krishna Krishna), mio Signore (Hare Hare), Gurur Brahma, Gurur Vishnu, Gurur Devo, Maheshwara, mio dolce Signore (Gurur Sakshaat), Parabrahma, Tasmayi Shree, mio, mio, mio, mio Signore (Guruve Namah), mio dolce Signore (Hare Rama)“.
Il suo rapporto con il mondo materiale fotografa la moglie Olivia, il figlio Dhani e la natura. Non a caso il suo ultimo rifugio fu la splendida dimora ad Hamilton Island, un paradiso esotico australiano, dove meditare e riflettere al di fuori del problemi dell’umanità. È lì che spesso soleva dire, ripetendolo sino alla morte: «Tutto è importante, ma nulla lo è veramente. L’unica cosa che non può attendere è la nostra ricerca spirituale che ci connette con il Trascendente».
George non pensava di reincarnarsi, ma voleva una sola vita per realizzare il suo karma, liberarsi dalle catene del mondo fisico e contemplare Dio…

Un libro + il CD allegato In The Garden Of George Harrison
george-harrison-capitanartOltre ad essere un tributo alla vita dell’artista,  i dieci brani del Cd allegato  interpretati da artisti di etnie e nazionalità completamente differenti come Deva Raja, Swami, Hariprasad, Capitanata e Thea Crudi, sono un funzionale supporto per la meditazione, lo yoga e tutte le terapie olistiche.
La musica propone atmosfere profonde e meditative di grande suggestione emotiva che donano all’ascoltatore la chance di portare alla luce la scintilla divina che plasma l’anima umana. Al di là di ogni riferimento al misticismo induista, In The Garden Of George Harrison sottolinea il concetto che tutti noi siamo UNO: una sola anima, un solo cuore, una sola palpitante emozione nata in simbiosi con le vibrazioni dell’universo.
L’ascolto consapevole di queste musiche ci conduce ad uno stato di leggerezza mentale e di benessere psicofisico e ci accompagna dolcemente, ad una energia rinnovata.
L’ascolto sonoro attivo del CD  è un potente mezzo di rilassamento e di esplorazione interiore, in grado di armonizzare e riportare in equilibrio le frequenze energetiche del corpo, donandoci pace e benessere, mantenendoci sani e felici.
I suoni della natura di questo CD sono stati registrati al Sun Temple situato nello stato dell’Orissa in India, vicino alla sacra città di Puri, Tempio dedicato a Surya (la divinità solare), a Rishikesh, Benares, e sulle rive del Gange.

La MT: l’incontro con il Maharishi Manesh Yogi e il ritiro in India
beatles-and-maharishiGià da qualche tempo i Beatles manifestano un profondo interesse per gli elementi della tradizione orientale da inserire nella propria musica e fanno uso di LSD nel tentativo di “espandere i confini della propria coscienza”.
In base al suggerimento di Pattie Boyd Harrison, nell’agosto del 1967 assistono a una lezione tenuta da Maharishi Manesh Yogi presso l’Hilton di Park Lane, a Londra. Invitati a incontrarlo di persona, il guru propone loro di partecipare a un ritiro di 300 persone che si sarebbe svolto nel Galles. Il gruppo accetta e il giorno successivo si ritrova a Bangor insieme ad altre celebrità come Mick Jagger, Marianne Faithfull e Cilia Black, per essere iniziati alla pratica della Meditazione Trascendentale. In questa occasione essi annunciano d’aver chiuso la loro esperienza con le droghe psichedeliche.
“A Bangor nel Galles, durante il convegno sulla meditazione trascendentale, la mattina del 27 agosto è arrivata una telefonata. Non so chi di noi ha risposto, forse John. È sbiancato improvvisamente, sussurrando: “Il nostro manager Brian Epstein è morto”. Si è saputo pochissimo, solo che era stato trovato morto. È strano che sia successo proprio allora, quando avevamo appena iniziato con la meditazione spirituale. Può anche non sembrare una coincidenza. L’aver iniziato un viaggio spirituale è un gran cambiamento per ognuno di noi. Sin da quel momento sono consapevole che le redini della mia vita dipendono solo dalle scelte della mia anima”.
beatles_maharishi-mahesh_yogiPur pianificando un ritiro nell’ashram indiano del guru nell’ottobre di quell’anno, gli impegni legati al film Magical Mystery Tour (arricchita da Blue Jay Way dove Harrison abbandona la chitarra per le tastiere) fanno slittare la partenza all’anno successivo, ma nel frattempo i quattro hanno vari incontri con il Maharishi a Londra.
Al contempo, pubblicizzato dai media come “il guru dei Beatles”, il Maestro inizia il suo ottavo tour mondiale, tenendo lezioni, oltre che nel Regno Unito, in Scandinavia, Germania, Italia, Canada e California attirando al Madison Square Garden di New York 3.600 persone.
Nel gennaio del 1968, per approfondire la meditazione trascendentale e la cultura indiana, George registra nello studio EMI di Bombay The Inner Light (la sua prima canzone edita come lato b di un singolo dei Fab Four, Lady Madonna, pubblicata postuma su LP solo nel 1978 fra i brani di Rarities bonus album del box The Collection dei Beatles). La strumentazione è interamente affidata a musicisti della millenaria tradizione strumentale dell’India come Hanuman Jadev (shehnai), Hariprasad Chaurasia (bansuri), Aashish Khan (sarod), Mahapurush Misra (pakhavaj) e Rijram Desad (harmonium).

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Ravi Shnkar con il suo sitar.

L’idea originaria della canzone è influenzata da un lungo ciclo di meditazioni. La parte vocale registrata alcuni mesi più tardi a Londra con i cori di Paul McCartney e John Lennon prende spunto dal capitolo 47 del Libro della Via e della Virtù, il cosidetto Tao Te Ching, uno dei testi fondamentali scritti da Laotze, il leggendario filosofo cinese padre fondatore del sistema religioso taoista, che si riflette totalmente nella disciplina Karnatak della musica indiana. All’intemo dell’opera, l’artista abbraccia soprattutto l’idelogia legata a La Via del Cielo, che indica alcune regole base che disciplinano un corretto stile di vita: “Quel che è alto viene abbassato, Quel che è basso viene innalzato, quello che eccede viene ridotto, quel che difetta viene accresciuto. La Via del Cielo suggerisce di diminuire a chi ha in eccedenza e di aggiungere a chi non ha a sufficienza. Non è così la Via dell’uomo che diminuisce a chi non ha a sufficienza per donare a chi ha in eccedenza. Chi è capace di donare al mondo ciò che ha in eccedenza? Solo colui che pratica il Tao”.
A sua volta, il testo dell’artista riflette il profondo interesse per la filosofìa induista e la meditazione, quando con una semplicità universale ed illuminante canta: “Senza oltrepassare la soglia di casa, posso conoscere tutte le cose della terra. Senza guardare dalla finestra, posso conoscere le vie del cielo. Più si viaggia lontano, meno si conosce. Arrivare senza aver viaggiato, vedere tutto senza aver guardato…”.

Titolo libro: George Harrison – My Sweet Lord: la Via della Spiritualità
Autore: Sergio D’Alesio
Costo: 25 €
ISBN: 9788899391119
CD allegato “In The Garden Of George Harrison”
Info
: capitanart.it

Sergio D'Alesio
Coordinatore musicale del Gruppo Editoriale Suono, in 40 anni di carriera il giornalista-scrittore approfondisce in progressione ogni aspetto della musica. Sue le monografie dedicate a stelle del rock internazionale e artisti italiani. Ideatore della trasmissione televisiva Storia della Musica Moderna e direttore della sezione musicale di New Age & News Sounds, Keltika, Suono e Play Music, nel nuovo millennio ha pubblicato due audiolibri: Il Codice Gregoriano, unitamente al CD Il Canto del Paradiso e Il Potere Curativo della Musica (da Pitagora alla Musica a 432 Hz) arricchito dai suoni della Therapeutic Health Music - 432 Hz Natural Notes.