La casa, un ambiente sacro

I principi del Feng Shui

La casa, un ambiente sacro

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Roma. L'archtetto Marzia Mazzi.

Anche se in Europa si parla del Feng Shui già da diversi decenni, probabilmente non è così ben conosciuto, vista la tendenza di certi temi a sembrare una moda o una fissazione per pochi eletti. Il Feng Shui è una disciplina di origine cinese, che si occupa delle relazioni tra uomo e ambiente abitativo. Nasce più di 5000 anni fa per rispondere alla necessità dell’uomo di comprendere come meglio posizionarsi ed utilizzare il territorio per trarne massimo supporto.
Per approfondire il tema ne ho parlato con una esperta emergente di grande rilievo nel panorama italiano: Marzia Mazzi, (a destra) architetto che da anni si occupa di approfondire e sviluppare la disciplina Feng Shui nel nostro Paese.
«Le origini», spiega Marzia «sono ancora più antiche della Cina. Hanno origine probabilmente dall’osservazione di mammiferi e altri animali da parte dei primi uomini. Il Feng Shui nasce sicuramente dalla necessità dell’uomo preistorico di capire come i cicli naturali e l’ambiente influenzavano la sua sopravvivenza quotidiana.  In maniera del tutto naturale egli iniziò quindi ad osservare come si comportavano gli animali e in particolare i mammiferi, la specie cui appartiene. Vide che i mammiferi si rifugiavano nelle tane, soprattutto durante la notte, quando il sonno comporta un brusco abbassamento delle difese attive. cavernaAvvenne quindi che – per necessità di sopravvivenza – l’uomo preistorico iniziò a comportarsi come i suoi simili occupando i primi ripari naturali, le caverne. Dai reperti archeologici giunti fino a noi, probabilmente le più ambite furono le caverne rivolte a sud, dove l’esposizione costante al sole garantiva maggiore illuminazione, un ambiente più asciutto e quindi più salubre, un livello di temperatura più confortevole. Possiamo considerare la caverna come una sorta di prototipo del concetto di abitazione: la sua struttura – chiusa su di un lato (contro-terra) ed aperta sull’altro – consentiva di ricevere protezione e al contempo avere controllo sul territorio».

Armonia ed equilibrio
Personalmente ritengo che ciò che può sembrare un comportamento dettato da una logica intuitiva-deduttiva del tutto naturale, rivolta alla sopravvivenza, abbia anche un significato più profondo. Ce lo insegnano da una parte la scienza, dall’altra la concezione sacra della vita delle popolazioni indigene.
Per quanto riguarda la scienza cito, come mi è capitato più volte, il fisico quantistico Fritjof Capra, che tra le sue numerose pubblicazioni annovera un libro importantissimo pubblicato di recente La concezione sistemica della vita; basti sapere, in estrema sintesi, che nel volume dimostra, insieme a un altro illustre scienziato, Pier Luigi Luisi, come nella vita e nell’universo ogni cosa sia collegata a un’altra. I due luminari spiegano come la natura della vita sia cooperativa e come tutto quanto avviene, dalle reazioni tra elementi chimici ai sommovimenti geologici o planetari, dalle reazioni biochimiche ai grandi flussi migratori di animali o persone, segua logiche di sviluppo che tendono all’armonia e all’equilibrio. Detto in parole povere: le cose non avvengono a caso, mai, bensì seguono determinati schemi che si manifestano per proteggere e sviluppare la vita. Da qui l’idea che qualsiasi disciplina, incluso il Feng Shui, sia in realtà un sistema naturale, in questo caso codificato da uomini della Cina antica per vivere in modo più armonioso.

Un'immagine sul Feng Shui della Dinastia Ching.

Un'immagine sul Feng Shui della Dinastia Ching.

Per quanto concerne la concezione sacra delle popolazioni indigene, esse non solo vivono (quando non sono devastate) in armonia con l’ambiente naturale, ma percepiscono o, se vogliamo, intuiscono la natura spirituale di ogni elemento facente parte del territorio, da una caverna a un albero o una vallata. Quando si parla dunque di scelta di dove stare, dove muoversi e dove operare, non si tratta dunque solo di praticità volta alla sopravvivenza, bensì, se vogliamo, di dinamica cosmica all’interno di geometria sacra. Abbiamo un ambiente, un universo sacro dentro al quale ci muoviamo secondo una logica mistica.
La sacralità del territorio e della sua geometria è stata celebrata a più riprese nella storia con la creazione di paesaggi sacri, con l’inserimento, all’interno di paesaggi naturali spettacolari, di elementi architettonici a volte del tutto sorprendenti, vedi le Piramidi egizie e Stonehenge, piuttosto che le cattedrali gotiche. Senza arrivare a queste opere ciclopiche antiche e antichissime, la sacralità dell’architettura si può ravvisare anche in opere più modeste e non necessariamente con finalità esclusivamente spirituali o rituali. D’altra parte le abitazioni, nel passato, spesso sono state concepite sì come un rifugio per la famiglia, ma anche luoghi sacri e di culto dove si officiavano riti quotidianamente.

Una disciplina con contenuti mistici e spirituali
Per tali ragioni il Feng Shui non è solo un’arte per “vivere bene” e in armonia, bensì una vera e propria disciplina con contenuti mistici e spirituali. Ma non si tratta di un vezzo per ritornare al misticismo, bensì di una necessità, per riappropriarsi del sacrosanto diritto a vivere la vita quotidiana non solo come un fatto materiale, ma anche spirituale. Anche se questo non significa diventare necessariamente dei mistici.
«Il Feng Shui», continua Marzia «non si occupa solo dell’architettura degli interni. Esiste una sorta di continuità tra esterno e interno. A differenza di quanto comunemente si creda, gli esterni sono la prima parte ad essere presa in considerazione. Occorre valutare come l’abitazione si va a inserire in un determinato contesto. Gli esterni hanno un’importanza del 60-70% in un’analisi di Feng Shui.
feng_shui_gardenL’uomo è in primo luogo un mammifero. Gli animali nel momento in cui stabiliscono di assumere un luogo ad abitazione ne osservano la posizione, la geografia, l’approvvigionamento d’acqua. Solo in un secondo tempo viene individuato il luogo preciso dove realizzare la tana e il suo contenuto. Tutto questo avviene anche oggi per l’uomo moderno che, prima di scegliere una nuova abitazione, fa lo stesso tipo di considerazioni più o meno consapevolmente.
Banalmente, anche il mercato immobiliare segue le stesse logiche. Una casa ben posizionata rispetto all’ambiente, al panorama e al corso del sole e quindi gradevole e ben illuminata vale di più di un’altra in posizione meno felice, a parità di servizi interni.
Per spiegarmi meglio devo partire dall’etimologia del termine. Feng significa Vento e Shui Acqua. Due elementi che modellano visibilmente il paesaggio. Sono inoltre i due elementi indispensabili alla crescita e alla vita: aria e acqua. Il Feng Shui si occupa quindi di creare le migliori condizioni per lo sviluppo e la crescita della vita. Lavora sui bisogni di base in natura, per soddisfare in primis i fattori fisiologici e di sicurezza, quelli alla base della piramide di Maslow, e consentire così alla persona di vivere su un terreno “solido” che gli consenta di esprimere al massimo i suoi potenziali. Anche la psicologia, parlando di sviluppo sano del bambino, evidenzia l’importanza di creare un ambiente emotivo – ma non solo – che gli trasmetta senso di sicurezza».

capanna-celtica

Una capanna celtica.

Una tradizione che è anche occidentale
I primi reperti archeologici riferibili al Feng Shui risalgono al 5/6.000 AC anche se la nascita è ritenuta precedente. Discipline con contenuti simili si ritrovano in tutte le grandi culture antiche del mondo, ad esempio in India con il Vastu Shastra, o presso Etruschi e Romani.
Gli Etruschi avevano personaggi chiamati Aruspici che per la valutazione di un territorio osservavano anche le viscere degli animali. I Romani misuravano con attenzione il territorio dove costruire. Ma a differenza del Feng Shui - che in Cina è sempre stato sostenuto dal potere politico e quindi trasmesso con continuità nel tempo - la nostra tradizione ha subito delle interruzioni nel passaggio delle informazioni.
«In Europa, e anche in Italia, nel corso della storia, eventi come ad esempio l’Inquisizione, hanno distrutto un ampio bagaglio di informazioni provenienti dal passato», continua Marzia Mazzi. «E rifarsi al Feng Shui oggi significa quindi recuperare anche parte del nostro patrimonio di conoscenze. Ma la provenienza, per così dire, esotica, di tale disciplina, ha contribuito a creare una certa confusione nel settore.
Molti libri di Feng Shui attuali sono ancora intrisi di antiche superstizioni cinesi. Vediamo meglio il perché. Riprendiamo per un momento la storia: sappiamo che l’unico ostacolo alla diffusione e allo sviluppo del feng-shui-palle-di-granioFeng Shui in Cina è da imputare a Mao Tse Tung, che fece bruciare diversi testi. All’epoca molti maestri della disciplina fuggirono a Hong Kong, considerata un po’ come la culla di questa tradizione. Il Feng Shui da Hong Kong si mosse poi negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna. Infine si diffuse in Europa, arrivando in Italia verso la fine degli anni ’60. Da qui fino agli anni ’80 culture come il movimento Hippy e la New Age - che ebbero il grande merito di trasmettere a un grande pubblico certe tematiche - furono però costrette a un’eccessiva semplificazione. Tale semplificazione danneggiò il Feng Shui riconosciuto a lungo come il posizionamento di fontanelle e lucine colorate. In realtà si tratta di un insegnamento per relazionarsi in profondità con l’ambiente.

La comunicazione tra spazio, uomo e ambiente
Un punto importante è la comunicazione tra uomo, spazio e ambiente. Sappiamo dalla psicologia e dalla neurologia che la comunicazione tra umani è dovuta al 7% a parole e significato, al 38% a suoni vocali e per il 55% a segnali non verbali. Tra uomo e ambiente tutto si gioca a livello di segnali non verbali. Quali sono? Dimensioni dello spazio, temperatura, suoni, odori, etc. Tali elementi comunicano con il nostro istinto profondo e tutto avviene automaticamente nei primi tre secondi di incontro con uno spazio. Ed è proprio l’istinto profondo che si occupa di vigilare sulla nostra sicurezza e sul benessere. La reazione è immediata, e conosciuta dalla psicologia come fenomeno fight or flight, combatti o fuggi. Adrenalina e noradrenalina inducono immediatamente una reazione. Queste reazioni si manifestano proprio nella valutazione istintiva dell’ambiente dove vivere. Per trovarmi a mio agio devo vivere in un ambiente che comunichi sicurezza e mi induca al rilassamento. La casa è come un prolungamento del nostro corpo. Come il corpo la casa ha un davanti e un dietro, un sopra e un sotto.

Cina. Le caverne di Guyaju.

Cina. Le caverne di Guyaju.

Le prime caverne paleolitiche offrivano anzitutto un riparo sicuro e una buona visibilità sull’ambiente circostante. Erano dunque posizionate in genere su alture, col retro chiuso e di fronte un accesso con visibilità sul territorio. Quando la conformazione del territorio lo consentiva veniva privilegiato l’orientamento a verso sud, per ragioni di illuminazione, umidità e calore. Ogni abitazione, tendenzialmente, fino alla metà del secolo scorso, ha ricalcato uno schema strutturale di questo tipo. Dalla metà del ‘900, con l’avvento massiccio dell’elettricità e del riscaldamento nelle abitazioni l’uomo iniziò a pensare di essersi affrancato da tale dipendenza dall’ambiente. Iniziò a costruire con differenti orientamenti. Si dovette arrivare agli anni ’70 per rendersi conto che un buon posizionamento rispetto al sole e una buona organizzazione e suddivisione di zona giorno e zona notte potevano far risparmiare sul riscaldamento e l’elettricità.
La nostra abitazione rappresenta noi stessi, ma non solo in relazione al suo contenuto, bensì anche in relazione all’ambiente esterno. La nostra casa parla di noi e ci mette in relazione con l’ambiente e il territorio. Trovarsi bene in casa propria significa che si è riusciti a creare un ambiente in armonia con se stessi. Questo può avvenire per tutta la vita con la stessa casa o per periodi più o meno brevi o lunghi. Quando una persona si presenta a un esperto per una consulenza Feng Shui di solito è perché si trova in un periodo di profondo cambiamento interiore.
In generale potremmo dire che la casa è una proiezione nello spazio della nostra condizione psicologica. Sentirmi protetto alle spalle mi dà conforto sul piano della sicurezza e della salute, mentre spazio e ambiente che vedo davanti sono in qualche modo la mia visione sull’apertura e sul futuro. Paradossalmente una casa che non presenti sul davanti un panorama straordinario può significare molte cose, non necessariamente negative. Ad esempio che mi trovo in un periodo in cui sento la necessità di concentrarmi maggiormente sull’interno di me stesso. L’analisi della situazione di un’abitazione avviene considerando diversi fattori, incluse le direzioni cardinali, la planimetria, la disposizione dell’immobile, la disposizione degli ambienti, degli arredi e degli oggetti all’interno. Tale analisi permette di avere informazioni sulla situazione psicologica, sociale e di relazioni di chi ci abita».
(1a puntata - continua)