I bambini delle favelas

Visita al centro Parati e alle favelas brasiliane

I bambini delle favelas

«Per chi vuole vivere un’esperienza di volontariato», racconta l'autore di questo articolo «proponiamo in primo luogo un workshop di dieci giorni in cui si impara a conoscere il complesso ambiente delle favelas ove operiamo. Qui entra in contatto con i bambini che frequentano il centro»

bambiniDire qualcosa di nuovo sui viaggi e sul viaggiare non è facile. Tutto è stato detto: tuttavia un aspetto del viaggiare forse non ancora considerato come merita è quello terapeutico. Tutti sanno, anche solo per intuito, che il viaggio possa avere una valenza terapeutica, per esempio sulla depressione e forse su qualsiasi altra malattia. È ovvio che una edificante oppure spensierata esperienza di viaggio possa avere un effetto benefico sul fisico e sulla psiche. Quello che è meno ovvio il fatto che si possa letteralmente pianificare un viaggio con l’intento di curarsi da una malattia o riprendere contatto con le profondità di se stessi. Come? Vediamo cosa possiamo scoprire.

Condividere un'esperienza solidale
Ci sono tanti modi. Ma per andare sul concreto sono costretto a tirare in ballo l’esperienza personale di alcuni anni, questa volta non come viaggiatore, bensì come ospite di viaggiatori che visitano il nostro centro a Rio de Janeiro. Ogni anno vengono a trovarci persone da ogni parte del mondo, ma soprattutto italiani, che si fermano da noi per periodi variabili da una settimana a diversi mesi. parati222Al di là di coloro che si fermano soltanto per usufruire del nostro servizio di B&B, che ci serve per il mantenimento del progetto, diverse persone intendono vivere un’esperienza solidale oppure spirituale o di volontariato. Non cercano solo svago, relax e fuga dallo stress, bensì intendono immergersi in un progetto di empatia e aiuto reciproco che coinvolge decine di persone. Se vogliamo si tratta di un’esperienza di mindfullness in senso lato. Ovvero, al nostro centro pratichiamo e facciamo praticare, a chi lo desidera, anche la meditazione; ma al di là di ciò, tutta l’esperienza di permanenza in loco è una meditazione.
Cosa accade in pratica? C’è chi intende vivere un’esperienza di volontariato vera e propria. In tal caso proponiamo in primo luogo un workshop di dieci giorni nei quali l’aspirante impara a conoscere il complesso ambiente delle favelas ove operiamo. Entra in contatto con i bambini che frequentano il centro quotidianamente. Si tratta di bambini poveri, con famiglie spesso fortemente disagiate, a volte abusati, quasi sempre abbandonati sul piano educativo.

case2Nei dieci giorni di workshop si visitano anche favelas, ambienti suburbani, altre realtà di volontariato, si entra in contatto con persone, gruppi e famiglie che poco hanno a che fare con l’ambiente di provenienza del partecipante. Persone che affrontano realtà davvero difficili, spesso reagendo in maniera totalmente diversa da quella del pattern medio occidentale, nel quale sono tipici la lamentela e la depressione. Ci si rende conto così della relatività della propria esperienza di vita concreta, si smette, baracchein parole povere, di continuare a pensare ossessivamente a se stessi, per entrare in una dimensione di empatia e condivisione che, alla fine, sarebbe quella realmente corretta.

Aiutando gli altri si superano i propri problemi
Dopo il workshop l’esperienza può essere prolungata di settimane o mesi. La depressione spesso scompare in fretta e, successivamente, si possono curare così patologie di ogni tipo. Persino la cura di patologie anche gravi, come il cancro, può essere sostenuta da un’esperienza del genere. Secondo ricercatori come Ruediger Dahlke, un noto medico e psicoterapeuta, autore di numerosi testi riguardanti il rapporto tra malattia, psiche e autocoscienza, le neoplasie possono manifestarsi per riempire vuoti che il corpo percepisce come fisici, mentre si tratta di vuoti psichici e spirituali.
Naturalmente un’esperienza di volontariato può realizzarsi anche con l’ambiente, con le piante, l’agricoltura, gli animali. Ma l’interazione con altri esseri umani molto spesso può rivelare una efficacia ben più profonda. Per non parlare dell’enorme valenza terapeutica della relazione con i bambini. Secondo Giordano Bruno “i bambini si portano dentro una magia naturale, che a poco a poco, crescendo, sono costretti a distruggere ed allora cominciano a pregare: la santissima Trinità, i santi, la Madonna, una grande Madonna azzurra con gli ori e gli incensi. Dobbiamo imparare a respirare e riscoprire gli alberi, le pietre, gli animali e tutta la macchina della Terra: hanno un respiro interno, come noi. Hanno ossa, vene, carne, come noi”. E spiega Don Juan, il mitico maestro di Carlos Castaneda: “Essi [gli antichi veggenti n.d.r.] videro nei bambini le Emanazioni Luminose”.

I bambini e il Tutto
In poche parole aver a che fare con i bambini, e contemporaneamente con la natura, crea le condizioni per esperire realmente come “Tutto sia Uno”, come spiega il fisico quantistico e filosofo David Bohm nella sua teoria del paradigma olografico. La propria esperienza negativa di prima diventa così un puntino luminoso in un universo infinito, utile per capire qualcosa e non per accartocciarsi su se stessi fino alla morte.
*ragazzi_sorrisiSembra un bellissimo sogno, me ne rendo conto, invece si tratta di una realtà non così facile da sperimentare, poiché occorre il coraggio di mettersi in gioco, ma facile da raggiungere, basta la volontà per farlo. E per citare ancora il vecchio sciamano Don Juan: “La volontà è qualcosa che ci fa vincere una battaglia che, secondo ogni calcolo, si dovrebbe perdere”. È per tale ragione che questo tipo di battaglia si chiama volontariato, basta volere.
Tutti gli anni, anzi, tutti i mesi, accogliamo volontari oppure ospiti che intendono solo sperimentare quella che chiamiamo “esperienza solidale”. Arrivano dalle grandi città europee stressati, agitati, grigi e tristi. Puzzano di ufficio e parlano di cose che chi vive sempre immerso in quanto ho descritto prima, sentono lontanissime, ridicole e al tempo stesso tremende. Pezzi di legno, con lo sguardo sfuggente, che non sono più nemmeno capaci di abbracciare. Dopo pochi giorni hanno una faccia diversa, dopo altri giorni una luce diversa, dopo dieci giorni la loro aura ha ricominciato a ricostruirsi. Dopo settimane o mesi hanno ormai “deciso” di cambiare la loro vita, una volta per tutte. Al momento della partenza per il ritorno a casa non vorrebbero più andare via, quasi sempre piangono, abbracciano stretto, guardano negli occhi in profondità.

Un sogno da realizzare
Sembra un sogno esagerato lo so, ma si tratta invece della semplicissima realtà. Basta spostare il punto di vista sull’universo e quindi, naturalmente, anche su se stessi e sulla propria vita, per togliersi dall’ossessione della propria vita, della propria realtà, delle proprie malattie, delle proprie cose, per percepire le cose come realmente stanno. Niente è di nessuno. Tutto è uno.
parati43In pratica è possibile vivere un’esperienza simile  in molti posti del mondo. Il nostro centro Para Ti è particolarmente fortunato, non solo poiché situato in una delle città più belle del mondo, Rio de Janeiro, ma anche perché si trova immerso nella natura, nel Parco Nazionale di Tijuca, con le montagne da una parte, e dall’altra, a 400 metri, la spiaggia sull’Oceano Atlantico. È così possibile vivere un’esperienza integrata di volontariato, profonda interazione con la meravigliosa popolazione locale, meditazione, ecoturismo e sport. Spesso, insieme ai volontari realizziamo escursioni proprio con i bambini.
Parati31In alcuni periodi dell’anno il Centro ospita gratuitamente sciamani e curanderos indigeni, che vengono a Rio per proporre il loro artigianato e alcune loro attività. È possibile in tali occasioni partecipare a rituali e cerimonie, percorsi terapeutici e pitture corporali. L’interazione del Centro Para Ti con gli indios è profonda poiché fa parte del nostro cammino evolutivo e intendiamo sostenerli nella loro lotta per la sopravvivenza. Stiamo realizzando un libro con un curandero sulla filosofia degli indios Fulni-ô del Pernambuco. Diverse volte ogni anno realizziamo eventi di meditazione collettiva, Diksha e Puja. Una volta all’anno abbiamo ospite il grande Guru indiano del Tamil Nadu, Atma Nambi. Di tanto in tanto organizziamo eventi artistici e musicali e spesso ospitiamo artisti per residenze d’artista.
Collaboriamo con il vicino Centro di Cultura sciamanica “Casa da Aguia” (Casa dell’Aquila) dove si tengono eventi, cerimonie di fuoco sacro, capanne del sudore e percorsi terapeutici tra grotte, piscine naturali, foresta e cascate. Il tutto in un ambiente che risulta realmente essere come una grande famiglia.

(foto e testo di Mauro Villone)

Per saperne di più:
www.parationg.org
E sui tour nelle favelas: www.favelaparatitour.com