Uscire dall’angoscia

Molte persone vivono immersi in stati ansiosi, spesso addirittura nell’angoscia. Come fare per disintegrare tutto questo dolore? Vediamo come si genera la sofferenza e come si può interrompere il processo alla radice

angosciaSiamo immersi in una nevrosi, inutile cercare di nasconderlo; le persone sono afflitte da una strana forma di angoscia spesso camuffata attraverso una maschera di condizionamenti. Le espressioni, mai serene, dei visi che s’incontrano lungo la strada, ci appaiono nervolute e tese. La mente è impura, dominata da pensieri contrastanti carichi di negatività. In essa riecheggia la storia umana, una storia fatta di dominazione e conflitti, prevaricazione e schiavitù. All’apice di questa lunga storia ci siamo noi e il nostro tempo. Come fare per poter disintegrare tutto questo dolore? Per secoli questa domanda è stata predominante nella mente umana: infatti oltre a generare sofferenza la mente cerca anche una soluzione ad essa, ricadendo senza averne cognizione nella stessa dinamica che la genera.
È bene dunque comprendere come la sofferenza viene generata e successivamente tentare di interrompere il processo alla radice. Le persone camminano da un luogo all’altro meccanicamente, non si accorgono che il nucleo della loro vita si manifesta nel mezzo, cioè nel tragitto da un punto all’altro: la meta è solo nella nostra fantasia pechè in essa crediamo di trovare soddisfazione e riconoscimento. Non esiste meta senza consapevolezza del tragitto, senza avere percezione del proprio passo. In queste poche parole si racchiude il nobile sentiero della purificazione, esso si trova nel mezzo, di fatto questo sentiero fu definito: “la via mediana”. Nel mezzo sono in equilibrio, nel mezzo posso osservare ciò che si muove intorno; è nel mezzo che la mente si purifica.

La purificazione della mente
Se davvero vuoi purificare la tua mente e godere dei benefici che essa racchiude all’interno devi abbandonare il tuo vecchio schema comportamentale. Anche se non hai una reale cognizione di esso, puoi vedere chiaramente che ti controlla, sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista fisico. Questo controllo successivamente scenderà sempre più in profondità raggiungendo gli strati più solidi dell’inconscio, genmare-onde-mossoerando quello che in psicologia è definito il carattere.
Le persone che purificano la propria mente cambiano in modo assoluto l’aspetto comportamentale, il loro approccio fisico ed emotivo all’esistenza. Quando la mente si comincia a purificare, di conseguenza possiamo vedere gli errori che abbiamo commesso in passato e possiamo anche rimediare ad essi tramite l’apporto di una giusta azione, finalizzata alla ristrutturazione della personalità. Stiamo comprendendo che la mente si purifica a partire da un punto di vista morale, cioè allineandosi all’armonia naturale dei fenomeni in cambiamento. Nel momento in cui decidiamo di non danneggiare più alcuna forma vivente tramite i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azione, incominciamo ad intaccare lo strato più profondo delle impurità mentali, come un restauratore che pazientemente riporta l’opera d’arte al suo autentico splendore.

L’angoscia come indicazione
Quando incominciamo a renderci conto che la natura dei fenomeni naturali è prettamente effimera, quindi impermanente, tutto lo schema comportamente di base della mente riceve un duro colpo. Il primo campanello d’allarme che la mente farà scattare per difendersi e ritornare alle sue vecchie abitudini lo avvertiremo sottoforma di angoscia. Un profondo vuoto sordo comincerà a farsi spazio all’altezza del plesso solare e da lì come un’onda raggiungerà l’intera struttura di mente e materia. Questo ci fa comprendere che non sempre l’angoscia riguarda una perdita di focalizzazione, a volte invece quando siamo nel mezzo di un lungo lavoro di purificazione dagli schemi condizionati, questa angosciosa sensazione di morte ci indicherà l’esatto innesto di un processo in divenire e quindi la certezza di aver inboccato il sentiero giusto.
internet-distractionLa struttura ego-centrata della mente vive in una sottilissima menbrana, nella quale trova tutto ciò che chiamiamo realtà. Le città, i grandi centri commerciali, la scuola, il lavoro, la politica, tutto l’insieme delle strutture che vediamo attraverso i nostri occhi e percepiamo attraverso i sensi non sono altro che un’infinitesima parte dell’intero oceano di ciò che è autenticamente reale. Questo “reale” oggi è osservato in modo sempre più scientifico; la fisica quantistica osserva la tridimensionalità ribaltando i paradigmi, ci dice chiaramente che viviamo in un mondo bidimensionale, una condizione che ci vede assuefatti all’interno di una sottile lamina di realtà, che però viaggia all’interno di un’infinito spazio multidimensionale. Le persone oggi, miliardi di persone, vivono questa realtà condizionata e ogni giorno la alimentano attraverso gli imput del sistema, un sistema che conosce perfettamente il punto d’innesto del condizionamento: questo punto d’innnesto lo chiamiamo “desiderio”. È naturalmente ovvio avvertire un profondo senso di angoscia nel momento in cui l’intera struttura condizionata viene alterata attraverso la consapevolezza.

L’angoscia può avere una valenza terapeutica
In definitiva l’angoscia che oggi viene percepita da miliardi di persone è sempre e comunque terapeutica. La differenza sostanziale sta nel fatto che la maggior parte delle persone su questo pianeta non ha reale cognizione di essa; questo ci permette di comprendere che la purificazione della mente necessita una comprensione profonda dei processi interni (mente-materia) per non cadere nella meccanicità farmacologica. Il male di vivere non si cura con le medicine ma attraverso una visione profonda dei processi che dominano l’esistenza umana.
naturaL’aspetto calcareo della mente umana riguarda ciò che da secoli è stato ripetuto costantemente senza alcuna consapevolezza delle conseguenze. Il malessere esistenziale che riguarda l’intera struttura di mente-corpo lo abbiamo coltivato parsimoniosamente senza alcuna cognizione del perchè. Tutto l’insieme delle strutture circostanti che definiamo realtà non ci appartengono, rappresentano una crezione effimera ed innaturale appositamente studiata per rafforzare i processi condizionati della mente basati sul desiderio.
Il ritorno alla natura non deve per forza riguardare una fuga dalla realtà innaturale della città e del lavoro comunque lo si voglia intendere, ma uno spostamento dell’attenzione verso l’interno, entrando così in contatto con una natura ancora più intima e preistorica che inevitabilmente si manifesta in noi con la stessa forza generatrice dell’intero Universo: questo spostamento è possibile solo per mezzo di una pratica quotidiana. Diffidiamo quindi dai profeti moderni che vogliono illuderci nel dare un risultato solo per mezzo della comprensione intellettuale, vomitando parole su parole senza però concretizzare un lavoro effettivo basato su un metodo.

La mente si purifica con la pratica quotidiana

Dipinto di Charles R. Knight raffigurante una scena di caccia alla tigre.
Caccia alla tigre, di Charles R. Knight.

L’ultima parte di questo breve assunto lo concentreremo sull’importanza del metodo. La mente deve essere rieducata, domata come si fa con un animale selvatico. La forza che risiede all’interno dell’animale deve diventare nel tempo un valore aggiunto che garantirà la corretta focalizzazione progettuale.Principalmente vediamo come un reale cambiamento di rotta su quelli che sono i punti cardine di una corretta condotta morale, ci proietta verso una maggiore focalizzazione dell’obbiettivo. Essere nel giusto e quindi in armonia con le leggi che governano l’universo accellera il processo di purificazione donandoci una maggiore spinta di osservazione per ottenere la più alta forma di decondizionamento: il sopraggiungere di una nuova visione della realtà, corretta visione del mondo attraverso la saggezza.
Tutto ciò è possibile per mezzo del duro lavoro quotidiano di osservazione. Osservare i processi naturali che susseguono dando vita al cambiamento, il legame intrinseco tra mente e materia che si manifesta sulla superficie corporea attraverso le sensazioni: è necessario osservare queste ultime, osservare il sorgere e passare attraverso di esse, osservare la profonda radice del condizionamente attraverso la struttura corporea, senza più cadere nell’indemed41-1ntificazione con i processi mentali che ormai si manifestano principalmente intossicati.
La pratica è il punto di svolta per affrontare questo delicato perido di transizione. Fermarsi ogni giorno per almeno un’ora e cominciare ad osservare la vita dall’interno, osservare il processo del cambiamento, la trasformazione delle forme che si dissolvono per apparire nuovamente. È necessario interrompere qualunque tipo di forzatura, qualunque tipo di esercizio portato all’eccesso, l’intero essere deve armonizzarsi alla frequenza naturale del respiro: da lì emergerà il dolore che abbiamo coltivato per secoli e da lì, osservandolo senza giudizio e con un cuore disponibile possiamo liberarcene.

 

Maurizio Falcioni
Ricercatore indipendente, dopo 10 anni di terapia analitica, ha approfondito numerosi metodi terapeutici. Svolge incontri di gruppo utilizzando come base le costellazioni familiari. Il suo lavoro è finalizzato all'osservazione delle cause del trauma nella sfera perinatale e sistemica. I suoi link: *https://mauriziofalcioni.wixsite.com/mauriziofalcioni/partecipa-agli-eventi *https://mauriziofalcioni.wixsite.com/mauriziofalcioni/consulenza-di-aiuto-counseling